RESPIRA

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Fluire con l’Universo è una condizione a cui ambisce ogni persona che segue una filosofia di crescita personale e spirituale. Lasciarsi andare al fluire della vita “pare” cosa semplice: in realtà e soprattutto per noi occidentali, è piuttosto complicato. La routine così pressante è tutt’altro che fluida e tende a inglobare l’intera nostra vita in un ingranaggio fatto di mille ruote che girano a favore della paura. L’uscita da questo genere di ingranaggio, per quello che è la mia esperienza, è una condizione da compiere passo dopo passo, senza fretta, guidata da una attenta e continua consapevolezza.

“Cercare di capire è come sforzarsi di vedere attraverso l’acqua melmosa. Resta immobile e lascia che il fango si depositi. Rimani immobile finché non giunge il momento di agire” scrive Lao Tzu nel V-III secondo a.C. e questa frase mi ha incuriosito sin dalla prima volta che l’ho letta: l’associo al cambiamento, la condizione primaria dell’essere umano. Il cambiamento appartiene alla vita stessa, in quanto in ogni attimo di respiro è presente. Eppure molti di noi lo vivono come una frustrazione, con ansia e paura, resistendo ad esso come se fosse qualcosa di terribile. La mia personale esperienza legata ai cambiamenti della vita era di ammalarmi fisicamente. Confesso che, ogni tanto, è una modalità che ricerco ancora e lo faccio con un po’ di consapevolezza in più.

Il suggerimento di restare immobili lasciando che il fango si depositi è una metafora molto utile. Infatti, generalmente, nei momenti di cambiamento c’è parecchio affanno. La volontà di cambiare nasce da una condizione di staticità nella quale ci troviamo a camminare con ristrettezza e difficoltà. E’ fatta di idee incrostate, di pensieri bui e talvolta così oscuri da non vedere la fine del tunnel, proprio come potrebbe essere il fango smosso dall’agitarsi continuamente. Per poter vedere con chiarezza, ci vuole un momento in cui si ferma la musica assordante dei pensieri ingannevoli per lasciare il posto al silenzio del respiro.

Io faccio così: mi prendo un attimo in solitudine. Se posso vado nella natura, altrimenti cerco un luogo che mi protegga per il tempo necessario a ritrovare attraverso il respiro, la pace. Mi siedo con la schiena eretta, appoggio le mani sull’addome, 3/4 dita sotto l’ombelico, immaginando in quel punto un braciere che brucia ogni pensiero di scarsità che si affaccia alla mia mente, e inizio a respirare proprio in quel punto. Creo un canale virtuale che dai miei pensieri raggiunge l’addome. Ogni pensieri di ansia, paura, scarsità lo immagino bruciare e trasformarsi in qualunque immagine possa potenziare la mia energia. Resto il tempo necessario a calmare il trambusto dei pensieri. Generalmente, dopo questa attività e con la mente predisposta a trovare una soluzione, arrivano idee che portano ordine.

Questo è uno dei tanti modi per ristabilire il contatto con se stessi. Il respiro consapevole aiuta a far scorrere nuovamente il sangue in modo corretto, abbassando la pressione sanguigna e facendolo arrivare fino al cervello che si riconnette, iniziando a cercare i file di soluzione e mettendo al loro posto quelli di ansia e paura. Questo è fluire e lo possiamo fare anche noi occidentali, in qualunque posto ci troviamo, perfino seduti alla fermata del tram: basta essere un po’ allenati.

Durante le coaching prevedo almeno una sessione nella natura, in qualunque stagione. Il silenzio, l’energia della terra e dell’acqua, i piccoli animali che incontriamo, gli alberi e i fiori contribuiscono ad alleggerire il peso del momento. E’ una delle possibilità per semplificare la vita, renderla più efficace ponendosi in sintonia con il naturale fluire dell’universo.

“Che ci si trovi davanti a un amico o un nemico, una perdita o un guadagno, la fama o l’infamia, i Saggi non vengono meno alla loro serenità. E’ questo che li rende così straordinari” Lao Tzu

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Un pensiero su “RESPIRA

  1. Fluire non è affatto facile!ogni giorno è una sfida meditare cercando di osservare i contenuti della mente che non mi piacciono,senza mettere in moto il meccanismo di reazione collerica(ogni tanto mi accorgo di “funzionare”ancora cosi’),ma concentrarsi sul respiro è sempre un buon metodo per ritornare al presente,l’unico luogo dove il cambiamento è possibile…grazie Giò

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