ACTION REACTION

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Oggi riflettiamo su questo pensiero: “Non attraiamo ciò che vogliamo ma quello che siamo.” Per cui è cambiando i nostri pensieri che cambieremo la nostra vita.

Una persona che pensa in modo propositivo, avrà più facilmente una vita felice. Una persona che pensa in termini di privazione, avrà più facilmente una vita che sembra fatta di confusione e paura. Questo è facile da pensare. E da questo pensiero è logico dedurre che quando riduciamo i nostri pensieri distruttivi, il mondo intorno a noi diventa più semplice da affrontare e disponibile ad aiutarci.

Ogni insieme di circostanze, per quanto terribili possano essere, offrono un’occasione unica di crescita. Non c’è nessuno a cui poter attribuire la colpa di ciò che accade. L’unica persona a cui far riferimento in termini di “responsabilità” siamo noi stessi . Ed è proprio questo l’aspetto positivo da riconoscere in un momento di difficoltà: ogni individuo è responsabile della propria mente e autore della propria vita. Questa forma di pensiero ci eleva da esperti conoscitori della varietà e del terrore dei limiti, a esperti conoscitori delle infinite possibilità.

Per migliorare la propria condizione è necessario comprendere che la vita è fatta anche di fallimenti, più o meno grandi, nelle diverse aree della vita. Saper gestire emozionalmente un fallimento, di qualunque natura esso sia, è indispensabile per avere successo. La maggior parte delle persone vive nell’ansia di migliorare la propria situazione, ma non si rende disponibile a migliorare se stessa partendo dal proprio centro, dalla propria mente, dai propri pensieri. L’ansia che ti fa mancare il fiato è un campanello d’allarme che indica “paura di non farcela”. Portare la calma laddove c’è ansia, aiuta a raggiungere lo stato necessario per vivere una vita più consapevole e serena.

Quindi, che fare? La regola fondamentale è “riconoscere e accettare”. Più rinunciate alle vostre emozioni, più vi allontanate dalla serenità. Può essere sgradevole, in prima battuta, “sentire” la paura senza soffocarla o dare spazio alla tristezza. Come ogni inizio può sembrare complicato, ma con un po’ di allenamento tutto diviene più fluido, facile, perfino divertente scoprire emozioni nascoste e permettere loro di fare ciò che sono state chiamate a fare. Sei tu che decidi l’intensità e il tempo della tua tristezza, paura, rabbia, pigra e … aggiungi l’emozione che più ti piace.

Io utilizzo queste tre regole:
Prima regola: Misura l’emozione con una domanda: “Da 0 a 10 quanto sono triste (arrabbiato, impaurito, annoiato, solo, frustrato, fallito etc etc)
Seconda regola: Decidi un tempo limite per esprimere l’emozione. Un giorno, un’ora, un minuto, scegli tu. Dopo di che cambia onda, cavalcane un’altra, cambia direzione, sostituisci l’emozione: fai qualcosa di differente, cambia la tua mente per avere un risultato diverso.
Terza regola: Usa l’acronimo A.I.C. – Alza il Culo! Compi un’azione semplice –trova tu il modo- per mettere in atto la tua nuova emozione. E se non sai quale azione compiere, indossa un paio di scarpe comode fai movimento: cammina, corri, nuota, vai in bicicletta.

Provare per credere. Buon Lavoro e Accorgiti!

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