IL PIEDE IN BARCA

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“Supponiamo che abbiate l’ambizioso desiderio di diventare una star o un milionario. Ma siete veramente pronti a concedervelo? Di solito le persone credono che la gloria, i soldi o il potere siano appannaggio di pochi eletti. Ma chi li sceglie, questi eletti? In primo luogo essi stessi e solo poi tutti gli altri! Se sognate qualcosa ma non siete pronti a concedervelo, non lo otterrete sicuramente.

Supponiamo che vogliate diventare ricchi. Siete sicuri di essere pronti a ricevere questo regalo della sorte? Certo, se qualcuno offrisse un milione “superfluo”, ognuno di noi lo prenderebbe senza problemi e senza grandi difficoltà, tanto più che la ricchezza non guasta la vita, come a volte cercano di insegnarci certi film edificanti. Ma non si tratta di questo. Allora, siete pronti a prendere questo milione? Forse state pensando che il milione dev’essere guadagnato, sudato? No, non avete capito. Siete pronti semplicemente a scegliere? Siete pronti a permettervi di avere?.” (da Reality Transurfing di Vadim Zeland)

Questo estratto del libro di Zeland mi fa riflettere su un argomento che ho toccato molto spesso nella mia vita, sia personalmente, sia durante i corsi. Ed è proprio a un corso tenuto molti anni fa al quale faccio memoria e dove uno degli studenti aveva il desiderio di possedere una barca a vela. Stimolato dalle tecniche e dal fatto che, a volte, vogliamo fortemente qualcosa ma non siamo pronti a riceverla, sosteneva che, nel suo caso, le cose non stavano così: lui voleva la barca a vela e l’avrebbe avuta perché nelle sue visualizzazioni riusciva a immaginarla nel dettaglio.

A quel punto gli chiesi di fare un piccolo esercizio: chiudere gli occhi, immaginare la barca a vela di fronte a lui e salirci sopra. Ricordo bene il suo viso diventare rosso di rabbia, le labbra contrarsi come in uno sforzo e d’improvviso i suoi occhi spalancarsi, attoniti, come se avessero visto un fantasma, e dalla sua bocca uscire queste parole: “Non riesco a salire sulla barca!”

Il problema era proprio questo! Pur immaginando la barca nel dettaglio mentre solcava il lago, leggera, con le vele spiegate … al timone non c’era lui! Si stava impedendo di permettersi di averla. Abbiamo trovato insieme quali fossero gli ostacoli e, come sempre accade, la mancanza di fiducia era l’ostacolo principale che ha superato con facilità utilizzando la tecnica del fare.

La prima cosa che ha fatto, appena rientrato dal corso, è stata quella di andare da un concessionario nautico e vedere, toccare, salire e provare in acqua la barca del suo sogno. Da quel momento sono iniziate a susseguirsi una serie di perfette sincronicità che lo hanno portato a salire sulla sua barca, un anno dopo. E’ stata una grande lezione per me.

“Se hai un sogno, offriLo a Dio e chiedi a Lui come e cosa fare per realizzarlo. Questo è il suo compito: portare Amore nella vita di ognuno di noi”

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