C’E’ SEMPRE UN ALTRO MODO

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Una storiella racconta di un bambino che usciva ogni giorno, e il primo  oggetto che osservava e che accoglieva con meraviglia o pietà o amore o timore, in quello si trasformava, e quell’oggetto diventava parte di lui per quel giorno o per parte del giorno, o per molti anni o lunghi cicli di anni.

Questo brevissimo racconto dello scrittore Walt Whitman mi fa pensare a dove poso i miei occhi ogni mattina. Non intendo solo gli occhi fisici. Ancor prima ci sono gli occhi della mente, quelli che pensando al nuovo giorno lo immaginano grandioso e appagante, ricco di meravigliose esperienze o che trovano scuse per renderlo insignificante, triste e poco accogliente.

Il primo sguardo sul nuovo giorno dovrebbe innanzitutto essere carico di gratitudine: non è scontato o banale poter vedere di nuovo il sole. Da questo punto di vista, puoi pensare a come si svolgerà l’intera giornata. Qualunque cosa andrai a fare sii consapevole che, se non ti piace, puoi sempre trovare il modo di trasformarla.

Quando cambi il modo di guardare il mondo, il mondo che guardi cambia. Ti accorgi, scegli e decidi e, soprattutto, scopri che c’è sempre un altro modo.

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