ABITUDINARIAMENTE

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La maggior parte delle persone considera la vita una lotta per ottenere questo o quello, sia che si tratti di cose materiali, personali o professionali.  Si muovono su basi di carenza e tentano di colmare il vuoto che percepiscono con ciò che credono di poter trovare solo all’esterno, nel mondo. Sfiduciano le loro abilità mettendo quelle degli altri al primo posto così da considerare quasi ogni cosa come irraggiungibile. Questo accade perché gli standard con i quali normalmente si confrontano sono prudenzialmente bassi: essere ligi al dovere, lavoratori ben adattati e servili, una vita scandita da orari fissi e ben distribuiti così da non lasciare un attimo di tempo per riflettere in santa pace. La lancetta della felicità è tarata sul bisogno frenato di garantirsi una sicurezza anziché ricercare il pieno sfruttamento del talento, delle capacità, delle potenzialità di cui ogni essere umano su questa terra è dotato.

Certamente uscire da questi schemi precostituiti e inseriti così profondamente dentro la mente non è certo una passeggiata: ma si può fare, con un pizzico di costanza e volontà. Scegliendo queste ultime caratteristiche, un primo piccolo passo verso l’autorealizzazione potrebbe essere quello di “cambiare le abitudini”.  Molti di noi sono abituati a vivere la quotidianità muovendosi sempre nello stesso modo: si alzano dalla stessa parte del letto ogni mattina, percorrono la stessa strada per raggiungere il posto di lavoro, mangiano alla stessa ora e si siedono allo stesso posto ogni giorno della loro vita. Nel momento in cui uno di questi ingredienti giornalieri viene a mancare, il Cielo si apre e fulmini e saette volano in ogni parte.

Oggi fai qualcosa di diverso: inserisci un ingrediente nuovo nella tua giornata e mantieni questa costante per una settimana. Stai pensando a cosa puoi fare o che è una sciocchezza? Quasi certamente  ti dimenticherai di aver letto questo post o, ancor peggio, procrastinerai. Che dire: hai ragione tu. Ci vuole coraggio per cambiare le proprie abitudini. D’altronde è più facile sognare la libertà e rimanere in gabbia che ingegnarsi per trovare il mondo di uscire. Accorgiti.

6 thoughts on “ABITUDINARIAMENTE

  1. Ciao Lucia, leggo sempre i tuoi consigli e questo in particolare. Una domanda: che succede se cambiamo qualcosa e poi non succede nient’altro? o succede? Perché a volte l’ho fatto ma con risultati un po’… faticosi e improduttivi diciamo… Un saluto!

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    • Ciao Auradiluna 🙂 Anch’io leggo con piacere ciò che scrivi. Hai già risposto alla tua domanda: hai avuto risultati un po’ … faticosi e improduttivi. Dunque bisogna tarare il punto di partenza: quando stai per mettere in atto un cambiamento, c’è una domanda “standard” che si adatta ad ogni circostanza e che indico spesso come modalità per essere più consapevoli: “Qual’è lo scopo?” In sostanza, cosa voglio ottenere da questo cambiamento? Fai questa esperienza e poi dimmi che cosa ne pensi. Un saluto e un abbraccio 🙂

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