GESTIRE O ISTRUIRE?

Gestire le persone o istruirle? Due differenti modi di intraprendere una relazione che danno risultati diametralmente opposti. Il primo è più simile a “fai questo perché te lo dico io” e il secondo è “ora ti spiego perché lo dovresti fare, se lo vuoi. L’atteggiamento più gettonato che osservo in maniera preponderante è la condanna anziché la comprensione, e anche quello più semplice perché non comporta nessun tipo di attenzione specifica.

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E’ facile: non mi preoccupo di indagare a fondo  per comprendere come mai la persone fa quello che fa.

Veloce: si tratta di puntare il dito indice contro l’altro –sia fisicamente che verbalmente- e il gioco è fatto.

Indolore: sembra essere così. La rabbia scaturita dalla situazione viene presa con forza e gettata sull’altro, donando un senso di sollievo momentaneo. Quello che non si vede subito è l’impercettibile senso di colpa che si scatena dentro poiché la parte intelligente si è accorta di aver fatto qualcosa che non può funzionare in termini di felicità.

Anziché condannare, possiamo imparare a capire, possiamo immaginare perché una persona ha fatto ciò che ha fatto. E’ molto più fruttuoso e interessante comprendere che non criticare e, inoltre, fa crescere la tolleranza e un senso di mitezza poiché conoscere significa perdonare. Provate a pensare un attimo a un sistema giudiziario che  adotta  l’atteggiamento di comprendere perché quella persona ha fatto ciò che ha fatto, anziché basarsi solo ed esclusivamente sui dati che, spesso,  non è possibile rilevare con sincerità.  E se tutti gli insegnanti fossero istruiti sul domandare e indagare a fondo il comportamento di un alunno anziché uniformare  il giudizio, come cambierebbe il mondo? E come sarebbe secondo voi  un’azienda dove il vertice dirigenziale si preoccupa di conoscere e sostenere i suoi collaboratori affinché possano far emergere il meglio di sé?

Vedere il mondo con gli occhi degli altri significa far percepire al nostro interlocutore che possiamo comprendere ciò che sta dicendo. Aprirsi all’altro non è sempre facile ma è il solo modo per farci ascoltare. A volte la rocca costruita intorno alla storia personale è così alta che potrebbe sembrare impossibile aprire un varco, ma io credo che valga sempre la pensa di fare un tentativo, anche perché nella volontà di aprire un varco nell’altro possiamo incontrare infinite opportunità di conoscere e migliorare noi stessi. Accorgiti.

Lucia Merico |SpiritualCoach| Al Femminile|

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