SEI INVIDIOSO E FORSE NON LO SAI

Parliamone un po’ di questa emozione tanto mascherata quanto deleteria per la nostra energia, che tutti sperimentiamo ma che molti di noi hanno imparato ad etichettare come “buona”: l’invidia. Non è una parolaccia, credetemi, ed è pericolosa quando una bomba inesplosa. Riconoscerla è fondamentale per migliorare la nostra esistenza. Andiamo a smascherarla.

La prima domanda è: chi non è mai stato invidioso almeno una volta nella vita? o, forse, alcuni di noi lo sono ancora adesso. Hanno cominciato da piccoli, magari verso un compagno di scuola che aveva più di lui o lei, ed hanno continuato diventando invidiosi in generale, verso tutti coloro a cui le cose vanno particolarmente bene.

L’invidia non è altro che un tentativo maldestro di recuperare la fiducia in sé stessi attraverso lo svalutare gli altri e i loro risultati. Sentendoci sminuiti dal confronto con qualcuno, perdiamo in qualche modo la stima di noi stessi. Il confronto, l’impressione di sentirci impoveriti, la sensazione di impotenza e la successiva reazione aggressiva rappresentano il processo “creativo” che porta all’invidiare.

La nascondiamo così bene che molti di noi stentano a riconoscerla. Andiamo a smascherarla. Un sintomo è la malignità: cercare di svalutare l’altro agli occhi del maggior numero di persone possibili, soprattutto quelle che contano. E’ il collega che, alla macchinetta del caffè, tenta di distruggere la tua professionalità. E’ la persona  che usa i social per sminuirti e lo fa in maniera indiretta, senza citare il tuo nome ma lasciando tracce sufficienti affinché tutti ti possano individuare. E’ l’amico o l’amica che fa partire un pettegolezzo sapendo bene che ci sarà sempre qualcuno pronto ad associarsi, innescando una reazione a catena.

Successo non è solo ciò che realizzi nella tua vita, ma anche ciò che ispiri nella vita degli altri..jpg

(Nella fotografia: Stefania Romano e Claudio Colombo – Insegnanti di Kizomba)

C’è poi il giudizio che contiene condanna verso coloro che vivono una vita felice, di successo, lo sportivo o la squadra vincente, persino il vicino di casa che ha cambiato l’auto. Qui l’invidioso è a caccia di una zona buia su cui scagliarsi travestendosi da giudice bramoso di vendetta.

Chi è invidioso, generalmente non conosce il significato di A.I.C. Alza Il Culo. Anzi, spesso resta ad osservare rivolgendo l’attenzione a tutti i difetti, i punti deboli e gli eventuali errori da usare in modo appropriato e al momento opportuno, scagliando critiche contro la vittima predestinata. Il suo unico obiettivo è dimostrare che non vale nulla, insinuare il dubbio.

Parliamo del pessimismo: hai mai raccontato un tuo progetto a un pessimista? Te lo distrugge in due secondi mostrandoti tutte le difficoltà a cui andrai incontro e anche se raggiungerai il tuo obiettivo, stai pur certo che non avrai che delusioni e frustrazioni. Purtroppo il pessimista è contagioso e molto spesso riesce nel suo intento, affossando ogni possibile desiderio. Se, invece, sei fermo e forte nei confronti del tuo obiettivo, il pessimista diventa un valido aiuto per capire quali potrebbero essere gli ostacoli  durante il percorso.

L’invidia non si esprime solo attraverso l’essere aggressivi e lo svalutare gli altri, ma anche con l’autocommiserazione, il lamento e il vittimismo. Hai mai ascoltato qualcuno lamentarsi? Io ricordo bene le mie lamentele: descrivevo perfettamente le disgrazie che mi avevano impedito di fare questo o quello, le persone che si erano messe in mezzo e che mi avevano bloccata. E ricordo bene la faccia di chi era di fronte a me e ascoltava: che scena patetica. Chi si lamenta è spesso incapace di agire, resta a guardare aspettando che qualcosa o qualcuno faccia il lavoro al posto suo risolvendogli ogni problema.

Ecco smascherata l’invidia in tutta la sua splendente bellezza. Come utilizzarla al meglio? Per poterlo fare, innanzitutto, ti devi accorgere. Chi si riconosce come invidioso ha già svolto l’80% del cammino verso la felicità. Il restante 20% comporterà il mantenere l’attenzione alta utilizzando così  i momenti di lamento e invidia come trampolini per fare balzi ancor più potenti. Perché ogni volta che ti accorgi sei padrone della tua vita e delle tue emozioni, rinforzandole o cambiandole a tuo piacimento. Diversamente diventi schiavo di queste ultime, bloccato nella tua piccola prigione dove credi di essere vittima della situazione.

Un altro suggerimento: smetti di etichettare l’invidia come “buona o cattiva”. Quando è buona, si chiama ammirazione. Sapevatelo!

Lucia Merico |SpiritualCoach|LifeCoach|Trainer|AlFemminile

http://www.spiritualcoach.it

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