L’ANIMA VOLA

Ci sono due forze opposte che dirigono la nostra vita: la forza del condizionamento, che attrae verso una vita di sforzi e lotte e la forza dell’anima che spinge a vivere una vita priva di fatica, al massimo corredata di qualche piccolo sforzo. E’ per tutti così e ciascuno lo vive a modo suo.

La forza del condizionamento ha stretto patti di alleanza con i pensieri della nostra famiglia, degli amici, mass media e della società in genere, ai quali abbiamo detto “sì, lo voglio” sposandoci con un partner arrogante e deciso.

Dall’altra parte al confronto di questa massiccio sposalizio c’è la forza dell’anima: non ha poteri visibili e neppure una voce che parla nella nostra testa. L’esperienza con l’anima è troppo intima per poter essere spiegata e muove un’energia così sottile che potrebbe passare inosservata. Io la conosco come una specie di certezza che tutto andrà per il meglio, un pensiero che non si esprime attraverso una voce singola nella testa ma un tutt’uno che mi avvolge e che dissipa ogni dubbio e incertezza. E’ come se fosse un enorme cuore che scandisce il ritmo dell’universo intero avvolgendo e permeando ogni cosa, dalla più grande e visibile alla più piccola e invisibile. La possiamo ignorare per lungo tempo, ma l’anima è paziente, ha tutto il tempo che occorre e sa attendere il momento in cui ciascuno di noi sceglie di ascoltare la sua voce.

L'anima volabasta solo un po'd'aria nuova

C’è un’altra condizione che è sempre presente in tutti gli esseri che vivono su questa Terra: il respiro. Passiamo la maggior parte del nostro tempo – come esseri umani – a ignorare il nostro respiro che continua a funzionare senza interruzione e senza esigere nessuna attenzione particolare. Tratteniamo il respiro quando pensiamo, quando siamo felici, tristi, annoiati, insicuri, arrabbiati, quando facciamo l’amore, quando raggiungiamo un obiettivo o leggiamo, ascoltiamo la musica o viaggiamo. Ogni occasione in qualunque direzione è buona per trattenere il respiro.

Se ti va, fai questo esperimento: siediti in tranquillità e ignora il tuo respiro facendo volontariamente uno sforzo per escluderlo. Come dici? Non puoi? E sai perché? Una volta che hai portato l’attenzione al tuo respiro è avvenuto un cambiamento. Appena interrompi l’esperienza, la mente ti porterà a divagare e ti ritroverai sprofondato nella dimenticanza, ma per il respiro non fa nessuna differenza: continuerà a fare ciò che è stato chiamato a svolgere per te. Perché il respiro ci appartiene, proprio come l’anima e può aspettare perché sarà sempre presente nella nostra vita.

Sappiamo quando siamo in contatto con la nostra anima, e sono quei momenti in cui la nostra prospettiva cambia e la visione diventa più ampia portando con sé la calma di poter eseguire tutto al meglio per noi. Non ci sono manuali specifici che possano fornire direttive per manovrare al meglio l’anima, ma una cosa posso dire con certezza: presto o tardi, quando meno te l’aspetti, quando ti sembrerà che tutto stia per implodere, quello è il momento propizio per lasciare che sia fatta la sua volontà.

Non smettere mai di esplorare. Accorgiti!

(fotografia http://myfotolog.tumblr.com/post/47446722126/by-eugene-perhun)

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