ABITUALMENTE FELICE

Nulla è mai davvero come sembra e lo impari quando inizi a giocare con le sfumature della vita, e cioè quando le domande potenzianti e costruttive diventano parte integrante della tua quotidianità,  insieme alle risposte che emergono.

Per esempio, uno degli aspetti che ci penalizza è l’incapacità di essere flessibili rispetto al nostro modo di pensare e agire. L’abitudine che abbiamo sviluppato nell’interpretare le nostre giornate rende rigido anche il nostro pensiero, bloccando la sua naturale propensione all’elasticità, alla fluidità e alla capacità di dire “no”.

L’abitudine può tenere bloccata per anni una situazione. Nel rapporto di coppia, per esempio, viene utilizzata come schermo protettivo nei confronti del cambiamento,  generando conflitti che possono durare anche una vita intera, fino a pensare che la dichiarazione “finché morte non ci separi” possa essere l’unica via d’uscita per spegnere il disagio. Ci spinge a rimanere sdraiati sul divano invece di darci da fare per cambiare, tutto a vantaggio dell’inerzia e della staticità.

 

Sviluppare un’abitudine di per sé non è ne giusto né sbagliato: la cosa importante da conoscere è quale sia lo scopo e cioè in quale direzione vogliamo dirigere la nostra energia.  Ad esempio conviene abituarsi a guidare l’automobile poiché renderà semplice il suo utilizzo. E qualora il guidatore dovesse passare dal cambio manuale a quello automatico, sarà piuttosto facile imparare.  Le mani abituate a scorrere sulla tastiera del pianoforte permetteranno al musicista di suonare la musica che ha scelto nel migliore dei modi. Se dovesse scegliere di suonare il violino non sarà ostacolato dall’usare le dita in un certo modo.

Abituarsi ad essere ingannati o traditi addossando la colpa alla situazione come se avesse una volontà indipendente, è un modo per rinunciare volontariamente alla possibilità di cambiare. Ogni condizione è come un incantesimo che può essere interrotto in qualunque momento, se lo vogliamo. E per fare ciò dobbiamo imparare che ogni abitudine che consideriamo dannosa e che ci rende infelici, può essere magicamente interrotta recuperando il potere della scelta. La stessa modalità la possiamo utilizzare per migliorare una condizione piacevole o per imparare cose nuove.

Vi voglio svelare alcuni trucchetti per cominciare a scegliere più consapevolmente. Prima di tutto non lottate contro una cattiva abitudine perché è  una lotta contro sé stessi. Osservatela invece, come se fosse di qualcun altro e domandatevi quale possa essere stato il motivo per cui l’avete scelta. Cosa sta proteggendo? Un altro passaggio è domandarvi quali sono i benefici che vi porta e che di solito sono molto nascosti: trovarli vi aiuterà a capire il motivo per cui la state tenendo così stretta a voi.

In modo sincero, anziché affermare la classica frase “sono fatto così”, ammettete di aver scelto l’inerzia anziché il cambiamento perché quest’ultimo vi spaventa o lo avvertite come una minaccia. E se vi sentite vittime della situazione, domandatevi come mai volete sentire quel senso di vittimismo dentro di voi. Qual è lo scopo? E’ forse il modo più semplice che conoscete per evitare le vostre responsabilità?

E infine trova un buon motivo per adottare una nuova abitudine e ripetetelo ogni volta che la vecchia abitudine alza la cresta per farsi notare. Ricordate a voi stessi che il solo scopo è rompere l’incantesimo che dice “non hai scelta, non ce la puoi fare, lascia stare, sei in una buca e non ti rialzerai mai più…” Abbiamo sempre il potere di scegliere ed è questo che ci rende liberi. Accorgiti.

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