NON GUARDARMI, NON TI SENTO

Il sogno appartiene al sognatore e non a chi le sta intorno.

In questo tempo e momento storico se vogliamo eccellere in qualunque direzione, ne abbiamo le facoltà. E dunque mi domando: “perché ci sono ancora persone che trovano scuse per non farlo? Vi faccio un esempio. Qualche giorno fa ricevo una mail –una delle tante- dove una giovane donna, madre di due piccole creature mi scrive della sua infelicità, del marito infedele e conclude con: “… sono disperata!cosa posso fare?”. Escludendo il fatto che possa essere un messaggio subliminale dell’universo per sollecitarmi ad aprire una rubrica del tipo “la SpiritualCoach risponde”: non lo farebbe mai! Lui sa bene che nessuno può rispondere alle nostre domande o interpretare i nostri sogni personali. Detto questo, propongo alla giovane donna un appuntamento telefonico, per fare un po’ di chiarezza, dissuadendola a usare la mail per evitare che la conversazione diventi un romanzo.

Le propongo due giorni e due orari diversi: il primo “non posso, sono in ufficio” – il secondo “non posso sono dal dentista”. La stimolo ulteriormente chiedendole se – per entrambe i giorni – potrebbe andare bene sentirci in pausa pranzo: e saliamo a ben quattro possibilità di appuntamento. Risponde che nella pausa pranzo va in palestra “… perché sai noi madri e donne che lavorano non abbiamo tanto tempo”. Ora, benedetta figlia di Dio, dove sta la tua disperazione, mi domando?

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Quanto è importante conoscere il significato delle parole che utilizziamo e sapere con profonda consapevolezza che contengono energia a sufficienza per manifestare nella nostra vita ogni sorta di situazione? Quanto è fondamentale scoprire la differenza tra “parlare” e “comunicare”? e non solo conoscere il significato di ogni parola che pronunciamo, anche se farlo potrebbe risultare interessante? Intendo: conosci l’energia che produci quando parli? Sai in quale modo può influire un intercalare fatto di “ma dai, non ci credo..” o “sono proprio sfigata..” sulla tua vita?

Fate partire il vostro primo giorno della settimana con l’intento di prestare attenzione alle parole che comunicate  quando “parlate” con qualcuno e domandatevi: “Se continuo a usare queste parole qual è il risultato che ottengo?”. Stai pensando che è difficile, che non hai tempo o che sei in ufficio da solo e non parli mai con nessuno? Come la ragazza della mail aspetta … aspetta … aspetta … e intanto goditi la tua infelicità. Accorgiti!

Lucia Merico

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