FRIENDS

Camminiamo insieme, Lei ed io,  per la nostra WalkingCoaching  e mi racconta della sua amica che le è stata così vicino quando suo marito l’ha lasciata. Dispensava consigli, l’ha aiutata a uscire di casa quando aveva solo voglia di piangere, l’ha stimolata a guardare la situazione da un altro punto di vista. C’era sempre, attenta, disponibile: una presenza costante.

Fino a questo punto della storia è tutto meraviglioso: averne di amiche così che si prodigano e ci offrono un abbraccio di conforto.

Ma .. c’è un ma  a questo punto della storia che dovrebbe far alzare le antenne: l’amica – pure lei – ha una situazione familiare complicata, difficile. Dunque, come posso aiutarti se anche la mia vita è incasinata?

C’è del marcio in Danimarca!

MA COSA ACCADE SE ALZI LA TESTA?

Lei, la donna della walkingcoaching,  a questo punto della storia comincia a scrollare dalle spalle i pesi più grandi, raddrizza la schiena e asciuga le nebulose lacrime: son cambiati gli orizzonti che ora appaiono più ampi e ricchi di possibilità.

A questo punto della sua separazione va tutto decisamente meglio e la strada è un po’ più asfaltata. Ma all’amica – quella che le era stata così vicina – non piace questa nuova versione modello “testa alta e sguardo dritto verso la felicità”. Preferiva quella con le spalle curve, il pianto facile e gli orizzonti grigi. Che le stia salendo la paura di restare sola?

ACCIDENTI: LA FACCENDA SI COMPLICA!

Che fare dunque per riportare tutto com’era prima?

 

E’ facile questa fase e c’è una parte di lei che suggerisce: “Usa il senso di colpa e tutto tornerà come prima!”  Perché non c’è niente di meglio che far sentire qualcuno colpevole per poterlo manipolare. Ma Lei –  la donna che sta camminando con me – è rinnovata nell’anima e nell’intento e non ci casca: si accorge.

Cosa accadrà da adesso in poi?  Lascio a voi il piacere di scrivere il finale e sapete perché? Per il semplice motivo che a tutti noi è successo almeno una volta nella vita di avere un’amica o amico volenteroso di aiutarci con un unico obiettivo: quello di poter stare nel mal comune-mezzo gaudio, la condizione più fallimentare in cui ci possiamo infilare.

Molto meglio gioire insieme dei momenti felici,

piangere per quelli tristi,

sostenersi nei cambi di percezione

 

Continua il cammino e Lei – la donna che ora cammina da sola – non traballa più. I suoi piedi poggiano sulla solida fiducia: quella che ripone in sé stessa. Avanti tutta, dunque, un passo alla volta!

E chissà che diventando un esempio per la sua amica traballante dalla vita infelice non possa in qualche modo esserle d’aiuto. A Lei – che ora cammina sicura – e a tutte le Donne in cammino auguro un “accorgiti” grande come tutto l’Universo.

La vostra SpiritualCoach   Lucia Merico

 

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