STRANI PENSIERI RIGUARDO ALL’AMORE

Molte di noi hanno strani pensieri riguardo all’amore e all’essere amate. Parlo dell’amore che va oltre la ricerca della sicurezza e del piacere personale ma si apre come un fiore per mostrare tutta la sua bellezza. C’è un libro, le cui pagine sono state consumate dalle infinite volte in cui le ho lette e che parla anche dell’Amore visto dal punto di vista di Kahlil Gibran: Il Profeta. E’ una visione ampia che parla di Amore applicato alla vita stessa, nella sua totalità. E’ quell’Amore che appartiene nell’appassionarsi per ciò che facciamo e che rende intenso ogni nostro momento, portandoci oltre le paure conosciute e sconosciute.

Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo, anche se i suoi sentieri sono aspri e ripidi

Nessuno di noi può desiderare che l’amore si manifesti solo in una determinata misura, quella esatta che appaga il nostro bisogno o la nostra personale carenza, così come non possiamo presumere di poterne dirigere il corso affinché l’amore, se vi trova degni, prenderà il controllo della vostra rotta. L’Amore è come un albero che cresce forte in ogni condizione e radrizza i suoi rami cercando la luce che lo nutre.

A CIASCUNO IL SUO SPAZIO

Mi piace la visione che Gibran ha del “matrimonio” o comunque dell’unione, discostandosi dall’idea convenzionale che esso riguardi due persone che diventano una: un vero matrimonio dà a entrambe le persone lo spazio per sviluppare la propria individualità, come la quercia e il cipresso, che non crescono mai nell’ombra l’uno dell’altra. Per un rapporto ottimale riempitevi la coppa a vicenda, ma non bevete dalla stessa coppa.

Nella convenzione, il matrimonio viene generalmente vissuto come prevaricazione del più forte verso del più debole. La scelta del compromesso è molto spesso disequilibrata. E’ una ricerca infelice di appagare l’altro per avere ciò di cui ci si sente più carenti o bisognosi, anziché una condivisione dove vengono espressi i propri personali talenti con la possibilità di acquisirne le conoscenze attraverso lo scambio e il nutrimento reciproco.

La coppia contemporanea cede molto presto le armi quando si trova di fronte alle prime difficoltà, senza rendersi conto che sono proprie le difficoltà a rendere forte un legame, se usate in maniera appropriata. E questo – a mio parere – accade perché non si conosce il reale motivo per cui inizia una relazione. Sembra arduo crederlo, ma la scelta inconsapevole di un partner, è fatta per trovare nell’altro qualcosa che si crede di non avere.

Nell’altro possiamo sperare di trovare sicurezza economica e stabilità: questo è ciò che solitamente ricercano le donne inconsapevoli, ancora oggi. Nell’altra cerco una madre da trasformare, il più delle volte, in una domestica che mi possa accudire e soddisfare. Alcuni di voi potrebbero trovare antico questo modo di pensare: vi posso garantire che, per quello che è la mia esperienza di coach, è ancora attuale e consolidata in alcuni uomini.

Sulla distanza, se questo qualcosa che non ho continua a rimanere tale, ecco che la relazione comincia a vacillare. Anziché far diventare il partner un insegnante che mi porta a comprendere come fare ad ottenere ciò che desidero, ecco che si trasforma nel motivo del mio disagio. Ben presto l’unica cosa che voglio è far tornare la relazione così come era all’inizio, il che è impossibile se si considera che il cambiamento è sempre attivo.

A questo punto, non resta che un’unica soluzione: sostituire il pezzo avariato con un pezzo nuovo, condannare il vecchio e osannare la new entry. La separazione –reale o virtuale- è assicurata se non si prende coscienza di ciò che sta accadendo. E anche il risultato è assicurato: un’altra relazione diversa nella forma ma identica nella sostanza, che porterà a sperimentare un finale uguale a quello appena vissuto.

L’INGREDIENTE MAGICO

Uno degli ingredienti magici per una ricetta vincente, è cominciare a pensare all’altro come a te stessa e in men che non si dica, troverai che l’altro è lo specchio in cui ti rifletti. A quel punto sarai d’accordo che condannare l’altro è condannare te stessa e, partendo proprio da questa nuova visione, potrai iniziare a trovare caratteristiche positive. Fare un elenco delle doti del tuo partner è buona cosa per cominciare a fare la pace con te stessa. E’ solo l’inizio di un lungo restauro che parte, come sempre, dalla conoscenza consapevole di sé.

Voglio sottolineare che tutto ciò vale per un rapporto dove non c’è violenza fisica o psicologica. In quel caso la cosa migliore da fare è chiudere la relazione mettendosi al sicuro, lavorare a fondo su se stesse per comprendere le motivazioni che portano a scegliere quella tipologia di persone, e poi costruire con pazienza amorevole una vita differente. E’ un lavoro delicato che va compiuto con competenza e molta attenzione.

Detto questo, concludo affermando che l’amore non è quantitativo: non c’è né un tot e poi finisce. L’amore è qualitativo e vibra tuttalpiù di intensità. La vibrazione d’Amore per un figlio è differente rispetto a quella del partner o per un’amica, ma la qualità espressa sarà uguale perché basata sull’unione.

Come scrive Gibran, non siamo racchiusi nei nostri corpi, nè confinati a case o campi. Ciò che siamo abita al di sopra della montagna e vaga col vento: è uno spirito libero che abbraccia la terra e muove l’etere. Dobbiamo adottare una visuale più ampia della vita e riconoscere di essere creature spirituali che vivono un’esperienza umana.

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