IL VALORE DELLA SINCERITA’

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Qual’è il dono che porta ad esprimere sincerità in generale e in particolare noi stessi? La conoscenza, la direzione in cui stiamo andando. Comprendiamo il punto in cui siamo e questo ci permette di migliorare ogni condizione perché se conosciamo le nostre ombre conosceremo anche la luce che le proietta. La sincerità è l’esatto opposto delle scuse che mettiamo davanti alle situazioni quando non riusciamo a valutarle con attenzione e a decidere se sono davvero convenienti per noi.

Sarà successo a molte di voi di avere un sogno e volerlo realizzare ma per mille motivi e quasi tutti legati alla paura della perdita lo avete messo da parte. Voler bene non è sinonimo di lasciar perdere. Possiamo trovare lo spazio sia per realizzare i nostri sogni che per essere amate.

Ecco il valore della sincerità e dell’onestà con sé stesse, un gioiello prezioso al quale abbandonarci. E quando si tratta di essere sincere e oneste con gli altri, è bene ricordare che c’è un tempo e un modo per dire ciò che ci sta a cuore. Potrebbe essere utile saper cogliere anche la sensibilità dell’altro perché il “troppo presto” o “troppo brusco” è spesso il modo migliore per fare esperienza del senso di colpa. Piuttosto trovare il modo per essere d’aiuto all’altro affinché possa trovare la sua apertura così da poter ricevere una verità, e possiamo farlo solo esprimendo i nostri sentimenti con amore e rispetto.

La sincerità e l’onestà non hanno bisogno di un pulpito: non è di chi le predica ma di chi la pratica. I nostri sentimenti e i risultati che otteniamo, sono la cartina di tornasole della nostra verità: non possiamo mentire di fronte ai fatti, non così a lungo come crediamo. A meno che non abbiamo deciso di passare le giornate chiudendo gli occhi di fronte alla vita stessa.

Puoi essere informale e libera da etichette osservando qual’è il segreto dentro di te così nascosto da non aver mai osato rivelarlo perché temi fortemente il giudizio altrui. Pensa che sollievo sarebbe se potessi liberarti del suo peso, dichiarando al mondo la tua ambizione. Così facendo cosa accadrebbe? Ci metteresti la faccia e quando esponi il tuo sogno ai quattro venti, si mettono in moto energie potentissime che ti spingono verso di esso. Contrastarle significa soffrire. Lasciarsi andare ad esse significa compiere azioni, una dopo l’altra, giorno dopo giorno, e poi sbagliare e correggere, cadere e rialzarsi, ricalcolare il sogno e rimettersi in moto.

Alcune di noi considerano tutto questo una perdita del loro prezioso tempo. Io penso che sia una perdita dei vantaggi che il lamento e il vittimismo offrono a ciascuna di loro. Hai letto bene! Il ruolo della vittima sacrificale è conveniente poiché si formerà intorno ad essa un sostegno fatto di compatimento che diventa una corazza di protezione nei confronti della felicità. In questo modo il volano del lamento si mette in moto per garantire una continuità di situazioni e  persone che – a turno – potranno garantire l’infelicità.

Non c’è bisogno di stravolgere la propria vita con gesti eroici per essere libere. Bastano piccoli moti quotidiani. La vita ama la semplicità

Oggi o al più tardi domani trova un luogo, se ti piace nella Natura, dove poter stare con te stessa, sola con il tuo cuore e l’universo. Quando ti senti pronta, sussurra il tuo segreto o il tuo sogno nella sincera richiesta che l’aria intorno a te lo possa sollevare così da sentirti leggera e in pace. Ascolta e godi di questa leggerezza, apri le braccia e immagina tu stessa mentre finalmente ti sollevi libera. Scrivi ciò che hai provato e una piccola azione da compiere in quella stessa giornata.  E’ una piccola cosa che porta con sé la potente e grandiosa energia del fare.

Ed è proprio la Natura l’ambiente che ho scelto da qualche anno dove tenere le sessioni di coaching. Le WalkingCoaching – così chiamo gli incontri individuali di crescita personale e spirituale – sono momenti nella Natura dove ritrovare sé stesse e dirigere la tua energia nella direzione della felicità. E’ un’esperienza che coinvolge tutti i sensi con un risultato finale davvero straordinario!

AFFASCINATE DAL PIACERE

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Non è certo banale affermare che donne e uomini lottano per trovare i loro lati più profondi. Eppure molto spesso si lasciano affascinare da molteplici ragioni che prendono la forma dei piaceri più disparati. Alcuni diventano dipendenti da questi piaceri, dimenticano la loro ricerca profonda e restano per molto tempo intrappolati – a volte per sempre – incapaci di sottrarsi per continuare il loro lavoro.

Quando una donna è alla ricerca di sé stessa è innamorata ed eccitata, usa tutta la sua energia di fascinazione per rivolgere il suo sguardo un po’ più in là rispetto a ciò che vede con i suoi occhi fisici. Se si ferma e il suo sguardo si posa su una distrazione e la tensione della ricerca viene interrotta, ecco che dovrà ricominciare daccapo.  “Molte sono le ossa per la strada, succose, deliziose, interessanti, selvaggiamente eccitanti. Ma riescono a produrre l’amnesia, tanto da far dimenticare non soltanto a che punto siamo del lavoro, ma perfino di che lavoro si trattava”.

LA RICERCA

Vi posso assicurare che nel momento in cui vi affacciate sul terreno della ricerca, arrivano informazioni da ogni dove: alcune remano nella direzione in cui state andando, altre nella direzione opposta.  Proprio ieri chiacchieravo con un’amica che sta lavorando duramente e con entusiasmo su sé stessa per innalzare il suo livello di energia e consapevolezza, e mi racconta della sua scoperta: sceglie le relazioni di coppia per ricevere calore. E scopre proprio durante la condivisione che ha sviluppato una sorta di dipendenza dalla quale sente la necessità di disintossicarsi.

Una cosa buona, in eccesso o in piccola dose consumata nel momento sbagliato, può provocare una perdita di consapevolezza. In quel momento anziché avere un impetuoso aumento del flusso di saggezza, ci aggireremo con la testa tra le nuvole cercando di mantenere i piedi per terra, il che risulterebbe davvero difficoltoso.

Il processo di mantenere alta la consapevolezza e in particolare non abbandonarci agli appetiti usandoli come distrazione mentre cerchiamo di scoprire cosa ci connette a noi stesse e alla felicità, può essere a volte difficile e laborioso. Ma c’è un modo che trovo vincente – per quel che mi riguarda – ed è la condivisione. Un motto che ho sviluppato in questi ultimi anni è insieme è più facile: la ricerca condivisa aiuta a velocizzare il percorso, se ne abbiamo la volontà.

Se ti va di andare più a fondo nella conoscenza di te stessa:

LA ZONA D’OMBRA

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Spesso scartiamo le nostre zone d’ombra considerandole un limite, una condizione da negare perché ci tira in basso e sposta l’attenzione da un’altra parte. Sottovalutiamo le paure, le releghiamo in scatole chiuse sperando che possano risolversi da sole anziché considerarle delle meravigliose opportunità. Ci sono infinite ricchezze racchiuse nelle nostre zone d’ombra e una conoscenza che va quanto prima valutata. 

Le energie di giusto e sbagliato, buono e cattivo, bene e male, grande e piccolo fluttuano da una parte all’altra della nostra esistenza a seconda di come scegliamo di dar loro importanza. Ciascuna di noi, nel corso della vita, ha modo di fare esperienza di momenti in cui si è sentita buona, altri cattiva, oppure giusta o ingiusta, in alcuni momenti una persona generosa e in altri tirchia, capace o incapace e così via. 

Non sono due persone a interpretare le emozioni: siamo sempre noi e tutti passiamo da questa esperienza, continuamente. L’errore che genera sofferenza è appiccicare un’etichetta che definisce una cosa migliore dell’altra: noi non siamo questo o quello ma  entrambe le cose ed è proprio questo che ci rende complete.

SIAMO COME VOGLIAMO ESSERE 

Apprezzare se stesse solo quando si è come vorremmo essere, o ancor peggio come vorrebbero gli altri, è negare una parte di noi e questo impedisce la connessione con l’amore, l’unica reale fonte non giudicante dalla quale attingere per ottenere i risultati che desideriamo. E quando perdiamo questa connessione, il mondo risponde facendoci vivere l’esperienza della solitudine e dell’abbandono.

Se dunque vogliamo essere riconosciute come persone degne d’essere amate e apprezzate, dobbiamo cominciare ad amare quelle parti di noi che scartiamo d’abitudine perché le riteniamo ingombranti. Quanto spazio occupa una paura di qualunque genere: ci avete mai pensato? Lo stesso spazio lo possiamo riempire di fiducia e volontà per realizzare ogni cosa desideriamo e per fare questo dobbiamo sviluppare la volontà di guardare anche i lati più bui.

Se vogliamo essere ascoltati dobbiamo prima di tutto imparare ad ascoltarci inglobando anche la voce che denigra e giudica

Tutte le esperienze che facciamo durante il corso della vita vengono accettate dalla nostra mente e ritenute delle risorse preziose alle quali fare riferimento. Non c’è nulla da scartare: tutto può essere integrato, superato e lasciato dolcemente da parte perché ritenuto un errore di valutazione. Nient’altro è necessario per essere felici, e neppure niente di meno. Ma per valutare dobbiamo conoscere cosa è importante e cosa non lo è per noi in quel momento specifico. A volte la paura può essere più utile di una ripetizione inconsapevole di frasi positive  nelle quali non crediamo e che stiamo formulando unicamente per paura che qualcosa di brutto possa accadere.

Joseph Campbell ha scritto che la caverna nella quale abbiamo paura di entrare contiene il tesoro più grande: è una verità assoluta! Poter guardare le nostre zone ombra dando loro l’attenzione che meritano, significa conoscere sé stessi e andare oltre ogni paura possiamo incontrare. Rinnegarle è sostenere la paura rendendola una realtà da temere, uno spauracchio da allontanare: è come camminare con gli occhi bendati su un terreno sconnesso nella speranza di poter rimanere in piedi.

Dobbiamo vedere gli ostacoli per non andarci a sbattere!

Allontanarci dalle emozioni sgradevoli  equivale a separare una parte di noi che inevitabilmente vorrà essere considerata.  Accettazione è la parola adatta per questo passaggio, così da poter ogni volta rinascere a nuova vita. 

Per scrivere questo articolo mi sono ispirata a NASCITA E RINASCITA, un’esperienza unica nel suo genere, sia per la tipologia di corso che per l’attività sensoriale che sperimenti quando entri in grotta insieme a me e agli speleo professionisti del Gruppo Speleo Montorfano. Come si svolge il corso? Il primo giorno è dedicato alla conoscenza di sé, comprendendo in che modo la nascita ha influito sulla tua vita. Conosciamo così poco della nostra nascita, eppure è il momento più importante dell’intera esistenza in questo Mondo. Il secondo giorno ti accompagno nella tua rinascita. Se vuoi saperne di più, vuoi iscriverti o avere ulteriori informazioni, clicca su questo link http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/  Sarò lieta di rispondere ad ogni tua domanda.

IMPORTANTE!

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C’è un virus che colpisce la maggior parte della popolazione. Si chiama LFD – Lo Faccio Dopo. E’ contagioso, genera dipendenza e abbassa notevolmente la fiducia in sé stessi: più rimandi più annulli la voglia di fare. L’unico antidoto contro LFD è AIC – Alza il Culo, da prendere una volta al giorno per tutto il tempo di vita in questo mondo.

Modalità per uscire dalla dipendenza virale di LFD:

  • Ogni volta che oggi ti verrà la tentazione di accampare una scusa per qualsiasi motivo o che sentirai qualcuno farlo, prendi nota su un foglio.
  • Prima di andare a dormire appendi il foglio in un punto della casa dove lo puoi vedere al tuo risveglio.
  • La mattina, appena ti alzi, rileggi le scuse che hai scritto ed inizia l’antidoto AIC facendo qualcosa che non hai fatto il giorno prima.
  • Continua fino a esaurimento della lista. Quando hai terminato, ricomincia da capo. (scrivi le scuse – usa l’antidoto AIC)

«Le probabilità di riuscita delle proprie imprese sono proporzionali alla fiducia che si nutre in sé stessi» (Robert Collier)

p.s.: Divulgare la notizia fa bene al Pianeta!

www.spiritualcoach.it

 

VOCE DEL VERBO CAMBIARE

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Cambiare è la cosa più naturale poiché ogni attimo della nostra vita è basato sul cambiamento, e anche quella più complicata da comprendere e alla quale facciamo più resistenza. Un pensiero individuale può diventare collettivo e condizionare un’intera società? Certamente! E’ il principio per cui nascono le guerre, la criminalità, le violenze in generale. Quelle che chiamiamo piaghe sociali sono l’espressione della somma dei differenti pensieri individuali.

Generalmente siamo abituati a guardare le notizie che ogni giorno i media ci propongono prendendone le distanze, condannando e giudicando, come se ciò che avviene in quello stato o in quella nazione non ci riguardasse. E invece ci riguarda eccome: ogni etichetta che mettiamo sulla violenza o inciviltà altrui è presente anche dentro di noi, anche se in una condizione differente, meno espressiva o evidente.

RICONOSCIAMO CIO’ CHE COMPRENDIAMO

Conosciamo le cose perché ne facciamo esperienza. Un esempio per tutti: quando eravamo piccoli abbiamo imparato che il fuoco brucia perché ci siamo scottati, anche se tutte le persone adulte intorno a noi  continuano a metterci in guardia dicendo: “Attenta che ti scotti!” Qualunque emozione, condizione, situazione, convinzione sei in grado di riconoscere è perché è presente dentro di te sottoforma di esperienza. Si manifesta in maniera controllata ma non per questo meno dannosa.

Nel nostro inventario emozionale è normale che ci siano anche le emozioni distruttive. Non c’è nulla di sbagliato in questo, purché smettiamo di proiettarle sugli altri assumendocene la totale responsabilità. “Vedere quella persona mi rende nervoso – il mio capo mi ha fatto arrabbiare – la macchina ha smesso di funzionare – la mia fidanzata mi ha lasciato” sono alcune delle considerazioni che utilizziamo per collocare il problema all’esterno, fuori dal nostro campo di responsabilità. Il problema non è mai fuori nel mondo ma dentro, nella nostra mente. Ed è lì che possiamo correggerlo. Se lo lascio fuori  aspettando che sia qualcun altro a correggerlo per me, potrei attendere molto e molto tempo: probabilmente una vita intera. Ma se lo colloco dentro di me assumendomi la responsabilità dell’accaduto, potrò sempre prendere in considerazione la possibilità di scegliere se tenerlo o lasciarlo andare.

SCHIAVITU’ O LIBERTA’

E’ facile questo passaggio? Tutt’altro! E’ conveniente? Certo che sì! E’ ciò che fa la differenza tra schiavitù e libertà. Così come una società entra in guerra partendo da un pensiero singolo che diviene collettivo, può anche ritornare alla pace con lo stesso procedimento, e il mondo è pieno di esempi di uomini e donne che hanno cambiato un’intera nazione.

Gandhi insisteva sull’essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Mandela sosteneva che provare risentimento è come bene veleno sperando di uccidere il nemico. Evita Peron ha scritto che gli uomini e le donne si dividono in due gruppi: il primo – infinitamente numeroso – cui appartengono coloro che si affannano per le cose comuni, che percorrono solo le strade già esplorate da altri. Il secondo – piccolo e ristretto – cui appartengono gli individui che attribuiscono un valore straordinario a ciò che sanno di dover fare. Questi ultimi arrivano fino in fondo respirando l’aria del secolo successivo che dovrà cantare le loro imprese e vivono quasi nell’eternità. Sono individui – uomini e donne – sui quali una strada nuova esercita un fascino irresistibile.

Seguire il tracciato di altri va bene per imparare, ma se vuoi vivere davvero devi assumerti la responsabilità di esplorare nuove situazioni che, magari per altri sono una routine, ma per te sono ancora sconosciute. Amare, imparare cose nuove, viaggiare, scrivere, cantare, intraprendere una professione, essere veramente d’aiuto, scoprire di poter sorridere in ogni situazione o continua tu l’elenco delle esperienze che vuoi fare prima di morire. Perché che ti piaccia o no, un giorno te ne andrai da questo mondo e sarebbe tanto bello che tu lasciassi la tua impronta.

Le nostre impronte non sbiadiscono mai sulle vite che tocchiamo … (Remember me)

Una WalkingCoaching è la risposta più naturale a ogni tuo cambiamento. Camminare, ritrovando te stessa, scoprendo nuovi punti di vista restando in movimento, proprio come prevede la vita. Perché la vita non è statica ma un continuo passato presente e futuro. Se vuoi fare l’esperienza di un cammino consapevole, clicca sul link qui sotto

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RIBELLE PER AMORE, DI TE STESSA

Ribelle per amore, di te stessa

La parola ribelle vicino a femminile suona sempre la sua nota stonata. Eppure quando impariamo e ci innamoriamo di noi stesse e della vita, facciamo cose che  pensavamo di non  poter fare.

Ci sono momenti durante i quali, nonostante i nostri sforzi, la situazione sembra peggiorare. Essere gentile non funziona, e così cominci a ribellarti. Ma dentro di te c’è una voce che ti ricorda quando eri bambina e ti dicevano: «Non sporcarti, stai composta, non ridere sguaiatamente, sii gentile, non correre, stai ferma, non dire queste cose, non puoi parlare adesso, è cosa da grandi, non essere maleducata da maleducata, una donna per bene non fa questo o quello» e aggiungi a questo elenco la tua frase preferita, quella che ti ha chiuso nell’oasi brulla e fangosa della solitudine e della mancanza di espressione, che ti ha irrigidito il collo fino a farti venire la cervicale.   Eppure quando esci dalla zona d’agio, ti rendi conto di poter allargare la tua conoscenza, esprimendo ciò che sei: e la cervicale passa.

All’inizio è la ribellione, perché aiuta farsi sentire, alzare la voce, picchiare il pugno sul tavolo e dire «Basta! Adesso faccio a modo mio!» Devono capire con chi hanno a che fare.  Lo vuoi mostrare, ti devono riconoscere quel rispetto che tu stessa ti sei impedita per troppo tempo. Ma piano piano, con l’apprendimento consapevole, ecco che la rabbia diventa determinazione gentile, bellezza di dire cosa pensi senza timore di essere prevaricata, forte quanto basta per alzare la testa e mostrare il viso.

Nel suo libro Donne che corrono coi lupi, l’autrice racconta di quanto possa essere «grandiosa nel suo potere di incutere paura e far tremare quanti la circondano una donna arrabbiata». Il fatto è che, non essendo abituato alla rabbia femminile, lo spettatore si spaventa.

«Nella sua psiche istintuale, una donna ha il potere, quando viene provocata, di essere in collera in modo sensato, e questo è possente. La collera è uno dei suoi modi innati per riuscire a creare e conservare gli equilibri che le sono cari, tutto quanto davvero ama. E’ un suo diritto, e in certi momenti e in talune circostanze è un dovere morale.»

Per le donne significa che esiste un momento in cui mostrare i denti, la grande capacità di difendere il territorio, di dire: «I limiti sono stati raggiunti e non è possibile valicarli. Nessuno deve andare oltre. E sai cosa ti dico? Che la situazione deve cambiare decisamente».

Come ogni uomo, anche le donne spesso hanno dentro un combattente esausto, affaticato dalla lotta, che non ne vuole saperne più nulla di nulla, non vuole parlare, non vuole averci nulla a che fare. E’ un momento propizio per fermarsi e rivedere la situazione, un’oasi di silenzio in ci attendere e prendere fiato, dove prendere fiato e ripartire, magari sollevando un po’ di polvere.

L’INGANNO

C’è sempre un passaggio di ribellione, più o meno evidente, che deve mostrare la sua forma: è obbligatorio. E se lo esprimi con consapevolezza, ti porta a comprendere che è solo un passaggio più o meno corto. Qual’è l’inganno? Restare imbrigliata nella rabbia come manifestazione di potere. Aggredire per ottenere ciò che non hai avuto prima. E’ una bella sensazione uscire dalla gabbia e, siccome funziona, può diventare il modo che adotti ogniqualvolta ti senti reclusa.

Pensa questo: nessuno potrà mai chiuderti in gabbia senza il tuo consenso. Nessuno ti chiederà di sacrificarti senza il tuo consenso e quando accade è perché una parte di te ha detto sì per paura di non essere amata o chissà per quale altro motivo inconscio.

Svegliarsi e vedere le cose come stanno può essere fastidioso inizialmente, come quando apri gli occhi la mattina e il sole è già entrato nella stanza e ti copri gli occhi con la mano perché la luce è così forte da non poterla guardare. E poi ti abitui alla luce e la trovi meravigliosa e sei felice per la splendida giornata.
Il fango ha bisogno dell’acqua per essere dissolto. Tu hai bisogno della rabbia per trovare la determinazione. E’ un passaggio. Riconoscilo, esprimilo, sentine la forza e passa oltre. Là, in quell’oltre, ritrovi la tua corona e sei pronta ad indossarla.

In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno (Clarissa Pinkola Estés)

 

C’è ancora qualche posto per Il Potere dell’Energia Femminile – Ritorno all’Amore che quest’anno si svolge sull’Isola di Favignana dal 10 al 17 Giugno. Se vuoi capire di cosa si tratta, clicca sul link qui sotto. Noi siamo pronte ad accoglierti!

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AZIONE, CHE BELLA PAROLA!

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Che cosa voglio veramente? Proprio una bella domanda. Non è articolata e complessa nella sua esposizione, eppure risulta a volte così difficile rispondere. Ascoltare la risposta a questa semplice domanda è orientare la mente verso la felicità. Se solo ci insegnassero da piccoli come fare ad ascoltare con le orecchie del cuore anziché quelle fisiche, a farci domande propositive e naturalmente a rispondere, guadagneremmo anni di scelte basate sui sensi di colpa, sacrificando il nostro tempo nella speranza di un futuro migliore. Che poi, se ci pensiamo bene, la parola migliore non significa proprio nulla se non abbiamo un obiettivo preciso.

Un’altra domanda: “Se solo potessi seguire ciò che percepisci veramente, come pensi sarebbe la tua vita?” E’ indubbio che alcune scelte possono essere complicate, allo stesso modo un albero cresce più forte e rigoglioso quando si tagliano i rami secchi. I semi felici, abbondanti, ricchi, splendenti che la Vita ci ha donato all’ingresso in questo mondo sono un bene così prezioso che meritano cura, attenzione e tempo dedicato.

Cosa voglio veramente? Una vita più serena, una relazione felice, abbondanza di ogni cosa? Cosa faccio nella realtà quotidiana per ottenerlo? Dedico il  tempo necessario per rendere la mia vita così come la immago? E se non lo sto facendo, mi sto domandando quale può essere il motivo? Domande e risposte.

Alcuni credono che sia sufficiente pensare o immaginare e poi attendere che ciò che si è pensato venga consegnato per posta direttamente a casa, il che potrebbe accadere a chi ha una fede incrollabile, esente da dubbi e incertezze: una vera rarità, per quello che è la mia esperienza.

Per tutti gli altri la formula è questa:

Pensiero + Azione = Risultato

Semplice e diretta, chi sceglie di ottenere risultati deve compiere azioni concrete. Se una persona ha come obiettivo quello di andare in Scozia per visitare l’Eilean Donan Castle, ecco che dovrà iniziare col prenotare il biglietto aereo. Questa semplice azione è ciò che fa la differenza tra il realizzare o non realizzare un sogno. Diversamente può anche leggersi una guida Lonely Planet, ma non è proprio la stessa cosa.

Semplicemente agire:  perché la vita è semplice. Ma pare che l’essere umano ami complicare le situazioni facendo domande per non trovare le risposte: “Come mai tutto ciò è accaduto proprio a me?”  Le cose non accadono a noi ma per noi, affinché possiamo imparare che c’è sempre un altro modo.

“Cosa mi sta dicendo la vita? Come posso fare per migliorare questa situazione? Quale potrebbe essere una soluzione?”  Rispondi a queste domande e poi A.I.C. Alza Il Culo, anziché restare appeso e inerme a guardare la vita mentre scorre sotto i tuoi occhi, crogiolandoti nel lamento e nell’infermità.

Fare domande, rispondere e compiere azioni adeguate è vincente!

Che cosa voglio veramente: sono certa che ora sarà più semplice rispondere aprendo quei cassettini della mente che per troppo tempo sono rimasti chiusi.

Che cosa voglio veramente? Ascolta la risposta che il cuore ti dà, segui le sue indicazioni perché sono quelle giuste per te. Accorgiti!

 

E se hai ancora delle domande alle quali non sai rispondere, regalati una WalkingCoaching. Insieme troveremo un modo e AIC adeguati per migliorare la tua vita. Trovi tutte le informazioni cliccando sul link qui sotto

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