LOVEHEALING: UN PASSO VERSO TE STESSA

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Succede che partecipi a un corso e quanto torni a casa ti percepisci diversa e anche gli altri hanno questa percezione. Ti senti spaesata, leggermente euforica e ancora non comprendi a fondo cosa sta accadendo. Tutto intorno è uguale e diverso allo stesso tempo: di fronte a un conflitto rispondi con un silenzioso sostegno nei confronti dell’altro, anziché reagire con disappunto.

“Mi sento mutata in qualcosa dentro che non riesco a descrivere a parole. Ho un atteggiamento diverso nei confronti dei bambini e di me stessa. Sono più lenta nella comunicazione e nei modi di agire. E’ come se andassi al rallentatore concentrandomi su ogni passo che faccio. |…| è normale tutto questo?” scrive una giovane donna che chiamerò Anna, moglie e madre di tre bambini piccoli, il giorno dopo aver partecipato al Corso Base di LoveHealing.

NULLA CAMBIA SE NON CAMBI NULLA

Quando le persone intraprendono il sentiero della conoscenza personale e spirituale, a volte scoprono che gli altri non li capiscono. In genere vengono accusati – spesso dietro le spalle – di essere centrati solo su se stessi o di non essere più “come prima”. La nuova etichetta che di solito viene utilizzata è molto simile a “Non ci sei solo tu nella vita!”, il che corrisponde alla verità se l’attenzione è esclusivamente rivolta all’ego.

Ma cosa è accaduto a livello dell’anima? Quando c’è un’espansione della consapevolezza, c’è anche il superamento dei propri confini interiori e un maggior fluire con la vita. Questa nuova percezione ci permette di unirci gioiosamente alla vita, osservandola da un punto di vista molto più ampio che include anche gli altri. I segnali sono forti e chiari: chi abbiamo intorno non viene più percepito come un nemico, sentiamo la sofferenza e il loro disagio, li vediamo uniti a noi in una sorta di profonda ed emozionante empatia. Questi sono i segnali che ci mostrano il cambiamento della nostra realtà: siamo entrati e stiamo esplorando una nuova stanza della vita, e nessuno ci può impedire di farlo: a meno che non glielo permettiamo.

Di fatto non è cambiato nulla intorno a noi ma è fondamentalmente cambiato il nostro modo di vedere, sentire e percepire, così com’è cambiato il passo con cui procediamo all’interno di una relazione, sia essa personale che amicale o professionale.

Il nostro nuovo modo di essere verrà proiettato all’esterno e non sempre compreso, almeno in prima battuta. Creerà stupore persino a noi stessi: potete ben immaginare quindi lo stupore negli altri! Sarà nostra cura accompagnare chi ci sta intorno, aiutandoli a cambiare le lenti degli occhiali virtuali con cui ci hanno guardato fino a quel momento.

A volte, è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce (Dan Brown)

Cambiare l’interesse su se stessi portando la nostra attenzione a livello dell’anima, significa spostare l’attenzione da “me” a “noi”, verso una coscienza collettiva che ci collega al Tutto e ci mostra come il Tutto sia collegato a noi. A livello pratico significa cercare nuovi accordi e nuove visioni che, attraverso l’espansione della nostra energia personale, portano verso la riconciliazione.

Capite bene l’enorme trasformazione. Per la legge della dualità che vige in questo mondo e dove gli opposti sono ugualmente potenti, se miglioriamo la nostra esistenza in termini di gioia, felicità e obiettivi raggiunti, anche il lato opposto della medaglia potenzierà le sue vibrazioni mettendo in evidenza, per esempio, la paura di perdere ciò che abbiamo. 

E proprio su questo punto vi lascio con la riflessione di Anna: “Nel momento in cui ho mollato la presa e ho smesso di accettare i soprusi, ho capito cosa volevo esattamente: essere felice! Lo stavo amando più di me stessa, e questo mi portava verso le carenze e i bisogni. Ho detto basta! Ho invertito la visione dandomi più attenzione e nella mia vita tutto ha cominciato a migliorare.” 

A volte non ci accorgiamo che tenendo prigionieri gli altri, stiamo imprigionando noi stessi. Le nostre mani cementate dalla paura della perdita, stringono fortemente fino a soffocare ogni sentimento: è così che muoiono le relazioni.

 

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Il prossimo corso sarà il 5 Novembre 2017

TRA UNA FORMA E L’ALTRA

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Molte di noi sono alla ricerca di una vita stabile, lineare, senza scossoni dimenticando che l’unica costante dell’esistenza è ilcambiamento, che comporta sempre una fine a vantaggio di un nuovo inizio. Ognuno di noi ha il suo stile nell’affrontare unatrasformazione.  Nel mio caso e in alcune circostanze, ho la percezione fisica che qualcosa dentro di me sta morendo ed ho imparato a comprendere che è un passaggio necessario affinché io possa accedere al nuovo e riconosco che l’unico modo per superare quel momento è accoglierlo, con tutte le emozioni che ne conseguono.

UN PO’ DI PRATICA

Una conquista per me fondamentale per modificare i momenti di sofferenza avvicinandomi sempre più a ciò che di nuovo si sta preparando è agire.  Praticamente:

  • Ritaglio del tempo per stare sola e accolgo il senso di vuoto andando in un luogo dove mi sento bene e dove poter ascoltare i miei pensieri e scriverli
  • In alcuni casi, per un certo periodo tengo un diario dove prendo nota delle esperienze: emozioni, ricordi e tutto ciò che emerge durante la giornata
  • Indago e mi focalizzo su ciò che voglio veramente e mi domando quale sia lo scopo profondo
  • Cerco di essere il più indulgente possibile con me stessa, considerata la severità con cui a volte mi giudico
  • Ogni volta che raggiungo un miglioramento, celebro

La domanda ora potrebbe essere: “Quando capisco che mi sono lasciata alle spalle la zona neutra?” Difficilmente il cambiamento è una bacchetta magica che trasforma il vecchio in nuovo. Più realistica è invece la sensazione di essere sulle montagne russe: un momento siamo in alto per poi cadere vorticosamente verso il basso. Capite bene che è difficile cogliere gli indizi in una condizione del genere, soprattutto se hai terrore delle montagne russe.

LA TERRA DI MEZZO

I segnali del nostro cambiamento arriveranno più facilmente da chi ci sta intorno e che noterà la nostra trasformazione, trovandoci più belle, sorridenti, con “quel qual cosa che non so, ma sei così diversa da prima“.  Inoltre, avendo cambiato la nostra guida interiore di riferimento, le occasioni per continuare nella direzione che abbiamo scelto saranno sempre più visibili. Le emozioni, a quel punto, diventeranno la cartina di tornasole per capire che il cambiamento sta avvenendo ed eventualmente aggiustare il tiro.

Potremmo ad esempio trovarci di fronte a una provocazione e non reagire più come avevamo come in passato o trovare la forza per dire “no” a una determinata situazione.

L’aspetto delle cose cambia secondo le emozioni, e così scorgiamo in esse la magia e la bellezza, mentre la magia e la bellezza sono in realtà in noi stessi (Kahlil Gibran)

Un cambiamento richiede sempre piccoli passi, tanta pazienza, un allenamento costante all’accorgersi e la volontà di procedere verso la nuova vita. Le potenzialità inespresse che portiamo con noi sin dai primi attimi di vita, spingono per uscire: contrastarle significa soffrire. Permettere loro di esprimersi è la chiave d’oro per aprire la porta della felicità.

La terra di mezzo che unisce la nostra vecchia immagine a quella nuova deve essere percorsa con gratitudine e tanta pazienza. Il passo ha una coda può essere molto insidiosa – in alcuni momenti – e la sua voce incantatrice ci invita a ritornare nella “scomoda” culla che abbiamo lasciato per dormire ancora un po’. Ma non siamo su questa Terra per dormire ma per esplorare, riconoscere, interpretare. In una sola parola: vivere! A questo punto ho una domanda per te: “Chi o cosa – in questo momento della tua vita-  sta aspettando dietro le quinte il segnale d’ingresso?

Inverti lo sguardo con cui osservi il mondo: la fuori non c’è nulla di nuovo. Tutto è già stato fatto e ciò che vedi ne è l’espressione

Il momento più importante e trasformativo dell’intera nostra esistenza è la nascita. In alcuni rarissimi casi abbiamo il ricordo della nostra nascita a causa dall’intensa esperienza che viviamo. Eppure nella nostra nascita e nei primi anni di vita, formiamo le basi dell’intera esistenza. Quanto è importante entrare in contatto con la nostra nascita? Non è importante: è fondamentale! Immagina di poter ritrovare quella memoria. Immagina di poter trasformare ciò che non ti piace della tua vita in rinnovata energia per raggiungere il successo che desideri. Immagina di rinascere a nuova vita decidendo tu ciò che vuoi essere. Questo e molto altro è ciò che sperimenterai a NASCITA E RINASCITA, un’esperienza unica che ti aiuterà, un passo dopo l’altro, a delineare la vita che vuoi tu. Se ti va, clicca su questo link ===> http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/

MALATTIA E GUARIGIONE

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La conversazione con un uomo che chiamerò Andrea, che mi parla della sua malattia e la sua pericolosa volontà di affidarsi a qualcuno che fa i “miracoli”, mi ha fatto comprendere che c’è ancora confusione riguardo a «malattia e guarigione».

Quando una persona soffre, la sola cosa che vuole è non soffrire più. Purtroppo la maggior parte di noi non ha ricevuto nessuna istruzione riguardo al funzionamento del nostro sistema di pensiero. E’ quindi diffuso il credo che basti “affidarsi” o recitare un mantra o leggere un libro o persino trovare qualcuno che “guarisca” la nostra malattia per godere di buona salute. In una sola parola, cerchiamo il miracolo della bacchetta magica. Certo, abbiamo testimonianza di guarigioni “miracolose” che sembrano essere prive di logica e quindi vengono messe sul piedistallo e rese inaccessibili. In quelle circostanze neppure si prende in considerazione il potere della mente. In altre circostanze, laddove la guarigione è voluta a parole con forza e determinazione, si mette totalmente da parte la scienza e il pensiero logico affidandoci esclusivamente a “personaggi” che giocano con la vita degli altri.

SIAMO PRATICI

Se una persona si rompe una gamba sciando, la cosa più sensata da fare è trovare un buon ortopedico che le mette un gesso e contemporaneamente, se le conosce, usare tecniche e modalità alternative per velocizzare la guarigione. Una malattia grave viene diagnosticata con sufficiente precisione grazie alla tecnologia che permette di indagare a fondo e, da quel punto di partenza, si può intervenire compiendo una scelta di buon senso, sia con tecniche mediche tradizionali che non tradizionali.

Potrei fare altri esempi, ma scelgo di sintetizzare questo argomento proponendovi un punto di vista differente rispetto proprio alla parola “miracolo” che in maniera esclusiva – e a mio parere errata – viene attribuita solo ad alcune persone e ad alcune circostanze.

Quando c’è una malattia grave, al di là di tutte le considerazioni filosofiche che si possono fare, prima di tutto bisogna usare il buon senso e la praticità. Quello che intendo è di **non** usare qualunque forma di guarigione alternativa a mani basse. Alcune volte la malattia ha così presa sul corpo da rendere temporaneamente inaccessibile qualunque forma di fede o correzione. Trovo le parole di Un Corso in Miracoli appropriate.

«|…|In questo caso può essere saggio utilizzare un approccio di compromesso tra la mente ed il corpo, nel quale si crede temporaneamente che qualcosa di esterno possa guarire. Questo avviene perché un aumento di paura è l’ultima cosa che può aiutare coloro che non sono nella mente corretta, ovvero i malati. Essi sono già in uno stato indebolito dalla paura. Se vengono esposti prematuramente a un miracolo, possono precipitare nel panico. Questo è probabile che succeda quando la percezione capovolta ha indotto a credere che i miracoli facciano paura.|…| un miracolo, per raggiungere la sua piena efficacia, deve essere espresso in un linguaggio che chi lo riceve possa capire senza paura. Ciò non significa necessariamente che questo sia il più alto livello di comunicazione del quale egli è capace. Significa, tuttavia, che questo è il più alto livello di comunicazione del quale egli è capace ora. Il miracolo ha come unica meta quella di elevare il livello di comunicazione, non di abbassarlo facendo aumentare la paura. (T-2.IV.4,5)»

Se vogliamo aspettarci un miracolo, accertiamoci di dare alla parola il corretto significato. Il miracolo è una correzione dell’errata percezione, un “punto di vista differente”, un “miracoloso” cambio della percezione ordinaria che ci permette di guardare una situazione in “un altro modo”.

«|…| Quando l’ego ti tenta con la malattia, non chiedere allo Spirito Santo di guarire il corpo, perché questo significherebbe semplicemente accettare ciò in cui l’ego crede, secondo cui il corpo è ciò che deve essere guarito. Chiedi, piuttosto, che lo Spirito Santo ti insegni la giusta “percezione” del corpo, perché solo la percezione può essere distorta. Solo la percezione può essere malata, perché solo la percezione può essere errata. (T-8.IX.1:5,6)»

Il miracolo così inteso – è cioè un cambio di percezione –  può guarire qualunque percezione distorta (o malata) con la stessa facilità, perché non fa distinzione di errore

«|…| La sua unica preoccupazione è distinguere fra la verità da una parte, e l’errore dall’altra. Alcuni miracoli sembrano essere più grandi di altri. Ma ricorda il primo principio di questo corso: non c’è ordine di difficoltà nei miracoli. In realtà ogni espressione di mancanza di amore non ha alcuna influenza su di te. Le espressioni di mancanza di amore possono derivare da te stesso e dagli altri, da te stesso verso gli altri, o dagli altri verso di te. La pace è un attributo in te. Non la puoi trovare all’esterno. La malattia è una qualche forma di ricerca esterna. La salute è pace interiore. Ti permette di rimanere non scosso dalla mancanza di amore dall’esterno e capace, attraverso la tua accettazione dei miracoli, di correggere le condizioni che derivano dalla mancanza di amore negli altri. (T-2.I.5:3-12)»

Questo è – a mio parere – un buon punto di partenza per ragionare su “malattia, guarigione e miracoli”, che  non hanno nulla a che vedere col corpo, bensì con una visione errata che può essere modificata e che porta all’accettazione, il primo grande passo verso la guarigione.

CONCLUSIONE

«Puoi fare molto in favore della tua guarigione e di quella degli altri se, in una situazione che richiede aiuto, pensi ad essa in questo modo:

Io sono qui solo per essere veramente d’aiuto.

Io sono qui per rappresentare Colui Che mi ha mandato.

Io non devo preoccuparmi di cosa dire o cosa fare perché Colui Che mi ha mandato mi guiderà.

Io sono soddisfatto di essere ovunque Egli voglia, sapendo che Egli viene con me.

Io sarò guarito non appena Gli permetterò di insegnarmi a guarire.»

(Un Corso in Miracoli)

 

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OBIETTIVI FELICI

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Pensa: in questo momento ci sono persone che stanno facendo esattamente ciò che vogliono impiegando il loro tempo nell’attività che li appassiona o lavorando senza tregua per ottenere il risultato che hanno stabilito. Mossi dalla passione, raramente guardano l’orologio quando sono focalizzati a ottenere un risultato e si allenano costantemente. Hanno in testa un solo risultato: arrivare sulla vetta del loro obiettivo.

C’è un comune denominatore tra queste persone che è la chiave del loro successo personale: la volontà di riuscire. Non è vero che ci sono poche possibilità. E’ invece vero, secondo me, che alcuni scelgono di guidare e altri di seguire. Dunque il successo non è una questione di circostanze, di talento innato o di intelligenza: è una questione di scelte e decisioni. 

Tra le infinite considerazioni che vengono fatte su ciascuno di noi nell’arco della vita personale partendo dai genitori, dagli insegnanti e tutti gli “educatori” con i quali siamo entrati in contatto dalla nascita fino ad ora, è possibile aver scritto inconsciamente un registro di cose che crediamo o non crediamo di avere e che costituiscono le fondamenta fatte di “ce la posso fare – non ce la faccio – non sono il tipo adatto – questa cosa fa proprio per me …”.

Queste etichette sono state applicate, il più delle volte, da coloro che ci volevano molto bene e che hanno creduto di agire per il nostro meglio, ma il risultato finale è che questa immagine non è la nostra. Scavando in profondità possiamo accorgerci che abbiamo ereditato la “paura dell’acqua” dalla nonna che diceva “Stai attenta che affoghi” o la relazione con la scarsità di denaro dal papà che, facendo il passo più lungo della gamba, era sempre in bolletta. 

IMPOSSIBILE EVITARE I CONDIZIONAMENTI

I condizionamenti non si possono evitare: a volte sono favorevoli alla nostra vita, altre volte la invalidano rendendola davvero complicata. In ogni caso non c’è condizionamento che non si possa trasformare, se scegliamo che sia così: e una delle possibilità per uscire da esso è cominciare a pensare in grande. Funziona davvero e non solo per quanto riguarda gli obiettivi di carriera, la sicurezza finanziaria e le relazioni importanti. Ti porta a guardare la vita sotto una luce diversa, più ampia e possibile per te. Questa scelta è complicata tanto quanto la lotta che ogni giorno fai per restare inchiodato alle tue convinzioni invalidanti, e mi puoi credere avendo io stessa viaggiato per molto tempo col freno tirato e la macchina che andava a rilento.

Uno dei motivi per cui pensare in grande è necessario sta nel fatto che, quando siamo di fronte alle difficoltà, il nostro pensiero si fa piccolo, la mente si restringe e intorno a noi il mondo sembra chiudersi in una morsa. L’allenamento a pensare in grande ci aiuta proprio in queste circostanze.

Se hai un obiettivo, qualunque esso sia, la prima mossa per abbassare il freno e cominciare a lasciare che la macchina della vita possa muoversi in quella direzione, è guardare i tuoi pensieri scrivendoli per come ti vengono al momento. Metti nero su bianco le negazioni rispondendo a una semplice domanda: “Cosa mi impedisce di raggiungere il mio obiettivo?”. Ti aiuterà a vedere gli ostacoli anziché accorgerti che esistono solo quando ci sbatti contro.

Cambia il tuo linguaggio e rendilo ricco di possibilità ampliandolo con vocaboli di successo, così da permettere all’energia potente della parola di aiutarti ad avere una visione differente di te stessa. Cammina, pensa, agisci come farebbe una persona che ha già raggiunto l’obiettivo che tu vuoi raggiungere. Puoi aiutati coi libri, partecipa a corsi, incontri, frequenta persone che hanno realizzato ciò che volevano nella loro vita e che generosamente ti raccontano come hanno fatto: prendi spunto da loro. E migliora l’ambiente dove vivi: tienilo in ordine, pulito e circondati di oggetti che ti piacciono, non necessariamente costosi.

Sono solo piccoli suggerimenti che possono davvero fare la differenza tra il vivere e il sopravvivere. La linea che divide il  fallimento e il successo sta in ciò a cui crediamo di essere e di avere diritto: per questo conviene cominciare a pensare in grande.

Affronta gli ostacoli e fa qualcosa per superarli. Scoprirai che non hanno neanche la metà della forza che pensavi avessero (Norman Vincent Peale)

 

E per superare la difficoltà, ci vuole preparazione, competenza, conoscenza della propria energia e del proprio sistema di pensiero. Queste qualità sono già presenti dentro di te e se già non le esprimi, puoi portarle a galla attraverso tecniche semplici ed estremamente efficaci. Alcune di queste tecniche le puoi imparare e riscoprire frequentando il Corso Base di LoveHealing. Se sei incuriosita, clicca sul link di seguito  ➡➡➡ http://bit.ly/2ivD1zh 

COSA SEI DISPOSTA A PERDERE PER AVERE SUCCESSO?

 

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Siamo nel 1937 e un signore di nome Napoleon Hill scrive il libro “Think and Grow Rich”, tradotto in italiano “Pensa e arricchisci te stesso”. Un libro molto famoso, tutt’ora attuale, che porta al suo interno un valore fondamentale: il successo non è dominio della fortuna o del proprio ambiente, o degli dei o di qualunque altra condizione esterna. Il successo è basato interamente sulle capacità del singolo.

Hill ha avuto il privilegio di seguire da vicino per diversi anni due personaggi famosi: Edison e Ford. Afferma di non aver trovato nessuna qualità particolare che potesse garantire il loro successo, ad eccezione della perseveranza: entrambi ne avevano da vendere ed è da lì che risalgono i loro risultati straordinari.

Molti di noi hanno imparato il concetto che tutte le ricchezze guadagnate e la realizzazione personale derivino dalla mente. All’interno del libro, Hill racconta la storia di Edwin C. Barnes, il quale un giorno si presentò a Thomas Edison per annunciare che stava per diventare il suo socio in affari. Gli venne assegnato un incarico di secondo piano, ma lui decise di non considerarsi una delle tante rotelle dell’ingranaggio dell’attività di Edison, e immaginò di essere il socio silenzioso dell’inventore. Cosa che alla fine divenne veramente.

Per avere successo nella vita, qualunque sia la nostra attività, dobbiamo tagliare col passato, che vuol dire cominciare a fare cose diverse da quelle che abbiamo sempre fatto. Certo è che – almeno all’inizio – potremmo essere considerati pazzi, dei folli che non sanno dove stanno andando: ma non è proprio così. Chi segue il suo sogno lo sa bene. Guglielmo Marconi, inventore della radio, fu portato in un ospedale psichiatrico dai suoi amici quando disse loro che era in grado di inviare “messaggi attraverso l’aria”.

SE LO PUOI CREDERE, LO PUOI REALIZZARE

Il trucco più semplice e veloce – e anche il più complicato – è mirare alto nella vita smettendo di accettare un’esistenza di infelicità e privazioni.

Ho svolto lavori umili per imparare, con sgomento, che qualsiasi ricompensa avessi chiesto alla Vita, la Vita sarebbe stata disposta a pagarla (Napoleon Hill)

Ogni nostro pensiero tende a trovare una corrispondenza sul piano materiale attraverso l’esperienza. Siamo noi con le nostre scelte a creare le condizioni per manifestare i desideri, di qualunque natura essi siano. L’Intelligenza Infinita nella quale siamo immersi è in grado di portare a noi ogni nostro desiderio stupendo o terrificante. Per questo motivo è fondamentale accorgersi di come sta andando la nostra vita e considerare la possibilità di poterla cambiare.

E’ un lavoro impegnativo quello del successo e della libertà ed è questo il motivo per cui molti di noi rinunciano creando situazioni così intricate da poter dire: “Non ce la farò mai!”. Ma credetemi: non c’è preghiera che resti senza risposta, se ci rendiamo disponibili a pregare con cuore aperto e sincero e a compiere azioni concrete.

Alcuni personaggi di successo sono restii ad attribuire la propria ricchezza a capacità spirituali come appunto la preghiera, il pensiero positivo o una mente orientata verso la fede, sentendo a tratti un vuoto che cercano di colmare con la materia. Chi invece ha saputo guardare oltre, si è reso certamente conto di come ogni azione concreta finalizzata a raggiungere un sogno sia sostenuta dalle potenti ali della fiducia.

La ricchezza materiale è l’espressione di una ricchezza interiore che si è consolidata trasformando i pensieri di carenza in pensieri di abbondanza. E c’è una domanda che puoi farti cercando di rispondere quanto più sinceramente possibile:

Per il mio sogno, per essere me stessa, cosa sono disposta a rischiare, a lasciar andare?

Qui sta la chiave del tuo successo.

 

Conoscere e saper indirizzare le proprie energie verso la direzione del nostro sogno è un potere personale immenso. A questo proposito, ti propongo Lovehealing Corso Base, un corso dove apprendere facili tecniche da applicazione nella quotidianità per trasformare la tua vita in un capolavoro. Se ti va, clicca sul questo link per conoscere di cosa si tratta ➡➡➡http://bit.ly/2ivD1zh 

IO CHI SONO VERAMENTE?

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Sappiamo così tante cose sul fare e così poche, pochissime sull’essere e pensiamo che vada bene così, ma non è lo stesso per il nostro mondo interiore che invece necessita di risposte. Per lui non è tanto importante ciò che facciamo, quanto se stiamo esprimendo ciò che siamo, e per farlo abbiamo bisogno di capire chi siamo.

Io chi sono veramente?” non è una domanda semplice alla quale rispondere: ogni cosa è complicata quando non la conosciamo. Per semplificare – se così si può dire – la domanda, domandati: “La mia vita rispecchia ciò che sono o vorrei qualcosa di diverso?”

Molti di noi aspettano di avere più tempo  per poter vivere la vita che desiderano anziché cominciare sin da ora a fare della vita stessa il loro personale capolavoro. Si accaniscono cercando di avere successo in situazioni che non le rappresentano, rinchiudendo in piccoli spazi la loro grande passione. Il successo lo raggiungiamo ogni volta che esprimiamo la nostra attitudine ed è in quel momento che possiamo sentire il nostro cuore battere forte per l’entusiasmo, sia che abbiamo un pubblico di fronte che esprime il suo consenso oppure qualcosa dentro di noi che ci fa danzare di felicità.

E’  questa unica vita che stiamo vivendo ora a contenere ogni possibile espressione di felicità. Non domani o dopodomani: possiamo cominciare adesso se lo vogliamo

Facciamo in modo che, quando arriverà il momento di andarcene da questo mondo, sapremo di non aver vissuto invano. E’ stato osservato che muore bene chi ha vissuto intensamente nel rispetto dei propri desideri più profondi. Tradire un nostro desiderio profondo è tradire noi stessi.  Chi non ama la propria vita, non la comprende e non la vorrà lasciare. Mentre chi avrà vissuto pienamente, sarà lieto di aver lasciato la sua impronta nel mondo.

Ora prendi carta e penna e rispondi alla domanda: “La mia vita rispecchia ciò che sono?”  e rispondi sinceramente. E se vorrai approfondire e comprendere come e cosa fare per rendere la tua vita un capolavoro, clicca su questo link ➡➡➡http://spiritualcoach.it/appuntamento/lovehealingcorsobase/

IL RITORNO DELLA DEA

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Care Amiche, la Dea sta tornando. Di fatto non se n’è mai andata, ma abbiamo creduto per un po’ che fosse così. Ha aperto un varco nel mondo e coloro che hanno occhi per vedere se ne sono già accorti. Non sono gli occhi fisici di cui sto parlando, ma gli occhi dell’anima. Sempre più Donne stanno riconoscendo il cammino di altre Donne intorno a loro e ne comprendono il carico di energia che trasportano con sé, mettendolo a disposizione di altre che – come loro – hanno sentito forte il bisogno di trasformazione.

Quando un sistema viene inondato di idee nuove e radicali, sembra implodere, prima di compiere un enorme balzo e trasformarsi in qualcosa di diverso (Marianne Williamson)

E’ vero, un cambiamento non sempre avviene con la fluidità che ci aspettiamo. A volte il rimescolio delle energie fa salire prepotentemente i nostri lati oscuri, quelle sfumature che abbiamo considerato superflue e nascosto così bene dentro la nostra mente. Amiche mie, quanto sono importanti i nostri lati oscuri? Tanto quando quelli luminosi. Se non possiamo vedere ogni angolo nascosto, non possiamo ripulire a fondo la nostra meravigliosa stanza mentale.

Diamo spazio al disagio, alla depressione, alla frustrazione, alle sconfitte e con coraggio affrontiamo il buio, passo dopo passo, fino a conoscere le nostre origini. Una regina deve poter camminare eretta per portare in testa la sua corona.

E’ faticoso il viaggio: a volte lo è andare alla ricerca del nostro valore. E per renderlo più leggero, chiediamo benedizione per noi stesse e per gli altri. Chiediamo che il nostro essere donna benedica la comunità in cui viviamo, le nostre famiglie, i nostri amici. Chiediamo saggezza e una guida per raggiungere la più alta vibrazione umana di cui siamo capaci. Rivolgiamo a Dio il nostro pensiero, ai molti altri Maestri da Lui mandati e consultiamo la Dea nelle sue numerose forme. Stiamo diventando sempre più ogni giorno e non c’è preghiera più alta del riconoscere il nostro potere ed essere grate.

La gioia è la sola meta alla quale ambire. Non conosciamo noi stesse se non nella gioia e al suo cospetto possiamo ottenere la saggezza necessaria per vibrare con la Vita. Una donna che riconosce la gioia come sua eredità naturale, è in grado di dire tutto senza parlare.

Il mondo teme le donne gioiose, ma tu opponi resistenza e diventa una di noi.

(Ispirata da Il valore di una donna)

 

Chissà se ti potrà interessare il Laboratorio di CREA LEGGI AMA ispirato a Donne che corrono coi lupi, un evento GRATUITO dove apprendere attraverso le favole e le esperienze di vita, nuovi punti di vista. Se vuoi saperne di più clicca su questo link http://bit.ly/crealeggiama