LA PIGRIZIA E’ ALLA BASE DELLA PAURA

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Quando affrontiamo un cambiamento profondo, inizia l’altalena tra “vado avanti o torno indietro”. La tendenza è quella di agganciare la memoria a ciò che eravamo, anche se c’è una parte di noi che riconosce i passi fatti in avanti per procedere verso una nuova visione.

Ascoltando me stessa mentre metto in atto il cambiamento, noto ora e con facilità due aspetti fondamentali:

  • Il primo è la paura di lasciar andare la vecchia immagine di me, nonostante continui a denigrarla
  • Il secondo è la paura di raggiungere la nuova immagine di me, perché sento il peso e la fatica di dover gestire qualcosa che non conosco

Questi sono i primi due aspetti che emergono quando affronto una trasformazione.

Considerando che alla base dell’altalena c’è sempre e comunque la paura, mi soffermo ad osservare. E’ visibile la pigrizia mentale che deriva dal dover gestire la possibilità di essere felice: anziché volare verso la felicità, ne sento il peso della responsabilità. Il raggio di estensione dell’altalena si fa sempre più ampio e mentre passo da un opposto all’altro, percepisco dentro di me un’energia differente, una forza che prima non avevo riconosciuto.

Ed ecco che arriva il salto giù da quell’altalena, come quando ero bambina e sfidavo me stessa a saltare quando ero nel punto più alto. Ad ogni passaggio pensavo: «Al prossimo giro, salto!» ma non era così. Dovevo trovare il coraggio, la spinta giusta per me in quel momento, l’attimo estremo che vinceva sulla pigra paura di saltare. «E se mi faccio male? Se mi rompo una gamba? Se anziché cadere in piedi, ruzzolo per terra che figura faccio?» Dovevo fermare i “se” e saltare: era tutto ciò che dovevo fare. E quando lo facevo, era come se il tempo si fermasse. L’istante vinceva sui molti passaggi di altalena compiuti: la paura di non farcela e di farcela erano alle mie spalle, in un passato che non aveva nessun potere su di me.

Eppure, nonostante l’esperienza vissuta, ogni volta era quella la strada da compiere per saltare, ma ogni volta con un elemento in più che mi portava a conoscere me stessa.

Se ci pensiamo bene, abbiamo saltato molte e molte volte nella vita, nonostante la paura

Si dice che se l’hai fatto una volta, puoi farlo molte altre volte, ed io aggiungo: «… ma non ti aspettare che sia sempre uguale» Non possiamo replicare le nostre esperienze: non siamo automi. Evolvere vuol dire cambiare, trasformare da come siamo in qualcosa di nuovo, imparando durante il viaggio a riconoscere le risorse, le abilità, i talenti che ciascuno di noi produce all’infinito.

Quando affrontiamo un cambiamento, siamo come bruchi che si preparano a diventare farfalle con una sola differenza: il bruco non ha paura della trasformazione poiché sa che è la sua natura.

La felicità è una scelta, molto coraggiosa

www.spiritualcoach.it

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Photo by Myles Tan on Unsplash

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