L’OTTIMISMO E’ IL PROFUMO DELLA VITA

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Quali sono le virtù che ci accompagnano nel nostro successo? Certamente l’avere una mentalità aperta, praticare l’ottimismo, la sincerità con sé stessi e una buona esperienza del concetto di responsabilità intesa come l’essere autori della propria esistenza. Naturalmente ogni virtù elencata possiede anche i suoi vizi che vengono rivendicati e manifestati in certe occasioni, e sono certa che sai bene di costa sto parlando. Ma oggi voglio concentrarmi insieme a te sull’ottimismo, mettendo in evidenza le caratteristiche necessarie per la sua manifestazione.

Il vero ottimismo, secondo me, è sinonimo di «fede assoluta» nelle possibilità umane, una ferma fiducia nella nostra capacità di vincere qualsiasi difficoltà e coraggio di lottare per migliorare continuamente noi stessi e –di conseguenza- il mondo intorno a noi

Nella tradizione buddista viene insegnato che «è l’Io a trasformare la realtà e a creare nuovo valore.» Insegna anche il principio di trasformare il «veleno in medicina» che significa elevare la propria condizione vitale illusoria fatta di sofferenza, in qualcosa di positivo per una ulteriore crescita e sviluppo personale e spirituale. Se cominciamo a credere fermamente in questo principio, ci concediamo la possibilità di vivere la nostra vita nel modo più completo.

Il processo alchemico della trasformazione si basa su una premessa di cruciale importanza: il «libero arbitrio». Possiamo pensare solo al nostro benessere per divenire esempi utili da modellare, ma non possiamo mai diventare gli autori del benessere di altre persone, neppure quelle che amiamo di più. Ignorare questa premessa ci rende fragili nei confronti della vita, altera il nostro ottimismo e ci catapulta nel baratro del senso di colpa.

Non è sano pensare di essere i benefattori della vita altrui, perché se funziona avremo un attimo di celebrità, se non funziona saremo circondati dal senso di colpa. Questa condizione dà uno schiaffo e umilia il nostro valore che invece dovrebbe essere gentilmente curato e messo in evidenza partendo proprio dalla conoscenza di sé e dal miglioramento della propria vita personale.

Lo scopo che adottiamo quando vogliamo occuparci della vita altrui è quello di sentirci utili in qualche maniera, più bravi, più accettati e anche più amati: questo atteggiamento non garantisce mai un amore costante ma il suo esatto contrario.  C’è una frase di Epitteto alla quale possiamo ricorrere ogni volta che cadiamo nella tentazione di “salvare” qualcuno e ci porta dritti nel regno del positivo:

Ciò che turba gli uomini non sono le cose, ma le opinioni che essi hanno delle cose

Cambiare la visione delle cose è il primo passo nel rivoluzionare e trasformare il proprio sistema di pensiero, e di conseguenza l’ambiente in cui viviamo. Non possiamo modificare sempre e nell’immediato le circostanze, né possiamo cambiare i fatti brutali, ma possiamo «sempre» e nell’immediato modificare la visione che ne abbiamo: può fare davvero una grande differenza.

 

Il 7 e 8 Luglio 2018 si terrà Nascita e Rinascita al Femminile , due giorni intensi e piacevoli dove riscrivere la propria vita partendo dalla conoscenza profonda di sé stesse per aumentare il proprio valore.  L’esperienza prevede una partecipazione massima di 10 persone. Se vorrai essere una delle protagoniste di questa Speciale Edizione, clicca su questo link per avere tutte le informazioni

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FEMMINE E MASCHI

Quanto influisce, coinvolge e condiziona la nascita? C’è poca comprensione della comunione che c’è tra i condizionamenti ricevuti nei primi anni di vita e le relazioni che instauriamo da adulti.

Il momento della nascita e i primi anni di vita sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo di un bambino, che crescerà e diventerà adulto, mantenendo vive dentro di sé convinzioni e considerazioni che ha imparato e fatto sue proprio in quel periodo di tempo.

Ancora oggi i maschietti vengono cresciuti in maniera differente dalle femminucce: ma sia l’una che l’altro sono ignari del problema del sesso cui appartengono e lo saranno ancora per un po’ di tempo. Ma c’è chi se ne occupa e ha già le idee chiare sul “modello ideale di maschio e di femmina”, e il “figlio o la figlia” devono aderire a questo modello, a qualsiasi costo.

«Alcune madri particolarmente consapevoli dei condizionamenti cui i bambini vengono sottoposti fin dalla nascita in nome dei ruoli maschili e femminili e decide a mutare questa realtà, hanno evitato di offrire bambole alle loro figlie, preferendo invece dar loro animali di pezza. Non è alle bambine che vanno sottratte le bambole, ma dovrebbero, al contrario, essere offerte anche ai bambini; nello stesso tempo i padri dovrebbero occuparsi molto di più e da vicino dei loro figliolini d’ambo i sessi per dare a questi la visione reale e per niente scandalosa di una effettiva intercambiabilità dei ruoli padre-madre e offrire loro un modello di tenerezza maschile.

Non è disciplinando e riducendo l’affettività femminile così come si è sempre ridotta e mutilata quella maschile impendendole di esprimersi liberamente (un uomo non si commuove, non s’intenerisce, non piange, non si dispera) che si può sperare di arricchire gli individui.

Non è spingendo le bambine alla competizione e all’imitazione del maschio che si offrirà loro qualcosa di più, ma rispettando e favorendo le scelte di ognuno, indipendentemente dal suo sesso e offrendo ai bambini modelli più ricchi, più espressi, più liberi dagli stereotipi imperanti: potranno così realizzarsi in maniera più completa senza essere costretti a sacrificare parti di sé stessi valide e preziose.» (Dalla parte delle bambine)

Se vorrai conoscere di più sulla tua nascita e sui condizionamenti che hai ricevuto per poterli trasformare e rendere la tua vita un capolavoro, ti aspettiamo il 7 e 8 Luglio per un’Edizione Speciale di Nascita e Rinascita con esperienza in grotta -Al Femminile, due giorni da dedicare esclusivamente a te stessa per un’esperienza unica da portare in ogni tua relazione!

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PERFETTI NEL CREDERCI IMPERFETTI

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Non essendoci niente di scontato in questa vita, anche la positività non lo è. Veniamo in questo mondo completi, dotati di tutte le qualità necessarie per vivere felici, eppure la maggior parte del genere umano sviluppa ben presto la straordinaria attitudine alla catastrofe. Ne sono un esempio i media, dal cartaceo ai social, dove possiamo trovare le forme più acute e fantasiose.

Possiamo fare un piccolo test per verificare quali possono essere i pensieri che arrivano di fronte a una notizia o a un’immagine spaventosa e violenta, accorgendoci che tutti ne veniamo in qualche modo coinvolti, anche il più allineato alla pace di questo mondo.

Come sempre ci sono due strade: una percorrerà la via del lamento, della rabbia e della paura e l’altra quella della compassione, dell’amore e della fiducia. La scelta di reagire in un modo o nell’altro non dipenderà dal grado di “buonismo” che abbiamo raggiunto, bensì dal grado di consapevolezza che abbiamo sviluppato. L’essere consapevole fa qualcosa di differente: si accorge del lamento, della rabbia e della paura alle quali sceglie di rispondere con amore, perché sa bene che dare “è” ricevere.

Sulla base di questo principio, sceglie di offrire alla situazione la pace, l’amore, la serenità affinché possa imparare

È utile comprendere sé stessi, riconoscere i pensieri con cui ci nutriamo e la straordinaria capacità di creare la nostra realtà. Potrebbe aiutarci nel far luce su alcuni aspetti della tua vita che spingono verso la carenza ed il bisogno. Nel testo “Un Corso in Miracoli” viene descritto che «lo scopo reale di questo mondo è di essere usato per correggere la tua incredulità. Tu non puoi mai controllare da solo gli effetti della paura, perché sei tu che l’hai fatta, e credi in ciò che hai fatto. Nell’atteggiamento, quindi, anche se non nel contenuto, assomigli al tuo Creatore, il Quale ha una fede perfetta nelle Sue creazioni perché è Lui che le ha create. Credere produce l’accettazione dell’esistenza. Questo è il motivo per cui puoi credere ciò che nessun altro pensa sia vero. È vero per te perché è stato fatto da te.»

Ma c’è “un altro modo” che possiamo scegliere, un istante dove affidare il nostro sentimento distruttivo e chiedere che venga trasformato. In quell’attimo di espressione del nostro potere personale c’è la fede e la fiducia dove potersi accorgere che «tutti gli aspetti della paura sono “non” veri perché “non” esistono a livello creativo e perciò non esistono affatto.»

La paura e tutti i suoi derivati sono prove che ci offrono la possibilità di scoprire un altro modo di vedere la vita. Siamo stati creati perfetti nell’espressione della nostra oscurità come in quella della luce, e per vedere questa perfezione dobbiamo riconoscere che se vogliamo conoscere la perfezione dell’amore, dobbiamo credere nella sua esistenza e metterci da parte affinché si possa esprimere.

Immagina per un attimo come sarebbe la vita sulla Terra se tutti gli esseri umani riuscissero a utilizzare i momenti di difficoltà come stimolo al miglioramento, anziché piangersi addosso. Cosa pensi accadrebbe?

Stare bene è una personale responsabilità ed è l’unica condizione per generare una vita soddisfacente

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ADDESTRATE ALL’INFELICITÀ

Forse bisogna ristrutturare anche la parola «spontaneità» perché è un paradosso: nel momento in cui si obbedisce a una richiesta, non lo facciamo «spontaneamente». Prendiamo per esempio l’amore: è spontaneità avvicinarsi all’altro o dietro c’è una richiesta inconscia, la voglia di far fronte a un bisogno?

Se rispondiamo onestamente a questa domanda, dovremo sconfiggere alcune illusioni riguardo all’amore, e la prima di tutte è quella dell’amore «romantico». So bene che potrà sembrare alquanto strano parlare di amore e dire che è bene tenere i piedi ben piantati a terra, ma d’altronde il mito che abbiamo creato è quello di credere che l’altro, munito della sua sfera magica, indovini ciò che sentiamo, vogliamo fare, ciò di cui abbiamo bisogno senza doverlo chiedere.

Il riconoscimento di questo aspetto è il primo passo verso una relazione felice, prima di tutto con noi stesse. La sua mancata conoscenza rende fragile ogni relazione perché la riempie di astrazioni che provocano delusione, quasi che amare anche con la razionalità e non solo col cuore possa sminuire l’essenza dell’amore. Vorremmo un partner perfetto, senza un passato e con un futuro così roseo da esimerci da qualunque problema. Molte di noi vogliono essere la «numero uno» davanti a tutto e tutti, senza accettare l’idea che esistono altri aspetti fondamentali in una relazione: come l’altro, per esempio.

Spesso le relazioni d’amore che sembrano assolute nascono sulle basi di delusioni e rotture, e proprio questo dovrebbe essere il segnale che indica la delicatezza e la fragilità dell’amore, che non è «per sempre», anche se possiamo sentirci al sicuro nel crederlo. Ma ci crediamo veramente, o una parte di noi sa bene che ci stiamo ingannando?

Possiamo amare a lungo una persona, anche per tutta la sua e la nostra vita, ma non l’ameremo mai nello stesso modo. Questa apparente instabilità della relazione è ciò di cui abbiamo bisogno per evolverci singolarmente e insieme, così che una crisi diventa la liberazione di nuove possibilità e non più una distruzione dell’eterna armonia. Realisti, coi piedi ben piantati a terra, tenendo conto dell’altro come essere e non come scudo di protezione alle difficoltà della vita.

Questo è, tanto per cominciare: niente di più e neppure niente di meno. L’addestramento comincia per tutti al momento della nascita e nei successivi 3/5 anni di vita. Inoltre le femmine vengono “addestrate” in maniera differente dai maschi rispetto alle relazioni.

  • Quali input riceviamo?
  • Quali sono i mattoncini che mettiamo come base per costruire la nostra casa mentale dove abiteremo per il resto della nostra vita?
  • Quali sono le istruzioni “al femminile” che inevitabilmente condizioneranno le nostre relazioni?

Avrai la possibilità di trovare la tua risposta, sistemare le tue convinzioni e creare una vita che possa essere come tu la desideri, partecipando il 7 e 8 Luglio all’Edizione Esclusiva di Nascita e Rinascita con esperienza in grotta -Al Femminile

Tutte le informazioni per partecipare le trovi cliccando su questo link

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TOGLI LA PAURA, METTI L’AMORE

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Vi siete domandati quanto possa essere dannoso esercitare una professione che non amiamo?  A mio parere, se in certe strutture le cose non funzionano è proprio a causa del fatto che sono gestite da persone prive di amore per ciò che fanno. Molte di loro non sono consapevoli. Forse hanno conseguito un diploma o una laurea sollecitati dai genitori che li hanno cresciuti a suon di: «Trovati un lavoro fisso!» senza rendersi conto che qualcosa è cambiato.

Tempo fa alcune aziende e banche potevano garantire una continuità lavorativa: il padre o la madre che andava in pensione lasciava il posto ai figli. Per questo motivo studiare ragioneria (anche se la passione era fare il musicista) era “normale” se il papà lavorava in banca o in un’azienda come ragioniere. La rarità era una rarità domandare ai propri figli quale fosse la loro aspirazione.  Con l’aumento della tecnologia, la velocità di vita e di pensiero, hanno permesso un cambiamento di paradigmi che ancora pochi sanno cogliere. Uno di questi è prendere in considerazione di svolgere una professione che ami per migliorare la tua esistenza ed essere felice.

FELICE È CHI SA ESSERE FELICE

Sono cambiati i parametri della felicità. Se l’industrializzazione poneva l’accento sul «fare per avere» escludendo quasi totalmente l’essere, e solo quando avevi finito il tuo compito potevi finalmente godere di alcuni privilegi, ai giorni attuali le cose stanno cambiando profondamente. Sono sempre più i professionisti che investono nella loro crescita personale, portando all’interno delle aziende nuova linfa, visioni allargate e persino divergenti.

Sono fiori meravigliosi che attraggono coi loro colori e il profumo della novità. Esseri di tutte le età che hanno il coraggio di mettersi in discussione nonostante il diploma o la laurea, l’età, la posizione sociale. Sono genitori attenti al loro benessere perché sanno che è il benessere dei loro figli, sono donne che non accettano una relazione solo per paura e uomini che hanno il coraggio di mostrare le loro fragilità.

Per fare della tua vita un’opera d’arte, fai ciò che ami e ama ciò che fai

Si, il mondo sta cambiando ed io sono felice di poter assistere e contribuire a questa inversione di pensiero. C’è ancora tanto da fare e personalmente ho fiducia nel credere che questo cambiamento necessario – e anche un po’ caotico – porterà a una nuova comprensione. Solo allora le piccole e grandi lotte quotidiane diventeranno un modo per aggiornare la nostra capacità di fluire con la vita, trovando soluzioni anziché salire in cattedra e pontificare.

UN REGALO PER TE

Voglio lasciarti con un piccolo dono, una semplice e utile modalità che utilizzo personalmente. Quando sei incastrat* nelle tue piccole e grandi lotte quotidiane, impara a guardarle prendendo le distanze. Immagina per un attimo di fantasticare e credere che non sia tuo ciò che stai sperimentando, ma di qualcun altro, e pensa ai suggerimenti che potresti dare. È più semplice suggerire «come fare» quando il problema non ci appartiene. Lo hai mai sperimentato?

Quando c’è un problema è probabile che possa esserci anche un po’ di paura, e questo potrebbe aumentare il timore e la frenesia e diminuire la lucidità, togliendo energia alla fantasia e alla creatività personale.  Il modo che ti propongo per evitare questa dispersione energetica è scrivere il problema e di seguito tutte le paure che pensi di avere. Una volta fatto l’elenco, piega il foglio, scrivi sopra un «Grazie» e brucialo.

Prendi un altro foglio e scrivi ciò che vuoi far accadere: una frase breve, evocativa, che  non contiene negazioni e in tempo presente. Sotto la frase scrivi almeno 3-4 azioni che puoi compiere immediatamente, ne scegli una e la metti in atto nella stessa giornata. A seguire tutte le altre.

Se ti concentri sul momento presente, la paura – che essenzialmente consiste nel farsi coinvolgere in un passato o futuro immaginario – non esiste. Potrai rimanere stupit* dalla facilità con cui le tue paure spariscono facendo trovare un nuovo ordine ai problemi

Come sempre, attendo di conoscere i tuoi risultati, se ti va. E se vorrai approfondire la conoscenza di te stessa per una visione più felice della vita, ti voglio invitare a un seminario ESCLUSIVO tutto al Femminile che si terrà il 7 e 8 Luglio 2018Nascita e Rinascita. Per conoscere di cosa si tratta, clicca su questo link

➡➡➡ http://bit.ly/2HhOs68.

E se sei curiosa, non esitare a scivermi: luciamerico@spiritualcoach.it

LA SCUOLA DELLA VITA

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Uno dei disagi che ho vissuto nel periodo scolastico fu quello il non poter fare domande: almeno la nostra insegnante non lo permetteva. Essendo una bambina che aveva fame d’imparare, fare domande era il mio nutrimento e il dover accettare a mani basse ciò che la maestra diceva mi ha fortemente condizionata. Dopo essere stata espulsa dalla lezione di religione per le “domande stupide e impertinenti”, ho accettato quella condizione e non ho più fatto domande per non sentirmi “stupida e impertinente”.

Col passare del tempo, in diverse occasioni ho pensato spesso che a scuola si imparano le cose sbagliate: ti insegnano a fare i conti ma non come gestire il denaro, nessuno ti spiega come funzionano le relazioni, poco viene detto sulla comunicazione e l’importanza delle parole, cos’è l’energia e la legge della manifestazione, come scegliere un partner, come intervenire nei momenti di disagio, cosa aspettarsi da un matrimonio, cosa fare se la situazione va a rotoli, come crescere un bambino, men che meno quali siano le basi di una sana vita sessuale e tutte le altre cose importanti veramente importanti.

Da adulta le persone alle quali mi rivolgevo per far fronte ai miei problemi, a volte ne sapevano meno di me sull’argomento e avevo la sensazione di muovermi alla cieca in un mondo di ciechi. Come avrei voluto che l’insegnante di religione avesse risposto alle mie domande sul Cristo, su Dio, Gesù e sull’Amore. È davvero assurdo che ci voglia la patente per guidare l’automobile e nessuna istruzione per diventare adulti consapevoli.

Così mi sono data da fare, ho imparato un sacco di cose riguardo le relazioni e mi è piaciuto a tal punto da non voler smettere più di imparare. Inoltre ho esteso le mie esperienze e conoscenze a chi era intorno a me diventando SpiritualCoach ideatrice e trainer di corsi e laboratori per la crescita personale e spirituale. In questo cammino – che continua da quasi trent’anni – ho compreso un insegnamento fondamentale sulle relazioni: sono una palestra per conoscere sé stessi attraverso gli altri, indipendentemente che siano di coppia, amicali o professionali.

Come potete fare quando la vostra relazione attraversa un momento di crisi ma desiderate entrambi sistemare la situazione? Innanzitutto, se la volontà è di restare insieme significa che la relazione è ancora forte: siete solo rimasti intrappolati in un modello di comportamento invalidante che ha lo scopo di far emergere quella parte di voi che ha bisogno di cure. Insieme all’espressione dell’amore salgono anche le nostre paure che si manifestano con forza a causa del fatto che il partner ci fa da specchio.

In questo caso la parola chiave è «riservatezza» che significa parlare con qualcuno che possa sostenervi nel far luce sulla situazione e non cadere nella trappola del “mal comune e mezzo gaudio”, una delle condizioni più fallimentari per risolvere qualunque problema. Un altro aspetto importante è ricordare che il motivo dei disagi non è nel presente ma è attingere agli episodi del passato. Se avrete la voglia di iscrivervi a un corso sulle relazioni, potrete comprendere più a fondo come funzionano e intervenire utilizzando le tecniche imparate.

E se il partner vi lascia per un’altra persona, fermatevi un attimo e – per quanto vi è possibile sul momento – imparate pian piano a non dare la colpa a loro di quanto è successo ma potete cominciare a pensare che «Ogni cosa accade per me e non a me» L’assunzione di responsabilità e la capacità di saper trovare spunti positivi in una situazione disastrosa, è un atto di grande forza e consapevolezza che smantella gradualmente gli aspetti degradanti e negativi.

Se vuoi, puoi prendere carta e penna e scrivere alcune domande, meditando sulle risposte:

➥Quale potrebbe essere un motivo per ci ho attratto questa situazione?
➥Qual è il “mio” vantaggio in questo disastro?
➥Sto cercando di dimostrare a me stess* che …?
➥Cosa rappresenta l’altra persona per me?
➥I pensieri che ho formulato per creare tutto questo sono?
➥I pensieri che mi liberano da questa situazione sono?

Sono solo indicazioni primarie per cominciare a rinnovare i pensieri rispetto a un accadimento che ci ha travolte. Ritengo sia molto meglio concentrare le proprie energie su come migliorare la vita personale per attrarre a sé un partner più allineato alla nostra idea di amore, piuttosto che continuare a fare ciò che è già stato fatto (e che non ha funzionato) per ottenere i risultati ottenuti.

Ogni perdita rappresenta sempre un guadagno che all’inizio fatichiamo a etichettare come “vantaggioso”

All’inizio potrebbe essere complicato riconoscerlo, ma se investiamo un po’ di tempo per indagare a fondo, se utilizziamo il buon senso mantenendo l’attenzione ai fatti e volendo fermamente essere felici anziché avere ragione, ben presto potremo vedere un nuovo panorama e riconoscere che la vita è davvero meravigliosa!

 

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