TI ACCOLGO COME VORREI ESSERE ACCOLTA

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Incontrando molte persone diverse tra loro, ho imparato a sviluppare l’accoglienza e ho piacere di spiegarti cosa significa per me. In pochissime parole, è quando ricevo l’altr* nello spazio del mio cuore.

Da lì parte la danza rituale dell’accoglienza che comporta la condivisione e il rendere partecipe. Quando accolgo offro all’ospite quanto di più prelibato possiedo, che sia cibo, pensieri o parole, perché in quel momento il mio unico desiderio è trattarl* come vorrei essere trattata: è per me un momento sacro dove c’è un accorgermi importante che deve andare oltre ogni pre-giudizio.


Riprendere il valore dell’ospitalità è conveniente in qualunque situazione ci troviamo a vivere in questo mondo di percezione,
dove ogni persona o situazione sembra vivere una vita separata da qualunque altra vita.

Dimentichiamo che siamo costantemente contaminati da pensieri che dalla nostra mente raggiungono il mondo e ritornano indietro. Se il cuore è chiuso, a cosa serve mettere a disposizione la propria casa, i piatti, il cibo, il letto? Ma quando il cuore è aperto e comprendiamo l’accoglienza ogni luogo diventa una casa dove poter ricevere e ospitare chiunque incontriamo.

La mancanza di accoglienza gioca un ruolo importante anche nelle nostre relazioni affettive. Anziché ricevere in noi l’altr* e favorirne il suo bene, pretendiamo che sia l’altro a soddisfare i nostri bisogni. Per questo le relazioni si sgretolano e non funzionano.

«Fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te» è la regola e non «Ti darò il mio amore quando tu mi darai tutte le attenzioni di cui ho bisogno».


Ciò che diamo ci ritorna sempre indietro proprio come una pallina da tennis lanciata contro il muro. È il solo modo che abbiamo per capire come abbiamo donato. Si chiama «causa ed effetto» una legge fondamentale in questo mondo per comprendere la direzione in cui stiamo andando ed eventualmente aggiustare il tiro.

Dare con amore implica attenzione e discernimento, accuratezza e conoscenza di sé. Non tutti sono capaci di restituire ciò che doniamo, magari non subito e magari non nella forma che ci aspettiamo, ed è per questo che a volte non ci accorgiamo di avere tra le mani il «dono».

Ma tutti sono in grado di imparare se ne hanno la volontà, che «dare è ricevere» e da qui cominciare a vivere nell’accoglienza.

www.spiritualcoach.it

(Photo by Brooke Lark on Unsplash)

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