Informazioni su mericolucia

Prima SpiritualCoach italiana, un Master in PNL e Comunicazione e infiniti altri riconoscimenti, ha al suo attivo oltre vent’anni di crescita e sviluppo personale e un’abilità straordinaria nel trasferire informazioni profonde e antiche con semplicità e passione. Ha scelto la sua missione oltre vent’anni fa e da allora accompagna e sostiene chiunque desideri migliorare la propria esistenza, attraverso i suoi corsi, le conferenze e gli incontri di coaching individuale. Speaker, Blogger e Autrice del libro PROFESSIONE SPIRITUALCOACH Gesù è più felice quando viaggia in Porsche e di numerosi E-book, ama viaggiare e incontrare culture differenti, volare e leggere tutto ciò che possa aumentare la conoscenza. Il suo motto è “Il perdono è la chiave della felicità” e lo applica ad ogni esperienza. Il suo sogno è far in modo che ogni persona possa trasformare la propria vita in un capolavoro.

ASPETTATI IL MEGLIO

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Dovremmo sempre aspettarci il meglio dalla vita: le cose belle, l’abbondanza e la prosperità. Tutto questo è straordinario ma potrebbe non essere sufficiente per far in modo che la vita possa donarci quanto chiediamo. C’è un altro ingrediente fondamentale che prepara il contenitore nel quale riceveremo ben presto il nostro dono, ed è “agire come se”.

Possiamo leggere tutti i libri del mondo, partecipare a qualunque corso o iniziativa che parla di prosperità, pensare e affermare in positivo, ma sarà come guardare un film al cinema. A meno che non si agisca in modo prospero nella via reale, difficilmente potrà arrivare la prosperità.

Due anni fa un amico mi mostrò un breve video sulla Lapponia e desiderai tanto andarci. In quel momento misi in moto le energie mentali immaginandomi guidare una slitta trainata dai cani in un’immensa distesa di ghiaccio. Quello fu la miccia che accese la straordinaria macchina della manifestazione. Andai in agenzia, mostrai il video e chiesi espressamente di farmi un preventivo per un safari guidato, ed esattamente cinque mesi dopo ero in Finlandia e stringevo la mano a Tinja Myllykangas, una giovane Donna che aveva scelto di vivere a stretto contatto con la natura.

I dubbi, le preoccupazioni, vivere nel passato non fanno altro che fortificare e inspessire le mura della paura di non farcela. A suo modo la vita si plasma secondo le nostre aspettative, buone o cattive che siano. Per questo è bene lasciare che i nostri pensieri e le nostre azioni sia sorretti da una fede rilassata e incrollabile.

NESSUNA GARANZIA

Chi ci garantisce che vivremo il nostro sogno? Nessuno lo può fare per noi, ma il nostro intuito ce lo racconta e ci indica la strada. Se la preghiera, in qualunque sua forma, può assomigliare a una telefonata che facciamo a Dio per parlarGli del nostro progetto, l’intuito è la Sua risposta. Va bene ragionare con attenzione scrutando le possibilità che si possono verificare nella vita. Meno bene è soppesare e misurare la situazione in modo maniacale, poiché molto spesso le soluzioni arrivano nella maniera e nei momenti più inaspettati.

Quante volte ci è capitato di pensare che avremmo fatto bene a seguire il nostro intuito in una particolare situazione? Chiedere di essere guidati e affidarsi fa risparmiare un sacco di tempo ed energie. Molte grandi imprese sono nate da un’intuizione e da una voce che ha spinto pionieri in ogni ambito professionale a “fare” anziché limitarsi a “sognare”. Difficilmente chi parla di ciò che non ha si ritrova a nuotare nell’abbondanza. Dunque, aspettiamoci il meglio, agiamo con fede restando vigili e consapevoli che il solo risultato che potremo ottenere sarà allineato con ciò che ci aspettiamo.

Il meglio deve ancora venire

TUTTI MERITANO AMORE

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Tutti meritano amore. Noi Donne meritiamo l’amore. Gli uomini meritano amore. I nostri obiettivi lo meritano sottoforma di amorevoli pensieri positivi, e nessuna  lotta, sofferenza o successo ci renderanno più meritevoli o capaci di quanto non lo siamo già ora.
L’origine sia della sofferenza che dell’amore ci appartengono, e questo è vero per tutti gli esseri umani.  Noi non feriamo gli altri e gli altri non  possono ferirci se ricordiamo di quale Essenza siamo fatti. Ma spesso ce lo dimentichiamo.La causa del dolore è nelle ferite personali, nelle credenze accettate e mai davvero guardate con occhi sinceri esprimendo quella padronanza che deriva solo da un’attenzione consapevole: “Ti riconosco, ti accolgo e ora ti lascio andare. E’ un perpetuarsi di polemiche sterili, di punti di vista, opinioni, prevaricazioni ed emozioni arroccate su sabbie mobili, pronte a inghiottirci al primo passo.

IL PROBLEMA

Appunto: il problema è trovare qualcuno che ci ama ma ridefinire il concetto di amore, trovandone i valori e l’essenza. Se qualcuno che ci ama se ne va, non abbiamo perso nulla che conti veramente. Ogni volta che in apparenza crediamo di subire una perdita, in realtà stiamo facendo posto a qualcosa di meglio.D’altronde qual è il significato di essere lasciate?  Se lo collochiamo a livello dei corpi, essi vanno e vengono, entrano ed escono, girano e rigirano allontanandosi e avvicinandosi in personali relazioni.  Se un uomo è insieme a una donna che ama (e vale anche il contrario) e se ne va, la  reazione di quest’ultima sarà determinata da ciò che prova per se stessa:

  • Se si ama, lo amerà anche se si allontana
  • Se si odia, sarà piena di risentimento per l’allontanamento.Potrà pensare che ha bisogno di un uomo per provare amore, e ritorniamo al punto di partenza: se crede di aver bisogno di uomo e quest’ultimo rimane, finirà  prima o poi per odiare sia se stessa che l’altro.

Odierà se stessa per aver sviluppato una dipendenza e odierà l’altro perché si sente imprigionata in questo atteggiamento, e alla fine farà qualunque cosa perché creare distanza e allontanamento. Tutto ciò è davvero ridicolo! Non ha per nulla senso cercare al di fuori di sé la fonte della propria esistenza felice. Finché non avrà imparato questa lezione, gli uomini continueranno a lasciarla.L’Universo è generoso, sempre, e quando un uomo ci lascia lo dovremmo ringraziare per il dono che ci hanno fatto: la possibilità di imparare che non abbiamo bisogno di loro per amare. Magari questo non accade subito subito. Magari dopo un po’. Dopo aver compreso alcune dinamiche e accettato che l’amore comincia da noi.

LA MANCANZA DI FERTILITA’

Il libro Donne che corrono coi lupi ci aiuta a comprendere che per lo più sono le depressioni, la noia e le confusioni deliranti che le donne manifestano a restringere la creatività e a provocare una vita limitata. Ogni essere presente su questa Terra ha bisogno della creatività per vivere. E’ il propellente che serve per ridefinire le situazioni, uscire dall’infelicità, aprire porte nuove verso l’infinito. E le Donne – particolarmente – in esso trovano l’accesso a spingersi un po’ più in là e ad agire. Tuttora i talenti femminili vengono “derubati e azzoppati con restrizioni culturali e castighi inflitti agli istinti naturali e selvaggi”.Possiamo rompere con questa condizione se riusciamo a trovare dentro di noi lo scorrere naturale del fiume selvaggio formato dalla linfa vitale che arricchisce la nostra vita e quella delle persone intorno a noi. Non possiamo stare al ungo lontane da casa, dal nostro Sé selvaggio, dalla prorompente energia che anima ogni nostro movimento.

Sii ciò che vuoi essere: è il tuo unico scopo di vita

Puoi ritrovare te stessa ridefinendo la tua vita partendo dalla tua nascita, per rinascere esattamente come vuoi. Si può fare: molte prima di te lo hanno fatto ottenendo il successo che desideravano. Vuoi sapere come? Clicca su questo link http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/ per conoscere i dettagli di Nascita e Rinascita un’esperienza unica nel suo genere!

IL VALORE DELLA SINCERITA’

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Qual’è il dono che porta ad esprimere sincerità in generale e in particolare noi stessi? La conoscenza, la direzione in cui stiamo andando. Comprendiamo il punto in cui siamo e questo ci permette di migliorare ogni condizione perché se conosciamo le nostre ombre conosceremo anche la luce che le proietta. La sincerità è l’esatto opposto delle scuse che mettiamo davanti alle situazioni quando non riusciamo a valutarle con attenzione e a decidere se sono davvero convenienti per noi.

Sarà successo a molte di voi di avere un sogno e volerlo realizzare ma per mille motivi e quasi tutti legati alla paura della perdita lo avete messo da parte. Voler bene non è sinonimo di lasciar perdere. Possiamo trovare lo spazio sia per realizzare i nostri sogni che per essere amate.

Ecco il valore della sincerità e dell’onestà con sé stesse, un gioiello prezioso al quale abbandonarci. E quando si tratta di essere sincere e oneste con gli altri, è bene ricordare che c’è un tempo e un modo per dire ciò che ci sta a cuore. Potrebbe essere utile saper cogliere anche la sensibilità dell’altro perché il “troppo presto” o “troppo brusco” è spesso il modo migliore per fare esperienza del senso di colpa. Piuttosto trovare il modo per essere d’aiuto all’altro affinché possa trovare la sua apertura così da poter ricevere una verità, e possiamo farlo solo esprimendo i nostri sentimenti con amore e rispetto.

La sincerità e l’onestà non hanno bisogno di un pulpito: non è di chi le predica ma di chi la pratica. I nostri sentimenti e i risultati che otteniamo, sono la cartina di tornasole della nostra verità: non possiamo mentire di fronte ai fatti, non così a lungo come crediamo. A meno che non abbiamo deciso di passare le giornate chiudendo gli occhi di fronte alla vita stessa.

Puoi essere informale e libera da etichette osservando qual’è il segreto dentro di te così nascosto da non aver mai osato rivelarlo perché temi fortemente il giudizio altrui. Pensa che sollievo sarebbe se potessi liberarti del suo peso, dichiarando al mondo la tua ambizione. Così facendo cosa accadrebbe? Ci metteresti la faccia e quando esponi il tuo sogno ai quattro venti, si mettono in moto energie potentissime che ti spingono verso di esso. Contrastarle significa soffrire. Lasciarsi andare ad esse significa compiere azioni, una dopo l’altra, giorno dopo giorno, e poi sbagliare e correggere, cadere e rialzarsi, ricalcolare il sogno e rimettersi in moto.

Alcune di noi considerano tutto questo una perdita del loro prezioso tempo. Io penso che sia una perdita dei vantaggi che il lamento e il vittimismo offrono a ciascuna di loro. Hai letto bene! Il ruolo della vittima sacrificale è conveniente poiché si formerà intorno ad essa un sostegno fatto di compatimento che diventa una corazza di protezione nei confronti della felicità. In questo modo il volano del lamento si mette in moto per garantire una continuità di situazioni e  persone che – a turno – potranno garantire l’infelicità.

Non c’è bisogno di stravolgere la propria vita con gesti eroici per essere libere. Bastano piccoli moti quotidiani. La vita ama la semplicità

Oggi o al più tardi domani trova un luogo, se ti piace nella Natura, dove poter stare con te stessa, sola con il tuo cuore e l’universo. Quando ti senti pronta, sussurra il tuo segreto o il tuo sogno nella sincera richiesta che l’aria intorno a te lo possa sollevare così da sentirti leggera e in pace. Ascolta e godi di questa leggerezza, apri le braccia e immagina tu stessa mentre finalmente ti sollevi libera. Scrivi ciò che hai provato e una piccola azione da compiere in quella stessa giornata.  E’ una piccola cosa che porta con sé la potente e grandiosa energia del fare.

Ed è proprio la Natura l’ambiente che ho scelto da qualche anno dove tenere le sessioni di coaching. Le WalkingCoaching – così chiamo gli incontri individuali di crescita personale e spirituale – sono momenti nella Natura dove ritrovare sé stesse e dirigere la tua energia nella direzione della felicità. E’ un’esperienza che coinvolge tutti i sensi con un risultato finale davvero straordinario!

AFFASCINATE DAL PIACERE

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Non è certo banale affermare che donne e uomini lottano per trovare i loro lati più profondi. Eppure molto spesso si lasciano affascinare da molteplici ragioni che prendono la forma dei piaceri più disparati. Alcuni diventano dipendenti da questi piaceri, dimenticano la loro ricerca profonda e restano per molto tempo intrappolati – a volte per sempre – incapaci di sottrarsi per continuare il loro lavoro.

Quando una donna è alla ricerca di sé stessa è innamorata ed eccitata, usa tutta la sua energia di fascinazione per rivolgere il suo sguardo un po’ più in là rispetto a ciò che vede con i suoi occhi fisici. Se si ferma e il suo sguardo si posa su una distrazione e la tensione della ricerca viene interrotta, ecco che dovrà ricominciare daccapo.  “Molte sono le ossa per la strada, succose, deliziose, interessanti, selvaggiamente eccitanti. Ma riescono a produrre l’amnesia, tanto da far dimenticare non soltanto a che punto siamo del lavoro, ma perfino di che lavoro si trattava”.

LA RICERCA

Vi posso assicurare che nel momento in cui vi affacciate sul terreno della ricerca, arrivano informazioni da ogni dove: alcune remano nella direzione in cui state andando, altre nella direzione opposta.  Proprio ieri chiacchieravo con un’amica che sta lavorando duramente e con entusiasmo su sé stessa per innalzare il suo livello di energia e consapevolezza, e mi racconta della sua scoperta: sceglie le relazioni di coppia per ricevere calore. E scopre proprio durante la condivisione che ha sviluppato una sorta di dipendenza dalla quale sente la necessità di disintossicarsi.

Una cosa buona, in eccesso o in piccola dose consumata nel momento sbagliato, può provocare una perdita di consapevolezza. In quel momento anziché avere un impetuoso aumento del flusso di saggezza, ci aggireremo con la testa tra le nuvole cercando di mantenere i piedi per terra, il che risulterebbe davvero difficoltoso.

Il processo di mantenere alta la consapevolezza e in particolare non abbandonarci agli appetiti usandoli come distrazione mentre cerchiamo di scoprire cosa ci connette a noi stesse e alla felicità, può essere a volte difficile e laborioso. Ma c’è un modo che trovo vincente – per quel che mi riguarda – ed è la condivisione. Un motto che ho sviluppato in questi ultimi anni è insieme è più facile: la ricerca condivisa aiuta a velocizzare il percorso, se ne abbiamo la volontà.

Se ti va di andare più a fondo nella conoscenza di te stessa:

LA ZONA D’OMBRA

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Spesso scartiamo le nostre zone d’ombra considerandole un limite, una condizione da negare perché ci tira in basso e sposta l’attenzione da un’altra parte. Sottovalutiamo le paure, le releghiamo in scatole chiuse sperando che possano risolversi da sole anziché considerarle delle meravigliose opportunità. Ci sono infinite ricchezze racchiuse nelle nostre zone d’ombra e una conoscenza che va quanto prima valutata. 

Le energie di giusto e sbagliato, buono e cattivo, bene e male, grande e piccolo fluttuano da una parte all’altra della nostra esistenza a seconda di come scegliamo di dar loro importanza. Ciascuna di noi, nel corso della vita, ha modo di fare esperienza di momenti in cui si è sentita buona, altri cattiva, oppure giusta o ingiusta, in alcuni momenti una persona generosa e in altri tirchia, capace o incapace e così via. 

Non sono due persone a interpretare le emozioni: siamo sempre noi e tutti passiamo da questa esperienza, continuamente. L’errore che genera sofferenza è appiccicare un’etichetta che definisce una cosa migliore dell’altra: noi non siamo questo o quello ma  entrambe le cose ed è proprio questo che ci rende complete.

SIAMO COME VOGLIAMO ESSERE 

Apprezzare se stesse solo quando si è come vorremmo essere, o ancor peggio come vorrebbero gli altri, è negare una parte di noi e questo impedisce la connessione con l’amore, l’unica reale fonte non giudicante dalla quale attingere per ottenere i risultati che desideriamo. E quando perdiamo questa connessione, il mondo risponde facendoci vivere l’esperienza della solitudine e dell’abbandono.

Se dunque vogliamo essere riconosciute come persone degne d’essere amate e apprezzate, dobbiamo cominciare ad amare quelle parti di noi che scartiamo d’abitudine perché le riteniamo ingombranti. Quanto spazio occupa una paura di qualunque genere: ci avete mai pensato? Lo stesso spazio lo possiamo riempire di fiducia e volontà per realizzare ogni cosa desideriamo e per fare questo dobbiamo sviluppare la volontà di guardare anche i lati più bui.

Se vogliamo essere ascoltati dobbiamo prima di tutto imparare ad ascoltarci inglobando anche la voce che denigra e giudica

Tutte le esperienze che facciamo durante il corso della vita vengono accettate dalla nostra mente e ritenute delle risorse preziose alle quali fare riferimento. Non c’è nulla da scartare: tutto può essere integrato, superato e lasciato dolcemente da parte perché ritenuto un errore di valutazione. Nient’altro è necessario per essere felici, e neppure niente di meno. Ma per valutare dobbiamo conoscere cosa è importante e cosa non lo è per noi in quel momento specifico. A volte la paura può essere più utile di una ripetizione inconsapevole di frasi positive  nelle quali non crediamo e che stiamo formulando unicamente per paura che qualcosa di brutto possa accadere.

Joseph Campbell ha scritto che la caverna nella quale abbiamo paura di entrare contiene il tesoro più grande: è una verità assoluta! Poter guardare le nostre zone ombra dando loro l’attenzione che meritano, significa conoscere sé stessi e andare oltre ogni paura possiamo incontrare. Rinnegarle è sostenere la paura rendendola una realtà da temere, uno spauracchio da allontanare: è come camminare con gli occhi bendati su un terreno sconnesso nella speranza di poter rimanere in piedi.

Dobbiamo vedere gli ostacoli per non andarci a sbattere!

Allontanarci dalle emozioni sgradevoli  equivale a separare una parte di noi che inevitabilmente vorrà essere considerata.  Accettazione è la parola adatta per questo passaggio, così da poter ogni volta rinascere a nuova vita. 

Per scrivere questo articolo mi sono ispirata a NASCITA E RINASCITA, un’esperienza unica nel suo genere, sia per la tipologia di corso che per l’attività sensoriale che sperimenti quando entri in grotta insieme a me e agli speleo professionisti del Gruppo Speleo Montorfano. Come si svolge il corso? Il primo giorno è dedicato alla conoscenza di sé, comprendendo in che modo la nascita ha influito sulla tua vita. Conosciamo così poco della nostra nascita, eppure è il momento più importante dell’intera esistenza in questo Mondo. Il secondo giorno ti accompagno nella tua rinascita. Se vuoi saperne di più, vuoi iscriverti o avere ulteriori informazioni, clicca su questo link http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/  Sarò lieta di rispondere ad ogni tua domanda.

IMPORTANTE!

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C’è un virus che colpisce la maggior parte della popolazione. Si chiama LFD – Lo Faccio Dopo. E’ contagioso, genera dipendenza e abbassa notevolmente la fiducia in sé stessi: più rimandi più annulli la voglia di fare. L’unico antidoto contro LFD è AIC – Alza il Culo, da prendere una volta al giorno per tutto il tempo di vita in questo mondo.

Modalità per uscire dalla dipendenza virale di LFD:

  • Ogni volta che oggi ti verrà la tentazione di accampare una scusa per qualsiasi motivo o che sentirai qualcuno farlo, prendi nota su un foglio.
  • Prima di andare a dormire appendi il foglio in un punto della casa dove lo puoi vedere al tuo risveglio.
  • La mattina, appena ti alzi, rileggi le scuse che hai scritto ed inizia l’antidoto AIC facendo qualcosa che non hai fatto il giorno prima.
  • Continua fino a esaurimento della lista. Quando hai terminato, ricomincia da capo. (scrivi le scuse – usa l’antidoto AIC)

«Le probabilità di riuscita delle proprie imprese sono proporzionali alla fiducia che si nutre in sé stessi» (Robert Collier)

p.s.: Divulgare la notizia fa bene al Pianeta!

www.spiritualcoach.it

 

VOCE DEL VERBO CAMBIARE

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Cambiare è la cosa più naturale poiché ogni attimo della nostra vita è basato sul cambiamento, e anche quella più complicata da comprendere e alla quale facciamo più resistenza. Un pensiero individuale può diventare collettivo e condizionare un’intera società? Certamente! E’ il principio per cui nascono le guerre, la criminalità, le violenze in generale. Quelle che chiamiamo piaghe sociali sono l’espressione della somma dei differenti pensieri individuali.

Generalmente siamo abituati a guardare le notizie che ogni giorno i media ci propongono prendendone le distanze, condannando e giudicando, come se ciò che avviene in quello stato o in quella nazione non ci riguardasse. E invece ci riguarda eccome: ogni etichetta che mettiamo sulla violenza o inciviltà altrui è presente anche dentro di noi, anche se in una condizione differente, meno espressiva o evidente.

RICONOSCIAMO CIO’ CHE COMPRENDIAMO

Conosciamo le cose perché ne facciamo esperienza. Un esempio per tutti: quando eravamo piccoli abbiamo imparato che il fuoco brucia perché ci siamo scottati, anche se tutte le persone adulte intorno a noi  continuano a metterci in guardia dicendo: “Attenta che ti scotti!” Qualunque emozione, condizione, situazione, convinzione sei in grado di riconoscere è perché è presente dentro di te sottoforma di esperienza. Si manifesta in maniera controllata ma non per questo meno dannosa.

Nel nostro inventario emozionale è normale che ci siano anche le emozioni distruttive. Non c’è nulla di sbagliato in questo, purché smettiamo di proiettarle sugli altri assumendocene la totale responsabilità. “Vedere quella persona mi rende nervoso – il mio capo mi ha fatto arrabbiare – la macchina ha smesso di funzionare – la mia fidanzata mi ha lasciato” sono alcune delle considerazioni che utilizziamo per collocare il problema all’esterno, fuori dal nostro campo di responsabilità. Il problema non è mai fuori nel mondo ma dentro, nella nostra mente. Ed è lì che possiamo correggerlo. Se lo lascio fuori  aspettando che sia qualcun altro a correggerlo per me, potrei attendere molto e molto tempo: probabilmente una vita intera. Ma se lo colloco dentro di me assumendomi la responsabilità dell’accaduto, potrò sempre prendere in considerazione la possibilità di scegliere se tenerlo o lasciarlo andare.

SCHIAVITU’ O LIBERTA’

E’ facile questo passaggio? Tutt’altro! E’ conveniente? Certo che sì! E’ ciò che fa la differenza tra schiavitù e libertà. Così come una società entra in guerra partendo da un pensiero singolo che diviene collettivo, può anche ritornare alla pace con lo stesso procedimento, e il mondo è pieno di esempi di uomini e donne che hanno cambiato un’intera nazione.

Gandhi insisteva sull’essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Mandela sosteneva che provare risentimento è come bene veleno sperando di uccidere il nemico. Evita Peron ha scritto che gli uomini e le donne si dividono in due gruppi: il primo – infinitamente numeroso – cui appartengono coloro che si affannano per le cose comuni, che percorrono solo le strade già esplorate da altri. Il secondo – piccolo e ristretto – cui appartengono gli individui che attribuiscono un valore straordinario a ciò che sanno di dover fare. Questi ultimi arrivano fino in fondo respirando l’aria del secolo successivo che dovrà cantare le loro imprese e vivono quasi nell’eternità. Sono individui – uomini e donne – sui quali una strada nuova esercita un fascino irresistibile.

Seguire il tracciato di altri va bene per imparare, ma se vuoi vivere davvero devi assumerti la responsabilità di esplorare nuove situazioni che, magari per altri sono una routine, ma per te sono ancora sconosciute. Amare, imparare cose nuove, viaggiare, scrivere, cantare, intraprendere una professione, essere veramente d’aiuto, scoprire di poter sorridere in ogni situazione o continua tu l’elenco delle esperienze che vuoi fare prima di morire. Perché che ti piaccia o no, un giorno te ne andrai da questo mondo e sarebbe tanto bello che tu lasciassi la tua impronta.

Le nostre impronte non sbiadiscono mai sulle vite che tocchiamo … (Remember me)

Una WalkingCoaching è la risposta più naturale a ogni tuo cambiamento. Camminare, ritrovando te stessa, scoprendo nuovi punti di vista restando in movimento, proprio come prevede la vita. Perché la vita non è statica ma un continuo passato presente e futuro. Se vuoi fare l’esperienza di un cammino consapevole, clicca sul link qui sotto

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