Informazioni su mericolucia

Prima SpiritualCoach italiana, un Master in PNL e Comunicazione e infiniti altri riconoscimenti, ha al suo attivo oltre vent’anni di crescita e sviluppo personale e un’abilità straordinaria nel trasferire informazioni profonde e antiche con semplicità e passione. Ha scelto la sua missione oltre vent’anni fa e da allora accompagna e sostiene chiunque desideri migliorare la propria esistenza, attraverso i suoi corsi, le conferenze e gli incontri di coaching individuale. Speaker, Blogger e Autrice del libro PROFESSIONE SPIRITUALCOACH Gesù è più felice quando viaggia in Porsche e di numerosi E-book, ama viaggiare e incontrare culture differenti, volare e leggere tutto ciò che possa aumentare la conoscenza. Il suo motto è “Il perdono è la chiave della felicità” e lo applica ad ogni esperienza. Il suo sogno è far in modo che ogni persona possa trasformare la propria vita in un capolavoro.

LA TERRA DI MEZZO

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Ogni trasformazione ha un periodo di transizione: io la chiamo “la terra di mezzo. E’ quel tempo che intercorre tra la vecchia immagine di noi e quella nuova. Abbiamo scelto di trasformare la nostra vita e iniziato un nuovo cammino. Il terreno sul quale appoggiamo i nostri passi è un po’ sconnesso, a tratti c’è nebbia, ci sono diramazioni che non sappiamo dove porteranno e l’impulso di tornare indietro è ancora forte. Insomma: le situazioni sembrano peggiorare anziché migliorare. Abbiamo davvero messo in discussione ogni parte della nostra relazione e la scelta era una sola: non potevamo andare avanti così, consumate dai sensi di colpa, dalla rabbia, dalle paure.

Lasciare il certo per l’incertezza che una nuova situazione porta con sé richiede abilità di movimento attraverso l’incognita del cambiamento. Non ci sono garanzie che tutto andrà alla grande e in breve tempo, anche se è questo che vogliamo. Non ricordiamo di aver impiegato mesi, anni per rinforzare le basi di una relazione così come la stiamo vivendo, e adesso vorremo che tutto cambiasse in un attimo.

La realtà è ben differente da come viene descritta nei libri che parlano di trasformazione. La vittoria di una nuova vita potrebbe comportare anni di dedizione costante e quotidiana, ed è proprio questo aspetto il deterrente che spesso usiamo per invertire la marcia. Mancando la consapevolezza di riconoscere e accorgerci dei piccoli e a volte piccolissimi momenti di benessere rinunciamo, invalidando così il lavoro svolto fino a quel momento.

IMPARARE LA LEZIONE

Allora qual è la lezione base per attraversare un cambiamento? Il primo aspetto è “riconoscere che la vita è fatta di istanti”. In questo modo diventa più semplice riconoscere i piccoli passi compiuti, vediamo gli ostacoli con più facilità così da trovare un modo per evitarli e la nostra attenzione è concentrata sul presente, interrompendo così il ponte che spesso utilizziamo per unire passato e futuro. E’ nell’istante che viene compiuta una scelta. Nell’istante si forgia la nostra determinazione. In un istante di tempo presente possiamo conservare la percezione del nostro valore, anche quando il successo sembra essere limitato.

A volte il passo che si fa verso una nuova direzione è simile a un salto nel vuoto. Niente e nessuno potrà mai darci la certezza di potercela fare. Ma se ascoltiamo attentamente dentro di noi, possiamo trovare una voce, un’immagine, un’emozione che ci mostra come fare un altro piccolo passo verso la felicità.

Lasciando alle spalle una vita sicura anche se era un disastro, potremmo avere la sensazione di saltare nel vuoto. Ma se il bisogno di provare qualcosa di nuovo che sentiamo forte dentro di noi è reale, se abbiamo davvero compreso l’alto prezzo che spesso paghiamo per mantenere vivo un delirio, una situazione che è già morta da tempo, questo ci aiuterà a superare qualunque ostacolo, trovando sempre la maniera di far fronte a ogni necessità.

SIAMO NATE PER ESSERE FELICI

Non siamo nati per combattere la vita o per sacrificarci. Forse fare piccoli sforzi, uno accanto all’altro, per andare verso ciò che desideriamo. Forse dovremo recidere qualche ramo secco o compiere scelte che ci fanno soffrire, almeno all’inizio. La strada che ciascuno di noi deve percorrere è quella di lavorare in modo congeniale, sfruttando i talenti e le capacità che naturalmente possediamo così da esprimere al meglio noi stessi ed essere d’aiuto agli altri.

Se la mattina ti svegli e pensi che butterai un’altra giornata in attività che non ti piacciono, ringrazia quel momento di consapevolezza dove la vita ti sta dicendo che puoi fare qualcosa di diverso e prendi in considerazione la possibilità di investire su te stessa. Ogni specie nel mondo animale ha un posto e una funzione specifica e adeguata alle sue capacità, e questo vale anche per l’essere umano. Sforzati di fare ciò che ami e tutto il bene arriverà come ricompensa per la scelta fatta.

Qualunque cosa tu voglia, la potrai avere se prenderai in considerazione un aspetto importante: ogni cosa comincia da te!

 

Immagina una mattina tra Maggio e Giugno, il sole che ti riscalda e il mare in lontananza. Chiudi gli occhi e finalmente respiri muovendoti al ritmo del tuo cuore che guida i 7 Passi Magici della Femminilità. E in quell’attimo di tempo presente ti sorprendi essere  pioniera della tua vita, sentendo la tua energia ferma, stabile e al contempo leggera. Immagina di rinnovare quell’energia che ti accompagna da sempre e che hai per un po’ hai messo da parte. Non sei sola: altre Donne come te stanno rinnovando sé stesse.  E questo è solo l’inizio!

Il Potere dell’Energia Femminile – Ritorno all’Amore è alla sua Quarta Edizione. Un viaggio esperienziale rivolto alle Donne che hanno la volontà di riscoprire una nuova visione del femminile da portare e interpretare al meglio nella propria quotidianità. Vivremo  questa esperienza sull’Isola di Formentera, dal 27 Maggio al 3 Giugno 2018.

Se vuoi conoscere i dettagli e usufruire della promozione in scadenza il 31 Dicembre 2017, clicca su questo link  http://bit.ly/2iT9zDV

LA MONETA DELLA FELICITA’

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I bambini sono una fonte inesauribile di opportunità per imparare. Questo breve racconto di vita quotidiana lo voglio condividere con tutti quei genitori che in questo momento stanno vivendo la difficoltà della separazione.

E’ una convinzione generalizzata credere che ai bambini si possa mentire, dimenticando che la loro sensibilità va al di là delle parole. La sofferenza degli adulti viene trasmessa non solo dalle parole verbalizzate ma anche, e soprattutto, dall’energia che ogni parola non detta trattiene dentro di sé. Ecco il racconto.

E’ un martedì di qualche tempo fa, e incontro il piccolo Francesco.

«Ciao Francesco, come stai?» chiedo e lui risponde educatamente «Bene, grazie» Come se stessi parlando a un adulto, domando «Come posso esserti d’aiuto?» In questi anni ho imparato che i bambini si sentono più rispettati quando vengono trattati con rispetto. Francesco ha solo dieci anni di vita, è maturo oltre misura per la sua età, intelligente, sensibile e molto educato. Ci siamo visti altre volte per piccoli problemi di relazione con la maestra di scuola e una volta perché faceva brutti sogni.

Mi risponde: «Ho un problema» e i suoi occhi sono gonfi di lacrime. Le trattiene: ha imparato dal nonno che non si piange di fronte agli altri. «E qual è questo problema?» chiedo. Risponde abbassando gli occhi «Il papà va via di casa e io ho paura di rimanere solo» Percepisco la sua angoscia, la sua ansia, la rabbia e questa immensa paura che escono da quel piccolo essere, eppure già capace di provare emozioni spaventose.

«Ne vuoi parlare?» chiedo con un nodo alla gola. «Sì grazie. Ho paura di non vedere più il papà. Lui va ad abitare in un’altra casa e sarà solo, e se ha bisogno di qualcosa non c’è più nessuno con lui. E tra qualche tempo incontrerà un’altra signora e faranno un altro bambino e lui si dimenticherà di me.» Ancora una volta l’intuito mi suggerisce che non è tutto. Infatti continua dicendo «E poi è colpa sia mia se i miei genitori si stanno separando»

La mia mente è vuota e dalla mia bocca non esce nulla. Sono attimi lunghissimi dove non esistono più confini e io non trovo le parole per confortarlo. Chiedo sostegno di Dio affinché mi possa indicare la maniera per affrontare la situazione, e le parole iniziano a formarsi nella mia mente.

«Sai Francesco, esiste una moneta speciale fatta apposta per questi problemi. Si chiama “moneta della felicità”. Quando sei infelice o ti senti arrabbiato o hai paura che succeda qualcosa di brutto, tieni stretta la moneta tra le mani e ti sentirai molto meglio. Vuoi provare?» Un sorriso prende il posto delle lacrime trattenute. Prendo dal portafogli una moneta che conservo sin dal mio ultimo viaggio in Oriente. Francesco apre la mano, appoggio la moneta sul suo palmo e lui chiude gli occhi e la stringe per qualche secondo, come per verificarne l’efficacia. E quando li riapre è stupito e sorride «Sai che funziona? Mi sento già meglio» dice. Sento che è sollevato: il mio cuore è leggero. Inizia a chiacchierare di calcio e di scuola e mi racconta dei suoi cugini e di quante risate fanno insieme.

I bambini sono semplici e nella loro semplicità compiono grandi azioni, donandoci ogni volta delle lezioni importanti. Penso con gratitudine a quanto è bella la mia professione e alle mille opportunità che ogni giorno mi offre per conoscere me stessa. Grazie Francesco per avermi insegnato che è facile scacciare le nubi della tristezza per lasciar posto alla felicità. E’ sufficiente credere nella magia della Vita.

Benedetta gente, farebbero qualsiasi cosa per far finta che la magia non esiste, anche quando ce l’hanno sotto il naso… (Harry Potter e la camera dei segreti )

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(Photo by Robert Collins on Unsplash)

UN PASSO INDIETRO

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Per tornare a noi stesse e a volte è necessario fare un passo indietro. Ci aiuta a prendere le distanze e guardare con attenzione ciò che avviene intorno, nel nostro mondo. Il fatto è che molte di noi ne fanno troppi di passi in avanti andando oltre quel limite che divide il dentro dal fuori, nella speranza di trovare di trovare proprio là fuori, nel mondo, negli altri qualcosa di magico che possa prendersi cura di loro.

E proprio in quell’illusione si perdono restando intrappolate come in un fango denso che trascina verso il basso e che blocca la vera essenza di cui siamo fatte: l’ardire e la capacità di camminare libere, coi nostri tempi e momenti.

SOTTOMESSE E IMPOTENTI

Quanto è utile questo passo indietro che ci porta a riconoscere la falsa credenza che gli altri possono rendere la nostra vita migliore. Si, hai letto bene: è utile e necessario, almeno fintanto che non abbiamo capito in quale direzione guardare. Perché a un certo punto della nostra storia personale ci sarà un momento in cui avremo voglia di spegnere i riflettori sotto i quali abbiamo scelto di stare e brillare finalmente della nostra luce.

Credere di essere sottomesse e impotenti è il drago che abita nella prigione della nostra mente. Lo nutriamo, lo coccoliamo nella speranza che possa un giorno essere riconoscente. Ma a nessuno piace la prigionia. Il drago vuole procurarsi da solo il cibo, non vuole essere nutrito. La sola cosa che desidera è poter volare via. 

Svolta la tua attenzione: lascia libero il drago e preparati per il ritorno a casa

Che parole semplici da leggere, ma quanto è complicato metterle in atto e renderle azioni concrete. Vogliamo uomini che si occupano di noi e che ci diano sicurezza. E comprensione dai nostri datori di lavoro, per lo più maschi che non comprendono nulla del femminile. Vogliamo creare comunione con le altre donne, ma il più delle volte è pura e bieca competizione. Vogliamo essere libere ma non conosciamo il reale significato di libertà.  Molte di noi non sanno nulla di sé stesse e pretendono di conoscere gli altri.

Per troppo tempo abbiamo risposto le nostre aspettative in una direzione che ha portato solo dolore, rancore, rabbia, paura e solitudine. E queste sono le sensazioni che ci riserva il mondo quando siamo lontane da casa, dalla nostra casa interioreNon siamo d’aiuto a nessuno in questo modo, ancor meno a noi stesse. La sola cosa che vogliamo è rendere il nostro carico più leggero per camminare spedite e spensierate, ma non possiamo pensare di caricarlo sulle spalle altrui: non è una soluzione.

Permettere alla nostra anima di raccontare, metterci in ascolto per sentire un richiamo che ci fa alzare la testa e aprire gli occhi. Possiamo dire “no, io non ci sto” senza sentire colpa e lo possiamo fare perché è nei nostri accordi. Forse avremo bisogno di quel moto di rabbia per farlo. Forse sarà così. A volte per prendere la giusta direzione c’è bisogno di picchiare un pugno sul tavolo e caricare quella parte di noi che da troppo tempo è silenziosa, solo in apparenza. E picchiamolo quel pugno, facciamo vedere chi siamo. Ma che non sia per sempre, altrimenti la rabbia potrebbe diventare la sola nostra espressione per vivere. Picchiamolo quel pungo e anche un altro, se necessario, quel tanto che basta per prendere le distanze e poi ritorniamo a noi per capire chi siamo, cosa vogliamo davvero e quale direzione prendere.

Quante corde emozionali muove in me scrivere di femminile. Siamo donne, compagne della natura e il nostro cammino è come un pellegrinaggio. Siamo nate donne per insegnare al mondo come stare più vicine a Madre Terra, perché siamo l’espressione più profonda dell’amore. Ma dobbiamo ricordare che anche noi, come tutti gli altri elementi della natura, possiamo essere portatrici d’amore o di odio e discordia. Allo stesso modo e nello stesso spazio ospitiamo dentro di noi una vegetazione bella e rigogliosa e lo sterile deserto privo di vita.

Ogni cosa comincia da noi. Sono le scelte che facciamo, la voglia di metterci in discussione, l’energia della determinazione e la volontà di trasformare la nostra vita. Ogni cosa comincia da noi e non può essere guarita se non dentro di noi, per mostrare al mondo qualcosa di diverso, un nuovo punto di vista, una nuova visione. Ogni cosa comincia da noi, dalla scelta che ogni giorno compiamo. E sarà sempre tra andare incontro al nostro sentire  o rinchiuderci nei bisogni e nelle carenze, sperando che un giorno qualcosa o qualcuno possa renderci felici.

Nessuno può darci più amore di quanto possiamo scegliere di darne a noi stesse

Ascoltiamoci e facciamo in modo che questo giorno sia l’inizio di un nuovo e lungo cammino.

… una notte
un battito di cuore alla porta.
Fuori, una donna nella nebbia
Ramoscelli ha per capelli,
e un abito di erbe sgocciolanti
verdi acque del lago.
Dice: “Sono te,
e vengo da tanto lontano.
Vieni con me, ho qualcosa da mostrarti…”
Si volge, e le si apre il mantello,
D’improvviso, luce d’oro … ovunque, luce d’oro…”
(La Donna che vive nel Lago)

 

L’INCONTRO CON LA SAGGEZZA

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E’ dentro di noi la saggezza: non possiamo trovarla fuori.  Quando la incontriamo vestita da donna o da uomo, è perché possa raccontare di una memoria che ci appartiene. Là fuori nel mondo c’è il riflesso del nostro essere, a volte stanco, altre volte arrabbiato, ma anche gioioso e saggio. Come uno specchio, il mondo mostra chi siamo e dove stiamo andando: niente di più e neppure niente di meno.

Quanto è importante leggere la nostra vita attraverso la vita di chi incontriamo, perché è questo che accade. Credi forse di essere diversa da colei che è infelice o che si arrabbia o che tradisce, che si vergogna o che ferisce? Se il tuo sguardo incontra il suo, allora siete in comunione, due anime che entrano in contatto per comprenderne lo scopo. Ma qual è lo scopo? Sempre lo stesso, una noiosa ripetizione ogni volta: conoscere te stessa. In questo territorio antico e senza età, una cosa è certa: che ogni incontro diventa sacro.

E’ un luogo che non appartiene a nulla eppure è tutto. Ha molti nomi e nessuno adatto, e per questo tutti possono andare bene per descriverlo. E’ una forza che può distruggere o sanare ogni ferita, una forza inimitabile che porta un dono di idee, immagini, convinzioni e particolari. Esiste ovunque e tuttavia non si può vedere nel senso comune del termine.

Quel che si può vedere nell’oscurità non è necessariamente visibile alla luce del giorno

Sebbene il luogo trasmetta grande e profonda ricchezza, va avvicinato con una certa preparazione, poiché si può cedere alla tentazione di naufragare gioiosamente nell’estasi e restare là. «Ogni donna ha potenzialmente accesso al fiume in piena che scorre dentro di lei. Vi arriva con la meditazione profonda, la danza, la scrittura, la pittura, la preghiera, il canto, il suono del tamburo, l’immaginazione fervida o qualsiasi attività richieda un’intensa consapevolezza alternata. La donna arriva a questo mondo-tra-i-mondi con il desiderio struggente, e cercando qualcosa che può vedere appena con la coda dell’occhio. Vi arriva con atti profondi creativi, con la solitudine intenzionale, con la pratica delle arti. E anche con tali pratiche elaborate, molto di ciò che accade in questo mondo ineffabile resta per sempre misterioso, perché spezza le leggi fisiche e razionali quali noi le conosciamo.»

Dobbiamo curare il mondo con cui entriamo in questo mondo fatto di essenza e di conoscenza, mantenendo salda la consapevolezza, il ponte che ci permette di portare l’esperienza nella vita quotidiana. Questo è ciò che dobbiamo fare con la conoscenza: incontrarla, farla nostra ed estenderla intorno a noi. Così tutto è possibile. Diversamente, nulla lo sarà.

 

⌊UNA PREGHIERA⌋

Rifiutati di cadere.

Se non puoi rifiutarti di cadere,

rifiutati di restare a terra.

Se non puoi rifiutarti di restare a terra,

leva il tuo cuore al cielo,

e come un accattone affamato,

chiedi che venga riempito,

e sarà riempito.

Puoi essere spinto giù.

Ti può essere impedito di risollevarti.

Ma nessuno può impedirti

di levare il tuo cuore verso il cielo –

soltanto tu.

E nel pieno della sofferenza

che tanto si fa chiaro.

Colui che dice nulla di buono

da ciò che venne,

ancora non ascolta.

(Storie di Donne Selvagge)

 

Ogni mese c’è un incontro al femminile dove poter imparare a conoscere te stessa e lo fai condividendo con altre donne che, come te, stanno camminando verso la gioia di vedere la vita da un altro punto di vista. Crea Leggi Ama è un appuntamento mensile gratuito al quale puoi partecipare con le tue amiche, con tua figlia, con tua madre, con la tua collega d’ufficio … Se vuoi sapere di cosa si tratta, clicca su questo link ===>http://bit.ly/2j5xeAX 

 

(Photo by Bekah Russom on Unsplash)

LA PIGRIZIA E’ ALLA BASE DELLA PAURA

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Quando affrontiamo un cambiamento profondo, inizia l’altalena tra “vado avanti o torno indietro”. La tendenza è quella di agganciare la memoria a ciò che eravamo, anche se c’è una parte di noi che riconosce i passi fatti in avanti per procedere verso una nuova visione.

Ascoltando me stessa mentre metto in atto il cambiamento, noto ora e con facilità due aspetti fondamentali:

  • Il primo è la paura di lasciar andare la vecchia immagine di me, nonostante continui a denigrarla
  • Il secondo è la paura di raggiungere la nuova immagine di me, perché sento il peso e la fatica di dover gestire qualcosa che non conosco

Questi sono i primi due aspetti che emergono quando affronto una trasformazione.

Considerando che alla base dell’altalena c’è sempre e comunque la paura, mi soffermo ad osservare. E’ visibile la pigrizia mentale che deriva dal dover gestire la possibilità di essere felice: anziché volare verso la felicità, ne sento il peso della responsabilità. Il raggio di estensione dell’altalena si fa sempre più ampio e mentre passo da un opposto all’altro, percepisco dentro di me un’energia differente, una forza che prima non avevo riconosciuto.

Ed ecco che arriva il salto giù da quell’altalena, come quando ero bambina e sfidavo me stessa a saltare quando ero nel punto più alto. Ad ogni passaggio pensavo: «Al prossimo giro, salto!» ma non era così. Dovevo trovare il coraggio, la spinta giusta per me in quel momento, l’attimo estremo che vinceva sulla pigra paura di saltare. «E se mi faccio male? Se mi rompo una gamba? Se anziché cadere in piedi, ruzzolo per terra che figura faccio?» Dovevo fermare i “se” e saltare: era tutto ciò che dovevo fare. E quando lo facevo, era come se il tempo si fermasse. L’istante vinceva sui molti passaggi di altalena compiuti: la paura di non farcela e di farcela erano alle mie spalle, in un passato che non aveva nessun potere su di me.

Eppure, nonostante l’esperienza vissuta, ogni volta era quella la strada da compiere per saltare, ma ogni volta con un elemento in più che mi portava a conoscere me stessa.

Se ci pensiamo bene, abbiamo saltato molte e molte volte nella vita, nonostante la paura

Si dice che se l’hai fatto una volta, puoi farlo molte altre volte, ed io aggiungo: «… ma non ti aspettare che sia sempre uguale» Non possiamo replicare le nostre esperienze: non siamo automi. Evolvere vuol dire cambiare, trasformare da come siamo in qualcosa di nuovo, imparando durante il viaggio a riconoscere le risorse, le abilità, i talenti che ciascuno di noi produce all’infinito.

Quando affrontiamo un cambiamento, siamo come bruchi che si preparano a diventare farfalle con una sola differenza: il bruco non ha paura della trasformazione poiché sa che è la sua natura.

La felicità è una scelta, molto coraggiosa

www.spiritualcoach.it

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Photo by Myles Tan on Unsplash

CAMMINIAMO INSIEME

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Camminiamo insieme, Lei ed io. La sostegno durante la sua  WalkingCoaching e pian piano ritrova una nuova immagine di sé.  Nella sua relazione sembrava tutto perfetto. Ma a un certo punto qualcosa si rompe e la storia finisce. Ancora addolorata, mi racconta della sua amica e di quanto  le è stata vicino quando suo marito l’ha lasciata. Dispensava consigli e si è unita a lei nella sofferenza di quel momento. C’era sempre, attenta e disponibile: una presenza costante. Dino a questo punto della storia è tutto meraviglioso. Averne di persone che si prodigano e ci offrono un abbraccio di conforto quando siamo stese come tappetini bagnati.

«Chi meglio di lei mi poteva capire» dice a un certo punto del cammino. «La sua storia è simile alla mia: complicata e difficile. Suo marito la tradisce da anni, ma non ha il coraggio di lasciarlo.» A quel punto mi domando quale aiuto ha potuto dare se anche lei è nella stessa situazione.

CAMMINA CHE TI PASSA

Un percorso di Crescita Personale e Spirituale agito passo dopo passo, innesca un processo di trasformazione. Lei, che era addolorata, a un certo punto della sua storia personale comincia a scrollare dalle spalle i pesi più grandi, raddrizza la schiena e asciuga le lacrime.  Son cambiati gli orizzonti che ora appaiono più ampi e ricchi di possibilità.

Ora va tutto decisamente meglio e la strada è un po’ più asfaltata. Ma all’amica – quella che le era stata così vicina – non piace questa nuova versione modello “testa alta e sguardo dritto verso la felicità”. Preferiva la versione precedente:  spalle curve,  pianto facile e orizzonti grigi. Che le stia salendo la paura di restare sola? Accipicchia: la faccenda ora si fa interessante! Riuscirà l’amica a riportare tutto come prima?

C’è un aspetto straordinario in tutti noi, una sorta di talento naturale, un “suggeritore” che interviene dicendo: «Usa il senso di colpa e tutto tornerà come prima!» Perché non c’è niente di meglio che far sentire qualcuno colpevole per poterlo manipolare. Ma Lei, la donna che sta camminando verso la felicità,  è rinnovata nell’anima, nell’intenzione  e non ci casca: si accorge.

Cosa accadrà da adesso in poi? Lascio a voi il piacere di scrivere il finale e sapete perché? Per il semplice motivo che a tutte noi è successo almeno una volta nella vita di comportarci come l’amica del racconto. O più facilmente ci sarà capitato di incontrarne una simile, volonterosa di aiutarci, con un unico obiettivo:  crogiolarsi nel mal comune-mezzo gaudio, la condizione più fallimentare in cui ci possiamo infilare.

IL LIETO FINE E’ UNA SCELTA

Continua il suo percorso e Lei,  la donna che ora cammina da sola,  non traballa più. I suoi piedi poggiano sulla solida fiducia: quella che ripone in sé stessa. Avanti tutta, dunque, un passo alla volta! E chissà che diventando un esempio per la sua amica traballante dalla vita infelice non possa in qualche modo esserle d’aiuto. A Lei che ora cammina sicura e alle Donne in trasformazione auguro un “accorgiti” grande come tutto l’Universo.

Quando si lotta per qualcosa di importante bisogna circondarsi di persone che sostengono il nostro lavoro. È una trappola e un veleno avere intorno persone che hanno le nostre stesse ferite ma non il desiderio vero di guarirle (Donne che corrono coi lupi)

Da anni ho abbandonato le coaching in studio per dedicarmi unicamente alle WalkingCoaching, un percorso nella natura dove lasciar andare il passato e camminare verso un nuovo futuro. Se sei curiosa di sapere, non esitare a contattarmi!

 

A CHI CHIEDI AIUTO PER ESSERE FELICE?

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Paura e Amore, le fondamenta delle emozioni alle quali diamo retta durante il corso dell’intera nostra esistenza. Abbiamo imparato a chiamarle in molti modi dando loro sfumature differenti ed etichette che sembrano renderle molto diverse tra loro. In realtà – se ci pensate bene – una rabbia è riconducibile alla paura, così come la tristezza o la vergogna, l’invidia, la colpa, l’orgoglio, il rimpianto… Ed è così anche per la gioia, la felicità, l’entusiasmo, la passione e tutte le emozioni che etichettiamo come “belle”, sono sfumature dell’amore.

LA SCELTA

Ritornando alla scelta tra  personalità e anima, nella maggioranza dei casi scegliamo senza consapevolezza del fatto che ogni nostra scelta è profondamente basata su un bisogno o una carenza. Nelle relazioni di coppia veniamo inghiottiti letteralmente dal vortice dell’innamoramento, perdendo molto spesso il contatto con la realtà. La fantasia comincia a fare il suo lavoro mostrando una vita da occhiali rosa: e tutto il resto passa in secondo piano.

Mi ricordo durante un corso sulle relazioni,  di una ragazza che partecipava insieme al suo fidanzato. Per molte volte, durante le condivisioni, aveva dichiarato sorridendo che lui era meraviglioso e che prima o poi si sarebbe accorto dei suoi difetti e così l’avrebbe lasciata, proprio come avevano fatto i fidanzati precedenti. E’ stata così brava nella sua manifestazione che pochi mesi dopo era sola! E sapete cosa mi ha detto quando l’ho incontrata? «Hai visto che avevo ragione?»

Nel caso delle relazioni di coppia di solito abbiamo bisogno di un partner che faccia fronte alle nostre miserie nascoste, qualcuno che riesca a riempire il vuoto, a farci sorridere, a custodire una casa, a far figli o che possa darci quella tranquillità economica necessaria per vivere in pace. Come pensate si possa trasformare una relazione quando ciò di cui avevamo bisogno o ci sentivamo carenti comincia a scarseggiare? Succede, per esempio, quando uno dei due partner decide di intraprendere una professione di successo, dividendosi tra lavoro e famiglia. Oppure quando una donna diventa madre e, oltre a dividersi tra lavoro e casa, deve occuparsi del bambino. La faccio breve: avendo scelto inconsapevolmente, l’esperienza diventa – presto o tardi – un piccolo inferno fatto di gelosie, paure e sensi di colpa.

Ma quando l’attenzione consapevole inizia a emergere, possiamo vedere le nostre carenze e il vuoto che generano, rendendoci conto di aver dato all’altro la responsabilità di riempire questo vuoto.  Questa semplice e allo stesso tempo complicata visione lascerà  che sia l’Amore e il perdono a tirare le fila della  nostra nuova vita. A quel punto la nuova visione fa aumentare il potere personale insieme alla capacità di manifestare la bellezza nella vita quotidiana.

IL POTERE AUTENTICO

Il  potere autentico è basato sull’Amore, il Perdono e l’Umiltà intesa come il riconoscimento delle proprie capacità, la chiarezza d’intento e l’estensione verso l’altro. 

In questo modo diventiamo come un arciere esperto che, anche bendato, è in grado di lanciare la freccia al centro del paglione perché sa che non è la vista fisica ad allinearsi con il centro bensì quella dell’anima. Senza questa nuova visione, ogni centro sarà messo nelle mani del destino o della fortuna, due parole che affossano totalmente il nostro potere e la capacità di essere liberi. Usando invece usiamo la consapevolezza che proviene dall’anima, il centro verrà percepito come un intento e raggiunto con facilità.

MUOVERSI NELLA VITA CON LEGGEREZZA

Quando ci muoviamo nel buio dell’inconsapevolezza, ogni manifestazione di felicità diventa una fortuna. Ma se è la consapevolezza a illuminare la strada, possiamo sostituire la parola fortuna con intento.

Raggiungiamo il potere autentico  lasciando che sia l’anima guerriera, piuttosto che la personalità, a guidare la nostra vita

Prima di ogni scelta è utile domandarsi: «Qual’è lo scopo?» e lasciare che sia l’onestà a guidare la risposta. In questo modo scopriremo quali sono le carenze e i bisogni: nulla di più e neppure nulla di meno. Sapere con chiarezza di scegliere per paura della scarsità, dell’abbandono o della solitudine è conoscere in anticipo quale direzione prenderà la nostra vita. Inoltre chi incontreremo saprà  – perché glielo avremo raccontato – quali sono i nostri bisogni e carenze, e insieme potremo decidere come e cosa fare.

La conoscenza di sé, il dialogo e la capacità di mettere a nudo i propri limiti permettendo all’altro di entrare nei nostri confini, ci rende più forti e soprattutto più liberi, ispirando nuova energia a ì chi ruota intorno a noi.

Le relazioni sono come una danza dove i danzatori – a turno – a volte guidano, altre volte si lasciano guidare. Possiamo imparare a danzare, se lo vogliamo

 

A proposito di relazioni: Domenica 18 Novembre a Cervia (RA) ci sarà un’EDIZIONE SPECIALE del Laboratorio LE RELAZIONI: come comincia un Amore  Se sei interessata all’argomento, puoi cliccare su questo link per avere tutte le informazioni ➡➡➡ http://bit.ly/2zpTjxa