Informazioni su mericolucia

Prima SpiritualCoach italiana, un Master in PNL e Comunicazione e infiniti altri riconoscimenti, ha al suo attivo oltre vent’anni di crescita e sviluppo personale e un’abilità straordinaria nel trasferire informazioni profonde e antiche con semplicità e passione. Ha scelto la sua missione oltre vent’anni fa e da allora accompagna e sostiene chiunque desideri migliorare la propria esistenza, attraverso i suoi corsi, le conferenze e gli incontri di coaching individuale. Speaker, Blogger e Autrice del libro PROFESSIONE SPIRITUALCOACH Gesù è più felice quando viaggia in Porsche e di numerosi E-book, ama viaggiare e incontrare culture differenti, volare e leggere tutto ciò che possa aumentare la conoscenza. Il suo motto è “Il perdono è la chiave della felicità” e lo applica ad ogni esperienza. Il suo sogno è far in modo che ogni persona possa trasformare la propria vita in un capolavoro.

IL RISVEGLIO ALLA FELICITA’

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Sia che seguiamo o che non seguiamo la nostra strada felice, paghiamo un prezzo perché c’è sempre un prezzo da pagare. Incontreremo difficoltà in qualsiasi cosa faremo: a quel punto è molto meglio avere problemi che hanno un senso in quanto sono parte di ciò che stiamo cercando nella vita. 

Chi sceglie di vivere una vita piena, ricca e gioiosa ha una responsabilità ben più grande di chi, al contrario, si adegua al pari di una pecorella ben inserita nel gregge. Conosco la sensazione: da una parte la voglia di essere diversa e dall’altra la paura di esserlo. Puoi tirare un elastico fin che vuoi, ma se non lo tagli tornerà sempre verso il suo punto di partenza.

La scorribanda mentale è sempre tra il certo e l’incerto, laddove la scelta del ”certo” è simile a una prigione nella quale entriamo la mattina e usciamo la sera, giorno dopo giorno tolti un mese circa all’anno dove ci è concesso di prendere una boccata d’aria. Un modo di vivere che dovrebbe garantire una felice sicurezza ma che invece, il più delle volte, garantisce solo mal di stomaco, ansia e frustrazione. 

Ti sei mai chiesta quale sia il motivo per cui sei arrivata proprio in questo mondo? Cosa pensi sia la vita? Qual è l’emozione che ti fa svegliare ogni mattina? Cosa fa battere davvero il tuo cuore riempiendolo d’amore? E non parlo dell’amore romantico: c’è una strada che ciascuno di noi può seguire in modo indipendente dalle altre persone. Sto parlando di ciò che faremmo o che saremmo anche se avessimo tutto l’amore e il denaro che desideriamo e che possiamo trovare solo nel nostro sogno personale, nella nostra aspirazione di vita.

Mi ricordo che durante una WalkingCoaching ho sostenuto una giovane donna nel far luce sulla meravigliosa opportunità di avere accanto un uomo che la sostiene nel raggiungimento del proprio sogno, così come lei lo sta sostenendo nel viaggio che ha intrapreso per raggiungere il suo. Troppo spesso attribuiamo al rapporto d’amore con un’altra persona il solo significato e senso della nostra vita, limitando in questo modo ciò che davvero può fare l’Amore per noi.

L’ossessione di un amore romantico molto spesso preclude totalmente la possibilità di vivere una vita maggiormente connessa con il resto del mondo. A quel tipo di amore diamo la responsabilità di garantirci la sicurezza che desideriamo e un grado di amore sempre a nostra disposizione e sempre uguale: se l’intensità cala, scatta il campanello d’allarme e la messa in gioco di tutte le strategie per riportarlo al livello di partenza. 

Sembra una considerazione assurda, ma la voglio ugualmente condividere con te: se hai il coraggio di seguire il tuo sogno troverai anche la tua felicità. E’ impossibile essere totalmente infelici o sentirsi soli o inadeguati o stanchi, spossati e senza voglia di vivere quando respiri insieme all’Amore. A quel punto incontrerai sul tuo cammino l’Amore reale, quello che è sempre dalla tua parte, che non giudica e ti lascia o lascerai per cercare qualcosa di meglio.

Guardare nella direzione dell’Amore è complicato tanto quanto essere risvegliati da una luce accecante mentre stai dormendo: il primo gesto sarà quello di coprire gli occhi. Ma se avrai la volontà e la costanza di tenerli aperti, troverai il modo per guardare quella luce permettendole di avvolgerti. Molti di noi rinunciano troppo spesso ai loro sogni: eppure l’Universo è sempre pronto ad aiutarci a realizzarli. Val la pena di riflettere e chissà, magari potresti accorgerti che  …

Quando hai a che fare con l’Amore, aspettati sempre e solo il meglio e preparati a riceverlo in ogni ambito della vita

 

C’è un modo per migliorare la tua vita acquisendo strumenti utili da poter utilizzare in ogni momento e situazione. E’ Lovehealing una tecnica di risveglio interiore che nasce da anni di ricerche e sperimentazioni da parte dell’autrice nel campo della crescita personale e spirituale. Se vuoi saperne di più, clicca su questo link http://spiritualcoach.it/appuntamento/lovehealingcorsobase/

NON PUOI FERMARE IL GIUDIZIO

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“Se vuoi vivere felice, smetti di giudicare. Il giudizio ti rende schiavo. Staccati dal giudizio e sarai una persona migliore.” Quante volte ho sentito e letto queste frasi, cercando di metterle in pratica e sentendomi in colpa perché non ci riuscivo: anche a voi è successo? Ma è davvero possibile togliere il giudizio dal mondo in cui viviamo? Per me è fantascienza. Prova a guardare un tramonto e a non dire o pensare: “Stupendo!” o ad assaggiare un piatto che non ti piace e non esserne disgustato.  Di fronte a una situazione siamo sempre chiamati a rispondere con un giudizio: questo mi piace, quell’altro non mi piace, questo è bene e l’altro è male.

Recentemente sono stata al Museo d’Arte Moderna di New York e trovandomi di fronte a opere d’arte davvero particolari,  ho pensato: “Se ce l’hanno fatta loro ad arrivare fin qui, posso arrivare dove voglio!”  Eppure mi rendo conto di esprimere un giudizio in netto contrasto con la maggior parte delle critiche internazionali, che vedono l’opera d’arte come un capolavoro.

Ciascuno giudica bene ciò che conosce, e solo di questo è buon giudice (Aristotele)

Si può smettere di giudicare totalmente? A parer mio è impossibile. Inoltre l’atto di giudicare è sempre approssimativo, poiché non abbiamo mai tutti gli elementi per poterlo fare e soprattutto, nella maggior parte dei casi, non ci prendiamo il tempo necessario per indagare a fondo prima di emettere la sentenza. Spesso il giudizio è sommario, riportato nei fatti da altri e succede che un ladro di biciclette diventa “un feroce assassino che sgozza le sue vittime prima di rubargli la bicicletta”. I canali di informazione utilizzano spesso questa modalità, arricchendo di fantasia le notizie: d’altra parte al giorno d’oggi fa molta più audience la separazione di una diva dello spettacolo piuttosto che i bombardamenti degli ospedali in Siria.

IL MONDO E’ DIVISO IN DUE

Nel mondo della dualità dove viviamo e dove ogni cosa ha il suo esatto contrario, anche il giudizio si sottomette a questa legge. Io lo divido in:

  • Giudizio oggettivo
  • Giudizio punitivo

Il giudizio oggettivo si basa esclusivamente sui dati di fatto che avvengono in tempo presente. Un esempio: sto bevendo un caffè al bar e vedo l’uomo di cui ho scritto sopra –il ladro di biciclette- mentre ruba. L’etichetta di “ladro” è un giudizio oggettivo: effettivamente sta rubando ed io assisto al furto in tempo reale.

Il giudizio punitivo accade in un contesto diverso: non avviene in tempo presente e si basa su ricordi personali accaduti nel passato o raccontati da altri. Un esempio: lo stesso ladro che ha rubato la bicicletta, ora lo vedo al parco mentre gioca coi figli. Additarlo in quel momento come ladro di biciclette è un giudizio che contiene condanna perché nel presente non sta rubando.
Inoltre mi mancano alcuni dati fondamentali per essere davvero certa che l’etichetta di “ladro” sia davvero appropriata: magari ha rubato la bicicletta per disperazione o per gioco o per una bravata tra amici.

Se voglio davvero indagare, mi posso aiutare con una domanda: “Chissà qual è il motivo per cui sta rubando?” La risposta prevede solo supposizioni poiché un giudizio pulito prevede che io conosca a fondo la vita della persona, che lo abbia frequentato a stretto contatto fino al giorno in cui ha deciso di rubare la bicicletta e che per tutto quel tempo io sia stata messa al corrente di ogni suo pensiero. Insomma: dovrei essere lui per capire cosa realmente è successo e il motivo che lo ha spinto a rubare proprio quella bicicletta in quel momento. E poi non sarebbe ancora sufficiente, perché tutti noi facciamo continuamente cose pentendoci un attimo dopo e giudicando quel gesto inadatto, improprio, stupido, insensato, scellerato, senza senso. Anche questo giudizio verso noi stessi contiene condanna.

ROMPERE IL CERCHIO

Cosa interrompe il circolo vizioso del giudizio? Vi racconto il mio percorso.

  • Prima di tutto ho trasformato la parola giudizio in riflessione, esplorazione, osservazione: suona meglio se dico a me stessa: “Sto riflettendo sui fatti, sto esplorando i fatti” anziché “Sto giudicando i fatti”.
  • Faccio tutto il possibile per accorgermi se sto riflettendo, esplorando, osservando i fatti in modo oggettivo o punitivo. Faccio del mio meglio per essere consapevole che, in ogni caso, non avrò mai elementi sufficienti per esprimere un parere totalmente reale, poiché guarderò sempre la situazione dal mio punto di vista
  • Non inserisco la separazione tra me e la persona o la situazione che sto osservando: se sono chiamata a vivere quel momento, sono consapevole che divento parte della storia. Sono certa senza ombra di dubbio che non farei mai ciò che l’altro ha fatto? Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
  • Trovo il modo per accorgermi che, in ogni caso e qualunque giudizio io dia, a un qualche livello sperimenterò il senso di colpa.

Che fatica, potrai pensare e hai ragione: si fa prima a lasciare le cose come stanno anziché esplorare, osservare, assumersi la responsabilità, mettersi nei panni dell’altro e tutte sté manfrine. Io l’ho fatto per anni e ancora adesso, a volte, devo frenare con tutti e due i piedi per non arrivare lunga e sfracellarmi contro muro del giudizio che contiene condanna. Col tempo ho imparato a semplificare, e nel mio piccolo agisco così:

  • Scelgo e decido un momento dedicato al “taglia e cuci”: 5/10 minuti in cui sparo a zero su un fatto che sta accadendo o che è accaduto. In quel tempo da me scelto e dedicato lascio la massima espressione alla fantasia, senza ritegno e senza filtro, e permetto al lamento, alla rabbia e a qualunque emozione possa nascere di esprimersi. In questo modo limito il senso di colpa e permetto all’ego di fare il suo lavoro: nascondere la consapevolezza
  • Quando ho deciso che è arrivato il momento di rientrare dalla pazzia, elenco le emozioni che emergono pensando alla situazione: anche questo è un modo per divenire consapevole di cosa accade dentro di me e farlo emergere anziché schiacciarlo in un angolo della mente

Adesso arriva la parte più significativa:

  • Offro alla situazione ciò che vorrei ottenere: se in me c’è conflitto e voglio essere in pace, sarà la pace che offrirò. Se non sono serena e voglio serenità, offrirò alla situazione la serenità, dicendo per esempio: “In questo momento sono piena di rabbia e rancore. Conosco le regole del gioco e so che se offro rabbia e rancore, mi verranno restituite sottoforma di esperienza. Per questo motivo decido di offrire serenità all’intera situazione e alle persone coinvolte – me compresa – affinché io possa imparare come e cosa fare per essere serena. Grazie” E mi godo il momento di pace che inevitabilmente arriva come conseguenza.

Immagina per un attimo come sarebbe la vita agita con questa consapevolezza, magari arricchita con altri elementi che emergono dalla tua esperienza personale. Immagina di divulgare un nuovo punto di vista alle persone intorno a te e che loro facciano la stessa cosa, come un virus che dilaga inesorabilmente contagiando l’intero Pianeta. Lo puoi immaginare: non costa nulla. E se durante il tuo film dovesse emergere qualche dubbio, va bene: fa parte del gioco: ma ora conosci un altro punto di vista. Questo momento di riflessione lo puoi giudicare o semplicemente osservare, scegliendo e decidendo di tenerlo, approfondirlo e farlo tuo o lasciarlo andare. A te la scelta.

Nessuno può giustamente censurare o condannare un altro, perché veramente nessuno conosce perfettamente un altro (Thomas Browne)

 

Se l’articolo in qualche modo e a un qualche livello ha suscitato dell emozioni, ho raggiunto il mio obiettivo: offrirti la possibilità di valutare un altro punto di vista. Se vuoi continuare a indagare nella tua vita per conoscere te stessa, puoi scegliere di partecipare a uno dei corsi offerti da SpiritualCoach. Contattami: sarò lieta di accompagnarti in questo viaggio.

FARE L’AMORE E’ COME ENTRARE IN ACQUA

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Qualche giorno fa su una pagina che ho aperto insieme a un gruppo di donne dove sperimentiamo e condividiamo un percorso di crescita personale e spirituale, una di loro ha fatto una domanda definendola “osé”. Mi ha ricordato cosa scrive Roberta Giommi rispetto a fare l’amore e lo condivido con voi. L’autrice sostiene che fare l’amore è come entrare in acqua: il modo con cui ci accostiamo all’acqua può rivelare il nostro approccio alla sessualità.

L’immagine del mare può suscitare in alcune di noi l’idea di “giocare vicino alla spiaggia, appoggiando i piedi per terra pur restando immersi nell’acqua”. Altre potrebbero affrontare il mare come i bambini, mostrando un insieme di eccitazione e paura. E ancora: ci sentiamo più spettatrici o attrici? Alcune di noi preferiscono guardare l’oceano, altre tuffarsi e sfidare le onde. A volte “sfioriamo l’abisso come esperte nuotatrici dalle bracciate possenti e dritte all’obiettivo, altre volte ci muoviamo lentamente senza una meta precisa, le braccia che ricadono rilassate a tal punto da sembrare immobili e tuttavia continuiamo ad avanzare, abbandonate e nello stesso tempo padrone”. C’è poi chi ha paura dell’acqua: i movimenti sono rigidi, contratti e c’è fatica sia nel procedere che nel restare ferma.

“Come il nuoto, anche l’atto sessuale richiede la conoscenza dell’ambiente che ci circonda, l’ascolto di come l’altra persona reagisce alla nostra vicinanza e ai nostri gesti. C’è un momento in cui si assapora l’acqua, se ne percepisce il calore, se ne avverte la profondità. Poi inizia l’immersione che ci permette di entrare in sintonia con le movenze dell’altro, con la sua respirazione, con il crescere del suo piacere. La sessualità, come l’acqua, richiede la consapevolezza di avventurarci in un territorio che resta sempre in parte sconosciuto, che può sorprenderci”

Il dialogo tra corpo e mente è sempre aperto, e ne potete avere la conferma ascoltando cosa accade dentro di voi durante e dopo aver letto queste poche righe. Proprio come l’ingresso in acqua, alcune di voi si saranno fermate all’inizio, altre avranno “osato” leggere incuriosite sino alla fine, ascoltando cosa accadeva dentro di loro.  C’è poi chi condividerà e chi invece si vergognerà di condividere, chi sarà risentita e chi avrà scoperto qualcosa di nuovo.

I TEMPO STANNO CAMBIANDO DAVVERO 

Sì, è ora di cambiare. Un tempo si attribuiva alle donne la mancanza di desiderio, anche se in periodi storici come quello della rivoluzione femminile, alcune donne hanno scelto di essere attive e di conformarsi al modello maschile, senza essersi prese il tempo di sviluppare l’abilità ad ascoltare i segnali del proprio corpo, un errore questo che hanno pagato molto caro e che tutt’ora stiamo pagando in termini di mancata conoscenza di noi stesse e del nostro Sé profondo.

Se non leghiamo in maniera esclusiva l’eccitazione al fare l’amore, possiamo scoprire un corpo vitale e acceso, che percepisce la comparsa e il dissolversi di sensazioni ed emozioni semplicemente per quello che sono e non per quello che dovrebbero rappresentare. In questo modo vengono scardinate tutte le credenze personali e collettive che hanno contribuito a rendere quasi esclusivamente il corpo femminile uno strumento di piacere, per lo più altrui. L’emancipazione  e la libertà di espressione derivano anche dall’acquisizione di una nuova consapevolezza fisica: per questo è importante conoscere se stesse anche da quel punto di vista.

Parliamo pure di sessualità, di durata, di intensità, di orgasmo e di argomenti che vengono ancora oggi considerati “osé”. E’ il momento di imparare finalmente a stare bene nel proprio “corpo biologico come senso d’identità”. Dobbiamo prenderci il diritto di fare esperienze come processo di crescita per ambedue i sessi e scoprire una sessualità femminile e maschile sganciata dai dogmi convenzionali che la vedono per lo più legata alla riproduzione. Ma soprattutto dobbiamo abilitare il nostro corpo all’amore, a riceverne la bellezza e al reciproco piacere.

Amiche mie, abbiamo un corpo che parla di noi a ogni nostro passo. Gli uomini hanno cercato di soffocarlo a loro vantaggio e le donne hanno accettato di lasciarsi soffocare. E’ arrivato il momento di liberarlo e scoprire cos’ha da dire, cosa vuole rappresentare, quali sono i suoi talenti, gli inganni, le storie, gli inganni e le credenze antiche che ancora oggi si muovono dentro di noi. Per questo è importante conoscersi. “Quale corpo sto usando oggi? Quello della seduzione o quello dell’ostilità?” Come sempre, la scelta che faremo sarà l’esperienza che vivremo.

Il corpo femminile è un contenitore straordinario che esprime il nostro essere persona o strumento da allenare, cambiare, truccare, lavare, vestire e soprattutto amare

Con amore per tutte noi.

 

Se ti va di conoscere un po’ di più te stessa, puoi partire con noi. Dal dal 23 al 27 Ottobre 2017 saremo a Marrakech, Marocco per l’evento Libera la tua Femminilità un Viaggio al Femminile dove “Ritrovare” è la parola chiave, perché ci siamo perse tra le pieghe di molteplici convinzioni ingannevoli che per secoli hanno dipinto un quadro che neppure si avvicina alla figura regale di ciò che siamo. Clicca sul link  per avere tutte le informazioni ➡➡➡  http://spiritualcoach.it/seminari/libera-tua-femminilita/

PROFESSIONE SPIRITUALCOACH

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Stavo ripulendo i file e ho trovato questa intervista nata come un gioco in un pomeriggio di ottobre del 2009. La voglio condividere con voi!

Parlando con Lucia Merico, SpiritualCoach    di Terry Bertelli Bertz

Ci racconti brevemente qualcosa di te e delle tue esperienze?

La mia vita vede l’evolversi di due stagioni, una prima fase nella quale era come se stessi camminando in una stanza illuminata, ma ad occhi chiusi: fatico ad orientarmi e mi muovo tastando intorno a me, alla ricerca di nuove esperienze che al tatto sembravano essere tutte uguali. Nella seconda fase ho aperto gli occhi e ho iniziato a riconoscere le sfumature del mondo, e da allora la mia vita è una continua ed affascinante ricerca. Ogni giorno lo immagino come una tela bianca, pronta per essere dipinta.

Se dovessi descrivere Lucia in quattro parole, motivandone le ragioni, quali sarebbero?

  • Appassionata: L’energia della passione è fonte di Vita e mi piace lasciarmi andare ed appassionarmi a nuove idee e conoscenze
  • Determinata: Quando fisso un obiettivo lo perseguo con fiducia: è finita quando è finita!
  • Creativa: Sono un vulcano di idee! La mia mente è in continua ebollizione: mi piace conoscere e sperimentare.
  • Coerente: faccio sempre del mio meglio per essere ciò che penso.

La professione di SpiritualCoach è stata definito da Giuseppe Danielli – Direttore della rivista on-line Newsfood – una “nuova professione” in che cosa si differenzia rispetto a quanto già presente sul mercato?

Il mondo della crescita personale offre molte opportunità e trovo che questo sia davvero importante. Differenziare permette di avere maggiori informazioni: ho letto da qualche parte una frase che mi piace molto “Le differenze arricchiscono”. Personalmente mi sono avvicinata alla Crescita Personale partendo da un corso di auto guarigione. In questo corso si apprende come utilizzare al meglio l’energia Universale per migliorare la propria vita personale. Mi sono appassionata così tanto da iniziare un cammino personale e spirituale durato oltre 10 anni, durante il quale ho acquisito diversi Master.

Essere una SpiritualCoach per me significa prendere per mano le persone e aiutarle a trovare i loro talenti, utilizzando quell’energia interiore che proviene direttamente da Dio, dall’Universo o come lo vuoi chiamare: un’energia d’Amore, abbondanza e ricchezza così straordinaria da poter realizzare qualunque cosa. Camminare con loro è la benzina che muove il motore della mia missione:  sostenere nella trasformazione chiunque desideri migliorare la propria esistenza.

Inizio ogni coaching ricordando a me stessa una frase che ho incontrato molti anni fa in un libro a me molto caro, Un Corso in Miracoli:

Quando incontri qualcuno, ricorda che è un incontro santo. Come vedrai lui, così vedrai te stesso, Come tratterai lui, così tratterai te stesso, Come penserai di lui, così penserai di te stesso. Non dimenticarlo mai poiché in lui troverai o perderai te stesso

Con questa frase mi rendo completamente disponibile. e la linea invisibile che separa il cliente dal coach si annulla per lasciare il posto a due esseri che stanno cercando risposte alle proprie domande. In ogni persona che incontro durante le sessioni individuali o ai corsi collettivi ritrovo sempre una parte di me.

La tua attività ha una particolare attenzione per il mondo femminile. Da cosa è scaturita la scelta di questo orientamento?

Dalla mia partecipazione a un corso di diversi anni fa, durante il quale l’insegnante sosteneva che il mondo sarebbe stato migliore se avessimo permesso alla parte femminile presente in ogni individuo, ed in particolare nelle donne, di esprimere al meglio. In quel momento, essendo una donna, ne rimasi lusingata, ma nulla più. Ho continuato i miei studi al femminile appassionandomi e mettendo in pratica ciò che avevo imparato.

Circa sette anni fa, sulla base di una mia personale e dolorosa esperienza, e osservando le difficoltà che avevo a muovermi in una società patriarcale, ho maturato l’idea che avrei potuto  dire la mia smettendo di usare l’aggressività maschile  e iniziando a far emergere dolcezza, accoglienza e sostegno: e ha funzionato!

I miei corsi al femminile partono dalle radici, dalla storia antica delle donne perché ritengo che si debba andare alle origini per capire meglio come – ancora oggi – noi donne continuiamo a reprimere e a mal usare il nostro potere personale.

Mi sembra di aver intuito l’importanza per te della spiritualità. Puoi descrivere cosa intendi con questo termine?

Spiritualità è Vita: è il rapporto che abbiamo con la nostra anima, con la parte più profonda di noi. E’ quella luce interiore che una volta accesa ci permette di scoprire le nostre reali potenzialità, è una fiducia incrollabile in qualcosa che vive silenziosa dentro di noi.

Si sente sempre più spesso parlare di crescita personale, di formazione, di coaching e di consulenza. Come scegliere con chiarezza? Ci aiuti?

Certamente! Non esiste un’unica strada che porta alla conoscenza, bensì moltissime opportunità. Sono tante le  persone operano in questo settore in maniera eccellette e che contribuiscono ad aprire le porte verso la chiarezza personale, favorendo in maniera positiva la diffusione della comunicazione. È importante nella ricerca della propria interiorità scegliere con il cuore e apprendere da ogni insegnante, ogni guida, ogni Maestro il meglio di quanto ci viene proposto e, cosa assolutamente necessaria, mettere in pratica quanto appreso.

Quanto è importante riscoprire le proprie potenzialità, le proprie risorse personali  per affrontare le piccole e grandi difficoltà che la vita può riservare?

E’ necessario riscoprire il motore che ci porta verso la felicità, intesa come un insieme di obiettivi raggiunti, l’attitudine a diversificare i punti di vista, l’ampliamento dell’apertura mentale, ma soprattutto la capacità di saper trasformare le difficoltà nelle nostre più grandi opportunità. La crescita personale è uno strumento utilissimo che, a mio parere, dovrebbe essere inserito come materia di studio sin dai primi anni scolastici. E’ importante insegnare ai propri figli ad aprire la mente e ad avere una personale opinione della vita, a trovare le proprie risorse, rendendola pragmatica sin dalla tenera età.

C’è qualcosa che accomuna le persone che si rivolgono a te?

Chi si rivolge a me è accomunato dalla medesima emozione: la voglia di cambiare e superare i propri limiti, qualunque essi siano. Ogni persona che conosco durante i miei corsi o negli incontri individuali è per me una benedizione, perché insieme possiamo crescere, conoscere e migliorare.

Si può affermare che tu abbia fatto della tua vita la tua più grande passione?

Assolutamente, in ogni ambito: non potrei vivere in altro modo che non esprimendo passione per questa professione. Mi ritengo fortunata perché questa espressione fa rivolgere la mia attenzione costantemente alla parte profonda senza rinnegare la mia quotidianità.

In conclusione quale sarebbe il messaggio che vuoi riservare a chi sta leggendo in questo momento?

Abbi cura di te, del tuo corpo, della tua mente, del tuo spirito e ricorda che la felicità è un’eredità naturale per ogni essere vivente, una caratteristica dell’anima. E un’anima felice è in grado di volare molto in alto sapendo cogliere le piccole e le grandi opportunità che la vita le riserva.

Adro, 27 ottobre 2009

LE OPPORTUNITA’

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Scrivere la propria storia personale è un’opportunità per prendere contatto con sé stesse. Lo hai mai fatto? Tutt’altro che semplice, permette al fango in cui la storia è spessamente immersa di essere lavato via da nuovi punti di vista. Nessuna storia è così tremenda da non poter essere pulita del suo veleno e fatta nuovamente risplendere. Ma certo, questo dipende solo da noi.

Le storie sono medicine e oggi ti voglio raccontare la mia. E chissà, come spesso capita, ti ci potresti ritrovare.  E’ un capitolo del mio libro PROFESSIONE SPIRITUALCOACH Gesù è più felice quando viaggia in Porsche. Comincia così.

LE OPPORTUNITA’

Spesso grandi imprese nascono da piccole opportunità (Demostene, 384 a.C.)

Saper cogliere le opportunità è un insegnamento che va appreso e allenato con costanza. Ho imparato a riconoscerle e quando si presentano sulla mia strada e le afferro al volo. Il tempo presente è l’unico tempo possibile ed è il tempo delle opportunità: non arrivano mai né un attimo prima né un attimo dopo, e se le lasci sfuggire non torneranno mai più. Alcune potrai rimpiangerle per molto tempo, altre si ripresentano sul cammino sotto nuove forme. In ogni caso, per saper cogliere le opportunità bisogna avere le antenne ben sintonizzate sul tempo presente e imparare a leggere gli infiniti messaggi che l’universo ci mette a disposizione.

In ogni tradizione antica, di qualunque natura essa sia, dal Buddismo all’Induismo fino alla tradizione più vicina a noi, il Cristianesimo, viene enfatizzato il tempo presente, non inteso come tempo verbale ma come abilità a rimanere nel qui e ora. Stare nel qui e ora significa essere presenti a se stessi, avendo consapevolezza di ogni più piccola percezione ed essendo così allineati con l’Universo da coglierne ogni minuscolo messaggio.

Le persone che si muovono nel qui e ora sono costantemente presenti e questo permette loro di compiere «azioni che sono conformi alla situazione» (Wikipedia)

Che ci vuole: basta non pensare al passato, non pensare al futuro, concentrarsi solo sul presente e il gioco è fatto! Come sempre la teoria è molto più semplice rispetto alla pratica: ebbene sì, ci vuole molta pratica e tanta determinazione a stare nel tempo presente.

UNA STORIA VERA

Ti chiederai: ma cosa posso fare per rimanere nel qui e ora? Ti racconto una storia: C’era una volta una giovane donna che aveva una paura tremenda del futuro. Passava parte delle sue giornate a preoccuparsi di cosa sarebbe potuto succederle e i suoi pensieri erano sempre rivolti al domani, inconsapevole del fatto che tutta quella preoccupazione stava innescando una dinamica che poteva solo materializzare situazioni per le quali essere turbata. Una delle regole dell’esistenza è che manifestiamo sempre ciò in cui crediamo: preoccupazione manifesta preoccupazione e serenità manifesta serenità. Che crediamo oppure no a questa regola è indifferente: essa continua e esistere e a essere vera, come è vero che dopo il giorno arriva sempre la notte.

Lui era l’uomo che aveva conosciuto durante la sua adolescenza: compiva quindici anni quando lo vide per la prima volta. Si erano poi lasciati per incontrarsi di nuovo due anni dopo. Era un ragazzo davvero affascinante: aveva l’automobile ed era un appassionato motociclista. Sin dal primo momento lei lo aveva visto come un principe che era arrivato sul suo cavallo bianco a salvare la principessa imprigionata nella torre. In effetti conoscerlo era stata una delle cose più belle che le sarebbero potute capitare in quel periodo.

La Vita vissuta con difficoltà in famiglia la portava a cercare qualcosa al di fuori che le potesse dare qualche sicurezza in più. Aveva amiche e amici con i quali usciva, ogni tanto qualche piccolo flirt, ma non ancora un fidanzato fisso, di quelli che ti portano a cena o al cinema e ti regalano i fiori. Erano cresciuti insieme e avevano trascorso venti lunghi anni condividendo ogni minuscolo aspetto della Vita.

Entrambi viaggiatori appassionati avevano girato il mondo in lungo e in largo. Lui le aveva insegnato a guidare l’auto, la motocicletta, a pattinare sul ghiaccio, insieme avevano imparato lo sci d’acqua e quello invernale, si sfidavano in accanite gare di bowling e con gli amici condividevano il cinema e il teatro. Una Vita piacevole e movimentata.

Quando cresci con un uomo del genere pensi che la relazione durerà per sempre, e non ci credi solo tu, ma anche tutte le persone intorno a te. «Sono proprio una bella coppia affiatata» era ciò che dicevano di loro. Fino a che una mattina, mentre sta raccogliendo la biancheria da mettere in lavatrice, si accorse che infilato in una manica della camicia c’è un lungo e riccio capello rosso.

Per un attimo il respiro si interrompe, il mondo si ferma e le passa davanti l’intero film della sua Vita: ecco arrivata la sua grande opportunità. Ma ancora non lo sapeva. In preda alla disperazione cerca una risposta sensata a tutto ciò: «Sarà il capello di qualche collega d’ufficio. È autunno, i capelli sono più fragili e cadono con facilità…» e altre idiozie del genere. Le donne sono fantasiose quando vogliono nascondere a se stesse la verità.

Continua a guardare quel lungo e riccio capello rosso mentre si avvia verso lo specchio del bagno, nella vana speranza di scoprire che, improvvisamente, la sua corta e frizzante capigliatura biondo platino si è trasformata in una lunga chioma rossa. Chiede spiegazioni, ma ben presto capisce che tutto ciò in cui aveva riposto le sue aspettative sta crollando, come un castello di sabbia spazzato via dall’onda. La verità non tarda a emergere: lui è innamorato di un’altra.

Il mondo in quel preciso istante gira intorno a lei un milione di volte: è come essere entrata in un frullatore. Sbalordita e incredula ma cocciuta fino in fondo, stabilisce che in un modo o nell’altro, lo porterà a cambiare idea. Attende pazientemente nove lunghi mesi, durante i quali i film si alternano nella sua mente: c’è quello dove «Vissero felici e contenti fino alla fine dei loro giorni» e l’altro dove «Lei raccoglie i pezzi della sua Vita e ricomincia da capo».

LA RINASCITA

Una parte di lei, quella più profonda e nascosta, ha già compiuto la scelta. È consapevole di aver tenuto insieme il rapporto con sforzo e cocciutaggine, solo per la poca stima che ha di se stessa e per l’intensa paura di rimanere sola. Nella sua mente c’è la ferma convinzione che: «Senza un uomo non si può andare avanti». I mesi passano, lui si dichiara sempre più innamorato dell’altra e lei tenta con tutte le sue forze di fargli cambiare idea. Si sente ferita, offesa e arrabbiata: ha tanta voglia di riprendersi ciò che ha sempre considerato suo. Tutti quegli anni passati insieme e ora eccola lì messa da parte come una scarpa vecchia.

Ma le persone non sono proprietà e, soprattutto, la cosa difficile da capire è che ciò che le sta accadendo è la somma di tutti quei momenti in cui, durante le discussioni e gli scontri verbali, aveva pensato: «Ma perché non se ne trova un’altra?». Chiedi e ti sarà dato: a volte anche subito! Accidenti al pensiero causativo!

L’uso consapevole del pensiero è una forma d’arte. Accorgersi di cosa si sta pensando è il frutto di un’attenzione e di un allenamento mentale costanti. Fino al momento in cui la giovane donna non inizia il percorso di crescita personale e spirituale, l’ultima delle sue preoccupazioni era quella di guardare con consapevole attenzione ai suoi pensieri.

A volte si accorgeva di averne di ossessivi e frequenti, ma non conoscendo il loro potenziale causativo e l’opportunità celata in essi, continuava i suoi lamenti e i giudizi inconsapevoli. Se la vita andava male era sempre colpa di qualcun altro. Quando andava bene era merito suo o tutt’al più della fortuna.  Ha esultato il giorno in cui ha scoperto il concetto di causa ed effetto. Da allora, a volte con estrema facilità altre un po’ meno, mise in atto quanto imparato sulla causatività prendendo in mano la sua vita.

Come spesso capita quando si affronta una condizione per la prima volta, l’inizio necessita di allenamento che col passare del tempo porterà grandi soddisfazioni. E se vorrai che le soddisfazioni diventino parte della tua vita, dovrai allenarti ogni giorno per tutti i giorni in cui camminerai su questa Terra.

Questa storia ha un lieto fine. La giovane donna continuò il suo percorso di crescita diventando una SpiritualCoach. Ma questa è un’altra storia.

 

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COLMARE LA DISTANZA

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Quando c’è distanza tra dove ti trovi e dove vorresti essere, si genera una sofferenza mista a frustrazione. Per esempio: se sei in buona salute ma vorresti essere più costante con l’attività fisica, ti basta un piccolo balzo per superare la distanza. L’ampiezza della frattura, che sarai tu a scegliere, è il metro di misura che determina di quali passi hai bisogno per andare da dove sei a dove ti senti davvero a tuo agio.

Nulla cambia se non cambi nulla

Se resti ferma a guardare la situazione nella speranza che qualcuno o qualcosa la possa cambiare, sei davvero nei guai. Niente e nessuno può fare per noi più di quanto noi possiamo fare per noi stessi. Se ti va, oggi propongo una tecnica di facile applicazione che, passo dopo passo, ti apre la strada per raggiungere ciò che desideri, ricordandoti che la formula magica per la realizzazione dei tuoi sogni è Pensiero + Azione = RISULTATO.

PRIMO PASSO: Accettare il fatto che dove ti trovi ora è esattamente ciò di cui hai bisogno. In ogni momento è possibile migliorare la propria vita trovando la pace interiore che ci farà balzare in avanti verso una nuova visione, e comincia dall’accettare con amore la nostra condizione attuale. Se non viene messo in atto questo passaggio, l’universo avrà difficoltà a donarti ciò che desideri mostrandoti i passi necessari per procedere nella direzione in cui vuoi andare. I sentimenti consapevoli di amore e accettazione sono la base di partenza per ricevere l’energia necessaria affinché tutto si possa esprimere.

SECONDO PASSO: Ricordare sempre che sei responsabile della tua esistenza: se qualcosa non ti piace, hai sempre la facoltà di cambiarlo. Il risanamento interiore non è fatto di giudizi e condanne ma di domande.

TERZO PASSO: Fare un elenco di punti, due domande e una valutazione. Sii il più sincero possibile e stabilisci i gradi di distanza misurandoli in passi o salti (esempio: 1 passo -2 passi – 1 salto – 1 salto piccolo – medio – grande).

PREPARAZIONE

Hai bisogno di uno o più fogli bianchi e una penna

Dividi il foglio in due parti: a sinistra scrivi DOVE SONO e a destra DOVE VOGLIO ESSERE

Sulla parte di sinistra scrivi l’elenco: (esempio: Relazioni familiari – Relazioni di coppia – Sessualità – Motivazione Personale – Paura: dei fallimenti, dei successi, dell’intimità, d’impegnarmi, di correre rischi etc… – Preoccupazione – Frustrazione – Mettere i bisogno degli altri prima dei miei – Rabbia – Vergogna ….)

Sulla parte di destra la valutazione (1 passo – 2 passi – 1 salto …)

Quando hai preparato il quadro generale, passa all’A.I.C. (Alza Il Culo): prendi la prima voce della lista e scrivi la prima azione da compiere per agire

Se nella lista come priorità ci sono le relazioni di coppia e la valutazione che hai dato è 2 passi, trova il modo per compiere una o più azioni che ti possano indirizzare da dove sei ora a dove vuoi essere. Non avere fretta e mantieni fede ai tempi e modi che hai scelto per migliorare la tua relazione, ricordandoti che una promessa mancata genera ulteriore frustrazione. Dunque la scelta migliore sono piccoli passi che sai di poter compiere, piuttosto che grandi passi che non compirai mai.

Se stai pensando che tutto questo è complicato, stai quasi certamente generando la possibilità di restare dove sei. Domandati: “Quali passi sono disposta a compiere per essere felice?” Come sempre, a te la scelta.

 

E se avessi bisogno di un sostegno per andare un po’ più veloce, ti propongo una WalkingCoaching. Contattami per avere ulteriori informazioni.

 

NUOVE INIZIAZIONI

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Passiamo diverse iniziazioni durante la nostra vita. E’ un processo naturale dove abbandoniamo la nostra inclinazione a restare inconsapevoli e decidiamo di perseguire, anche se dovremmo lottare e soffrire, un’unione conscia con la mente più profonda, con il Sé selvaggio.

Di fatto molte di noi si sentono menomate e incapaci di percorrere la propria strada, restando così prigioniere delle cure altrui. Ma cosa accade quando una di noi sceglie di iniziare un percorso differente? Il primo passo sarà quello di spogliarsi dei vecchi abiti indossandone di nuovi e più leggeri, medicherà le ferite come meglio potrà e anziché restare ferma nella speranza che qualcuno le possa portare sollievo, deciderà di scendere un altro gradino verso un regno dove potrà finalmente riscoprire se stessa.

Tutte noi abbiamo una parte che ci parla di sicurezza e di riparo dai draghi e dai mostri: “Fermati qui e sarai al sicuro”. Ma la nostra vera natura non vuole fermarsi e dormire, non cerca un riparo che sia per sempre: sente di dover uscire a vivere, perfettamente sveglia. E’ una fase dove ci sentiamo disperate e nel contempo decise a proseguire il viaggio interiore, a qualsiasi costo. Siamo disposte a lasciare una vita per un’altra o una fase dell’esistenza per un’altra, o talvolta un amante per nessun altro amante, ma soltanto per noi stesse.

Vogliamo progredire e dall’adolescenza passare alla giovinezza, o dallo stato di donna sposata a quello di nubile, o dalla mezza età alla vecchiaia, con tante ferite ma con un nuovo sistema personale di valori: questa è morte e resurrezione. Lasciare una relazione o la casa dei genitori, lasciarsi alle spalle valori antiquati, diventare se stesse e, qualche volta, scendere nelle profondità dei territori selvaggi semplicemente perché si deve. Tutte queste cose insieme sono la ricchezza della discesa.

Vagabondare è la nostra natura. E vagabondare è un’ottima scelta. Proseguiamo dunque in modo differente, sotto un diverso cielo, su una terra ignota

Ispirata da Donne che corrono coi lupi, dedico questo passaggio a tutte coloro che stanno mettendo in atto una trasformazione, alle mie Amiche e Sorelle e a me stessa.

 

Se ti va, puoi scaricare la meditazione guidata Risveglio Interiore iscrivendo alla newsletter cliccando su http://www.spiritualcoach.it Sarò lieta di sapere cosa ne pensi.