Informazioni su Lucia Merico

Sono tante le esperienze acquisite in oltre un quarto di secolo dedicato alla Crescita Personale e Spirituale, e spaziano dallo sciamanesimo alla PNL, dalle tecniche energetiche di tradizione Essena alla ricerca di sé attraverso il perdono. E poi il femminile declinabile al maschile, un libro: PROFESSIONE SPIRITUALCOACH Gesù è più felice quando viaggia in Porsche, scritto con intensità e che racconta la mia storia, uguale a quella di molte donne e uomini. E una missione: sostenere nella trasformazione chiunque desideri rendere la propria vita un capolavoro. Ogni giorno, ogni attimo della mia vita è dedicato alla missione che ho scelto ed alla visione che ispira e guida il mio cammino, le cui basi poggiano sulla volontà di generare un mondo fatto di persone che conoscono profondamente e consapevolmente sé stesse e il proprio scopo di vita per un’evoluzione planetaria. Visione ambiziosa? Certamente, ne sono consapevole, e ho tutte le intenzioni di realizzarla!

SIAMO DESTINATE A RISPLENDERE

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Donne depresse, ansiose, inconsapevoli del loro addomesticamento e della rabbia.

«Stai ferma – non sporcarti – potrai giocare solo quando la tua camera è in ordine» sono metodi che non funzionano perché coprono totalmente la vitalità naturale, il gioco, la creatività, fondamentali per vivere una vita piena e appagante.

«È il gioco e non l’ordine, l’arteria centrale, il nucleo, la radice della vita creativa. L’impulso a giocare è un istinto. Senza gioco non c’è vita creativa. Stai brava, e non avrai vita creativa. Stai ferma, e non avrai vita creativa. Parla, pensa e agisci solamente con contegno, e scarso sarà il succo creativo. I gruppi, le società, le istituzioni e le organizzazioni che invitano le donne a svalutare l’eccentrico, a sospettare del nuovo e dell’insolito, a evitare tutto ciò che è vitale e innovativo, a spersonalizzare il personale, vogliono una cultura di donne morte.  |…| potremmo allungare all’infinito l’elenco delle donne di talento che nel loro stato di vulnerabilità hanno fatto scelte miserabili. |…|

Tutte erano ricolme di dolore perché erano affamate di nutrimento spirituale, di storia d’anima, di naturale vagabondaggio, di decorazioni consone ai loro bisogni, di apprendere Dio, di una sessualità semplice e sana. Ma inconsapevolmente scelsero |…| credenze, azioni, idee che ne deteriorarono sempre di più la vita, fino a renderle spettri danzanti.» (Donne che corrono coi lupi)

L’uscita dall’addomesticamento passa inevitabilmente attraverso la ribellione. Si deve guardare in faccia la rabbia repressa, pesarne il carico, toglierlo a chi lo abbiamo attribuito dimenticando che era solo nostro, sgarbugliarlo con calma e ricomporne i pezzi, accettandoli ed accogliendoli uno ad uno come perle preziose del nostro prezioso tempo.  

Potevamo fare diversamente?

L’etichetta di bambina agitata, difficile, che non sta mai ferma, troppo curiosa è come una lettera scarlatta che ci allontana da chi potrebbe volerci bene, ma che non ha gli strumenti per comprendere cosa sia «bene» per sé: non glielo hanno insegnato.

L’uscita dall’addomesticamento di una donna è un principio vitale per sé stessa e per l’insegnamento che porterà intorno a lei, a grandi e piccini. Una bambina allevata da adulti che conoscono l’importanza di nutrire la creatività, sarà una donna capace di mostrare al mondo il suo talento, senza ribellione né timori di essere giudicata, capace di contaminare con la stessa energia, al femminile così come al maschile.

Non possiamo sfuggire alle nostre ombre: ci inseguiranno sempre. Le possiamo invece accogliere una alla volta e ripartire da lì

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COME E’ NATO NASCITA E RINASCITA

Faccio una premessa. Quando il mio amico Sergio mi invitò a fare l’esperienza della grotta, accettai perché nella mia testa d’era l’idea delle grotte che avevo visitato in precedenza, come la Cuevas del Drach a Palma di Maiorca: grande, spaziosa e illuminata, con i camminamenti in legno e il suggestivo lago.

Quando arrivai davanti alla Miniera dei Quattro Ossi a Grignaghe, arrivò anche un tuffo al cuore. Non riuscivo a immaginarmi di entrare in quel passaggio tutt’altro che confortevole. Avevo paura! Del buio, di cosa mi aspettava, di non riuscire a respirare. Guardando Sergio negli occhi affermai con determinazione: «Io lì non ci entrerò mai!» E lui, rispondendo con calma: «Va bene. Stai dietro a me»

Non riuscii a capire cosa accadde, ma quelle parole mi caricarono di fiducia, e forse pensandoci adesso anche un po’ di curiosità. E così entrai.

Durante le tre otre di perlustrazione in grotta si accavallarono molte emozioni, di cui ebbi consapevolezza solo dopo essere uscita e aver scaricato l’adrenalina. Mi resi conto che era stato come entrare nel grembo materno: il passaggio iniziale, il percorso per arrivare alla grotta centrale così grande e accogliente, il rumore delle gocce d’acqua sulla pietra, la luce che arrivava solo dalla lanterna accesa sul caschetto. E soprattutto la presenza rassicurante e professionale di Sergio.

Cominciai ad approfondire l’argomento della nascita, recuperando le esperienze fatte in passato ed aggiungendone di nuove. Assorbii informazioni per quasi sette anni e tornai altre volte in grotta per capire quale fosse il percorso più adatto, le esperienze da fare prima di entrare, durante la permanenza e all’uscita dalla grotta. E quando gli elementi di base furono pronti, arrivarono i primi partecipanti e il primo corso di Nascita e Rinascita.

Ad oggi resta per me uno dei corsi più emozionanti e ogni volta che mi preparo per l’aula e il giorno dopo in grotta, mi sento come un bruco che sta per trasformarsi in farfalla.

Conoscendo la profondità del corso, accolgo in aula solo 10 nuovi partecipanti ai quali dedico tutta la mia attenzione. Per l’esperienza in grotta mi affianca Sergio, il mio SpiritualSpeleo insieme a Franco o al altri speleo del Gruppo Speleo Montorfano, che ci garantiscono sicurezza e professionalità.

Per l’evento del 30 e 31 Marzo 2019 ci sono ancora 3 posti liberi e siamo al completo! Leggi con attenzione cliccando su questo link di cosa si tratta ➡➡➡ http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/ e poi scegli cosa fare. E se decidi di partecipare, preparati senza dubbio a trasformarti da bruco in farfalla.

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NASCITA E RINASCITA

Troviamo mille modi per non parlare della morte, eppure è la sola cosa certa che accomuna il genere umano.

Siamo indignati di fronte ad essa, la consideriamo macabra, la snobbiamo credendo che toccherà sempre qualcun altro, cerchiamo di esorcizzarla, diamo a lei la responsabilità di portarci via da questo mondo, come fosse qualcosa che arriva all’improvviso e di cui non ne sapevamo nulla.

Eppure ogni attimo rinnoviamo il cerchio vita/morte/vita, e lo facciamo tutte le volte che lasciamo andare i vecchi schemi per inserirne di nuovi, con le idee realizzate che lasciano spazio a quelle nuove, col respiro che nasce a ogni inspirazione e muore ogni volta che espiriamo, per poi rinascere ancora.

Uno dei miei maestri descrive la morte come la nostra eterna compagna, sempre a un passo di distanza, colei che «ti osserverà sempre fino al giorno in cui ti toccherà.

La morte è il solo saggio consigliere che abbiamo. Ogni volta che senti che tutto va male e che stai per essere annientato, voltati verso la tua morte e chiedile se è vero. La tua morte ti dirà che hai torto; che nulla conta al di fuori del suo tocco.» (Carlos Castaneda – Viaggio a Ixtlan)

Per questo è importante non lasciare buchi di cose irrisolte

Quando decidiamo di fare qualcosa, domandiamoci quale sia lo scopo per cui lo facciamo e poi andiamo fino in fondo prendendocene la responsabilità e mettendo da parte dubbi e rimpianti.

In un mondo dove la morte ci cammina accanto non c’è tempo per i rimorsi, ma solo per le decisioni.

Per rinascere a nuova vita, qualcosa di te dovrà morire e lo puoi fare osservando cosa vuoi tenere e cosa invece lasciar andare.

Questo è uno dei fondamentali di Nascita e Rinascita un’esperienza trasformativa unica che ti porterà a contatto con la tua parte profonda, con le tue radici.

30-31 Marzo 2019
⭕Numero massimo partecipanti: 10

Tutte le informazioni cliccando su questo link:
⤵⤵⤵
http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/

(Nella foto i partecipanti durante l’esperienza in grotta)

REPRIMERE O ESPRIMERE?

Ti sarà successo, e sono certa che è così, di domandarti se è più conveniente stare zitta o mostrare le tue emozioni, scegliendo quasi sempre la seconda opzione. È la più facile perché alla maggior parte di noi è stato insegnato a reprimere piuttosto che ad esprimere, mantenendo un basso profilo, meglio se sottomesso a ciò che abbiamo etichettato come «autorità».

Mi rivolgo al femminile, naturalmente sempre declinabile al maschile. Se da piccola hai spesso sentito dire da un adulto di casa «stai zitta – non parlare – non piangere – comportati bene – stai composta – non sporcarti» e amenità di questo genere anche se fatte tutte con tanto amore, appartieni sicuramente alla categoria delle «repressori seriali» che piuttosto di parlare per dire la loro si mordono la lingua.

Alcune di voi hanno provato a dire la loro, ribellandosi a ogni tentativo di essere zittite. E qual’è stato il risultato lo sappiamo bene: mi ci metto anch’io nella lista delle ribelli. Pervase da un iniziale senso di potere per aver permesso al vulcano emozionale di esplodere, siamo ben presto cadute nel senso di colpa che (in quanto ribelli) abbiamo provveduto prontamente a reprimere e nascondere.

Alcune di noi hanno successivamente scelto il silenzio mentre altre hanno continuato a perseverare nella ribellione, sperando di essere ascoltate: entrambe le direzioni non funzionano sulla lunga distanza. Ci deve essere un altro modo.

MA DOVE PORTA LA REPRESSIONE?

Tanto più cerchiamo di reprimere tanto più ciò che reprimiamo si farà sentire, e questo vale per tutte le emozioni, indistintamente!

Se il sentimento fosse per esempio la rabbia, possiamo elargire sorrisi e strette di mano in ogni occasione, finché salterà fuori nei momenti più inopportuni e nella maniera meno adatta. E quando accadrà ci sentiremo così inadeguate che rafforzeremo ancor di più la convinzione di doverla schiacciare e nascondere quanto più profondamente possibile, cosa che cercheremo di fare con una determinazione assoluta. Questa è una strada senza uscita poiché il risultato sarà esattamente come sopra, fino al momento in cui, trovandoci di fronte a una delle biforcazioni importanti della vita, sceglieremo di cambiare direzione.

 VERSO L’EQUILIBRIO

Se mi leggi da un po’ hai imparato che scrivere – e cioè mettere nero su bianco  – è un’azione molto più potente del semplice riflettere e lavorare a livello di pensiero. Dunque se ti va, scrivi su un foglio le domande che ti propongo più sotto e rispondi ad esse prendendo in considerazione la sincerità. Nessuno valuterà le tue risposte se non tu: sii gentile e generosa! Non c’è niente di meglio che mettere a nudo le proprie emozioni per imparare a riconoscerle e ad accettarle poiché, a volte, le dinamiche sono talmente consolidate e automatizzate da animarsi di vita propria.

Prendere coscienza è rendere giustizia alla propria consapevolezza: è sempre la scelta migliore che possiamo fare per decidere la direzione da intraprendere

  • La rabbia nasconde la gioia
  • la paura oscura il successo
  • la gelosia è un masso sopra la felicità

Dietro ogni emozione che reprimi si nasconde il suo esatto contrario nell’intensità esatta dell’emozione repressa. E’ il giudicare, la vergogna, il nascondere che tiene oscurata la parte buona di ogni situazione. Un po’ come una medaglia a due facce: quando ne guardi una l’altra non la vedi.

I riflessi vengono visti nella luce. Niente è solo luce o solo ombra: dipende sempre quale lato stai osservando. Sia la luce che l’ombra ci appartengono e compongono l’insieme di ciò che siamo

Quando diveniamo consapevoli di questa dualità, scopriamo che l’ombra è utile alla luce per esprimersi, che la bontà può manifestarsi “grazie” alla cattiveria, la giustizia lo fa con l’ingiustizia, la gioia col dolore e la colpa con il perdono.

ESERCITIAMOCI INSIEME

Le domande sono potenti mezzi per ricevere risposte. E da domande potenti ci si aspettano risposte altrettanto potenti. Eccone alcune che puoi scrivere e alle quali rispondere sempre scrivendo, naturalmente:

  • Quali sono le emozioni che provi tu stessa e che non sopporti?
  • C’è un aspetto di te di cui ti vergogni e che nascondi profondamente?
  • Quali sono gli aspetti di te che ami condividere con gli altri?
  • Ci sono emozioni che escono fuori dal tuo controllo? Se si, quali sono?
  • Che tipo di rapporto hai con queste emozioni? Come ti senti quando le esprimi? E quando le reprimi?

MORALE DELLA STORIA

Cerchiamo la perfezione senza considerare di esserlo già (perfette). In ogni nostra mossa si trova la geniale libertà della scelta e della decisione. Da questo punto di vista possiamo osservare che non ci sono modi giusti e perfetti o sbagliati e imperfetti per fare le cose o intraprendere relazioni, ma possiamo osservare e decidere se tenere e modificare, o ringraziare e lasciar andare. Nella nostra perfetta imperfezione troviamo il modo per essere felici, facendo pace con le emozioni e rivolgendo loro l’attenzione che meritano. Diversamente, come bambini capricciosi che vogliono essere ascoltati, cominceranno a strillare e picchiare i piedi finché non le accogliamo nel nostro cuore, le culliamo un po’, per poi lasciarle gentilmente andare al loro destino.

Il «lavoro emozionale» sarà uno degli aspetti sul quale porteremo l’attenzione durante la Quinta Edizione de Il Potere dell’Energia Femminile  un viaggio-esperienza che quest’anno si terrà  sull‘Isola di Zante (Grecia) dal 13 al 20 Giugno. Se ti va di conoscere i dettagli, qui trovi tutte le informazioni  http://spiritualcoach.it/seminari/potere-energia-femminile/

SINCERITA’


(Foto di Perchek Industrie su Unsplash)

La sincerità offre un dono speciale: interrompere la catena delle scuse. Quando facciamo il punto della situazione guardando i fatti, possiamo anche scegliere di migliorare.

Se vediamo le nostre ombre, possiamo conoscere anche la Luce che le proietta

L’animo umano è pieno di segreti nascosti dalle parole, dalle convinzioni. Le vere intenzioni si celano dietro un’infinità di maschere costruite per proteggere la nostra reale espressione. Abbiamo forse paura di scoprire chi siamo e di esprimere i nostri talenti? Pare proprio che sia così e per questo usiamo la menzogna protettiva dietro la quale ci nascondiamo, fatta di «non posso – non fa per me – non ci riesco – lo faccio dopo».

Siamo sinceri quando le nostre espressioni e il nostro comportamento è allineato con ciò che pensiamo e sentiamo. Solo allora possiamo offrirla e riceverla in sicurezza perché è chiaro a noi stessi e agli altri con chi si ha a che fare.

Chi è sincero verso sé stesso lo è anche con gli altri. Sa riconoscere con onestà le proprie ombre e altrettanto le proprie doti. È in questo modo che impariamo a fidarci della Luce e di ciò che può mettere in evidenza.

Tutte le nostre maschere possono essere illuminate e non temiamo di mostrarci al mondo per ciò che siamo: un’espressione di fragilità e forza.

La pratica della sincerità non ha bisogno di essere sostenuta da nessun pubblico: basta guardare i fatti. A loro non possiamo mentire, non così a lungo come crediamo, e di fronte ad essi possiamo scegliere e decidere diversamente.
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Se vuoi conoscere te stess* partendo dal momento più fondamentale della vita di ogni individuo, puoi partecipare a Nascita e Rinascita, un percorso di due giorni dove potrai incontrare gli ostacoli che hai vissuto alla tua nascita e che ancora fai emergere. Un giorno in aula per scoprire te stess* e un’esperienza in grotta per rinascere a nuova vita. Se ti va, qui sotto trovi tutti i dettagli per partecipare
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http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/

NULLA CAMBIA SE NON CAMBI NULLA

Se credi in qualcosa diventa vero per te.

Da quel punto di partenza rinforzi il tuo credo e lo vivi.

Ciò in cui credi ti rende felice, è portatore di pace e serenità? È un buon credo.

Se non ti rende felice, qualcosa va cambiato.

Allora studi la storia delle donne, vai indietro nel tempo e ti accorgi che la dignità è di una lontananza così estrema da non ricordarla più. Sei indignata, ti ribelli e provi anche a sottometterti, ma non funziona: la felicità che cerchi non arriva.

Sono cambiati i tempi, ti sei presa qualche contentino, qualche diritto che tieni stretto e difendi col coltello tra i denti, ma ancora sei inferiore, un passo indietro, l’ultima della fila. La storia si ripete, cambia la forma ma non il risultato.

Allora scendi in piazza di nuovo, organizzi festival per rivendicare il tuo potere e urli al mondo chi sei, ma il mondo rimbalza ogni tua parola.

Mio Dio, cosa sta succedendo? E a quella domanda arriva la risposta, come un tocco lieve, un pensiero che si insinua: «E se ci fosse un altro modo?»

Ti svegli e osservi con mente lucida e vedi ogni cosa con più chiarezza

Comprendi che non puoi fare ciò che hai sempre fatto perché otterrai gli stessi risultati.

Individui la falla nel tuo sistema di pensiero e chiedi aiuto. Ti accorgi che non sono le lenti degli occhiali che vanno cambiate: sono da pulire e solo tu puoi scegliere di farlo.

Lo fai e cominci a vedere diversamente. Questo ti rincuora: non sei più succube del sistema.

Fai un altro passo fuori dal cerchio e ti accorgi che nessuno ti trattiene. Allora ne fai un altro e poi un altro ancora, e cominci a vivere esperienze nuove.

Scopri di avere un regno sul quale governare: la tua mente. Scopri che ogni cosa che hai vissuto è scaturita da te, hai scritto il copione e lo hai portato in scena, interpretandolo. Ma quello è il passato.

Ora nel presente puoi guardarlo con occhi amorevoli e renderti conto che hai dato per ricevere qualcosa in cambio, ma non ti eri accorta che davi la parte di te più debole, e il mondo rispondeva con la stessa moneta, mostrandoti la tua debolezza.

Ora nel presente puoi portare questa debolezza che è il tuo manufatto, accarezzarla dolcemente e cullarla ancora un po’, e poi permetterle di cessare di esistere.

Piangi e le lacrime lavano via il passato, sono mille chiavi luccicanti che aprono porte nuove.

Ti accorgi che l’altro modo è ben oltre ogni paura, oltre il buio nel quale credevi di essere prigioniera.

Ora sai che puoi essere libera o prigioniera: a te la scelta. E non pensare di essere sola in questa scelta. Ogni volta che sceglierai porterai con te chi sta intorno a te, uomo o donna che sia.

Ora sai che ogni cosa comincia da te!

Ho scritto al femminile sempre declinabile al maschile.

Dal 13 al 20 Giugno 2019, per il quinto anno consecutivo accompagno un gruppo di donne che scelgono di portare alla luce il loro femminile antico per poi usarlo nella quotidianità. Per un’intera settimana la nostra aula sarà l’Isola di Zante in Grecia, e se anche tu vorrai esserci per portare nuova energia alla tua vita, sarò lieta di poterti estendere la mia esperienza.

Qui trovi le informazioni per partecipare a Il Potere dell’Energia Femminile – V Edizione

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http://bit.ly/2iT9zDV

(Foto di Kate Tandy su Unsplash)

MIRACOLI

La maggior parte delle persone è convinta che i miracoli siano delle manifestazioni occasionali che avvengono nella vita di alcune persone e che trascendono la legge fisica. Oggi voglio ampliare con te questa visione descrivendo brevemente cosa è per me un miracolo. Studiando a fondo la filosofia e seguendo le linee guida di Un Corso in Miracoli ho imparato a dare un altro significato alla parola «miracoli».

Se fossero solo per alcune persone, cosa dovrebbero avere di speciale che tutti gli altri non hanno? Forse soffrire di più, meritare di più, sono più buone, più vicine a Dio o a qualunque altro credo?

Se così fosse, il dio in cui credono dev’essere molto selettivo e crudele, un ricattatore che manipola anziché un Padre amorevole che vuole il bene dei Suoi Figli.

Lo schema in cui la maggior parte di noi è cresciuta è intriso di «se sei brav* avrai la ricompensa meritata» e crede di dover sottostare alle regole imposte da chissà chi per potersi prendere una fetta di felicità.

Se ci pensiamo bene, questo insegnamento che viene passato di generazione in generazione, ha modificato e ribaltato il pensiero profondo presente in ciascuno di noi riguardo all’essere perfetti proprio così come siamo. La maggior parte crede di doversi modellare secondo linee guida altrui per essere degno di amore: ma c’è un altro modo, e l’ho imparato proprio studiando Un Corso in Miracoli.

Il Corso parla alla mente e i “miracoli” a cui fa riferimento il titolo del libro non sono da intendersi come «manifestazioni occasionali che trascendono la legge fisica, quanto miracolosi cambi della propria personale percezione» che in poche parole significa vedere la stessa situazione da un altro punto di vista. Questa condizione “miracolosa” porta a vivere ogni momento scegliendo la pace anziché il conflitto, così da rendere armoniose e serene le relazioni con gli altri.

La pace interiore secondo la visione di Un Corso in Miracoli, si raggiunge «mettendo in atto delle modifiche nel modo in cui percepiamo le situazioni» e cioè imparando a utilizzare la mente in maniera diversa. Infatti una delle frasi ricorrenti e di rilievo del Corso è: «Ci dev’essere un altro modo»

Ti lascio come riflessione la frase iniziale del Capitolo 1 – Principio dei Miracoli

Non c’è ordine di difficoltà nei miracoli. Uno non è “più difficile” o “più grande” di un altro. Sono tutti uguali. Tutte le espressioni d’amore sono massimali

E se vorrai approfondire, puoi partecipare al corso Vivere i Miracoli – Come studiare in autonomia Un Corso in Miracoli che si terrà il 14 Aprile. Sul link di seguito trovi tutte le informazioni ➡➡➡http://bit.ly/2x9Nu8y

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