UN DIARIO PER LA FELICITA’

Siamo energia, spirito, esseri divini che vestono per un po’ di tempo un corpo fisico, circondati da un universo di materia. Per vivere al meglio dovremmo avere ben chiare alcune domande: “Come voglio vivere? Cosa intendo essere avere e fare del mio tempo?”  Considerando il punto di vista materiale, quale tipo di vita immagini di vivere? Riesci a immaginarti nell’abbondanza di ogni cosa, circondato dal benessere avendo a disposizione tutto il denaro che ti occorre? Forse stai pensando che il denaro sia “poco spirituale”, che per te non è nulla o che non ti stimi abbastanza per essere in prosperità e ricchezza: non farlo! O per meglio dire, accorgiti che domandarti se meriti o meno denaro oppure se hai diritto di possederlo significa negarlo a te stesso. E’ una condizione che spalanca il baratro della carenza, perché è così che il mondo percepisce il tuo dubbio: trascinandoti in basso.

Ogni cosa dipende da noi. Se disprezziamo qualcuno si staccherà da te fisicamente o emotivamente, e questo vale anche per il denaro e per ogni forma di benessere e abbondanza, poiché il disprezzo uscirà dai nostri pensieri, andrà nel mondo e si manifesterà.

Dovremmo immaginare sempre e solo il meglio per gli altri, perché questo è il processo corretto per ricevere il meglio. E invece ci lasciamo confondere dall’invidia e dalla paura che qualcuno possa emergere più di noi. Anziché gioire per lui o per lei, gli balziamo sopra cercando di schiacciarlo per arrivare a prendere una boccata di visibilità.

Il punto focale non è escludere l’invidia ma accettarla come una delle molteplici emozioni che compongono il nostro essere umani. E se fosse proprio l’invidia il punto di partenza per rinnovare la tua vita?

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E’ spiritualmente accettabile che ciascuno di noi scelga il meglio per sé stesso e la strada passa sempre attraverso la stretta porta delle emozioni, quelle sottili, quelle che scartiamo “perché io non sono affatto invidiosa, semmai è un’invidia buona – perché io non ho paura – perché io sono forte, generoso, buono, tutto d’un pezzo – perché io prego ogni domenica in chiesa – perché “io” … “  Ecco, questo è l’inganno: credere di non appartenere alla categoria dei “cattivi”, quelli che pensano male o che fanno del male. L’inganno è credere che ci siano danni “piccoli “ e “grandi”, e che i piccoli siano meno dannosi dei grandi, dimenticando che ogni grandiosità è fatta di piccolissime forme, una accanto all’altra.

Cosa ti rende davvero felice? Scrivilo, tieni un diario quotidiano dove metti nero su bianco i tuoi passi per arrivare dove ti sei prefissata, dipingi un capolavoro con le parole e colora il libro della tua vita, modificalo ogni volta che la tua immaginazione diventa più ampia, per concepire una vita ancor più grandiosa.

Diventa un alchimista e condividi il tuo potere con gli altri aiutandoli a realizzare i loro sogni: forse è proprio questa la ragione per cui siamo venuti al mondo. Accorgiti.

Lucia Merico

COMUNIONE

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Nessuno può proteggerci dall’inaudita violenza che può colpirci inaspettatamente. Ogni giorno ci troviamo ad affrontare o infliggere piccole violenze attraverso il nostro atteggiamento, la nostra aggressività, il rumore dei nostri silenzi e l’indifferenza con cui ci rivolgiamo a chi abbiamo più vicino. Credo fortemente che costruire un mondo migliore sia anche una mia responsabilità. Magari iniziando ad agire con amore e attenzione nella mia vita quotidiana (Terry Bertz Bertelli)

Stamane trovo le parole di Terry appropriate per iniziare non solo una nuova giornata ma, soprattutto, per iniziare una nuova vita partendo da te, dai tuoi pensieri e dalle parole che pronunci. Non puoi migliorare il mondo se innanzitutto non sai come portare valore a te stesso e a chi ti sta intorno. Oggi più che mai, accorgiti.

E SE FOSSI APPENA NATO?

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Immagina, da dove sei mentre stai leggendo, di essere un bambino appena nato che non conosce ancora il significato del vivere nel mondo, pronto a fare esperienza della vita. Immagina di avere un foglio bianco immacolato e una penna.  Immagina di sapere che tutto ciò che scrivi sul tuo foglio bianco e che desideri con determinazione, sarà l’esperienza che vivrai.

. Quali parole usi per descrivere ciò che vuoi?

. Di quali persone ti circondi per ottenere ciò che vuoi?

. Quali parole usi per descrivere la tua felicità nell’aver raggiunto ciò che meriti?

. Con chi sei pronto a condividere ciò che hai ottenuto?

La capacità di immaginare, per molti adulti, è un’attitudine da recuperare. E’ rimasta nel bambino che sognava di sconfiggere pirati e draghi, di volare sulla luna, di indossare corone da principessa e regina. L’adulto di oggi, spesso, non immagina più. Ha chiuso il sogno in una scatola e si lamenta perché crede che gli sia stato portato via da qualcuno. Oppure lo ricorda, sa dove lo ha messo: ogni tanto apre la scatola e lo guarda. O, ancora, ha delegato la propria felicità a qualcun altro e sta aspettando: ma cosa aspetti? Forse crede di non poter realizzare il sogno, perché sognare è da bambini. “Ora sono adulto e responsabile e razionale e concreto.”  E infelice, aggiungo. Questo è ciò che scegli di essere e di cui fai esperienza se lasci che sia qualcun altro a gestire il tuo sogno.

Accorgiti!

FINE E INIZIO, INIZIO E FINE

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Molti di noi sono alla ricerca di una vita stabile, lineare, senza scossoni dimenticando che l’unica costante dell’esistenza è il cambiamento che significa sempre la fine di qualcosa a vantaggio di un nuovo inizio. Ognuno di noi ha il suo stile personale per affrontare un cambiamento. Nel mio caso, in alcune circostanze, ho la percezione fisica che qualcosa dentro di me sta morendo. So che è una tappa necessaria affinché io possa accedere a una nuova vita e riconosco che l’unico modo per superare quel momento è accoglierlo, con tutte le emozioni che ne conseguono. Una conquista per me fondamentale per diminuire i momenti di sofferenza avvicinandomi sempre più a ciò che di nuovo si sta preparando per me.  Praticamente:

. Ritaglio del tempo per stare sola. Accolgo quanto più mi è possibile il senso di vuoto andando in un luogo dove mi sento bene e dove poter fare attenzione ai miei pensieri e scriverli.

. In alcuni casi, per un certo periodo, tengo un diario dove scrivo le esperienze di passaggio in questa zona neutra: emozioni, ricordi e tutto ciò che emerge durante la giornata.

. Indago alla scoperta di ciò che voglio veramente in quel momento e quale sia lo scopo. A volte mi domando: “Se la mia vita finisse oggi, cosa ritengo di aver dovuto fare entro questo istante?”

. Cerco di essere il più indulgente possibile con me stessa, considerata la severità con cui a volte mi giudico.

La domanda, ora potrebbe essere: “Quando capisco che mi sono lasciato alle spalle la zona neutra?” Spesso gli indizi possono essere colti solo dopo un po’ di tempo perché nel momento in cui li viviamo non sempre risultano particolarmente evidenti. Quando sei pronto a compiere un passo avanti, ti si presenteranno le occasioni per farlo e l’emozione di quel momento sarà la cartina di tornasole per capire che il cambiamento è avvenuto.  Potresti, per esempio, trovarti a casa di un amico e ti capita tra le mani un libro che cambierà la tua vita. Oppure, a una provocazione, non reagisci più come avresti fatto solo qualche tempo prima.

Un cambiamento richiede sempre piccoli passi, tanta pazienza, capacità di osservare e volontà di procedere verso la nuova vita. Che tu scelga di cambiare oppure no, dentro di te sono presenti potenzialità inespresse, nuovi interessi e talenti che neppure immagini. I momenti di passaggio aprono la strada a una nuova crescita e ti preparano affinché tu possa allestire una nuova scena da interpretare. Cos’è, in questo momento della tua vita, che sta aspettando dietro le quinte il segnale d’ingresso? Accorgiti.

PASSATO

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Sto rileggendo Viaggio a Ixtlan di Carlos Castaneda, uno dei miei maestri, e sono nel punto in cui don Juan dice chiaramente a Castaneda che “la storia personale è merda”; è meglio lasciar perdere il passato e concentrarsi per divenire una persona nuova ogni giorno, coltivando la libertà di essere imprevedibili. Se ci pensi bene, il passato è come una corda elastica: ti permette di procedere per un po’ nella vita per poi riportarti indietro. Un po’ come continuare a leggere l’introduzione di un libro senza mai prendersi il tempo di arrivare alla fine.
Molti di noi sono come foglie in balia del vento, pieni di lamentele e desideri, facili al turbamento, abili nel trovare difetti alla vita, alle persone e a se stessi. Compatirsi, per quanto possa sembrare giustificato, non è certamente il modo per vivere felici. Il potere di un guerriero viene proprio dal fatto che è lui stesso a scegliere il proprio stato mentale. In questo modo ogni singolo momento diventa carico di potere personale resto tale dalla capacità di scegliere e decidere. Non c’è tempo per tornare indietro e cambiare. La vita esige invece che prendiamo delle decisioni.
Oggi fai questo: quando ti accorgi di avere un umore che non ti piace, scegli un tempo per mantenere quella condizione: 1 minuto, 1 ora, 1 giorno, 1 mese … Questo è uno dei modi per riprenderti il tuo potere personale.

1. Ti accorgi di avere un umore “di merda”

2. Ti dai un tempo prendendo coscienza di quanto sia importante impiegarlo al meglio. Meglio passarlo a compatirsi o risvegliare le infinite possibilità?

3. Sei tu a governare la tua vita e non “il caso” o “il destino”, due parole da bandire dal tuo vocabolario.

4. In questo modo stai rispettando il mondo prendendoti la responsabilità della tua vita.

Accorgiti!

A TUA DISPOSIZIONE

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Cos’è il denaro? E’ un simbolo esteriore di una produzione interiore. Tuttavia, se insegui il simbolo in sé, la produzione interiore si esaurisce.

Molte persone credono vero che il proprio lavoro, gli investimenti che hanno fatto o il coniuge siano l’unica fonte del loro denaro, dimenticando che concentrandosi su queste fonti “esterne” mettono da parte la vera fonte che ne è all’origine.

Il denaro non può darti sicurezza tanto quanto può dartene una profonda conoscenza di Dio (o come ti piace chiamarlo) e del potere dell’universo di provvedere. L’abilità è conciliare la parte spirituale con quella materiale, comprendendo e apprezzando le cause dell’abbondanza, in cui è contemplata la fede di poter ricevere tutto ciò di cui hai bisogno per vivere  nel modo in cui hai scelto.

Ognuno di noi può vivere nella certezza della continua produzione di Amore e cose materiali in perfetta unione.  Senza questa comunione associata a un solido atto di Fede, continuerai a credere di non avere mai abbastanza. Sono infiniti i testi che parlano di ricchezza e abbondanza e tutti, dai più antichi ai più moderni, sottolineano l’importanza di apprendere questa lezione.

Tutti noi arriviamo a un punto nella vita dove siamo spinti a credere che il denaro, in qualche modo, si troverà anche se non ne abbiamo la garanzia. E in quel momento dove le armi del controllo vengono abbassate e una parte di noi permette a una Volontà superiore di esprimersi, ecco che tutto si aggiusta. Tutt’altro che facile, ma sicuramente possibile, e le testimonianze non mancano. Meditare, visualizzare i tuoi desideri, essere grato, gioioso, amorevole e onesto sono elementi che diventano poli di attrazione per l’energia denaro. La pratica costante associata a pensieri e parole di adeguata abbondanza, pongono fine alle limitazioni che affliggono la tua vita.

E se a questo inizio aggiungi un A.I.C. (Alza Il Culo) costante, troverai certamente un universo pronto a mostrarti l’abbondanza. Se non hai soldi, è bene che trovi il modo. L’universo è pronto. E tu, sei pronto a co-creare con lui? Accorgiti!

MI PRESENTO PICCOLE PARTI DI ME

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Fondamentalmente la consapevolezza ha lo scopo di presentarti piccole parti di te stesso affinché tu possa conoscerti. Quando scegli una mentalità dalle risorse limitate la tua condizione è simile a quella di un robot che risponde agli impulsi dei tuoi credo, delle convinzioni e dei condizionamenti personali e collettivi. Quando ti apri al nuovo considerando le differenti opportunità che la vita ti offre mettendo al primo posto la voglia di fare esperienza e di sperimentare, divieni capace di vedere le azioni quotidiane e gli accadimenti della vita da una prospettiva più grande. Il paragone è tra guardare un corteo dal piano terra di un palazzo o cambiare visuale salendo al decimo piano.
Anche la consapevolezza, come ogni cosa nella vita, va scelta e il primo passo è quello di nutrire la tua mente con parole e immagini orientate verso l’abbondanza e la gioia anziché la carenza.
Come spesso scrivo, il punto di partenza per fare in modo che la tua giornata sia più consapevole è al risveglio. Sii consapevole di come ti svegli e cosa fai. Forse pensi che sarà una giornata difficile? Puoi star certo che, presto o tardi, lo sarà. Oppure puoi fare una scelta diversa cominciando, per esempio, con un Grazie per esserti svegliato Grazie per aver dormito in un comodo letto Grazie per poter mettere in tavola una colazione Grazie per … continua tu e fallo per tutto il giorno osservando con attenzione cosa accade. Chissà come andrà la tua giornata? Accorgiti!