LA MENTE NEL CASSETTO

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In questi giorni ho sentito il bisogno di “purificare” la mia mente cominciando a sistemare i libri che avevo in casa per poi passare agli armadietti e alla cassettiera in cucina. E’ uno dei modi che adotto per sgombrare la mente dal superfluo creando nuovo spazio per nuove idee.

Mettere in ordine la propria quotidianità è un atto d’amore verso se stessi e produce un risultato straordinario: l’armonia con l’Universo. E, una volta messo in atto, succedono tre cose:

  • persone ed eventi smettono di essere caotici
  • ciò che contrasta con la tua crescita e il tuo sviluppo escono dalla tua vita
  • persone ed eventi utili alla tua realizzazione sono attratti nella tua vita

Un altro modo per pulire in maniera efficace la tua mente è “perdonare”  “lasciar andare il risentimento”. Quando ci sono risentimenti nella tua vita, sei legato a quella persona o a quell’episodio da un vincolo emotivo più forte dell’acciaio. Il perdono è il solo modo per sciogliere quel vincolo ed essere libero permettendo così all’abbondanza e al bene di manifestarsi, seguendo percorsi e modalità inimmaginabili.

Una delle tecniche che utilizzo per mettere in atto il perdono è presente nella Lezione 121 “Il perdono è la chiave della felicità” di Un Corso in Miracoli che oggi voglio condividere con te.

“Oggi ci eserciteremo a imparare a perdonare. Se sarai disposto, oggi potrai imparare a prendere la chiave della felicità, ed usarla a tuo vantaggio. Dedicheremo dieci minuti al mattino, e altrettanti alla sera, ad imparare a dare e anche a ricevere il perdono.

La mente che non perdona non crede che dare e ricevere siano la stessa cosa. Ma oggi cercheremo di imparare che sono una cosa sola praticando il perdono nei confronti di qualcuno che consideri nemico, e nei confronti di qualcuno che consideri amico. E quando imparerai a vederli entrambi come una cosa sola, estenderemo la lezione a te stesso, e vedremo che la loro salvezza includeva la tua.

Inizia i periodi di pratica più lunghi pensando a qualcuno che non ti piace, che sembra irritarti, o causarti dispiacere se lo incontrassi; uno che disprezzi attivamente, o che cerchi semplicemente di ignorare. Non importa quale forma assuma la tua rabbia. Probabilmente lo hai già scelto. Lui andrà bene.

Ora chiudi gli occhi, vedilo nella tua mente, e osservalo per un po’. Cerca di percepire della luce in qualche parte di lui: un piccolo barlume che non avevi mai notato. Cerca di individuare una piccola scintilla di luminosità che risplende attraverso la brutta immagine che hai di lui. Guarda questa immagine finché vedrai in essa una luce da qualche parte, e poi cerca di permettere a questa luce di estendersi fino a ricoprirlo e rendere l’immagine bella e buona.

Osserva questa percezione mutata per un po’, poi volgi la tua mente a qualcuno che chiami amico. Cerca di trasferire su di lui la luce che hai imparato a vedere intorno al tuo ex “nemico”. Percepiscilo ora come più che un amico per te, perché in quella luce la sua santità ti mostra il tuo salvatore, salvato e che salva, guarito e intero.

Poi permetti che egli ti offra la luce che vedi in lui, e lascia che il tuo “nemico” e l’amico si uniscano nel benedirti con ciò che hai dato. Adesso sei uno con loro, e loro con te. Ora sei stato perdonato da te stesso. Non dimenticare nel corso di tutta la giornata il ruolo che il perdono assume nel portare felicità a tutte le menti che non perdonano, compresa la tua. Ogni ora dì a te stesso:

Il perdono è la chiave della felicità. Mi sveglierò dal sogno di essere mortale, fallibile e pieno di peccato, e saprò di essere il perfetto Figlio di Dio.(L-pI.121.8-13)

UNA NUOVA RELAZIONE

Nel momento in cui ho deciso di relazionarmi con Dio in maniera differente da quella che avevo imparato, ho ribaltato totalmente il mio sistema di pensiero. Ho capito che era un Amico sincero piuttosto che un punitore di anime. Ho iniziato a includerlo in ogni pensiero: ho litigato con Lui, fatto la pace e trovato soluzioni. Ho smesso la devozione convenzionale ed ho indossato un rapporto vero e sincero.
Io credo che la base di un vero rapporto divino sia un’onestà franca fatta di domande, a volte implorate, altre arrabbiate e non di buonismo reverenziale. Come parleresti a un amico sincero, così puoi parlare a Dio certo che ti risponderà istantaneamente. E’ questo l’aspetto da migliorare, almeno inizialmente, ed è qui che devi iniziare a sviluppare la fede.
Avere una relazione amichevole con Dio significa sviluppare il coraggio di chiedere perché sei al mondo, nella certezza che riceverai la risposta che, forse, non ti saresti mai aspettato. Accorgiti!

VISIBILE E INVISIBILE

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La sfida più grande è far coincidere la nostra parte visibile con quella invisibile. L’invisibile, per quello che è stata la mia esperienza, è inizialmente un atto di curiosità, una spinta a voler curiosare nelle pieghe della vita. Successivamente arriva la sperimentazione e il credere in ciò che stai sperimentando. Al seguito un risultato, nel mio caso eclatante, che spinge verso l’applicazione delle tecniche imparate in più aree della vita.

Quando il visibile si fonde con l’invisibile nasce quello che io etichetto come esperienza: un evento arriva nella mia vita per essere sperimentato, eventualmente risolto o rinforzato e archiviato nella mia biblioteca personale, per  essere successivamente portato come esempio di risoluzione qualora ce ne fosse bisogno. E’ un vero e proprio lavoro, piuttosto razionale da un certo punto di vista, necessario se si vuole vivere diventando gli autori della propria esistenza, anziché lasciarsi trasportare dagli eventi.

In questo modo è usuale parlare con la Natura,  interrogare la luna, sentire il proprio corpo, la percezione delle vite passate, le guarigioni taumaturgiche, indagare oltre le parole dette e scritte. Ma, soprattutto, portare tutto ciò nel quotidiano per poterlo migliorare sotto ogni aspetto. Il potere di sviluppo dell’animo umano è incalcolabile. Ammorbidire la durezza, sorprendermi, essere grata, sviluppare lo spirito di servizio, modellare la mia vita consapevole di esserne parte integrante e co-creatrice con Dio e ridere, scherzare, piangere, arrabbiarmi, gioire dei miei risultati e di quelli altrui, meritare il benessere economico, godere di buona salute, generare abbondanza per me e per le persone intorno a me, condividere … in una sola parola: vivere. Si può fare e migliorare ogni volta. Accorgiti!

ALBERI

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Amo la natura e in particolare gli alberi: in primavera quando rinascono a nuova vita così come in autunno, prima di addormentarsi. In estate quando puoi rinfrescarti sotto i loro grandi cappelli e in inverno carichi di neve e cristallizzati dal ghiaccio.

Come ogni altro essere vivente, anche gli alberi hanno i loro Angeli: sono i  Deva, la coscienza Divina delle piante, lo Spirito dell’albero, che abita la loro parte sottile. Alberi come ossigeno di vita, come amici dell’uomo ai quali forniscono nutrimento con i loro frutti, legno per le case, per il fuoco, per i mobili: alberi che contengono il terreno durante le inondazioni, che fanno da rifugio per le piccole creature della foresta, alberi per la bellezza della nostra Terra.

Ci può essere scambio tra esseri umani e alberi? Io credo di si. Uno scambio discreto e sottile, spesso impercettibile. Una volta stabilita la connessione, gli alberi sono in grado di trasmettere e comunicare in maniera discreta per non provocare timore a chi ancora non e’ pronto alla loro presenza.

Si narra che lo Spirito, il Deva degli alberi si manifesti come principio femminile, a volte assumendo perfino un aspetto del tutto umano, in forma di bellissime fanciulle: per questo motivo molti alberi sono oggetti di culto e venerazione.

Favole, fantasie? Poco importa per chi conserva lo spirito bambino di chi osserva curioso e gioca con la vita. E con questo spirito che si è in grado di interagire con loro, ascoltarne i racconti di terre lontane e talvolta storie personali, affascinanti e coinvolgenti che possono aiutare nei momenti meno rosei.

Quando hai bisogno di lasciar andare la confusione, quando vuoi risposte alle tue domande o vuoi più armonia nella tua giornata, trova un momento per camminare nella natura, guardandoti intorno. Scegli un albero e siedi con la schiena appoggiata al suo tronco: rimani lì, semplicemente, ponendo le domande e attendendo le risposte. Ti stupirai di come la natura sia un valido sostegno in particolari momenti della vita: e quando hai terminato ringrazialo e lascia qualche briciola di pane sulle sue radici.

ACCORGITI!

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Si cresce sempre e sempre si impara, in ogni occasione e situazione, soprattutto nei momenti di difficoltà. Quando sto bene, ringrazio e imparo a celebrare e godere del momento: apprendo una lezione che porta valore alla mia vita. Quando sto male, anche in quel caso ringrazio poiché sto imparando una lezione che porta altrettanto valore alla mia vita. Le cose non accadono a me ma per me. Accorgiti!

RISVEGLIA LA LUCE CHE E’ IN TE E ILLUMINA IL TUO CAMMINO

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Ci vuole una buona dose di coraggio a godersi la vita, presi come siete ad occuparvi di attività frenetiche della vita quotidiana e al groviglio interiore dei pensieri, dei giudizi e delle valutazioni. Oggi limitati ad “essere”, senza fare nulla. Potrebbe essere la cosa più complicata che tu abbia mai fatto. In questo giorno prenditi almeno un’ora per restare con te stesso e scopri cosa significa accorgersi di se stessi. Buona domenica e buona rivelazione.

CHE SENSO DAI ALLA VITA?

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Ci vuole coraggio per vivere un sogno, entrare dentro di esso e agire. Sei disposto a mettere in gioco rischiando il tuo benessere, la routine, ciò che credi essere la tua sicurezza e le relazioni per seguire qualcosa che altri considerano solo un miraggio? Sei disposto a rimanere fedele a una visione più ampia prendendo decisioni con coraggio e forza?
Perseguire il tuo sogno ha un prezzo, così come evitarlo: c’è sempre un prezzo da pagare. Nel primo caso include la felicità, nel secondo la esclude. Se metti sul piatto della bilancia entrambe le possibilità, potrai vederle a pari merito: scegliere di rinunciare significa pagare un prezzo molto alto in termini di felicità, così come intraprendere la strada verso il sogno.
Chi segue i propri sogni ha una responsabilità maggiore: quella di gestire la libertà personale. E questo richiede di alzare l’asticella della consapevolezza. E’ faticoso, a volte estenuante a tal punto da aver voglia di mollare. Ma chi è consapevole sa che è proprio quello il momento di insistere ancor di più, di abbassare la leva per decollare. Accorgiti!