RICCHEZZA E CONDIVISIONE

20140325-3

Ovunque tu volga lo sguardo, anche in questi tempi di incertezza economica, un crescente numero di persone sta festeggiando all’incredibile banchetto della prosperità, mentre gli altri si accontentano delle briciole che cadono dalla tavola. Il viaggio verso la libertà finanziaria comincia nell’ISTANTE esatto in cui decidi di essere destinato alla prosperità, non alla povertà … basta un ISTANTE per decidere. Decidi ora…” (L’One Minute Millionaire)

La ricchezza è principalmente una scelta. In questo libro la donna protagonista deve trovare un milione di dollari entro novanta giorni e parte della sfida è credere di esserne capace. Mai come in questo momento la vita ci sta mettendo alla prova sotto ogni aspetto, regalandoci ogni momento la possibilità di innescare il lamento inconsapevole. Ma se si alza la propria energia personale cominciando a credere diversamente, ecco che la difficoltà può diventare la nostra più grande opportunità. Devi “essere” prima ancora di “compiere” qualcosa. Quando si verifica un fatto negativo, i più danno la colpa a qualcun altro: il tempo, la politica, la società, il mondo che sta cambiando. Invece di accusare bisogna “imparare” dalla situazione. Prendi carta e penna e traccia una linea dove sopra scrivi “apprendimento” e sotto “colpa” e poniti al di sopra della colpa scrivendo il tuo nome e come puoi fare per uscire dalla situazione. E’ solo in questo modo che puoi migliorare la tua situazione: concentrandoti sulla soluzione e trovando nuove opportunità anziché sul problema.

I milionari illuminati seguono fondamentalmente tre principi:
. non nuocere: sii corretto, onesto e fai del tuo meglio per ottenere risultati
. fai del bene: migliora la vita degli altri. Arricchendo gli altri, arricchisci te stesso
. Impegnati ad amministrare con giudizio creando ricchezza cosicché tu la possa donare: le benedizioni finanziarie devono essere condivise.

“Nessuno diventa ricco senza arricchire gli altri” (Andrew Carnegie)

Ogni ricchezza parte da te. Accorgiti!

Annunci

LEZIONE 85

Lezione 85
Il ripasso odierno coprirà queste idee:

1. (69) I miei rancori nascondono la luce del mondo in me.

I miei rancori mi mostrano ciò che non c’è, e mi nascondono ciò che voglio vedere. Riconoscendo ciò, per quale motivo voglio i miei rancori? Essi mi tengono nell’oscurità e nascondono la luce. Rancori e luce non possono stare insieme, ma luce e visione devono unirsi perché io veda. Per vedere devo mettere da parte i rancori. Io voglio vedere, e questo sarà il mezzo tramite il quale avrò successo.
2.​ Applicazioni specifiche di quest’idea potranno essere fatte in queste forme:

Che io non usi questa cosa come un blocco alla vista.
La luce del mondo risplendendo porterà via tutto ciò.
Io non ho bisogno di questa cosa. Io voglio vedere.

3. (70) La mia salvezza viene da me.

Oggi riconoscerò dov’è la mia salvezza. É in me perché lì c’è la sua Fonte. Essa non ha lasciato la sua Fonte, e così non può aver lasciato la mia mente. Non la cercherò al di fuori di me. Non la si trova all’esterno per poi farla entrare. Ma dal mio interno si estenderà all’esterno, e tutto ciò che vedo rifletterà solo la luce che brilla in me e in esso.
4.​ Queste forme dell’idea sono adatte per applicazioni più specifiche:

Che questa cosa non mi induca a cercare la mia salvezza lontano da me.
Non lascerò che questa cosa interferisca con la mia consapevolezza della Fonte della mia salvezza.
Questa cosa non ha il potere di togliermi la salvezza

20140325-225637.jpg

ESPERIENZA E’ VITA

IMG_5896

I pensieri e le emozioni sono creativi, e la scelta è sempre tra amore e paura. Tutte le altre etichette che diamo alle emozioni, come gioia, felicità, serenità, pace o rabbia, tristezza, vendetta etc. appartengono a queste due emozioni primarie.

Utilizzo la parola scelta perché è il punto di partenza di ogni esperienza che farai nella tua vita. Ogni essere sceglie con totale responsabilità e in largo anticipo ciò che decide di sperimentare e, se stai leggendo consapevolmente, ti puoi accorgere che volutamente non utilizzo termini come giusto o sbagliato. In un attimo di pura consapevolezza puoi comprendere che questi due termini sono in contraddizione tra loro e, quindi, destinati a generare sofferenza. Nell’istante in cui pensi alla vita come a un susseguirsi di esperienze, ecco che giusto e sbagliato cessano di avere significato, nella tua mente. Ci sarà la percezione di entrambe le condizioni, ma tu le sperimenterai sempre e solo come esperienza o, per utilizzare un termine che viene spesso citato, un’opportunità.

Puoi scegliere l’amore anziché la paura: questo passaggio va compiuto nella consapevolezza di qual’è la strada che conduce all’amore e quella che conduce alla paura. Può sembrare banale ciò che sto scrivendo: per me lo è stato in passato. Ma andando a fondo nella comprensione del tuo sistema di pensiero, puoi facilmente capire che scegliere la paura è il canale al quale l’essere umano si rivolge con più facilità. Cercare disperatamente l’amore significa credere che sia nascosto chissà dove e, soprattutto, che ne esiste solo una certa quantità destinata a poche persone considerate fortunate.

L’amore non va cercato ma percepito. In questo modo scopri che non è qualcosa di esterno a te ma è dentro di te, nella tua mente. E’ un pensiero volontario di scegliere amore, anziché paura, così da fare ogni cosa con amore per ricevere amore e, così, essere amore. E’ un allenamento che passa attraverso il riconoscimento consapevole dell’altra faccia della medaglia: la paura di scoprire la perfezione.

Nel libro “Ritorno all’Amore” di Marianne Williamson c’è un passaggio, utilizzato nel film Coach Carter, che ti può aiutare a comprendere. Lo riporto qui sotto per ricordare insieme.

La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?”
In realtà chi sei tu per non esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri
.