RITMO NATURALE

Vivere buona parte della mia infanzia e adolescenza in campagna ha sviluppato in me un forte legame con la natura. Mi piace sporcare le mani con la terra, seminare, curare e veder crescere. Ho scelto di abitare in un luogo dove la natura è a portata di occhi e di piedi: mi bastano pochi passi per ritrovarmi a camminare in mezzo a filari di viti e qualche passo in più per ritrovarmi nella meravigliosa Riserva delle Torbiere del Sebino, dove scelgo di tenere parte delle mie walking coaching.

In ogni antica tradizione viene sottolineata l’importanza della connessione con la natura e il rispetto per essa rappresentava una parte integrante e indissolubile.  Sfruttando il pianeta e le sue forme di vita, l’essere umano sta perdendo questo valore fondamentale ma sopra ogni cosa, sta perdendo se stesso.

Oggi ti voglio trasferire un semplice ed efficace esercizio per ritrovare questa connessione immaginando di trasformarti nella Terra o in una delle sue molteplici forme. Ti può essere d’aiuto sempre e soprattutto in tutti quei momenti dove la confusione regna sovrana. Non hai bisogno di creare condizioni particolari per accedere a questo esercizio: ti bastano pochi minuti e un luogo tranquillo.

Con gli occhi chiusi o aperti, fai come ti senti in quel momento, immagina che il tuo corpo inizia a espandersi  fino a diventare così immenso da abbracciare il pianeta Terra …  e in questo abbraccio una parte di te o tutto il tuo essere può avvertire una sensazione piacevole di calore o di freschezza o forse una vibrazione … E’ la Terra che si manifesta e ti racconta di grandi montagne e profondi oceani che si estendono e prendono spazio dentro di te … e forse, puoi anche immaginare di ruotare intorno al Sole e alla sua potente energia … e puoi immaginare di essere questa energia e usarla per trasformarti in una quercia o una collina verde, una montagna rocciosa e persino un filo d’erba … e così puoi sentire la Terra che vive in te e tu che vivi in Lei … respira questa sensazione … caricati della sua energia … e quando senti di essere al culmine, appoggia le tue mani sul cuore … e ascolta il battito Universale …

Puoi scegliere di fare questa esperienza nella natura: è un’ottima scelta. Puoi anche restare comodamente seduto nel tuo ufficio o nel tuo appartamento in centro città: il potere dell’immaginazione è senza limiti. Ricorda: sei in armonia con il ritmo naturale della vita. Accorgiti!

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ABITUARSI ALLA RESPONSABILITA’: QUINTA ABITUDINE

Fai attenzionequando ti dicono- -Ti sei accorto di cos'hai detto-- Un buon ascoltatore ti aiutaad ascoltarti (1).jpg

Ogni incontro è sacro. Il confronto con gli altri è sacro. Saper ascoltare è sacro. La sacralità dell’ascolto consiste nel fatto che dalle parole pronunciate, dai racconti altrui, dalle esperienze che ci vengono raccontate e che apparentemente sembrano non appartenere alla nostra vita, possiamo trovare i fili invisibili che ci uniscono agli altri, non nella forma bensì in quella sostanza divina di cui spesso di parla e che abbraccia l’Universo intero. Dalla persona più umile alla più potente, gli incontri sono come scrigni colmi di tesori che possono essere aperti solamente se siamo in grado di ascoltare.

La reale comunicazione va oltre le parole pronunciate.  Ascoltare significa accogliere l’altra persona nel nostro spazio e donandole il nostro tempo e la nostra energia con l’intento di andare oltre il disagio raccontato, oltre il momento di sofferenza, arrivando fino al cuore e toccandolo così da sentire cosa accade dentro di noi. E’ impegnativo e necessita lo sviluppo di conoscenze importanti come  il rispetto del silenzio, la riservatezza, la cura e la gentilezza. Ma soprattutto dobbiamo fare spazio nella nostra mente per poter accogliere poiché se siamo impegnati nelle nostre faccende personali, come possiamo essere d’aiuto agli altri?

Prendere un caffè con una persona che ancora non conosci, scegliere di andare a pranzo con un’amica o chiacchierare con il vicino di casa mentre annaffi i fiori in giardino possono diventare momenti importanti che portano un valore immenso alla nostra vita, se abbiamo la volontà di accogliere dentro di noi l’altra persona.

Lo sviluppo della quarta abitudine alla responsabilità è: Cercate di capire, e poi di farvi capire. Senza empatia, non c’è influenza. Senza depositi sul conto bancario emozionale dei rapporti, non c’è fiducia. Il vero ascolto costituisce una boccata d’aria psicologica per l’altra persona e apre una finestra sulla nostra anima. (citazione dal libro I sette pilastri del successo)

Prima di metterti nella condizione di ascolto, domandati qual è lo scopo di fare ciò e rispondi con sincerità. Accogliere gli altri per fare a gara a chi detiene il primato per il malessere più importante è inconcludente, oltre che molto noioso e poco costruttivo. Ciò che ascoltiamo, a un qualche livello, plasma la nostra vita e condiziona il nostro credo: per questo è buona cosa imparare ad ascoltare.

Quando qualcuno ti ascolta senza giudizio, senza cercare di plasmarti  e senza accollarsi la responsabilità di risolvere i tuoi problemi ma sostenendoti nel trovare la tua strada, ti senti davvero bene. Accorgiti!

Lucia Merico |SpiritualCoach|Trainer|Al Femminile

 

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SACRALITA’

I successi del mondo sono i miei successi, le paure del mondo sono le mie paure. Per questo ogni incontro è sacro, poichè come vedrò gli altri così vedrò me stessa, come tratterò loro, così tratterò me stessa e cosa penserò di loro così penserò di me stessa. Oggi voglio ricordare e accorgermi, poichè negli altri troverò o perderò me stessa  (libera interpretazione di UCIM)

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IDEE

Le più grandi invenzioni sono nate da idee di persone che hanno lasciato scorrere il proprio potere personale, le hanno afferrate, messe nero su bianco e sviluppate con azioni, a volte, coraggiose. Accorgiti!

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PRESUNTUOSAMENTE

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“Tutti”. Una parola che ho usato spesso in passato. “Mi sono vergognata: mi guardavano “tutti” – “tutti” mi odiano per quello che ho fatto – “tutti” sono contro di me per la decisione che ho preso”.

“Che presunzione” penso oggi quando sento pronunciare questa parola e a volte domando: “Ma sei proprio sicuro che “tutti” erano con gli occhi puntati su di te? Proprio “tutti tutti”?”

Quando ci troviamo davanti a un cambiamento importante, protestiamo con noi stessi convinti che “tutti” avranno qualcosa da dire. Ed è una cosa tremenda sentire il peso di “tutti” sulle proprie spalle. Fino a quando capiamo che “tutti” si riduce a un gruppetto minimo di persone, alcune delle quali forse non sono nemmeno più in vita.

Mi ci è voluto parecchio tempo per capire che ogni cosa che facevo era per compiacere mia madre e per ottenere la sua approvazione. Fino al giorno in cui ho compreso  che in realtà esistono milioni di punti di vista ed ho cominciato a evitare di percepirmi obbligata nei confronti di un “tutti” immaginario e presuntuoso, sentendomi finalmente libera di perseguire ciò che ritenevo giusto. L’ho capito nel momento in cui ho dato le dimissioni dall’ufficio brevetti dove lavoravo; durante tutto il tragitto dall’ufficio a casa, il mio dialogo interiore è stato un continuo conflitto rivolto a come avrei affrontato mia madre per dirle cosa avevo scelto di fare. Un dialogo che è svanito in un attimo quando, guardandomi con un sorriso, mi disse: “Bene, ciò che vai a fare ti piace?”. “Tutti” era solo lei e la mia folle paura di non essere approvata.

Oggi ridimensionati a trovare il tuo “tutti” personale. Di fronte a una situazione di cambiamento, domandati chi avrebbe qualcosa da dire e affrontalo: potresti stupirti della sua risposta!

Accorgiti!

SCELTE RESPONSABILI

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La maggior parte delle persone si aggirano nella vita come sonnambuli, alla ricerca di non sanno bene cosa. Si adattano alla situazione che viene loro proposta senza esitare, senza neppure chiedersi dove li porterà. Credono di non avere via d’uscita: credono di non avere scelta.

Uscire dagli schemi? Neppure a parlarne. Meglio lamentarsi di ciò che non si ha piuttosto che prendersi il tempo per notare quanto di buono c’è. E questo modo di essere diventa così prepotente da oscurare ogni possibile visione differente.

Tu che stai leggendo, ti poni domande, attendi risposte, metti in modo energie stagnanti e accendi piccole luci nella tua mente: questo è un buon modo per risvegliarsi dal torpore. Leggere parole differenti che possono – in qualche modo e a un qualche livello- scuotere quella parte di te che sonnecchia indisturbata.

Il mio scopo? Insinuarti un dubbio, far nascere una domanda, mostrarti un punto di vista differente: qualunque cosa pur di esserti veramente d’aiuto. E sai perché? Aiutando te aiuto me stessa. E in questa sinergia che ci unisce rivolgo a te la mia gratitudine. Insieme è più facile. Accorgiamoci.

SCELTE ACCURATE

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Ciò con cui l’essere umano fa i conti ogni giorno è tra la paura e l’amore. Entrambe sembrano accadere nella vita ma, in realtà, vengono scelte con cura per fare esperienza.

Il compito fondamentale da svolgere consiste nell’arrivare al punto in cui sappiamo di poter gestire qualunque delle due si presenti sul nostro cammino, nel bene e nel male. Si può iniziare a pensare che ci sono differenti tipi di paura, ma una è quella più tremenda: la convinzione di non riuscire a gestire qualcosa. E’ quando davanti a una situazione formuliamo la frase: “Non ce la farò mai …” il momento propizio per imparare una lezione fondamentale: educarci ad accettare la paura come parte necessaria della crescita, e poi andare avanti. Qualche indicazione per diventare padrone del tuo castello mentale:

  • Mai negare il diritto di esistere a nessuna emozione. Se lo farai essa si manifesterà nella tua vita con ancor più forza.
  • Prendi atto di come stanno le cose, dalla più piccola sensazione al dolore più grande.
  • Assumiti la responsabilità di ciò che stai vivendo. Anche se inizialmente potrai pensare che non è così, sei responsabile della tua vita al 100%. Questa assunzione di responsabilità ti aiuta ad essere libero di scegliere diversamente.
  • Dai sempre un’etichetta alla paura: paura per … paura di …
  • Scrivi: è il potere più grande che possiedi!
  • Pensa positivo: forse pensare positivo non cancellerà la paura, ma se comincerai a considerarla una componente del tuo universo, se non le neghi il diritto di esistere, allora cesserà di terrorizzare.
  • E soprattutto: accorgiti!