I BELIEVE I CAN FLY

Ogni viaggio che compi all’interno di te stesso/a è altamente trasformante. Quando leggi un libro che espande la tua visione mentale, quando partecipi a un corso di crescita personale, quando incontri qualcuno/a che ti mostra nuovi punti di vista rispetto al mondo: ogni volta in ogni viaggio dentro di te avviene un cambiamento, piccolo o grande, consapevole o inconsapevole. E ad ogni viaggio che compi all’interno di te stesso/a ti rende più conscio/a delle tue parti negate, delle potenzialità racchiuse in esse e del fatto che sei in grado di scegliere se accoglierle o rinnegarle, se considerarle fragilità o punti di forza.

Sì, ogni viaggio che compi all’interno di te stesso/a cambia la tua percezione in piccoli particolari o in modo più consistente ma in ogni caso non sei più quello/a di prima: qualcosa dentro di te si è acceso, si è modificato.

Saper cogliere le differenze è un viaggio meraviglioso. Notare ciò che non avevi notato prima è un viaggio meraviglioso. Come quando percorri la stessa strada da tempo e ti accorgi di qualcosa e pensi “prima non c’era” e magari è una casa e ti domandi come abbiano potuto costruire una casa in un giorno. Oppure la percepisci diversa, cambiata e quasi ti viene il timore che non sia più la stessa, di aver sbagliato strada, la stessa strada che conosci bene, che percorri da tempo.

Ma la strada è sempre la stessa. E’ il modo in cui la guardi che è cambiato. Accorgiti.

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“E’ spesso tragico constatare con quanta evidenza un uomo rovini la propria vita e quella degli altri, rimanendo tuttavia incapace di capire fino a che punto l’intera tragedia derivi da lui e da lui sia costantemente alimentata e coltivata” (Carl Gustav Jung)

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SCEGLIERE DI ESSERE LIBERO

IMG_9728Se non si comprende a fondo il significato di libertà e non si cerca nella giusta direzione, esso diventa una forma di schiavitù. Quando qualcuno sostiene di “voler essere libero” in realtà sta cercando di fuggire da qualche aspetto di se stesso. Voglia di evasione, cercare di andare lontano dalle situazioni è fuga dalle responsabilità. Fermo restando che se una situazione mette in pericolo la vita o la salute fisica e mentale è meglio prenderne le distanze, in tutte le altre la cosa migliore è fermarsi un attimo e capire cosa sta accadendo, anziché preparare il fardello e allontanarsi. Il motivo è molto semplice: se non risolvi la questione in atto, tenderai a replicarla in un’altra situazione. Solo in apparenza e solo all’inizio di una nuova relazione (uso la parola relazione per intendere ogni condizione con la quale ci confrontiamo) sembra esserci il sollievo di aver lasciato da parte ciò che non ti piaceva più o ti faceva soffrire. In realtà il “fardello” è ancora con te anche se credi di averlo lasciato da un’altra parte.

Ricordo la mia separazione e la sofferenza iniziale. Supportata da una brava coach che mi ha aiutata a vedere la situazione da un altro punto di vista, ho sviluppato la volontà di guardare la luna e non il dito che la indicava. C’e voluto tempo per comprende che quanto stava accadendo era ciò che avevo intimamente chiesto. L’assunzione di responsabilità è uno dei concetti più complicati di cui fare esperienza ed è strettamente connesso alla  “libertà”. A quei tempi credevo ancora nella “colpa” e che la sofferenza fosse qualcosa che arriva attraverso il comportamento altrui.

Con pazienza ho consapevolizzato che la sofferenza è l’altra faccia della gioia e crea dei vuoti che possiamo riempire con tutto ciò che vogliamo. Kahlil Gibran, nel suo libro Il Profeta, scrive che il dolore che proviamo è la rottura del guscio che teneva intrappolata la nostra comprensione delle cose, e invita a guardare il dolore con lo stesso senso di meraviglia che si prova per un’esperienza preziosa di vita: se si riesce a fare questo la serenità nei confronti delle nostre emozioni è garantita poiché si guardano da un altro punto di vista. Per arrivare a tutto ciò ci vuole un cammino che puoi solo scegliere e decidere di percorrere e che ti porta a vedere ogni forma malata della tua vita come il veicolo della guarigione.

Per arrivare a tutto ciò facendolo diventare esperienza di vita, ci vuole il coraggio di sperimentare. A questo proposito ti propongo un punto di vista che, se vuoi, puoi sfruttare. La prossima volta che ti troverai a vivere un momento di disagio, considera che potrebbe essere stato scelto a un livello più alto del tuo essere, della tua comprensione attuale, per permetterti di crescere, comprendere, capire. Ecco, proprio in questa scelta e decisione c’è la tua libertà.  D’altronde senza un po’ di sforzo non impareremmo nulla sulla vita. Accorgiti!

BAMBINI COME MAESTRI

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I bambini sono una fonte inesauribile di opportunità per imparare. Questo breve racconto di vita quotidiana lo voglio condividere con tutti quei genitori che in questo momento stanno vivendo la difficoltà della separazione.

E’ una convinzione  generalizzata credere che ai bambini si possa mentire, dimenticando che la loro sensibilità va al di là delle parole. La sofferenza degli adulti viene trasmessa non solo dalle parole verbalizzate ma anche, e soprattutto, dall’energia che ogni parola non detta trattiene dentro di sé.

E’ un martedì di qualche tempo fa, e incontro il piccolo Francesco.

«Ciao Francesco, come stai?» chiedo e lui risponde educatamente «Bene, grazie»

«Come posso esserti d’aiuto?» chiedo come se stessi parlando ad un adulto. In questi anni ho imparato che i bambini si sentono più rispettati quando vengono trattati con rispetto.

Francesco ha solo dieci anni di vita, è maturo oltre misura per la sua età, intelligente, sensibile e molto educato. Ci siamo visti altre volte per piccoli problemi di relazione con la maestra di scuola e una volta perché faceva brutti sogni.

«Ho un problema» dice, e i suoi occhi sono gonfi di lacrime. Le trattiene: ha imparato dal nonno che non si piange di fronte agli altri.

«E qual è questo problema?» chiedo. Risponde abbassando gli occhi «Il papà va via di casa e io ho paura di rimanere solo»

Percepisco la sua angoscia, la sua ansia, la rabbia e questa immensa paura che escono da un piccolo essere, eppure già capace di provare emozioni spaventose.

«Ne vuoi parlare?» chiedo con un nodo alla gola. «Sì grazie. Ho paura di non vedere più il papà. Lui va ad abitare in un’altra casa e sarà solo, e se ha bisogno di qualcosa non c’è più nessuno con lui. E tra qualche tempo incontrerà un’altra signora e faranno un altro bambino e lui si dimenticherà di me»

Ancora una volta l’intuito mi dice è che non è tutto. Infatti continua dicendo «E poi è colpa sia mia se i miei genitori si stanno separando»

La mia mente è vuota e dalla mia bocca non esce nulla. Sono attimi lunghissimi dove non esistono più confini e io non trovo le parole per confortarlo. Chiedo sostegno di Dio affinché mi possa indicare la maniera per affrontare la situazione, e le parole iniziano a formarsi nella mia mente.

«Sai Francesco, esiste una moneta speciale fatta apposta per questi problemi. Si chiama “moneta della felicità”. Quando sei infelice o ti senti arrabbiato o hai paura che succeda qualcosa di brutto, tieni stretta la moneta tra le mani e ti sentirai molto meglio. Vuoi provare?»

Un sorriso prende il posto delle lacrime trattenute. Prendo dal portafogli una moneta che conservo sin dal mio ultimo viaggio in Oriente. Francesco apre la mano, appoggio la moneta sul suo palmo e lui chiude gli occhi e la stringe per qualche secondo, come per verificarne l’efficacia. E quando li riapre è stupito e sorride «Sai che funziona? Mi sento già meglio» dice. Sento che è sollevato: il mio cuore è leggero. Inizia a chiacchierare di calcio e scuola e mi racconta dei suoi cugini e di quante risate fanno insieme.

I bambini sono semplici e nella loro semplicità compiono grandi azioni. Penso con gratitudine a quanto è bella la mia professione e alle mille opportunità che ogni giorno mi offre per conoscere me stessa. Grazie Francesco per avermi  insegnato che è facile scacciare le nubi della tristezza per lasciar posto alla felicità. E’ sufficiente credere nella magia della Vita.

QUATTRO ASPETTI DELL’ESSERE SPIRITUALI

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Ci sono quattro aspetti fondamentali dell’essere spirituali.

Il primo aspetto è accorgersi che le persone che incontri sono sempre giuste per te. Nessuno mai entra nella nostra vita per caso. Ogni persona che incontriamo rappresenta un motivo preciso di insegnamento e progresso per la nostra esistenza.

Il secondo aspetto è considerare che tutto quello che succede è la sola cosa che sarebbe potuta accadere: nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti, neppure il più piccolo dettaglio. Se eliminiamo i “se” e i “ma” dal nostro vocabolario, comprendiamo che la situazione può solo procedere in avanti, alla ricerca di una soluzione. I “se” portano indietro, bloccano, impediscono il processo di apprendimento e chiudono nella frustrazione e nel rancore. Ogni situazione presente nella vita di ciascuno è funzionale per comprendere noi stessi e la nostra evoluzione.

Il terzo è vivere nel presente, l’unico istante perfetto. Ogni cosa inizia e si esprime nel momento giusto, mai un attimo prima, mai un attimo dopo. In quell’attimo di tempo presente c’è la sola libertà garantita: la libertà di scegliere e decidere.

Il quarto e ultimo aspetto è imparare a chiudere i cerchi considerando che la fine di una situazione rappresenta sempre un nuovo inizio. Quando il cerchio si chiude, è bene ringraziare e procedere in una nuova direzione. Diversamente, sperimentiamo la sofferenza.

Questa è la parte teorica, quella che viene compresa con relativa facilità. C’è poi la pratica che, come dice il proverbio, vale più della grammatica. E qui cadono molte teste. L’intellettualizzazione riempie la bocca: fare A.I.C. riempie la vita di esperienza attiva sul campo. Chi vuole può iniziare l’allenamento in questo modo:

  • Acquistare un piccolo quaderno che diventa “Il quaderno della consapevolezza
  • Durante la giornata, ogni volta che ti accorgi di essere consapevole di una situazione, la scrivi

Al termine dei tre mesi di esercitazione, accorgerti sarà per te una passeggiata: ne sono certa.

Dimenticavo: se stai leggendo non è sicuramente “per caso”: ne sei consapevole?

IMMAGINA NUOVE STRADE

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La strada sbarrata ha una sola funzione: farti trovare un’alternativa. Se credi di non poter andare avanti, devi dar vita alla tua immaginazione trovando strade che ti conducono dove tu vuoi arrivare. Molti si fermano di fronte al primo ostacolo considerandolo “difficile” o addirittura “impossibile” da superare, dimenticando che “c’è sempre un altro modo”.

Quando ho smesso di insegnare corsi ideati da altri e mi sono dedicata totalmente a sviluppare un metodo che rispecchiasse la mia energia facendo nascere la figura di SpiritualCoach, erano in molti a pensare che sarebbe stato difficile, complicato, che mi avrebbero confuso con la religione. Ho dovuto attingere a tutta la mia determinazione per andare fino in fondo, depositare il marchio, sviluppare corsi, laboratori e scrivere il mio primo libro. La determinazione paga sempre. Dunque, se hai un sogno, un obiettivo che ti riempie la mente e il cuore, vai avanti e fermati solo l’attimo che ti serve per riprendere fiato, ottimizzare le energie e riprendere con ancor più forza. Accorgiti.

DAVANTI A UN BUON CAFFE’

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A luglio di quest’anno ho organizzato un’esperienza Al Femminile sull’Isola di Pantelleria. Una mattina apro la posta elettronica e una donna mi scrive chiedendomi informazioni dettagliate dell’evento e se possiamo incontrarci per un caffè. E io non rifiuto mai un caffè condiviso, soprattutto quando sono invitata a parlare della mia professione. Ci incontriamo e lei mi dice che avrebbe piacere di partecipare, ma il marito la limita nei suoi spostamenti.

“Non so se posso venire. Io lavoro part time e dovrei chiedere i soldi a lui. Mi direbbe certamente che sono un’egoista”. Io domando: “Hai mai chiesto a lui di poter fare qualcosa del genere?”. Lei mi guarda fissa negli occhi, come se prendesse coscienza per la prima volta di se stessa, e risponde: “No, in effetti mai. Anzi, spesso mi dice di andare e fare quello che mi piace”.

Incolpare gli altri dei limiti che noi stessi ci siamo imposti è uno degli atteggiamenti più diffusi ed è il modo migliore per non prendersi cura della nostra vita. Ogni scusante è un ostacolo che poniamo tra noi, la nostra felicità e quella delle persone intorno a noi.

Quando ascoltiamo cose spiacevoli, quando ci sembra di non essere amati, allora dobbiamo fare un passo indietro per osservare e ascoltare con occhi e orecchie nuove. Solo noi possiamo interpretare le situazioni ponendole a nostro vantaggio così da avere prospettive vincenti e sentirci finalmente in pace.

La giovane donna ha scelto di non venire, per questa volta, a Pantelleria. Ha organizzato una vacanza a sorpresa per il marito. Al suo ritorno, davanti a un buon caffè, mi ha raccontato la sua felicità. Accorgiti.

ANGELI

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Con i nostri pensieri apriamo o chiudiamo le porte alla consapevolezza. Ci sono condizioni per le quali la mente razionale non trova spiegazioni. Il solo tentativo di spiegarle ne invalida il risultato. Lì, in quel mondo che consideriamo alieno alla vita quotidiana vive tutto ciò che noi siamo. E’ il regno delle infinite possibilità, della gioia e dei successi, dove la corona di Re o Regina è appoggiata delicatamente sulla testa. Dal centro di quel mondo compiamo balzi così grandi che, a volte, ci portano a dimenticare chi realmente siamo e ricordare diventa un atto voluto con forza e determinazione, che scardina credenze e convinzioni.

Quando camminiamo sulla via della gioia mantenendo saldamente la nostra visione e l’intenzione, diventiamo servitori del mondo e fiamme di luce per fortificare noi stessi e gli altri. La ricompensa maggiore per chi compie questo cammino è la pace interiore.

“Al centro del mio mondo gli Angeli sono con me. Lo attraversano donandomi la Luce, e ad ogni mio passo s’illumina il cammino.  E così è”

Felice domenica a tutti voi e … accorgetevi.