CHE SENSO HA?

Vuoi migliorare la tua vita? Prendi in considerazione questo aspetto: ogni cosa che accade a te e alle persone intorno a te ha un senso, un motivo, un significato. Le persone non si “incontrano per caso”, gli avvenimenti non accadono “per caso” ma sono lì per mostrarti la strada, per aiutarti a divenire più forte, per farti comprendere l’importanza di come impieghi il tuo tempo.

Una situazione tragica può diventare un punto focale attorno al quale trovare una soluzione e da lì scoprire che hai fatto qualcosa che credevi di non poter fare: gli eventi lasciano sempre un arricchimento se li sai guardare dalla giusta prospettiva.

Invertire il nostro sistema di pensiero è complicato solo all’inizio. Se perseveri e diventa la tua abitudine, sarà semplice orientare la mente verso pensieri propositivi e convenienti per migliorare la tua giornata. Puoi cominciare con questi, e aggiungere ciò che più ti piace:

  • Ogni cosa che accade è bene per me e per la mia felicità
  • Sono sempre nel posto giusto e al momento giusto
  • Più amo me stesso/a, più gli altri mi amano, più sono in grado di amare

Accorgiti!

A VITA PIENA

Conoscere sé stessi è il solo modo per essere totalmente felici. Voglio essere sincera con te: trarrai molta più comprensione di come poter esprimere il tuo talento e il tuo scopo di vita dai momenti che etichetti come “difficili” piuttosto che da tutto il resto della tua esistenza. La felicità, i momenti sereni, la pace e la gioia, l’appagamento e quella sensazione di pienezza e completezza non arrivano inciampandoci per caso: scegliamo di essere felici. E qui arrivano i problemi, quelli seri. Perché quando scegli la felicità come scopo di vita devi essere disposto a prenderti tutto il pacchetto, che include anche l’infelicità. E già, cari miei: pensavate di cavarvela con un “adesso manifesto cosa mi rende felice”, lo penso e per infusione arriverà dritto nella mia vita senza che io non faccia nulla? La storia è molto diversa e quando la scopri comprendi perché è più semplice continuare a “pensare di esserlo” anziché cominciare a vivere la felicità.

Sono molto testarda e ho scoperto che questo non è né un bene né un male perché ho imparato a guardare la testardaggine da più punti di vista: è dannosa quando – anziché fluire e lasciar andare – mi arrocco sulle idee e faccio i capricci insieme alla bambina piccola che in quel momento rappresento. E’ bene quando sento che la strada è quella corretta e insisto nel voler trovare il modo per andare avanti. Questa sensazione di fluidità la posso applicare in ogni circostanza con il risultato straordinario di essere davvero padrona della mia vita.

Dentro ciascuno di noi c’è un’onda che si innalza e poi scompare per poi innalzarsi nuovamente. Mi piace la metafora dell’onda, ma potrei usare anche la luce e il buio, il bianco e il nero, l’ego e lo spirito o qualunque altra dualità che incessantemente offre la vita. Cos’è meglio? Nessuna delle due. Cos’è peggio? Nessuna delle due. Escluderne una a vantaggio dell’altra innesca il conflitto interiore.  Accettare entrambe come parte di noi e scegliere a quale delle due dare il benestare in quel momento è rispettare il fluido andamento della vita.

Parlando in termini di ego e spirito, l’ego dice: “Cerca ma non trovare nient’altro che non sia io, perché solo io so cosa fare!”. Lo Spirito non ti spinge a fare nulla: semplicemente attende il momento del  risveglio, l’attimo in cui chiederai consapevolmente il Suo aiuto.

Gli slogan preferiti dall’ego sono: “Se tutti gli sforzi fatti finora non ti hanno portato da nessuna parte, continua a sforzati. Se credi di non avere abbastanza, cerca di avere di più. Se il tuo sogno crolla, continua ad alimentarlo. Se ti senti insicuro, credi di più in te stesso. Non ammettere mai di aver fallito: il successo è l’unica opposizione.” Solo per alcuni funziona e riescono a ottenere ciò che desiderano. Sulla distanza, in ogni caso, l’ego prima o poi presenta il conto ed è sempre salatissimo.

Dall’altra parte diametralmente opposta a quella dell’ego, c’è una Voce che, con il tuo benestare, si esprime e sussurra: “Dai a me tutto ciò che non ti rende felice e chiedimi di mostrarti come vedere la situazione da un altro punto di vista.”  E così avviene il miracolo che trasforma totalmente la tua visione e inizi a pensare che: “Se tutti i tuoi sforzi non hanno ancora successo, cerca una nuova ispirazione. Se non hai abbastanza, sii grato e cerca l’appagamento in te stesso. Se il tuo sogno crolla perché era stato costruito su fantasiose fondamenta, trova il modo per agire. Se ti senti insicuro, prendi le distanze dalla situazione e trova il tuo centro. Non farti ingannare dai successi e dai fallimenti: la vita te li porta entrambi, ed entrambi sono teporanei.”

Essere testardi o qualunque altra etichetta buona o cattiva che sia, non è né bene né male di per sé. A chi sceglierai di dare la tua fiducia, invece, farà la differenza tra avere ragione o essere felice.  Accorgiti!

SE CI CREDI DIVENTA VERO PER TE

La percezione di completezza che abbiamo in alcuni momenti è dovuta all’allineamento tra mente, corpo e anima.  L’unione di queste tre identità presenti in ogni essere ci svincola dalla lotta contro noi stessi e, di conseguenza, le scelte che facciamo sono più positive sotto ogni aspetto.

E’ una relazione che va curata e alimentata costantemente attraverso la comprensione, la consapevolezza e tenendo alta l’attenzione, poiché sono infiniti i modi che l’ego – la parte della nostra mente che utilizziamo per smantellare l’unità – trova per far intendere che l’anima sia qualcosa di separato da tutto il resto e che va ricercata chissà dove e con chissà quale metodo.

C’è tanta confusione ancora, ai nostri giorni, quando si parla di “Spiritualità, Anima, Dio, Universo, Fonte Universale, Amore Universale”: come SpiritualCoach conosco bene di cosa si tratta. Fa parte del gioco della separazione e personalmente, vinto il primo momento di emozioni contrastanti, lo trovo estremamente utile per rinnovare la possibilità di vedere le cose da un altro punto di vista. D’altronde, che ci si creda oppure no, se vogliamo vedere e interpretare il cambiamento intorno a noi, dobbiamo intervenire sul nostro sistema di pensiero. E’ una regola fissa: niente discussioni. La sola variante sarà il modo, lo strumento o la tecnica che utilizzeremo per trasformare il nostro punto di vista.

E’ relativamente semplice seguire uno stile di vita che abbraccia la serena felicità, e per spiegarlo al meglio mi ispiro ad alcuni passi di un autore per me straordinario: Deepak Chopra.

  • Dedicate voi stessi ad una più profonda consapevolezza
  • Nutrite il vostro “corpo di luce”
  • Siate generosi di spirito
  • Focalizzatevi sulle relazioni piuttosto che sul consumo
  • Aprire un “dialogo” con il vostro corpo
  • Accogliete ogni giorno come se fosse un mondo nuovo
  • “Ascoltate” il mondo invece che cercare di comprenderlo
  • Inseguite il vostro stesso mistero

Chiudo questo articolo con una storiella: “C’era un discepolo confuso che va dal suo Maestro. “Maestro, come si diventa una brava persona?”. Il guru risponde: “E’ quasi impossibile. Se rifletti a fondo, ci sono migliaia di motivi per raccogliere una puntina da disegno caduta per terra e migliaia di motivi per non farlo”. Il discepolo era sempre più confuso. “E allora, che cosa posso fare?”. “Trova Dio” rispose sorridendo il guru.  “Ma trovare Dio è ancora più difficile!”, obiettò il discepolo. Il guru scosse la testa: “Trovare Dio è cento volte più facile che cercare di essere buono. Dio è una parte di te e, una volta trovata questa parte, il bene ne deriva naturalmente”.

Se vogliamo che il cammino spirituale ci conduca verso i nostro obiettivi, dobbiamo imparare a fare delle promesse che possiamo mantenere. Seguire nuove visioni non richiede un grosso impegno ma certamente aiuta a espandere la consapevolezza, mostrando ogni volta un mondo nuovo, un modo nuovo. Tutto ciò che dobbiamo fare è permettere al nuovo di raggiungerci, predisponendo al meglio la nostra mente per accoglierlo.

La spiritualità è un dono che è dato a tutti di aprire: alcuni lo fanno pubblicamente, altri si nascondono perché ancora se ne vergognano, altri ancora guardano il dono e immaginano al suo interno chissà quale misterioso inganno. Tutte e tre le cose sono vere. Come sempre, a te la scelta. Accorgiti.

ABITUALMENTE FELICE

Nulla è mai davvero come sembra e lo impari quando inizi a giocare con le sfumature della vita, e cioè quando le domande potenzianti e costruttive diventano parte integrante della tua quotidianità,  insieme alle risposte che emergono.

Per esempio, uno degli aspetti che ci penalizza è l’incapacità di essere flessibili rispetto al nostro modo di pensare e agire. L’abitudine che abbiamo sviluppato nell’interpretare le nostre giornate rende rigido anche il nostro pensiero, bloccando la sua naturale propensione all’elasticità, alla fluidità e alla capacità di dire “no”.

L’abitudine può tenere bloccata per anni una situazione. Nel rapporto di coppia, per esempio, viene utilizzata come schermo protettivo nei confronti del cambiamento,  generando conflitti che possono durare anche una vita intera, fino a pensare che la dichiarazione “finché morte non ci separi” possa essere l’unica via d’uscita per spegnere il disagio. Ci spinge a rimanere sdraiati sul divano invece di darci da fare per cambiare, tutto a vantaggio dell’inerzia e della staticità.

 

Sviluppare un’abitudine di per sé non è ne giusto né sbagliato: la cosa importante da conoscere è quale sia lo scopo e cioè in quale direzione vogliamo dirigere la nostra energia.  Ad esempio conviene abituarsi a guidare l’automobile poiché renderà semplice il suo utilizzo. E qualora il guidatore dovesse passare dal cambio manuale a quello automatico, sarà piuttosto facile imparare.  Le mani abituate a scorrere sulla tastiera del pianoforte permetteranno al musicista di suonare la musica che ha scelto nel migliore dei modi. Se dovesse scegliere di suonare il violino non sarà ostacolato dall’usare le dita in un certo modo.

Abituarsi ad essere ingannati o traditi addossando la colpa alla situazione come se avesse una volontà indipendente, è un modo per rinunciare volontariamente alla possibilità di cambiare. Ogni condizione è come un incantesimo che può essere interrotto in qualunque momento, se lo vogliamo. E per fare ciò dobbiamo imparare che ogni abitudine che consideriamo dannosa e che ci rende infelici, può essere magicamente interrotta recuperando il potere della scelta. La stessa modalità la possiamo utilizzare per migliorare una condizione piacevole o per imparare cose nuove.

Vi voglio svelare alcuni trucchetti per cominciare a scegliere più consapevolmente. Prima di tutto non lottate contro una cattiva abitudine perché è  una lotta contro sé stessi. Osservatela invece, come se fosse di qualcun altro e domandatevi quale possa essere stato il motivo per cui l’avete scelta. Cosa sta proteggendo? Un altro passaggio è domandarvi quali sono i benefici che vi porta e che di solito sono molto nascosti: trovarli vi aiuterà a capire il motivo per cui la state tenendo così stretta a voi.

In modo sincero, anziché affermare la classica frase “sono fatto così”, ammettete di aver scelto l’inerzia anziché il cambiamento perché quest’ultimo vi spaventa o lo avvertite come una minaccia. E se vi sentite vittime della situazione, domandatevi come mai volete sentire quel senso di vittimismo dentro di voi. Qual è lo scopo? E’ forse il modo più semplice che conoscete per evitare le vostre responsabilità?

E infine trova un buon motivo per adottare una nuova abitudine e ripetetelo ogni volta che la vecchia abitudine alza la cresta per farsi notare. Ricordate a voi stessi che il solo scopo è rompere l’incantesimo che dice “non hai scelta, non ce la puoi fare, lascia stare, sei in una buca e non ti rialzerai mai più…” Abbiamo sempre il potere di scegliere ed è questo che ci rende liberi. Accorgiti.

L’ANIMA VOLA

Ci sono due forze opposte che dirigono la nostra vita: la forza del condizionamento, che attrae verso una vita di sforzi e lotte e la forza dell’anima che spinge a vivere una vita priva di fatica, al massimo corredata di qualche piccolo sforzo. E’ per tutti così e ciascuno lo vive a modo suo.

La forza del condizionamento ha stretto patti di alleanza con i pensieri della nostra famiglia, degli amici, mass media e della società in genere, ai quali abbiamo detto “sì, lo voglio” sposandoci con un partner arrogante e deciso.

Dall’altra parte al confronto di questa massiccio sposalizio c’è la forza dell’anima: non ha poteri visibili e neppure una voce che parla nella nostra testa. L’esperienza con l’anima è troppo intima per poter essere spiegata e muove un’energia così sottile che potrebbe passare inosservata. Io la conosco come una specie di certezza che tutto andrà per il meglio, un pensiero che non si esprime attraverso una voce singola nella testa ma un tutt’uno che mi avvolge e che dissipa ogni dubbio e incertezza. E’ come se fosse un enorme cuore che scandisce il ritmo dell’universo intero avvolgendo e permeando ogni cosa, dalla più grande e visibile alla più piccola e invisibile. La possiamo ignorare per lungo tempo, ma l’anima è paziente, ha tutto il tempo che occorre e sa attendere il momento in cui ciascuno di noi sceglie di ascoltare la sua voce.

L'anima volabasta solo un po'd'aria nuova

C’è un’altra condizione che è sempre presente in tutti gli esseri che vivono su questa Terra: il respiro. Passiamo la maggior parte del nostro tempo – come esseri umani – a ignorare il nostro respiro che continua a funzionare senza interruzione e senza esigere nessuna attenzione particolare. Tratteniamo il respiro quando pensiamo, quando siamo felici, tristi, annoiati, insicuri, arrabbiati, quando facciamo l’amore, quando raggiungiamo un obiettivo o leggiamo, ascoltiamo la musica o viaggiamo. Ogni occasione in qualunque direzione è buona per trattenere il respiro.

Se ti va, fai questo esperimento: siediti in tranquillità e ignora il tuo respiro facendo volontariamente uno sforzo per escluderlo. Come dici? Non puoi? E sai perché? Una volta che hai portato l’attenzione al tuo respiro è avvenuto un cambiamento. Appena interrompi l’esperienza, la mente ti porterà a divagare e ti ritroverai sprofondato nella dimenticanza, ma per il respiro non fa nessuna differenza: continuerà a fare ciò che è stato chiamato a svolgere per te. Perché il respiro ci appartiene, proprio come l’anima e può aspettare perché sarà sempre presente nella nostra vita.

Sappiamo quando siamo in contatto con la nostra anima, e sono quei momenti in cui la nostra prospettiva cambia e la visione diventa più ampia portando con sé la calma di poter eseguire tutto al meglio per noi. Non ci sono manuali specifici che possano fornire direttive per manovrare al meglio l’anima, ma una cosa posso dire con certezza: presto o tardi, quando meno te l’aspetti, quando ti sembrerà che tutto stia per implodere, quello è il momento propizio per lasciare che sia fatta la sua volontà.

Non smettere mai di esplorare. Accorgiti!

(fotografia http://myfotolog.tumblr.com/post/47446722126/by-eugene-perhun)

NON SIAMO TUTTI UGUALI!

Le diversità aprono le porteall'infinito.jpg

Non siamo tutti uguali! Penserai che sia impazzita improvvisamente. Specifico meglio: siamo uguali nella sostanza divina, certamente non nel modo di pensare, nel colore della pelle, sono differenti i luoghi in cui viviamo e i lavori che svolgiamo, il cibo che mangiamo e i mezzi di comunicazione, nel modo di parlare e scrivere, nei valori e nei pensieri.  Da questa prospettiva, non siamo tutti uguali. Ed è proprio questo la meravigliosità dell’esistenza. Scoprire le differenze, le sfumature, ha un valore inestimabile che ci aiuta a progredire e a conoscere l’esistenza in modi variegati.

Chi viaggia lo sa bene e non abbiamo bisogno di allontanarci troppo dal nostro nido per scoprire nuovi modi di cucinare, parlare, agire o impostare la vita. Uguaglianza, per me, non vuol dire pensare e fare tutti allo stesso modo bensì predisporre la mente a un’apertura tale da voler conoscere l’altro. Si parla spesso di integrazione senza prendersi il tempo di conoscere a fondo la cultura di chi stiamo cercando di integrare. E’ un po’ come trovare un cucciolo di tigre e pensare che possa crescere come un gatto, mantenendo le dimensioni e il carattere di un piccolo felino domestico. Crescendo ha bisogno di spazio e di cibo in maniera diversa da un normale gatto.

Uomo e Donna, per esempio, non sono uguali: mi pare piuttosto evidente. La vagina non è uguale al pene: no! I seni di una donna sono diversi dai pettorali di un uomo. E poi ci sono le mestruazioni di cui gli uomini non ne sanno proprio nulla nonostante una nota pubblicità li abbia scelti per ridicolizzarli rispetto a come si inserisce un assorbente interno. E anche se le donne si sono emancipate, lavorano (il doppio, il triplo rispetto a un tempo), studiano, votano, guidano l’auto, la moto, gli aerei e vanno nello spazio, non sono uguali agli uomini. Ma è proprio questo aspetto la più bella cosa che possiamo vivere in questo mondo: la differenza. Per scoprire, conoscere e integrare, abbiamo bisogno di ritrovare e riconoscere che le diversità sono la ricchezza più grande a cui possiamo attingere.

Se sei donna e vuoi migliorare un uomo, sappi che non funziona. Gli uomini non voglio essere migliorati, ma accettati.  Il nostro parere non richiesto non è visto di buon grado da un uomo perché, il più delle volte, risuona come una critica. Se l’uomo accanto a te ha un problema, che sia in una relazione di coppia o professionale, non dirgli cosa deve fare: aiutalo a trovare la soluzione. Non è come noi donne che amiamo discutere dei problemi: andiamo a destra e poi a sinistra e poi ancora a destra.

E voi cari uomini che leggete, dovete sapere che le donne sono come le onde del mare: salgono, formano dei picchi, scendono e formano delle depressioni, per poi risalire nuovamente.  Nel momento in cui l’onda è bassa, abbiamo bisogno di voi e del vostro sostegno, dell’abbraccio e della frase “Andrà tutto bene” alla quale il più delle volte non crederemo: ma voi continuate ad abbracciarci.

Per essere motivato, un uomo deve sentirsi necessario mentre le donne vogliono sentirsi amate. E potremmo scrivere una lista lunghissima di differenze tra Uomo e Donna, tante vero che ci sono libri e testi e chissà cosa ancora. Leggete, se non lo avete ancora fatto, o rileggere “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” di Gray: sono certa che lo troverete molto interessante.

Aprire un dialogo con la luminosa aspettativa che sia perfetto senza conoscere le differenze basilari fra i modelli di pensiero è piuttosto ingenuo e porta alla carenza di comunicazione e al successivo sabotaggio della relazione, con chiunque e in qualunque condizione. Conoscere e comprendere gli altri porta valore a noi stessi, allarga la visione mentale e apre le porte alle infinite possibilità che il mondo, in ogni istante, ci offre, a vantaggio di tutte le Donne e di tutti gli Uomini del Pianeta. Accorgiti!

 

(fotografia: https://www.tumblr.com/tagged/argentine-tango)

AMMETTIAMOLO

Non puoi cambiare ciò che non ammetti. Se non riconosci di avere un problema, non lo puoi risolvere. Se non sai che le emozioni ti mostrano la direzione in cui stai andando, crederai di non poter scegliere.  Se sei convinto che le parole siano “solo parole” senza alcun potere di condizionare la tua esistenza, sarà come mettere aria un palloncino bucato.  Possiamo andare in più direzioni ed esplorare le infinite possibilità che ogni giorno ci vengono offerte per migliorare la nostra esistenza. E per fare ciò dobbiamo allenare la nostra mente a un differente modo di pensare, più ampio e che mette al primo posto l’essere responsabili della propria esistenza.

La differenza trachi vince e chi perdesta nel fatto chechi vincenon smette maidi pensare a comepoter migliorare

La maggior parte delle persone preferisce il riconoscimento piuttosto che conoscere: vogliono disperatamente avere ragione anche se quello che fanno non funziona. Tuttavia per cambiare devono assolutamente fare qualcosa di diverso.  Al mondo in generale importa poco dei pensieri o delle parole, anche se molto belle e di grande effetto, se poi non sono seguite da azioni concrete.  Come facciamo a sapere se siamo nella direzione giusta? “Guarda sempre i risultati” diceva la mia Maestra. E’ una dura realtà e non fa nulla se ci piace oppure no o se preferiremmo vivere secondo le nostre regole personali: il mondo ha le sue regole precise e non conoscerle o evitarle equivale a non conoscere ed evitare di essere liberi.  E – attenzione – questa è la peggior prigione che tu possa immaginare: non ci sono sbarre e vieni trattenuto al suo interno solo dalla paura. Vivere nell’ottica di risultati richiede cambiamenti e rischi: ma avremo la fondamentale soddisfazione di sapere che abbiamo in mano le redini della nostra esistenza.

Oggi prendi coscienza dei risultati che hai ottenuto nella tua vita in generale o relativamente a un progetto o un obiettivo. Sei soddisfatto? Se sì, molto bene: puoi scrivere i passaggi che hai compiuto per arrivare dove ti eri prefissato. Se per contro hai anche solo una piccola insoddisfazione, domandati cosa potresti fare di più o di meno, quali azioni puoi mettere in atto e quali puoi interrompere per indirizzare la tua energia verso il tuo risultato. Sii determinato in questa fase, poiché potrebbe succedere di fare strade alternative per raggiungere la meta, ricordando sempre che è ciò che fai nel viaggio a lasciare tracce nella tua esistenza. Accorgiti.