E SE FOSSI APPENA NATO?

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Immagina, da dove sei mentre stai leggendo, di essere un bambino appena nato che non conosce ancora il significato del vivere nel mondo, pronto a fare esperienza della vita. Immagina di avere un foglio bianco immacolato e una penna.  Immagina di sapere che tutto ciò che scrivi sul tuo foglio bianco e che desideri con determinazione, sarà l’esperienza che vivrai.

. Quali parole usi per descrivere ciò che vuoi?

. Di quali persone ti circondi per ottenere ciò che vuoi?

. Quali parole usi per descrivere la tua felicità nell’aver raggiunto ciò che meriti?

. Con chi sei pronto a condividere ciò che hai ottenuto?

La capacità di immaginare, per molti adulti, è un’attitudine da recuperare. E’ rimasta nel bambino che sognava di sconfiggere pirati e draghi, di volare sulla luna, di indossare corone da principessa e regina. L’adulto di oggi, spesso, non immagina più. Ha chiuso il sogno in una scatola e si lamenta perché crede che gli sia stato portato via da qualcuno. Oppure lo ricorda, sa dove lo ha messo: ogni tanto apre la scatola e lo guarda. O, ancora, ha delegato la propria felicità a qualcun altro e sta aspettando: ma cosa aspetti? Forse crede di non poter realizzare il sogno, perché sognare è da bambini. “Ora sono adulto e responsabile e razionale e concreto.”  E infelice, aggiungo. Questo è ciò che scegli di essere e di cui fai esperienza se lasci che sia qualcun altro a gestire il tuo sogno.

Accorgiti!

SENZA IL PERDONO CONTINUERO’ AD ESSERE CIECO

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LEZIONE 247

Senza il perdono continuerò ad essere cieco.

Il peccato è il simbolo dell’attacco. Se lo vedo in qualche posto, soffrirò. Poiché il perdono è l’unico mezzo mediante il quale la visione di Cristo viene a me. Che io accetti come pura e semplice verità ciò che la Sua visione mi mostra e sarò completamente guarito. Fratello, vieni e lascia che ti guardi. La tua amorevolezza riflette la mia. La tua assenza di peccato è la mia. Tu sei perdonato ed io con te.

Oggi voglio guardare tutti così. I miei fratelli sono i Tuoi Figli. La Tua Paternità li ha creati e li ha dati tutti a me come parte di Te e del mio Sé. Oggi Ti onoro attraverso di essi e così spero in questo giorno di riconoscere il mio Sé.

—-IMPORTANTE—- Seguire il testo è fondamentale, così come i principi descritto nel Manuale degli Insegnanti, la Chiarificazione dei Termini e i nuovi contenuti. Puoi acquistare il libro on line, cliccando su questo link:

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C’E’ SEMPRE UN ALTRO MODO

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Una storiella racconta di un bambino che usciva ogni giorno, e il primo  oggetto che osservava e che accoglieva con meraviglia o pietà o amore o timore, in quello si trasformava, e quell’oggetto diventava parte di lui per quel giorno o per parte del giorno, o per molti anni o lunghi cicli di anni.

Questo brevissimo racconto dello scrittore Walt Whitman mi fa pensare a dove poso i miei occhi ogni mattina. Non intendo solo gli occhi fisici. Ancor prima ci sono gli occhi della mente, quelli che pensando al nuovo giorno lo immaginano grandioso e appagante, ricco di meravigliose esperienze o che trovano scuse per renderlo insignificante, triste e poco accogliente.

Il primo sguardo sul nuovo giorno dovrebbe innanzitutto essere carico di gratitudine: non è scontato o banale poter vedere di nuovo il sole. Da questo punto di vista, puoi pensare a come si svolgerà l’intera giornata. Qualunque cosa andrai a fare sii consapevole che, se non ti piace, puoi sempre trovare il modo di trasformarla.

Quando cambi il modo di guardare il mondo, il mondo che guardi cambia. Ti accorgi, scegli e decidi e, soprattutto, scopri che c’è sempre un altro modo.

LA FIORITURA

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Non basta leggere di prosperità o partecipare ai corsi. Essa arriva a te attraverso i tuoi pensieri, le parole che pronunci e le azioni che compi. Se ogni giorni riempi la tua mente e verbalizzi frasi come “Sono circondato dall’abbondanza divina che permea e ora si manifesta a me sottoforma di ricchezze di ogni genere” avrai certamente più probabilità di circondarti dell’abbondanza rispetto a chi fa del lamento il suo modo di vivere.

Come mai le affermazioni di prosperità sono così potenti? Gli antichi sapevano bene che particolari formule verbali producono vibrazioni in grado di risuonare con l’Intelligenza Divina che permea l’universo. Diffondere queste dichiarazioni produce lo stesso effetto di lanciare la palla contro un muro: torna indietro nelle tue mani, sei sei pronto a riprenderla. Allo stesso modo, se sei disposto a ricevere,  le dichiarazioni lanciate nell’universo attraggono a te una determinata realtà che, col tempo, si manifesta attraverso l’esperienza.

Per cui, non combattere inutilmente quando hai a disposizione il potere della prosperità proprio nelle tue parole. Usalo al meglio, qualunque credo tu abbia. Se sei cristiano, per esempio, usa il Padre Nostro che, nella sua essenza, è una sequenza di potenti affermazioni in grado di trasformare la vita. E se non sai cosa chiedere, puoi affermare con semplicità che “la mia vita rientra in un piano divino perfettamente sensato e compiuto”. E ricorda che un fiore sboccia quando è pronto. Accorgiti.

IL MIRACOLO SI REALIZZA

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E’ ragionevole chiedere che un miracolo si realizzi? Io credo di sì, se pensi ad esso come a un cambio di percezione e non a un’occasionale accadimento che avviene fuori dal tuo controllo. Piccoli e grandi miracoli accadono ogni momento della vita. Ogni cambiamento da una condizione ad un’altra è un miracolo. Lo diventa una relazione complicata quando cominci a guardare l’altro con occhi d’innocenza anziché di colpa e ti comporti di conseguenza. Dove prima avevi sviluppato una dipendenza alimentata dalla paura e dall’odio, ora colmi quel vuoto con l’amore e la gioia.

C’è una volontà che sta dietro a ogni miracolo, piccolo o grande che sia: quella di guardare la situazione da un altro punto di vista. Capire che i miracoli possono accadere soprattutto attraverso di te è per la nostra cultura come nuotare  controcorrente, addirittura alcuni potrebbero considerarlo blasfemo. Quando decidi di aprire la mente a nuovi punti di vista, sviluppi dentro di te l’impegno a volere il meglio, a fluire nel cambiamento: ti stai predisponendo al miracolo.

Facile? Alcune volte potrà esserlo. Il più delle volte potrebbe essere in apparenza complicato. Ed è proprio in quei momenti che dovrai far crescere la determinazione a guardare guardare la situazione da un altro punto di vista. E quando sei in difficoltà, l’altro punto di vista è la soluzione.

La vita è semplice quando capisci che ogni condizione ha il suo esatto contrario. Per questo pensare alla soluzione è il modo per aprire la mente alle molteplici possibilità e azioni che puoi scegliere di compiere per far accadere il miracolo.

E oggi, quanti miracoli fai accadere? Accorgiti!

SEI FELICE QUANDO FAI CIO’ CHE HAI SCELTO

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Forse, pensando alla felicità, ti domandi perché sia così difficile esserlo. Questa, a mio parere, è una domanda che orienta la tua attenzione verso le difficoltà abbassando il tuo livello di energia. Domandati, invece, “quando” sei particolarmente felice. In poche parole, cosa fai esattamente quando provi piacere e appagamento?
I momenti più belli non accadono “a caso” o per fortuna o secondo capricci di eventi esterni, ma sono il frutto di ragionamento, scelta e decisione. Quando fai esattamente ciò che hai scelto, sei in un flusso armonico dove senti di essere impegnato in un’attività creativa che ti sta svelando qualcosa di più grande. I mistici lo chiamano “estasi”, i creativi “rapimento” e tu lo puoi percepire come “assenza di temporalità”.


La felicità e il suo conseguente godimento sono legati alla scelta di “cosa fare” e alla decisione di “metterlo in atto”. L’esperienza felice è quella guidata da te e che ti fa sentire potente. E’ per questo motivo che gli scopi conseguiti e portati a termine conferiscono ordine alla tua consapevolezza, e una mente ordinata è essa stessa fonte di felicità.


Oggi, se ti va, fai questo esperimento: chiedi a qualcuno di telefonarti a sorpresa durante il giorno e di domandarti di scrivere in quel momento cosa stai facendo e i sentimenti che quell’attività producono. Potresti scoprire che … Accorgiti!

UNA NUOVA RELAZIONE

Nel momento in cui ho deciso di relazionarmi con Dio in maniera differente da quella che avevo imparato, ho ribaltato totalmente il mio sistema di pensiero. Ho capito che era un Amico sincero piuttosto che un punitore di anime. Ho iniziato a includerlo in ogni pensiero: ho litigato con Lui, fatto la pace e trovato soluzioni. Ho smesso la devozione convenzionale ed ho indossato un rapporto vero e sincero.
Io credo che la base di un vero rapporto divino sia un’onestà franca fatta di domande, a volte implorate, altre arrabbiate e non di buonismo reverenziale. Come parleresti a un amico sincero, così puoi parlare a Dio certo che ti risponderà istantaneamente. E’ questo l’aspetto da migliorare, almeno inizialmente, ed è qui che devi iniziare a sviluppare la fede.
Avere una relazione amichevole con Dio significa sviluppare il coraggio di chiedere perché sei al mondo, nella certezza che riceverai la risposta che, forse, non ti saresti mai aspettato. Accorgiti!