SE IGNORI IL CAMBIAMENTO, RISCHI DI SCOMPARIRE

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Il momento che segue la perdita di qualcosa o di qualcuno è una piccola o grande fine del mondo. Tutte le cose belle che erano racchiuse in quelle circostanze si mescolano con tutto il nuovo che ci riserva il futuro: e nasce la paura.

I cambiamenti trasformano letteralmente la nostra vita: alcuni sono così repentini da farci perdere il senso di chi siamo. La nostra identità costruita intorno a una roccaforte fatta di convinzioni e momenti che diamo per scontati, viene improvvisamente scossa dal terremoto del cambiamento. Tutto intorno a noi crolla e ci ritroviamo in mezzo alle macerie. Seduti a terra, pieni di polvere e il nulla intorno a noi potrebbe far cadere nella paura e nella depressione anche il più forte.

Ma c’è una domanda che possiamo fare a noi stessi proprio in quei momenti: «Se non avessi paura, cosa farei?». Lasciarci ispirare da questa domanda può moderare la paura e metterci nella condizione di spingerci oltre ogni aspettativa, iniziando ad apprezzare – partendo proprio da quel momento – la vita.

INEVITABILE

Non possiamo evitare le scosse alle quali – di tanto in tanto – la vita ci sottopone. Ma possiamo scegliere se lasciarci sopraffare da esse o fermarci il tempo necessario per riprendere fiato, e poi continuare svoltando l’angolo con una sola volontà: trovare una nuova energia.

Questo è in sintesi il perdono: una scelta di progresso verso una visione nuova, con il cuore grato per ciò che è stato e gli occhi pieni di speranza per ciò che sarà.

A volte non abbiamo idea di dove stiamo andando pur avendo obiettivi certi, ben strutturati, scritti a modo e che seguono tutti i canoni universali. Non sappiamo quali potranno essere gli eventuali ostacoli, le battute d’arresto e perfino i terremoti che ci scuoteranno fino a fermarci. Ma quando accadono, possiamo pensare ad essi in due modi: come a una sventura oppure a un momento di riflessione. Entrambi i modi sono corretti perché porteranno a un risultato. Dobbiamo solo scegliere sul momento qual è il più conveniente per noi, perché lì sta la differenza – come sempre – tra avere ragione o essere felice.

«E se provassimo per un attimo a considerare la fine di qualcosa un inizio?» Capita spesso di sentir dire questa frase ma a volte manca la motivazione a crederci davvero. Prendendo ispirazione dal personaggio di Ridolino del libro «Chi ha spostato il mio formaggio?», vi invito a scrivere su un foglio «Se non cambi, rischi di scomparire». Tenete il foglio a disposizione di ogni cambiamento, come promemoria e verificate cosa accade.

Sapeva di aver imparato qualcosa di utile dai suoi amici topo, Sniff e Scurry, riguardo a come andare avanti. Mantenevano la vita su dei livelli semplici: non analizzavano le cose in maniera eccessiva, né le rendevano più complicate del dovuto. Quando la situazione cambiava e il formaggio veniva spostato, loro cambiavano e si spostavano con il formaggio. Era una cosa che si sarebbe ricordato. |…| Comprese che il modo più rapido di cambiare è ridere della propria follia (Chi ha spostato il mio formaggio?)

 

Aspetta un momento! Magari ti interessa sapere che esiste una tecnica facile per imparare a fluire nel cambiamento migliorando la tua vita personale, professionale, di coppia, raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissata e modificare le tue condizioni economiche. Se ti va, clicca sul questo link per saperne di più ===> http://bit.ly/2xzN76f 

GRATITUDINE

 

lucia-merico-spiritualcoach-benedizione.pngNeppure immagini quanto sia importante il senso della gratitudine e della benedizione. Parte da un presupposto fondamentale: nulla è scontato. La vita è un dono e apprezzare i doni rende felici. Sapevi che ad esempio ringraziare e benedire il cibo prima di gustarlo è utile per te? Stai pensando qual’è il motivo? Lo hai appena letto: nulla è scontato. Molte di noi sono abituate a concentrare la loro energia su ciò che “non hanno” piuttosto che mettere in evidenza ciò che già è presente nella loro vita, con la conseguenza inevitabile di sperimentare la frustrazione.

Sviluppare il senso della gratitudine aumenta con certezza il benessere. Inoltre la gratitudine e la benedizione sono una forma di guarigione che ti permette di gustare al meglio la vita. Come? Immagina di avere una meravigliosa torta di compleanno di fronte a te acquistata nel negozio più bello della città. Quel dolce che a breve assaggerai insieme ad altre persone, racchiude dentro di sé tutte le energie di chi ha contribuito a realizzarlo. Fantasticando, immagina il pasticcere mentre lo prepara: ha scoperto da poco il tradimento della moglie. Quali potrebbero essere i suoi pensieri mentre impasta il dolce, mentre lo farcisce, applica le guarnizioni e quant’altro?

I pensieri sono energia che coinvolge l’intera creazione ed ora è proprio lì di fronte a te, pronta per essere mangiata insieme alla rabbia, alla frustrazione, alla vendetta. Forse vale la pena di portare un pensiero di ringraziamento: “Benedico questo cibo e le persone che lo hanno preparato. Benedico tutti noi che stiamo per assaggiarlo. Grazie Grazie Grazie”

C’è un valore intrinseco nel benedire e nell’essere grati e lo puoi trovare facendone esperienza. Per esempio puoi cominciare con tenere un quaderno dove puoi scrivere ogni mattina e sera dieci motivi per cui essere grato. E se ti va puoi riflettere su queste tre domande, scrivendole: “Cosa ho ricevuto?” Cosa ho donato?” “Quali preoccupazioni o difficoltà ho generato?”

  • La prima domanda è utile per riflettere sui regali ricevuti
  • La seconda ti focalizza su ciò che tu hai donato
  • La terza ti fa riflettere su come possiamo, a volte semplicemente con un pensiero, causare sofferenza agli altri

Puoi fare inoltre un’esperienza ancor più avanzata, ringraziando per le situazioni difficili: “Ringrazio questo momento di difficoltà perché so che mi porterà valore e conoscenza, capacità di risolvere situazioni complicate e forza per affrontarle. Grazie Grazie Grazie”

Ora non ti resta che sperimentare perché come ben sai se mi segui da un po’, nulla può sostituire l’esperienza.

Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso e la pioggia cada dolce nei campi attorno. E finché non ci incontreremo di nuovo, che Dio ti protegga nel palmo della Sua mano (Benedizione irlandese del viaggiatore)

 

E se vorrai conoscere qualcosa in più di te stessa, puoi unirti a noi il prossimo 5 novembre per il Corso Base di Lovehealing

CI SONO I SOCIAL, E POI C’E’ FACEBOOK

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Se scrivi questo, alcuni ti criticano mentre altri sono d’accordo. Se scrivi quest’altro alcuni sono d’accordo mentre  altri criticano. Chi si stupisce se non sei d’accordo con lui o lei, chi è indignato perché non sostieni le sue idee. “Clicca qui che avrai fortuna e se non clicchi la sfiga ti sommergerà” Flussi di conversazione che inevitabilmente o tirano in basso o ti sparano verso l’alto. Notizie vere, notizie finte, chi è felice e poi scontento, chi è scontento e rimane scontento, chi è sempre felice anche quando è triste, chi è felice e triste a seconda delle necessità. Tolgo gli amici, metto gli amici. Un giorno sono sul pero e un altro sul melo. Benvenuto nel mondo virtuale!

La follia, a parer mio, è il credere che tutto questo sia reale!  Ma poi in fondo, cosa è reale e cosa è virtuale? E’ questa la domanda che mi faccio, perché io stessa cado nel tranello di credere vero ciò che sono solo parole scritte e che io stessa scrivo.

MI FACCIO UNA DOMANDA

Il mio social preferito è Facebook.  Ma la domanda è: «Perché scrivo sui social?» Per ricevere attenzione, per manipolare, per controllare gli altri, per sentirmi bene, per far sentir bene gli altri, per condividere, per sentirmi meno sola, per il mi piace e più sono meglio mi sento, per essere determinata, perché ho fatto una promessa o perché non l’ho fatta, per invidia, per supponenza, per amore, per condivisione …  quante sono le motivazioni? Infinite! E ancora mi domando:  «Perché scrivo su Facebook?»  e rispondo: per raggiungere il mio cuore attraverso il cuore altrui. Perché mi fa stare bene scrivere, postare, scegliere le immagini ad hoc, cercare i video, crearne di nuovi. Sono tante le motivazioni, a volte allineate e altre volte no, e tutte fanno parte del bagaglio emozionale che attiviamo per vivere la vita.

Mi piace far conoscere alla gente la mia professione di SpiritualCoach, incuriosire, sentire gli animi che si placano o si accendono. Mi piace coinvolgere e lasciarmi coinvolgere, osservando come si muovono le emozioni dentro di me. Mi piace trovare le parole e sentirne il suono: come suona questa frase? Le parole, importanti indicatori della strada che stiamo percorrendo e tutti  – perché accade a tutti presto o tardi –  percorriamo le stesse strade ravvivate dalle stesse emozioni.

«Io non sarò mai così – Ci vuole coerenza nella vita – Scegli me: sono il meglio – Non scegliere quello perché non va bene per te: io lo so …» Parole seguite da fatti a volte coerenti altre volte no: C’est la vie! Per cui, cosa è giusto o sbagliato in assoluto, nessuno lo può sapere con certezza perché la vita varia a seconda del momento. E poi, diciamocela tutta: chi non ha mai commesso errori? Pensare di vivere in un’oasi felice e saccente è una presunzione umana.

Nessun uomo è un’isola

Faccio del mio meglio per scegliere la gentilezza e il buon senso che a volte contrastano con l’impetuosità del mio carattere. E nessuno può dire che è la strada corretta: lo è per me, per la mia indole, per la missione che ho scelto in questo mondo, che ho scelto ora. Domani è un altro giorno.

Io credo che l’unico ingrediente necessario per insaporire questo delizioso minestrone chiamato Vita sia la consapevolezza. Quando ci attiviamo nella consapevolezza, ci viene mostrata la strada. Accendere la mente prima di scrivere, parlare, scegliere e decidere è  buona cosa per vivere la vita. Oltre al computer, prima di mandare in rete qualunque cosa, impara ad accenderti con una domanda:   «Quale risultato voglio raggiungere?»

Calarsi nel mare dei social media significa sottoporsi al loro giudizio impietoso ed essere disposti a interagire, non solo a dispensare saggezza e buona scrittura a senso unico (Marco Bardazzi) 

 

Come nasce Facebook Consapevole? Da una chiacchierata con Roberta Marzola sull’importanza di usare i social consapevolmente. Roberta comincia a scrivere di come il vortice di Facebook ci ingloba senza preavviso, e in men che non si dica ci ritroviamo ON LINE con la Prima Edizione di  Facebook Consapevole: e domani  2 ottobre 2017 si conclude la Terza Edizione. Se ti è salita la curiosità, non esitare a contattarci.

Dove ci trovi? Su Facebook, naturalmente!  Lucia Merico SpiritualCoach  –  Roberta Marzola Facilitatrice e Giornalista

LOVEHEALING: UN PASSO VERSO TE STESSA

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Succede che partecipi a un corso e quanto torni a casa ti percepisci diversa e anche gli altri hanno questa percezione. Ti senti spaesata, leggermente euforica e ancora non comprendi a fondo cosa sta accadendo. Tutto intorno è uguale e diverso allo stesso tempo: di fronte a un conflitto rispondi con un silenzioso sostegno nei confronti dell’altro, anziché reagire con disappunto.

“Mi sento mutata in qualcosa dentro che non riesco a descrivere a parole. Ho un atteggiamento diverso nei confronti dei bambini e di me stessa. Sono più lenta nella comunicazione e nei modi di agire. E’ come se andassi al rallentatore concentrandomi su ogni passo che faccio. |…| è normale tutto questo?” scrive una giovane donna che chiamerò Anna, moglie e madre di tre bambini piccoli, il giorno dopo aver partecipato al Corso Base di LoveHealing.

NULLA CAMBIA SE NON CAMBI NULLA

Quando le persone intraprendono il sentiero della conoscenza personale e spirituale, a volte scoprono che gli altri non li capiscono. In genere vengono accusati – spesso dietro le spalle – di essere centrati solo su se stessi o di non essere più “come prima”. La nuova etichetta che di solito viene utilizzata è molto simile a “Non ci sei solo tu nella vita!”, il che corrisponde alla verità se l’attenzione è esclusivamente rivolta all’ego.

Ma cosa è accaduto a livello dell’anima? Quando c’è un’espansione della consapevolezza, c’è anche il superamento dei propri confini interiori e un maggior fluire con la vita. Questa nuova percezione ci permette di unirci gioiosamente alla vita, osservandola da un punto di vista molto più ampio che include anche gli altri. I segnali sono forti e chiari: chi abbiamo intorno non viene più percepito come un nemico, sentiamo la sofferenza e il loro disagio, li vediamo uniti a noi in una sorta di profonda ed emozionante empatia. Questi sono i segnali che ci mostrano il cambiamento della nostra realtà: siamo entrati e stiamo esplorando una nuova stanza della vita, e nessuno ci può impedire di farlo: a meno che non glielo permettiamo.

Di fatto non è cambiato nulla intorno a noi ma è fondamentalmente cambiato il nostro modo di vedere, sentire e percepire, così com’è cambiato il passo con cui procediamo all’interno di una relazione, sia essa personale che amicale o professionale.

Il nostro nuovo modo di essere verrà proiettato all’esterno e non sempre compreso, almeno in prima battuta. Creerà stupore persino a noi stessi: potete ben immaginare quindi lo stupore negli altri! Sarà nostra cura accompagnare chi ci sta intorno, aiutandoli a cambiare le lenti degli occhiali virtuali con cui ci hanno guardato fino a quel momento.

A volte, è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce (Dan Brown)

Cambiare l’interesse su se stessi portando la nostra attenzione a livello dell’anima, significa spostare l’attenzione da “me” a “noi”, verso una coscienza collettiva che ci collega al Tutto e ci mostra come il Tutto sia collegato a noi. A livello pratico significa cercare nuovi accordi e nuove visioni che, attraverso l’espansione della nostra energia personale, portano verso la riconciliazione.

Capite bene l’enorme trasformazione. Per la legge della dualità che vige in questo mondo e dove gli opposti sono ugualmente potenti, se miglioriamo la nostra esistenza in termini di gioia, felicità e obiettivi raggiunti, anche il lato opposto della medaglia potenzierà le sue vibrazioni mettendo in evidenza, per esempio, la paura di perdere ciò che abbiamo. 

E proprio su questo punto vi lascio con la riflessione di Anna: “Nel momento in cui ho mollato la presa e ho smesso di accettare i soprusi, ho capito cosa volevo esattamente: essere felice! Lo stavo amando più di me stessa, e questo mi portava verso le carenze e i bisogni. Ho detto basta! Ho invertito la visione dandomi più attenzione e nella mia vita tutto ha cominciato a migliorare.” 

A volte non ci accorgiamo che tenendo prigionieri gli altri, stiamo imprigionando noi stessi. Le nostre mani cementate dalla paura della perdita, stringono fortemente fino a soffocare ogni sentimento: è così che muoiono le relazioni.

 

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Il prossimo corso sarà il 5 Novembre 2017

TRA UNA FORMA E L’ALTRA

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Molte di noi sono alla ricerca di una vita stabile, lineare, senza scossoni dimenticando che l’unica costante dell’esistenza è ilcambiamento, che comporta sempre una fine a vantaggio di un nuovo inizio. Ognuno di noi ha il suo stile nell’affrontare unatrasformazione.  Nel mio caso e in alcune circostanze, ho la percezione fisica che qualcosa dentro di me sta morendo ed ho imparato a comprendere che è un passaggio necessario affinché io possa accedere al nuovo e riconosco che l’unico modo per superare quel momento è accoglierlo, con tutte le emozioni che ne conseguono.

UN PO’ DI PRATICA

Una conquista per me fondamentale per modificare i momenti di sofferenza avvicinandomi sempre più a ciò che di nuovo si sta preparando è agire.  Praticamente:

  • Ritaglio del tempo per stare sola e accolgo il senso di vuoto andando in un luogo dove mi sento bene e dove poter ascoltare i miei pensieri e scriverli
  • In alcuni casi, per un certo periodo tengo un diario dove prendo nota delle esperienze: emozioni, ricordi e tutto ciò che emerge durante la giornata
  • Indago e mi focalizzo su ciò che voglio veramente e mi domando quale sia lo scopo profondo
  • Cerco di essere il più indulgente possibile con me stessa, considerata la severità con cui a volte mi giudico
  • Ogni volta che raggiungo un miglioramento, celebro

La domanda ora potrebbe essere: “Quando capisco che mi sono lasciata alle spalle la zona neutra?” Difficilmente il cambiamento è una bacchetta magica che trasforma il vecchio in nuovo. Più realistica è invece la sensazione di essere sulle montagne russe: un momento siamo in alto per poi cadere vorticosamente verso il basso. Capite bene che è difficile cogliere gli indizi in una condizione del genere, soprattutto se hai terrore delle montagne russe.

LA TERRA DI MEZZO

I segnali del nostro cambiamento arriveranno più facilmente da chi ci sta intorno e che noterà la nostra trasformazione, trovandoci più belle, sorridenti, con “quel qual cosa che non so, ma sei così diversa da prima“.  Inoltre, avendo cambiato la nostra guida interiore di riferimento, le occasioni per continuare nella direzione che abbiamo scelto saranno sempre più visibili. Le emozioni, a quel punto, diventeranno la cartina di tornasole per capire che il cambiamento sta avvenendo ed eventualmente aggiustare il tiro.

Potremmo ad esempio trovarci di fronte a una provocazione e non reagire più come avevamo come in passato o trovare la forza per dire “no” a una determinata situazione.

L’aspetto delle cose cambia secondo le emozioni, e così scorgiamo in esse la magia e la bellezza, mentre la magia e la bellezza sono in realtà in noi stessi (Kahlil Gibran)

Un cambiamento richiede sempre piccoli passi, tanta pazienza, un allenamento costante all’accorgersi e la volontà di procedere verso la nuova vita. Le potenzialità inespresse che portiamo con noi sin dai primi attimi di vita, spingono per uscire: contrastarle significa soffrire. Permettere loro di esprimersi è la chiave d’oro per aprire la porta della felicità.

La terra di mezzo che unisce la nostra vecchia immagine a quella nuova deve essere percorsa con gratitudine e tanta pazienza. Il passo ha una coda può essere molto insidiosa – in alcuni momenti – e la sua voce incantatrice ci invita a ritornare nella “scomoda” culla che abbiamo lasciato per dormire ancora un po’. Ma non siamo su questa Terra per dormire ma per esplorare, riconoscere, interpretare. In una sola parola: vivere! A questo punto ho una domanda per te: “Chi o cosa – in questo momento della tua vita-  sta aspettando dietro le quinte il segnale d’ingresso?

Inverti lo sguardo con cui osservi il mondo: la fuori non c’è nulla di nuovo. Tutto è già stato fatto e ciò che vedi ne è l’espressione

Il momento più importante e trasformativo dell’intera nostra esistenza è la nascita. In alcuni rarissimi casi abbiamo il ricordo della nostra nascita a causa dall’intensa esperienza che viviamo. Eppure nella nostra nascita e nei primi anni di vita, formiamo le basi dell’intera esistenza. Quanto è importante entrare in contatto con la nostra nascita? Non è importante: è fondamentale! Immagina di poter ritrovare quella memoria. Immagina di poter trasformare ciò che non ti piace della tua vita in rinnovata energia per raggiungere il successo che desideri. Immagina di rinascere a nuova vita decidendo tu ciò che vuoi essere. Questo e molto altro è ciò che sperimenterai a NASCITA E RINASCITA, un’esperienza unica che ti aiuterà, un passo dopo l’altro, a delineare la vita che vuoi tu. Se ti va, clicca su questo link ===> http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/

MALATTIA E GUARIGIONE

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La conversazione con un uomo che chiamerò Andrea, che mi parla della sua malattia e la sua pericolosa volontà di affidarsi a qualcuno che fa i “miracoli”, mi ha fatto comprendere che c’è ancora confusione riguardo a «malattia e guarigione».

Quando una persona soffre, la sola cosa che vuole è non soffrire più. Purtroppo la maggior parte di noi non ha ricevuto nessuna istruzione riguardo al funzionamento del nostro sistema di pensiero. E’ quindi diffuso il credo che basti “affidarsi” o recitare un mantra o leggere un libro o persino trovare qualcuno che “guarisca” la nostra malattia per godere di buona salute. In una sola parola, cerchiamo il miracolo della bacchetta magica. Certo, abbiamo testimonianza di guarigioni “miracolose” che sembrano essere prive di logica e quindi vengono messe sul piedistallo e rese inaccessibili. In quelle circostanze neppure si prende in considerazione il potere della mente. In altre circostanze, laddove la guarigione è voluta a parole con forza e determinazione, si mette totalmente da parte la scienza e il pensiero logico affidandoci esclusivamente a “personaggi” che giocano con la vita degli altri.

SIAMO PRATICI

Se una persona si rompe una gamba sciando, la cosa più sensata da fare è trovare un buon ortopedico che le mette un gesso e contemporaneamente, se le conosce, usare tecniche e modalità alternative per velocizzare la guarigione. Una malattia grave viene diagnosticata con sufficiente precisione grazie alla tecnologia che permette di indagare a fondo e, da quel punto di partenza, si può intervenire compiendo una scelta di buon senso, sia con tecniche mediche tradizionali che non tradizionali.

Potrei fare altri esempi, ma scelgo di sintetizzare questo argomento proponendovi un punto di vista differente rispetto proprio alla parola “miracolo” che in maniera esclusiva – e a mio parere errata – viene attribuita solo ad alcune persone e ad alcune circostanze.

Quando c’è una malattia grave, al di là di tutte le considerazioni filosofiche che si possono fare, prima di tutto bisogna usare il buon senso e la praticità. Quello che intendo è di **non** usare qualunque forma di guarigione alternativa a mani basse. Alcune volte la malattia ha così presa sul corpo da rendere temporaneamente inaccessibile qualunque forma di fede o correzione. Trovo le parole di Un Corso in Miracoli appropriate.

«|…|In questo caso può essere saggio utilizzare un approccio di compromesso tra la mente ed il corpo, nel quale si crede temporaneamente che qualcosa di esterno possa guarire. Questo avviene perché un aumento di paura è l’ultima cosa che può aiutare coloro che non sono nella mente corretta, ovvero i malati. Essi sono già in uno stato indebolito dalla paura. Se vengono esposti prematuramente a un miracolo, possono precipitare nel panico. Questo è probabile che succeda quando la percezione capovolta ha indotto a credere che i miracoli facciano paura.|…| un miracolo, per raggiungere la sua piena efficacia, deve essere espresso in un linguaggio che chi lo riceve possa capire senza paura. Ciò non significa necessariamente che questo sia il più alto livello di comunicazione del quale egli è capace. Significa, tuttavia, che questo è il più alto livello di comunicazione del quale egli è capace ora. Il miracolo ha come unica meta quella di elevare il livello di comunicazione, non di abbassarlo facendo aumentare la paura. (T-2.IV.4,5)»

Se vogliamo aspettarci un miracolo, accertiamoci di dare alla parola il corretto significato. Il miracolo è una correzione dell’errata percezione, un “punto di vista differente”, un “miracoloso” cambio della percezione ordinaria che ci permette di guardare una situazione in “un altro modo”.

«|…| Quando l’ego ti tenta con la malattia, non chiedere allo Spirito Santo di guarire il corpo, perché questo significherebbe semplicemente accettare ciò in cui l’ego crede, secondo cui il corpo è ciò che deve essere guarito. Chiedi, piuttosto, che lo Spirito Santo ti insegni la giusta “percezione” del corpo, perché solo la percezione può essere distorta. Solo la percezione può essere malata, perché solo la percezione può essere errata. (T-8.IX.1:5,6)»

Il miracolo così inteso – è cioè un cambio di percezione –  può guarire qualunque percezione distorta (o malata) con la stessa facilità, perché non fa distinzione di errore

«|…| La sua unica preoccupazione è distinguere fra la verità da una parte, e l’errore dall’altra. Alcuni miracoli sembrano essere più grandi di altri. Ma ricorda il primo principio di questo corso: non c’è ordine di difficoltà nei miracoli. In realtà ogni espressione di mancanza di amore non ha alcuna influenza su di te. Le espressioni di mancanza di amore possono derivare da te stesso e dagli altri, da te stesso verso gli altri, o dagli altri verso di te. La pace è un attributo in te. Non la puoi trovare all’esterno. La malattia è una qualche forma di ricerca esterna. La salute è pace interiore. Ti permette di rimanere non scosso dalla mancanza di amore dall’esterno e capace, attraverso la tua accettazione dei miracoli, di correggere le condizioni che derivano dalla mancanza di amore negli altri. (T-2.I.5:3-12)»

Questo è – a mio parere – un buon punto di partenza per ragionare su “malattia, guarigione e miracoli”, che  non hanno nulla a che vedere col corpo, bensì con una visione errata che può essere modificata e che porta all’accettazione, il primo grande passo verso la guarigione.

CONCLUSIONE

«Puoi fare molto in favore della tua guarigione e di quella degli altri se, in una situazione che richiede aiuto, pensi ad essa in questo modo:

Io sono qui solo per essere veramente d’aiuto.

Io sono qui per rappresentare Colui Che mi ha mandato.

Io non devo preoccuparmi di cosa dire o cosa fare perché Colui Che mi ha mandato mi guiderà.

Io sono soddisfatto di essere ovunque Egli voglia, sapendo che Egli viene con me.

Io sarò guarito non appena Gli permetterò di insegnarmi a guarire.»

(Un Corso in Miracoli)

 

Forse ti interessa sapere che il 1 Ottobre 2017 terrò il Corso Base di LoveHealing Tecniche di Risveglio Interiore  dove potrai apprendere come portare nuova energia in ogni ambito della tua vita. Puoi cliccare sul link di seguito per avere tutte le informazioni ➡➡➡http://bit.ly/2iVkD35

OBIETTIVI FELICI

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Pensa: in questo momento ci sono persone che stanno facendo esattamente ciò che vogliono impiegando il loro tempo nell’attività che li appassiona o lavorando senza tregua per ottenere il risultato che hanno stabilito. Mossi dalla passione, raramente guardano l’orologio quando sono focalizzati a ottenere un risultato e si allenano costantemente. Hanno in testa un solo risultato: arrivare sulla vetta del loro obiettivo.

C’è un comune denominatore tra queste persone che è la chiave del loro successo personale: la volontà di riuscire. Non è vero che ci sono poche possibilità. E’ invece vero, secondo me, che alcuni scelgono di guidare e altri di seguire. Dunque il successo non è una questione di circostanze, di talento innato o di intelligenza: è una questione di scelte e decisioni. 

Tra le infinite considerazioni che vengono fatte su ciascuno di noi nell’arco della vita personale partendo dai genitori, dagli insegnanti e tutti gli “educatori” con i quali siamo entrati in contatto dalla nascita fino ad ora, è possibile aver scritto inconsciamente un registro di cose che crediamo o non crediamo di avere e che costituiscono le fondamenta fatte di “ce la posso fare – non ce la faccio – non sono il tipo adatto – questa cosa fa proprio per me …”.

Queste etichette sono state applicate, il più delle volte, da coloro che ci volevano molto bene e che hanno creduto di agire per il nostro meglio, ma il risultato finale è che questa immagine non è la nostra. Scavando in profondità possiamo accorgerci che abbiamo ereditato la “paura dell’acqua” dalla nonna che diceva “Stai attenta che affoghi” o la relazione con la scarsità di denaro dal papà che, facendo il passo più lungo della gamba, era sempre in bolletta. 

IMPOSSIBILE EVITARE I CONDIZIONAMENTI

I condizionamenti non si possono evitare: a volte sono favorevoli alla nostra vita, altre volte la invalidano rendendola davvero complicata. In ogni caso non c’è condizionamento che non si possa trasformare, se scegliamo che sia così: e una delle possibilità per uscire da esso è cominciare a pensare in grande. Funziona davvero e non solo per quanto riguarda gli obiettivi di carriera, la sicurezza finanziaria e le relazioni importanti. Ti porta a guardare la vita sotto una luce diversa, più ampia e possibile per te. Questa scelta è complicata tanto quanto la lotta che ogni giorno fai per restare inchiodato alle tue convinzioni invalidanti, e mi puoi credere avendo io stessa viaggiato per molto tempo col freno tirato e la macchina che andava a rilento.

Uno dei motivi per cui pensare in grande è necessario sta nel fatto che, quando siamo di fronte alle difficoltà, il nostro pensiero si fa piccolo, la mente si restringe e intorno a noi il mondo sembra chiudersi in una morsa. L’allenamento a pensare in grande ci aiuta proprio in queste circostanze.

Se hai un obiettivo, qualunque esso sia, la prima mossa per abbassare il freno e cominciare a lasciare che la macchina della vita possa muoversi in quella direzione, è guardare i tuoi pensieri scrivendoli per come ti vengono al momento. Metti nero su bianco le negazioni rispondendo a una semplice domanda: “Cosa mi impedisce di raggiungere il mio obiettivo?”. Ti aiuterà a vedere gli ostacoli anziché accorgerti che esistono solo quando ci sbatti contro.

Cambia il tuo linguaggio e rendilo ricco di possibilità ampliandolo con vocaboli di successo, così da permettere all’energia potente della parola di aiutarti ad avere una visione differente di te stessa. Cammina, pensa, agisci come farebbe una persona che ha già raggiunto l’obiettivo che tu vuoi raggiungere. Puoi aiutati coi libri, partecipa a corsi, incontri, frequenta persone che hanno realizzato ciò che volevano nella loro vita e che generosamente ti raccontano come hanno fatto: prendi spunto da loro. E migliora l’ambiente dove vivi: tienilo in ordine, pulito e circondati di oggetti che ti piacciono, non necessariamente costosi.

Sono solo piccoli suggerimenti che possono davvero fare la differenza tra il vivere e il sopravvivere. La linea che divide il  fallimento e il successo sta in ciò a cui crediamo di essere e di avere diritto: per questo conviene cominciare a pensare in grande.

Affronta gli ostacoli e fa qualcosa per superarli. Scoprirai che non hanno neanche la metà della forza che pensavi avessero (Norman Vincent Peale)

 

E per superare la difficoltà, ci vuole preparazione, competenza, conoscenza della propria energia e del proprio sistema di pensiero. Queste qualità sono già presenti dentro di te e se già non le esprimi, puoi portarle a galla attraverso tecniche semplici ed estremamente efficaci. Alcune di queste tecniche le puoi imparare e riscoprire frequentando il Corso Base di LoveHealing. Se sei incuriosita, clicca sul link di seguito  ➡➡➡ http://bit.ly/2ivD1zh