IL PRINCIPE AZZURRO PUZZA VECCHIO … E ANCHE LA PRINCIPESSA

mikael-kristenson-161813-unsplash.jpg

C’è una simbologia quasi tutta femminile che determina l’amore secondo una visione non consapevole. Ne sono pieni i romanzi, i film, i libri dove le “pene d’amore” si elevano fino all’esaltazione, diventando un ingrediente necessario dell’amore. E così che l’amato diventa un «dio o un principe» capace di rendere le loro amate delle dee o principesse. Il dolce soffrire dell’unione, dell’amore perso o rinnegato, lontano o che appartiene a qualcun’altro, viene assaporato intensamente come fosse una pozione magica.

Bene: è ora di togliere gli occhiali rosa e indossarne un paio più realistici che esaltano la nostra reale natura femminile e mostrano un mondo ricco di possibilità. Basta con i copioni sentimentali distanti mille miglia dalla realtà, almeno fintanto che non abbiamo acquisito una certa esperienza in fatto di libertà emozionale.

Farsi del male infilandosi in situazioni impossibili ha un significato ben preciso che ha a che fare con l’assunzione di responsabilità. È più facile sospirare e immaginare un amore lontano da noi che viverlo in prima persona, perché quest’ultima scelta comporta sempre un confronto basato sulla praticità quotidiana fatta di condivisione di spazi e scelte più o meno complicate. Più facile sognare e pensare che «sarebbe bello se … quando tu sarai liber* e noi potremo vivere insieme …» piuttosto che condividere gioie e dolori della quotidianità. Più facile disprezzare ciò che abbiamo, fare confronti sbilanciati, sperare di poter “sostituire” che prendersi il tempo per capire cosa sta davvero succedendo.

Quando una relazione di coppia sta per cambiare di livello e trasformarsi, ecco che generalmente si tende a guardare cosa offre il mercato piuttosto che affrontare la situazione. Sembra essere la scelta più gettonata, al #maschile tanto quando al #femminile! Se le cose non vanno più come mi immagino, distolgo l’attenzione dal vero problema e scelgo un attimo di speranza e leggerezza, dimenticando che il problema non lascia mai la sua fonte. Nonostante tutte le distanze che possiamo prendere, più viene ignorato, più si divincola per farsi notare, e ben presto ci ritroveremo con altri carichi pesanti da dove gestire. Alt! Ci deve essere un altro modo.

Quanto c’è da fare in una relazione! Un vero e proprio lavoro e nessuno ci dice che sarà così, che comporterà un’attenzione costante e quotidiana e che darà soddisfazioni fuori misura, se bel svolto e continuato nel tempo. Ogni ostacolo, piccolo o grande che sia, può essere una chiave che apre porte nuove verso opportunità che neppure avevamo preso in considerazione … sempre che ci sia la volontà di crescere insieme.

Un primo passo? Cominciare a riflettere su ciò che condanniamo nell’altro perché – molto spesso – è esattamente ciò che usiamo per condannare noi stesse

Raramente le persone vicine a noi si comportano come vorremmo ma spesso si comportano come temiamo. Dunque, antenne alte e consapevolezza alla massima potenza per scoprire che possiamo affrontare ogni situazione.

CONTENITORE DI EMOZIONI

luciamerico-spiritualcoach-formentera.png

I bambini non si preoccupano del loro corpo, non lo etichettano come “bello” o “brutto”: lo vivono pienamente nei movimenti e nelle emozioni. Vestito o svestito per loro è uguale: a volte meglio svestito perché si sente più libero. La forma per loro non è importante: l’emozione lo è. Il corpo è una finestra sul mondo e le emozioni in genere si manifestano con tutta la loro forza quando siamo bambini. Da adulti non siamo altrettanto capaci di ridere a bocca aperta o gridare a squarciagola o piangere senza ritegno e eppure di ripetere mille volte gli stessi gesti per imparare qualcosa di nuovo.

Il corpo è una dimora che segnala il nostro passaggio nel mondo e ci fa sentire a casa. Può rappresentare una maschera protettiva che ci nasconde, oppure svelare le nostre emozioni ed essere un grande sensore delle relazioni

Lo consideriamo un amico quando ricalca i nostri desideri e un nemico quando ci aggredisce svelando la sua età. Lo usiamo come un contenitore dove riporre in ordine sparso il nostro essere e uno strumento da allenare, cambiare, truccare, lavare, vestire. Pensiamo questo: il corpo può agire in modo sbagliato solo quando risponde a pensieri sbagliati. Non è l’autore delle nostre creazioni: la mente lo è. Lo sono i pensieri e i nostri credo che fanno muovere il corpo nel mondo per fare esperienza.

IL CORPO E LE CAREZZE

«Il nostro corpo dovrebbe prima di tutto appartenerci ed essere sentito, piuttosto che visto e raccontato. Dovrebbe sfuggire alla paura dello sguardo che non ci vuole bene e dimenticare il commento che ci ha ferito. Anche nella sessualità è più importante quello che si esprime o si riconosce attraverso la pelle, gli odori, i sapori, piuttosto che attraverso le parole e gli sguardi.

Quando sentiamo il nostro corpo sollecitiamo la carezza più intensa e delicata per la nostra pelle, come gatti sapienti. Quando invece esso ci appare come un involucro nemico, con lineamenti che non sappiamo accettare, disposto secondo un’altezza o una larghezza che non amiamo, ne temiamo la nudità. Tuttavia, se oppressi dal peso e dalla vergogna, lo pieghiamo alle mode, alle trasformazioni momentanee, il corpo perde la sua specificità e diventa comune. Sebbene mascherato, o modificato con la chirurgia per renderlo adatto, resta ugualmente disadatto, come se la sua bellezza lo vestisse di opacità e impedisse all’anima di affiorare.»

Il corpo condiziona dunque le nostre azioni in tutte le età della vita. Ci aiuta a scegliere come vivere nel mondo e a crescere nella consapevolezza di ciò che amiamo e di ciò che invece ci risulta sgradevole. Se siamo state represse o allontanate dagli abbracci o abbiamo ricevuto istruzioni specifiche su cosa fare o non fare per essere giudicate positivamente dal mondo, saremo zoppe nell’esplorazione fisica del mondo stesso e dovremo ricostruire i passi della conoscenza.

Quando la nostra pelle è piena di divieti che fanno suonare continui segnali d’allarme, può accadere che abbiamo sbagliato partner. Ma se questo disagio si verifica con tutti anche con persone a cui stringiamo la mano o con le quali scambiamo un abbraccio, allora dobbiamo andare in profondità a ricercare la nostra libertà di toccare ed essere toccate. L’educazione femminile contiene più divieti, è generalmente più severa ed è questo il motivo per cui spesso solo le emozioni più forti, quelle che escono dal nostro controllo a creare la spinta per esplorare.

Possiamo essere fare e avere tutto ciò che desideriamo, se siamo disposti a vincere la pigrizia della mente, prima ancora di quella del corpo

**Nella fotografia le meravigliose donne della IV Edizione Il Potere dell’Energia Femminile – Formentera 2018)

(spunti presi da “Un Corso in Miracoli” e da “Le donne amano la terra e il cielo”)

L’OTTIMISMO E’ IL PROFUMO DELLA VITA

luciamerico-spiritualcoach-ottimismo.png

Quali sono le virtù che ci accompagnano nel nostro successo? Certamente l’avere una mentalità aperta, praticare l’ottimismo, la sincerità con sé stessi e una buona esperienza del concetto di responsabilità intesa come l’essere autori della propria esistenza. Naturalmente ogni virtù elencata possiede anche i suoi vizi che vengono rivendicati e manifestati in certe occasioni, e sono certa che sai bene di costa sto parlando. Ma oggi voglio concentrarmi insieme a te sull’ottimismo, mettendo in evidenza le caratteristiche necessarie per la sua manifestazione.

Il vero ottimismo, secondo me, è sinonimo di «fede assoluta» nelle possibilità umane, una ferma fiducia nella nostra capacità di vincere qualsiasi difficoltà e coraggio di lottare per migliorare continuamente noi stessi e –di conseguenza- il mondo intorno a noi

Nella tradizione buddista viene insegnato che «è l’Io a trasformare la realtà e a creare nuovo valore.» Insegna anche il principio di trasformare il «veleno in medicina» che significa elevare la propria condizione vitale illusoria fatta di sofferenza, in qualcosa di positivo per una ulteriore crescita e sviluppo personale e spirituale. Se cominciamo a credere fermamente in questo principio, ci concediamo la possibilità di vivere la nostra vita nel modo più completo.

Il processo alchemico della trasformazione si basa su una premessa di cruciale importanza: il «libero arbitrio». Possiamo pensare solo al nostro benessere per divenire esempi utili da modellare, ma non possiamo mai diventare gli autori del benessere di altre persone, neppure quelle che amiamo di più. Ignorare questa premessa ci rende fragili nei confronti della vita, altera il nostro ottimismo e ci catapulta nel baratro del senso di colpa.

Non è sano pensare di essere i benefattori della vita altrui, perché se funziona avremo un attimo di celebrità, se non funziona saremo circondati dal senso di colpa. Questa condizione dà uno schiaffo e umilia il nostro valore che invece dovrebbe essere gentilmente curato e messo in evidenza partendo proprio dalla conoscenza di sé e dal miglioramento della propria vita personale.

Lo scopo che adottiamo quando vogliamo occuparci della vita altrui è quello di sentirci utili in qualche maniera, più bravi, più accettati e anche più amati: questo atteggiamento non garantisce mai un amore costante ma il suo esatto contrario.  C’è una frase di Epitteto alla quale possiamo ricorrere ogni volta che cadiamo nella tentazione di “salvare” qualcuno e ci porta dritti nel regno del positivo:

Ciò che turba gli uomini non sono le cose, ma le opinioni che essi hanno delle cose

Cambiare la visione delle cose è il primo passo nel rivoluzionare e trasformare il proprio sistema di pensiero, e di conseguenza l’ambiente in cui viviamo. Non possiamo modificare sempre e nell’immediato le circostanze, né possiamo cambiare i fatti brutali, ma possiamo «sempre» e nell’immediato modificare la visione che ne abbiamo: può fare davvero una grande differenza.

 

Il 7 e 8 Luglio 2018 si terrà Nascita e Rinascita al Femminile , due giorni intensi e piacevoli dove riscrivere la propria vita partendo dalla conoscenza profonda di sé stesse per aumentare il proprio valore.  L’esperienza prevede una partecipazione massima di 10 persone. Se vorrai essere una delle protagoniste di questa Speciale Edizione, clicca su questo link per avere tutte le informazioni

⤵⤵⤵

http://bit.ly/2HhOs68

PERFETTI NEL CREDERCI IMPERFETTI

luciamerico-spiritualcoach-coraggio.jpg

Non essendoci niente di scontato in questa vita, anche la positività non lo è. Veniamo in questo mondo completi, dotati di tutte le qualità necessarie per vivere felici, eppure la maggior parte del genere umano sviluppa ben presto la straordinaria attitudine alla catastrofe. Ne sono un esempio i media, dal cartaceo ai social, dove possiamo trovare le forme più acute e fantasiose.

Possiamo fare un piccolo test per verificare quali possono essere i pensieri che arrivano di fronte a una notizia o a un’immagine spaventosa e violenta, accorgendoci che tutti ne veniamo in qualche modo coinvolti, anche il più allineato alla pace di questo mondo.

Come sempre ci sono due strade: una percorrerà la via del lamento, della rabbia e della paura e l’altra quella della compassione, dell’amore e della fiducia. La scelta di reagire in un modo o nell’altro non dipenderà dal grado di “buonismo” che abbiamo raggiunto, bensì dal grado di consapevolezza che abbiamo sviluppato. L’essere consapevole fa qualcosa di differente: si accorge del lamento, della rabbia e della paura alle quali sceglie di rispondere con amore, perché sa bene che dare “è” ricevere.

Sulla base di questo principio, sceglie di offrire alla situazione la pace, l’amore, la serenità affinché possa imparare

È utile comprendere sé stessi, riconoscere i pensieri con cui ci nutriamo e la straordinaria capacità di creare la nostra realtà. Potrebbe aiutarci nel far luce su alcuni aspetti della tua vita che spingono verso la carenza ed il bisogno. Nel testo “Un Corso in Miracoli” viene descritto che «lo scopo reale di questo mondo è di essere usato per correggere la tua incredulità. Tu non puoi mai controllare da solo gli effetti della paura, perché sei tu che l’hai fatta, e credi in ciò che hai fatto. Nell’atteggiamento, quindi, anche se non nel contenuto, assomigli al tuo Creatore, il Quale ha una fede perfetta nelle Sue creazioni perché è Lui che le ha create. Credere produce l’accettazione dell’esistenza. Questo è il motivo per cui puoi credere ciò che nessun altro pensa sia vero. È vero per te perché è stato fatto da te.»

Ma c’è “un altro modo” che possiamo scegliere, un istante dove affidare il nostro sentimento distruttivo e chiedere che venga trasformato. In quell’attimo di espressione del nostro potere personale c’è la fede e la fiducia dove potersi accorgere che «tutti gli aspetti della paura sono “non” veri perché “non” esistono a livello creativo e perciò non esistono affatto.»

La paura e tutti i suoi derivati sono prove che ci offrono la possibilità di scoprire un altro modo di vedere la vita. Siamo stati creati perfetti nell’espressione della nostra oscurità come in quella della luce, e per vedere questa perfezione dobbiamo riconoscere che se vogliamo conoscere la perfezione dell’amore, dobbiamo credere nella sua esistenza e metterci da parte affinché si possa esprimere.

Immagina per un attimo come sarebbe la vita sulla Terra se tutti gli esseri umani riuscissero a utilizzare i momenti di difficoltà come stimolo al miglioramento, anziché piangersi addosso. Cosa pensi accadrebbe?

Stare bene è una personale responsabilità ed è l’unica condizione per generare una vita soddisfacente

http://www.spiritualcoach.it

TOGLI LA PAURA, METTI L’AMORE

lucia-merico-spiritualcoach (6)

Vi siete domandati quanto possa essere dannoso esercitare una professione che non amiamo?  A mio parere, se in certe strutture le cose non funzionano è proprio a causa del fatto che sono gestite da persone prive di amore per ciò che fanno. Molte di loro non sono consapevoli. Forse hanno conseguito un diploma o una laurea sollecitati dai genitori che li hanno cresciuti a suon di: «Trovati un lavoro fisso!» senza rendersi conto che qualcosa è cambiato.

Tempo fa alcune aziende e banche potevano garantire una continuità lavorativa: il padre o la madre che andava in pensione lasciava il posto ai figli. Per questo motivo studiare ragioneria (anche se la passione era fare il musicista) era “normale” se il papà lavorava in banca o in un’azienda come ragioniere. La rarità era una rarità domandare ai propri figli quale fosse la loro aspirazione.  Con l’aumento della tecnologia, la velocità di vita e di pensiero, hanno permesso un cambiamento di paradigmi che ancora pochi sanno cogliere. Uno di questi è prendere in considerazione di svolgere una professione che ami per migliorare la tua esistenza ed essere felice.

FELICE È CHI SA ESSERE FELICE

Sono cambiati i parametri della felicità. Se l’industrializzazione poneva l’accento sul «fare per avere» escludendo quasi totalmente l’essere, e solo quando avevi finito il tuo compito potevi finalmente godere di alcuni privilegi, ai giorni attuali le cose stanno cambiando profondamente. Sono sempre più i professionisti che investono nella loro crescita personale, portando all’interno delle aziende nuova linfa, visioni allargate e persino divergenti.

Sono fiori meravigliosi che attraggono coi loro colori e il profumo della novità. Esseri di tutte le età che hanno il coraggio di mettersi in discussione nonostante il diploma o la laurea, l’età, la posizione sociale. Sono genitori attenti al loro benessere perché sanno che è il benessere dei loro figli, sono donne che non accettano una relazione solo per paura e uomini che hanno il coraggio di mostrare le loro fragilità.

Per fare della tua vita un’opera d’arte, fai ciò che ami e ama ciò che fai

Si, il mondo sta cambiando ed io sono felice di poter assistere e contribuire a questa inversione di pensiero. C’è ancora tanto da fare e personalmente ho fiducia nel credere che questo cambiamento necessario – e anche un po’ caotico – porterà a una nuova comprensione. Solo allora le piccole e grandi lotte quotidiane diventeranno un modo per aggiornare la nostra capacità di fluire con la vita, trovando soluzioni anziché salire in cattedra e pontificare.

UN REGALO PER TE

Voglio lasciarti con un piccolo dono, una semplice e utile modalità che utilizzo personalmente. Quando sei incastrat* nelle tue piccole e grandi lotte quotidiane, impara a guardarle prendendo le distanze. Immagina per un attimo di fantasticare e credere che non sia tuo ciò che stai sperimentando, ma di qualcun altro, e pensa ai suggerimenti che potresti dare. È più semplice suggerire «come fare» quando il problema non ci appartiene. Lo hai mai sperimentato?

Quando c’è un problema è probabile che possa esserci anche un po’ di paura, e questo potrebbe aumentare il timore e la frenesia e diminuire la lucidità, togliendo energia alla fantasia e alla creatività personale.  Il modo che ti propongo per evitare questa dispersione energetica è scrivere il problema e di seguito tutte le paure che pensi di avere. Una volta fatto l’elenco, piega il foglio, scrivi sopra un «Grazie» e brucialo.

Prendi un altro foglio e scrivi ciò che vuoi far accadere: una frase breve, evocativa, che  non contiene negazioni e in tempo presente. Sotto la frase scrivi almeno 3-4 azioni che puoi compiere immediatamente, ne scegli una e la metti in atto nella stessa giornata. A seguire tutte le altre.

Se ti concentri sul momento presente, la paura – che essenzialmente consiste nel farsi coinvolgere in un passato o futuro immaginario – non esiste. Potrai rimanere stupit* dalla facilità con cui le tue paure spariscono facendo trovare un nuovo ordine ai problemi

Come sempre, attendo di conoscere i tuoi risultati, se ti va. E se vorrai approfondire la conoscenza di te stessa per una visione più felice della vita, ti voglio invitare a un seminario ESCLUSIVO tutto al Femminile che si terrà il 7 e 8 Luglio 2018Nascita e Rinascita. Per conoscere di cosa si tratta, clicca su questo link

➡➡➡ http://bit.ly/2HhOs68.

E se sei curiosa, non esitare a scivermi: luciamerico@spiritualcoach.it

LA SCUOLA DELLA VITA

luciamerico-spiritualcoach (6)

Uno dei disagi che ho vissuto nel periodo scolastico fu quello il non poter fare domande: almeno la nostra insegnante non lo permetteva. Essendo una bambina che aveva fame d’imparare, fare domande era il mio nutrimento e il dover accettare a mani basse ciò che la maestra diceva mi ha fortemente condizionata. Dopo essere stata espulsa dalla lezione di religione per le “domande stupide e impertinenti”, ho accettato quella condizione e non ho più fatto domande per non sentirmi “stupida e impertinente”.

Col passare del tempo, in diverse occasioni ho pensato spesso che a scuola si imparano le cose sbagliate: ti insegnano a fare i conti ma non come gestire il denaro, nessuno ti spiega come funzionano le relazioni, poco viene detto sulla comunicazione e l’importanza delle parole, cos’è l’energia e la legge della manifestazione, come scegliere un partner, come intervenire nei momenti di disagio, cosa aspettarsi da un matrimonio, cosa fare se la situazione va a rotoli, come crescere un bambino, men che meno quali siano le basi di una sana vita sessuale e tutte le altre cose importanti veramente importanti.

Da adulta le persone alle quali mi rivolgevo per far fronte ai miei problemi, a volte ne sapevano meno di me sull’argomento e avevo la sensazione di muovermi alla cieca in un mondo di ciechi. Come avrei voluto che l’insegnante di religione avesse risposto alle mie domande sul Cristo, su Dio, Gesù e sull’Amore. È davvero assurdo che ci voglia la patente per guidare l’automobile e nessuna istruzione per diventare adulti consapevoli.

Così mi sono data da fare, ho imparato un sacco di cose riguardo le relazioni e mi è piaciuto a tal punto da non voler smettere più di imparare. Inoltre ho esteso le mie esperienze e conoscenze a chi era intorno a me diventando SpiritualCoach ideatrice e trainer di corsi e laboratori per la crescita personale e spirituale. In questo cammino – che continua da quasi trent’anni – ho compreso un insegnamento fondamentale sulle relazioni: sono una palestra per conoscere sé stessi attraverso gli altri, indipendentemente che siano di coppia, amicali o professionali.

Come potete fare quando la vostra relazione attraversa un momento di crisi ma desiderate entrambi sistemare la situazione? Innanzitutto, se la volontà è di restare insieme significa che la relazione è ancora forte: siete solo rimasti intrappolati in un modello di comportamento invalidante che ha lo scopo di far emergere quella parte di voi che ha bisogno di cure. Insieme all’espressione dell’amore salgono anche le nostre paure che si manifestano con forza a causa del fatto che il partner ci fa da specchio.

In questo caso la parola chiave è «riservatezza» che significa parlare con qualcuno che possa sostenervi nel far luce sulla situazione e non cadere nella trappola del “mal comune e mezzo gaudio”, una delle condizioni più fallimentari per risolvere qualunque problema. Un altro aspetto importante è ricordare che il motivo dei disagi non è nel presente ma è attingere agli episodi del passato. Se avrete la voglia di iscrivervi a un corso sulle relazioni, potrete comprendere più a fondo come funzionano e intervenire utilizzando le tecniche imparate.

E se il partner vi lascia per un’altra persona, fermatevi un attimo e – per quanto vi è possibile sul momento – imparate pian piano a non dare la colpa a loro di quanto è successo ma potete cominciare a pensare che «Ogni cosa accade per me e non a me» L’assunzione di responsabilità e la capacità di saper trovare spunti positivi in una situazione disastrosa, è un atto di grande forza e consapevolezza che smantella gradualmente gli aspetti degradanti e negativi.

Se vuoi, puoi prendere carta e penna e scrivere alcune domande, meditando sulle risposte:

➥Quale potrebbe essere un motivo per ci ho attratto questa situazione?
➥Qual è il “mio” vantaggio in questo disastro?
➥Sto cercando di dimostrare a me stess* che …?
➥Cosa rappresenta l’altra persona per me?
➥I pensieri che ho formulato per creare tutto questo sono?
➥I pensieri che mi liberano da questa situazione sono?

Sono solo indicazioni primarie per cominciare a rinnovare i pensieri rispetto a un accadimento che ci ha travolte. Ritengo sia molto meglio concentrare le proprie energie su come migliorare la vita personale per attrarre a sé un partner più allineato alla nostra idea di amore, piuttosto che continuare a fare ciò che è già stato fatto (e che non ha funzionato) per ottenere i risultati ottenuti.

Ogni perdita rappresenta sempre un guadagno che all’inizio fatichiamo a etichettare come “vantaggioso”

All’inizio potrebbe essere complicato riconoscerlo, ma se investiamo un po’ di tempo per indagare a fondo, se utilizziamo il buon senso mantenendo l’attenzione ai fatti e volendo fermamente essere felici anziché avere ragione, ben presto potremo vedere un nuovo panorama e riconoscere che la vita è davvero meravigliosa!

 

http://www.spiritualcoach.it

FEMMINE E FAVOLE

luciamerico-spiritualcoach-bambini.jpg
Il mondo cambia quando scandagliamo la nostra vita e cominciamo a individuare quali sono le modifiche da apportare. Nella conoscenza di noi stesse possiamo trovare molte cose da sistemare: non è mai troppo tardi. Le nuove generazioni hanno bisogno di adulti rinnovati, più consapevoli e profondamente capaci di trasformare sé stessi. Non possiamo dare ai bambini vecchie istruzioni e pretendere che possano vivere in un mondo nuovo. Come adulti abbiamo il dovere di rinnovare le nostre istruzioni interiori, innalzare la consapevolezza, sistemare il concetto di felicità diventando degli esempi. E non importa se sei madre o single, se ti piacciono oppure no i bambini, se hai una relazione “normale” o “alternativa”: se vuoi vedere un mondo nuovo, prima di tutto dovrai imparare a rinnovare te stessa.Per avere un’idea di come gli insegnamenti possono socialmente condizionare, voglio condividere con voi un passaggio del libro “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti. L’inizio del capitolo comincia così:

«Mamma m’ha detto che a me la scopa non me la compra.»
«E perché non te la compra?»
«Perché io sono un maschio.»
(Dialogo tra un bambino di due anni e mezzo e la sua assistente al nido)

«|…| Le figure femminili delle favole appartengono a due categorie fondamentali: le buone e inette e le malvage. “È stato calcolato che nelle fiabe dei Grimm l’80% dei personaggi negativi siano femminili.” Non esiste, per quanta cura si ponga nel cercarla, una figura femminile intelligente, coraggiosa, attiva, leale. Anche le fate benefiche non usano le loro risorse personali, ma un magico potere che è stato loro conferito e che è positivo senza ragioni logiche, così come nelle streghe è malvagio.

La figura femminile provvista di motivazioni umane, altruistiche, che sceglie lucidamente e con coraggio come comportarsi, manca del tutto.

La forza emotiva con cui i bambini si identificano in questi personaggi conferisce loro un grande potere di suggestione, che viene rafforzato dagli innumerevoli e concordi messaggi sociali. Se si trattasse di miti isolati sopravvissuti in una cultura che non li fa più suoi, la loro influenza sarebbe trascurabile, ma al contrario la cultura è permeata degli stessi valori che queste storie contrabbandano, sia pure indeboliti e sfumati.

Per quanto sia un’analisi tutt’altro che sistematica della letteratura infantile del nostro paese, che richiederebbe bel altro spazio e una sede particolare, i pochi esempi riportati sono significativi e permettono la verifica dell’esistenza, anche in questo campo, di forti spinte a carico delle bambine perché continuino a identificarsi in modelli deteriori di “femminilità”.

Le conclusioni non possono che concordare con quelle delle femministe di Princeton o delle inchieste francesi. I pochi testi esaminati bastano da soli a incriminare la letteratura infantile, responsabile di un discorso discriminatorio, reazionario, misogino e antistorico tanto più grave di quanto simili storie vengono ammannite ai bambini che le fanno proprie senza possibilità di critica. I modelli proposti da questo tipo di letteratura, piuttosto che aiutare il bambino a crescere e a organizzare la sua società futura, rischiano di bloccarlo nell’infanzia. Simili rappresentazioni dell’infanzia non sono senza conseguenze presso gli stessi adulti, genitori o educatori che, invece di essere aiutati a immaginare un nuovo tipo di bambino, nuovi rapporti con lui e il nuovo posto che egli potrà occupare nella società, vengono risospinti verso i vecchi modelli che dovrebbero essere definitivamente abbandonati. In questo senso la letteratura infantile fallisce completamente la sua funzione. (tratto dal libro “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti)

Se vuoi aumentare la tua consapevolezza, ti aspetto domenica 29 Aprile dalle 10:00 alle 14:00Crea Leggi Ama – Storie di Donne che corrono coi lupi, un evento GRATUITO al femminile

Qui trovi tutte le informazioni

http://bit.ly/2IEhXj6

(Photo by Nicolas Picard on Unsplash)