IL VALORE DI UNA DONNA

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Cosa racchiude dentro di sé una donna? Quale sfolgorante passato dimenticato, che ci ha rese schiave di un presente irriverente? Oggi voglio guardare con te da una direzione differente rispetto al solito: da dentro verso l’esterno. Facciamolo insieme, come una sorta di «meditazione» o riflessione, come più ti piace. Le parole che leggerai sono state ispirate da una delle mie Maestre: Marianne Williamson.

Essere donna oggi è ancora più precario e incerto di ogni altro momento. Donne che cercano di essere indipendenti pagando il prezzo altissimo della solitudine, anche se sono sposate ed hanno figli. Donne che credono di non potercela fare se non avendo accanto un uomo che le sostiene, giovani donne che si giocano la libertà e la gioventù per una sicurezza economica fittizia. Altre che tengono legati i propri compagni facendo figli che poi devono accudire. Donne che cercano di innalzarsi e di spingersi verso il cielo e trovano resistenze tanto grandi da piegare le loro ali e, così, smettono di volare. (Marianne Williamson)

La vita interiore di una donna è molto più di tutto questo, solamente che abbiamo perduto la chiave della nostra vera casa e così ci ritroviamo ad abitare fuori, davanti alla porta. Oggi, chi lo vorrà, potrà scegliere di uscire dallo stato di «schiava» per interpretare la sua regale natura: quella di essere «Regina»

Tuttavia nel mondo dell’illusione, siamo perdute e imprigionate, schiave dei nostri appetiti e del nostro desiderio di falso potere. Il nostro aguzzino è un mostro a tre teste:

  • una testa è il passato
  • un’altra testa è l’ insicurezza
  • e l’ultima è la cultura di massa

l passato è la storia che esiste solo nella nostra mente. Sono tutte le esperienze che – in modi differenti – continuiamo a fare giorno dopo giorno. La soluzione è semplice: guarda, analizza, comprendi e perdona e poi, più in fretta che puoi, passa oltre.

L’insicurezza è l’inevitabile caratteristica di ogni essere vivente. Esiste perché manca la consapevolezza di un legame con idee più nobili e profonde. E così siamo destinate a una lotta frenetica e disperata per avere cose che ci appaghino: il lavoro, le relazioni, la bellezza, il corpo. Siamo costantemente concentrate sulla convinzione di essere inadeguate.

La terza testa del mostro è la cultura di massa, per la quale spendiamo ogni anno un sacco di soldi. La maggior parte dei film non ama le donne, la maggior parte delle pubblicità non ama le donne e non le rispetta, la maggior parte dell’industria della moda non ama le donne, così come la maggior parte della musica. A volte ci sentiamo maltrattate, e così cerchiamo l’amore dove non c’è possibilità di scambio.

Gran parte delle donne che conosco sono straordinarie sacerdotesse e guaritrici, ma non lo sanno. Si riducono a schiave per una carezza assecondando uomini che nemmeno le prendono in considerazione. (Marianne Williamson)

L’atteggiamento che adottiamo ci porta a vivere un viaggio dentro noi stesse. Se vogliamo che sia affascinante, questo viaggio diventerà lo strumento che ci aiuterà a trasformarci in donne nuove, più autentiche e consapevoli. È il solo modo che possiamo adottare per cambiare gli altri: conoscere profondamente noi stesse per guardare con occhi nuovi. Il segreto della felicità è saper rinnovare noi stesse, e far in modo che questo rinnovamento coinvolga anche chi ruota intorno a noi.

Il primo passo è quindi sempre e solo verso te stessa, nella comprensione che seguire la vita dell’amore e della femminilità è nutrite la nostra parte più intima.
(scritto al #femminile sempre declinabile al #maschile)

Il Potere dell’Energia Femminile – V Edizione
Isola di Zante (Grecia) 13-20 Giugno 2019

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LE POTENZIALITA’ NASCOSTE

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Ciascuno di noi possiede potenzialità che a volte nemmeno riesce a intuire. Siamo naturalmente dotati di energia libera e bambina che con la crescita provvediamo a rinchiudere in false considerazioni di noi stessi e del mondo circostante. E da adulti abbiamo paura di questa stessa energia perché potrebbe renderci ridicoli, poco credibili o troppo fantasiosi. Dimentichiamo di essere un ago della bilancia per la nostra vita e per la vita delle persone intorno a noi: meglio dimenticare una così grande responsabilità.

In molti ricordano cosa realmente sono e il loro scopo in questa vita, compiendo lo sforzo di far tornare funzionante quella vitalità rimasta rinchiusa, e cominciano a migliorare la loro quotidianità. Passo dopo passo, attraversano porte chiuse dal tempo e dalla loro stessa volontà, facendo risplendere di Luce il loro cammino.

Alcuni li seguono e imparano come e cosa fare per intraprendere nuove strade. Le qualità e i talenti emergono come eredità naturali, lanterne sempre accese alle quali fare riferimento nei momenti bui.

Altri rimangono a guardare, nella speranza che qualcosa o qualcuno possa prenderle il loro fardello e portarlo sulle spalle. E’ così che intendono cambiare la loro vita, dimenticando che rimanere fermi dando la responsabilità agli altri significa morire. E non intendo la morte fisica: quella è la scelta più semplice e diretta. Intendo la morte dell’anima, dell’energia, della vitalità, della mente che pensa a soluzioni e capace di nuove idee.

ALLENAMENTO

Come un podista ha bisogno di allenamento per correre la maratona, così ciascuno di noi ha bisogno di allenare la mente per intraprendere nuove strade di vita. Costruire castelli in aria va bene, se poi sotto aggiungi fondamenta concrete. Influire sulla qualità della tua giornata trasformandola a tuo piacimento è la più elevata delle capacità. E quando conosci te stess* e comprendi bene chi sei veramente, scopri che non c’è nulla da scoprire poiché tutto è già stato scritto.

Risveglia la Luce che è in te e illumina il tuo cammino, è il motto di SpiritualCoach®

La mia funzione in questo mondo è quella di facilitare la tua ricerca, semmai avessi la volontà e la determinazione di trovare nuovi modi per vivere una vita più felice e serena. Ho sviluppato tecniche e percorsi che offrono infinite possibilità per creare la vita che desideri. E funzionano tutti! C’è solo un fatto importante sul quale fare luce: le tecniche proposte vanno utilizzate.

L’impegno che prendi con te stess* non è esclusivamente quello di investire denaro o partecipare a un corso o percorso: è utilizzare le tecniche imparate applicandole ogni giorno nella quotidianità. Una condizione di felicità coinvolge tutto il tuo essere fisico, mentale e spirituale ogni giorno, più volte al giorno, senza interruzione, finché non diventa uno stile di vita.

I sogni felici si avverano non perché sono sogni, ma soltanto perché sono felici (Un Corso in Miracoli)

I prossimi corsi di SpiritualCoach® Percorsi di Crescita Personale e Spirituale:

VERGOGNE SEGRETE

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Ci sono segreti carichi di vergogna che le donne portano rinchiusi dentro casseforti mentali, spesso dorate. Sono vergogne antiche alle quali abbiamo scelto di aderire, inconsapevolmente.

Siamo state avvertite che alcune scelte e circostanze della nostra esistenza sarebbero state completamente stravolte. Parlo del sesso, dell’amore, del denaro, della violenza o ad altre difficoltà che imperversano nella condizione umana. Un carico così vergognoso da non essere degno di assoluzione

Questa esclusione dal perdono (avvallata da noi stesse) ci ha confuse e rese «maledette e perfide», una contro le altre e tutte contro il mondo intero. Hanno lottato molto le nostre antenate per venirne fuori, ma a un certo punto forse è passata la voglia, forse non ne valeva più la pena: chissà. Si sono chiuse al perdono, hanno accettato la vergogna e il loro cuore è stato occupato da uno spazio angusto e scuro. Ma è solo uno spazio, e per grande che possa essere è rimasto ancora dell’amore e del calore al quale attingere: ne sono certa! E se fosse proprio quello spazio oscuro la nostra grande opportunità? Ci siamo mai domandate qual è la storia che lo ha generato?

CREDO CHE …

Credo che ci sia qualcos’altro dietro all’abbandono della lotta e non appartiene certo alla codardia o a un accecante vittimismo. Mi piace pensare che le nostre antenate hanno «incasinato» la situazione per muovere fortemente le acque, cosicché potessimo prendere in considerazione un nuovo e differente cambiamento, diverso da tutti quelli proposti fino ad ora. Perché si sa che una rivoluzione comporta sempre un po’ di confusione, all’inizio. Come un terremoto, prima c’è la rabbia, lo scossone forte che fa traballare il sistema. Poi ci sono le scosse di assestamento e infine la stabilità che dovrà avere un sapore differente rispetto a quella che avevamo sperimentato. Dovrebbe servire a raddrizzare le antenne dell’intuito e a costruire qualcosa di nuovo che possa essere duttile, elastico, plasmabile, proprio com’è la vita.

Abbiamo creato terremoti e tsunami nel mondo femminile, e tutti hanno aperto varchi importanti per le donne e per gli uomini di buona volontà, quelli che le sostenevano. Tutti hanno funzionato: all’inizio. Ma poi c’era una sorta di adattamento, un ammortamento della situazione che anziché virare verso una nuova visione, portava altra sofferenza e confusione. Però ci siamo: secondo me siamo nel periodo storico delle «grandi possibilità». Mai come in questo spazio di tempo ci viene offerto il biglietto dorato del cambiamento, avendo ora a disposizione informazioni di ogni genere che possono davvero ampliare la visione del femminile, soprattutto a noi stesse.

D’altronde, il Matriarcato ha fatto il suo corso e decorso. A un certo punto della storia – le donne hanno passato lo scettro agli uomini, che tuttora lo detengono. Per secoli hanno creduto di doverlo riconquistare, riposizionarsi in qualche modo più o meno paritario all’interno del mondo. E in alcune occasioni per un po’ ha funzionato. Ma, amiche mie, guardiamoci bene intorno: vi sembra vita, questa? Lavoriamo il triplo di prima, siamo incasinate nelle relazioni, crediamo di dover indossare abiti maschili per produrre valore e la chiamiamo vita, benessere, emancipazione. Non ci siamo: ci deve essere un altro modo! Eccola qua la frase magica. Qual è il modo? Riflettiamo insieme: se il Matriarcato non ha funzionato e il Patriarcato è un «casinò», prendiamoci il meglio di entrambe le situazioni e creiamone una totalmente nuova.

VISIONI

Sono una visionaria e vi dico la mia: questa volta possiamo emergere senza distruggere una parte per favorirne un’altra. Questa volta facciamolo insieme, uomini e donne, nella comprensione e conoscenza dei propri valori, che si uniscono e formano un insieme integro e di reciproco scambio. Si chiama «mutualità» ed è comprensibile sia dagli uomini che dalle donne perché l’hanno parzialmente sperimentata nel periodo in cui i valori femminili erano al vertice.

Da visionaria incallita quale sono credo che si possa fare, addirittura credo sia necessario. Sul trono non c’è più solo un Re o una Regina. Il trono viene tolto e sostituito da un banchetto di ricchezza e abbondanza, fatto di conoscenza e condivisione. A palazzo stavolta entriamoci insieme, con la testa dritta per evitare che la corona possa cadere. Non ci sono più colpe ma responsabilità. Nessuna rivalità ma competenze differenti che collaborano e creano meravigliose perle di consapevolezza. Entriamo insieme a palazzo, integri, uniti e forti dei nostri valori, lasciando la manipolazione fuori dalla porta. Sì, sono proprio una visionaria.

Ma … Come si fa? Primo passo fondamentale che appartiene esclusivamente al mondo femminile è conoscere sé stesse – p r o f o n d a m e n t e – così profondamente da vedere con chiarezza il dritto e il rovescio della medaglia. Partiamo da questo e indaghiamo a fondo il nostro lato oscuro, e vediamo che succede. La storia di ogni uomo e ogni donna comincia in un ventre … e la storia continua …

UN DIARIO PER LA FELICITÁ

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Riesci a immaginarti nell’abbondanza di ogni cosa, circondat* dal benessere avendo a disposizione tutto il denaro che ti occorre? Forse stai pensando che il denaro sia «poco spirituale», che per te non è nulla o che non ti stimi abbastanza per essere in prosperità e ricchezza: non farlo! O per meglio dire: accorgiti che domandarti se meriti o meno denaro oppure se hai diritto di possederlo significa negarlo a te stess*. È una condizione che spalanca il baratro della carenza, perché è così che il mondo percepisce il tuo dubbio, trascinandoti in basso.

«Ogni cosa dipende da noi» e anche se ci sono alcune situazioni che sembrano accadere in maniera incontrollata, da noi dipende il modo in cui le affrontiamo

Siamo sempre liber* perché abbiamo la facoltà di osservare ciò che accade dal punto di vista dell’opportunità o della paura. Se per esempio proviamo un disprezzo aperto o tacito per qualcuno, si allontanerà da noi, e questo vale anche per ogni forma di benessere e abbondanza. Il disprezzo diventa una richiesta inviata all’Universo attraverso la nostra inconscia volontà, che viene esaudita.

Per far fronte alla situazione, possiamo cominciare immaginando sempre e solo il meglio per gli altri perché questo sarà il processo corretto per ricevere il meglio, e invece ci lasciamo confondere dall’invidia e dalla paura che qualcuno possa emergere più di noi. Anziché gioire per il loro successo, gli balziamo sopra con le nostre accuse reali o celate, cercando di schiacciarli per arrivare a prendere una boccata di visibilità. Il processo di inversione verso l’abbondanza non è escludere l’invidia ma accettarla come una delle molteplici emozioni che compongono il nostro «essere umani». E se fosse proprio l’invidia il punto di partenza per rinnovare la nostra vita?

È spiritualmente accettabile che ciascuno di noi scelga il meglio per sé stess* e la strada passa sempre attraverso la stretta porta delle emozioni, quelle sottili, quelle che scartiamo «perché io non sono affatto invidios*, semmai è un’invidia buona – perché io non ho paura – perché io sono forte, generos*, buon*, tutto d’un pezzo – perché io prego ogni domenica in chiesa – perché “io” … » Proprio questo è l’inganno: credere di non appartenere alla categoria dei malpensanti o dei “cattivi”. L’inganno è credere che ci siano danni “piccoli “ e “grandi”, dichiarati o tenuti per sé, e che i piccoli e i tenuti nascosti nella propria mente siano meno dannosi dei grandi e dichiarati apertamente, dimenticando che ogni grandiosità è fatta di piccolissime forme, una accanto all’altra, verbalizzate o tenute nascoste.

Partiamo da questo: «Cosa ti rende davvero felice?» Scrivilo, tieni un diario quotidiano dove metti nero su bianco i tuoi passi per arrivare dove ti sei prefissat*, dipingi un capolavoro con le parole e colora il libro della tua vita, modificalo ogni volta che la tua immaginazione diventa più ampia, per concepire una vita ancor più grandiosa. Puoi diventare un’alchimista e condividere il tuo potere con gli altri, aiutandoli a realizzare i loro sogni. E se fosse proprio questa la ragione per cui siamo venuti al mondo?

Siamo energia, spirito, esseri divini che vestono per un po’ di tempo un corpo fisico, circondati da un universo di materia. Per vivere al meglio dovremmo avere ben chiare alcune domande:
➥Come voglio vivere? Cosa intendo essere avere e fare del mio tempo?
➥Considerando il punto di vista materiale, quale tipo di vita immagino di vivere?

DIAMO IL BENVENUTO ALLE DELUSIONI

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Per questo articolo ringrazio un uomo e la sua manifesta sofferenza, che ha voluto condividere con me.

Dall’amore dovremmo trarre nutrimento e valore per noi stessi e per farlo dobbiamo osservare il pendolo che oscilla tra l’«amore privo di possesso» e l’«amore carente, possessivo, dipendente e geloso». Non possiamo vivere senza amare e anche la relazione più difficile e disgustosa non può essere trattata con indifferenza, anche perché l’”indifferenza” è una maniera subdola per evitare il più possibile emozioni che vanno dalla paura alla rabbia e oltre,

Il grave problema dell’amore è l’«incapacità di abbandonare le catene senza lucchetto che ci legano alle convinzioni tradizionali» per acquisire una nuova visione del tutto personale, fatta dell’essenziale e complicata capacità di conoscere noi stessi. Ci sono bisogni personali che non vengono presi in considerazione durante i preliminari d’amore: bisogno di affetto, di riconoscimento, di nutrimento, di coccole, di rimproveri e di accettazione.

Spesso quando siamo innamorati ricerchiamo negli altri ciò che non siamo in grado di regalarci, «abbandonando lo specchio dove incontravamo il nostro viso, il suono della nostra voce, il profumo del nostro corpo» sostituendo le nostre regole con quelle di un’altra persona per ottenere in cambio approvazione e ricompensa.

Siamo confusi dall’amore e restiamo solo sulle caratteristiche descritte nei film, nelle canzoni, nei romanzi rosa dove il batticuore, l’attesa, la rabbia, la gelosia, la malattia dell’anima e la delusione sono gli elementi che creano le fondamenta: senza questi, non c’è amore. Ma l’amore non dovrebbe essere felicità, gioia, speranza, accettazione, accoglienza, abbondanza, fiducia? E poi c’è chi sostiene che dovremmo amare l’altro incondizionatamente, a prescindere dalla cornice o dal particolare momento della vita in cui lo incontriamo, chiudendo gli occhi di fronte alla forte luce che potrebbe mostrarne i difetti.

È il momento di fare un po’ di chiarezza

E se alla base dell’amore ci fosse la capacità di renderci consapevoli che l’illusione di poterci distrarre dalle zone d’ombra ci porta dritti verso l’infelicità? E se in questo marasma inconsapevole dell’amore potessimo trovare il coraggio di costruire qualcosa di nuovo, un rapporto che sfida le leggi convenzionali e porta verso un futuro diverso? Da questo nuovo punto di vista la delusione potrebbe rappresentare una tappa importante per costruire legami significativi.

In questo mondo duale, anche la delusione presenta due vie d’uscita: o accettando la realtà e rendendo l’amore più solido e profondo – indipendentemente se saremo ancora insieme o ciascuno per la sua strada – oppure negandola e cercando un’altra persona con la qual ricominciare daccapo il gioco delle illusioni, senza prendersi il tempo di trasformare gli errori e le incomprensioni.

Ancora una volta, la palla della scelta e decisione è in mano nostra: potrebbe essere diversamente? Qualcuno potrebbe pensare che l’amore visto da questa prospettiva perde quella nota romantica tanto cara, soprattutto a noi donne. Vi assicuro che non è così!

Ma questo è solo il mio punto di vista e se vorrai averne uno tutto tuo, dovrai scegliere e decidere di fare una nuova esperienza. Da dove cominciare? Da te e da ciò che vuoi per la tua vita. Per un attimo lascia tutto il resto fuori, e vedi cosa accade.

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STAMMI ACCANTO, AFFINCHE’ IO POSSA IMPARARE

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So bene che ci sarà un’insurrezione tra poco, ma lo voglio dire lo stesso. Si parla spesso di «trovare l’altra metà della mela» riferito a un amore, e in questi ultimi tempi di «spiritualità spiccia» la mela è stata sostituita dall’ala dell’angelo o dall’anima gemella.

Restiamo sulle mele per farla semplice, e vi dico con certezza che in una relazione (qualunque essa sia) troviamo sempre l’altra metà di noi stesse. Forse penserai che lui non è come te, che è differente, più superficiale, meno attento, più “bambino”, un po’ insensibile e certamente più pigro o qualunque altra cosa vuoi tu, ma è molto più simile a te di quanto tu possa immaginare.

Ti faccio un esempio: se il tuo forte bisogno è avere accanto un uomo che ti ama e ti approva per quella che sei, arriverà nella tua vita una persona con caratteristiche specifiche per soddisfare la tua richiesta. Ti amerà (lui) per quella che sei, ma se tu non sei disposta ad amare te stessa per quella che sei, ben presto questo “amore” diventerà l’oggetto della tua rabbia.

Non crederai possibile che qualcuno ti possa amare appena sveglia, coi capelli arruffati e il trucco che cola perché ti sei scordata di struccarti la sera prima. Non crederai che ti possa amare quando si gonfiano le caviglie dal caldo o metti peso perché sei insoddisfatta. E neppure crederai che ti possa amare alta come sei, coi capelli che hai e il corpo che ti ritrovi. Non ci crederai!

Ma se inizierai ad amare te stessa in tutte le tue forme (e sono tantissime), ad apprezzare di te quelle parti che hai sempre scartato, a sorridere delle piccole imperfezioni insieme a lui, ecco che le cose cambieranno: eccome se cambieranno

Forse la formula corretta è chiedere di avere accanto un uomo che mi ama e mi approva come sé stesso e che io amerò e approverò come me stessa. È una bella formula da agire e puoi cominciare adesso, guardandoti allo specchio e dicendo a te stessa: «Sei bella così come sei» ed è possibile che sull’istante non ci creda, ma un po’ di allenamento sarà ottimo come inizio.

E ti voglio dire un’altra cosa: fino a che anche solo una di noi è schiava delle sue paure, lo saremo insieme a lei, anche se le sue catene sembreranno differenti dalle nostre.

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SEDIAMOCI INSIEME

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Siediti accanto a me e smettiamo di discutere. Facciamo invece quello che avremmo dovuto fare sin dall’inizio: diamoci il tempo di conoscerci. Non voglio presentarmi col mio nome, quello già lo sai. Ciò che non sai è cosa mi piace davvero, quali sono le mie paure, i miei valori più grandi, l’ammuffito sogno nel cassetto e quella vergogna che mi porto dentro e che pesa, tanto, da troppo tempo. Non so perché ho aspettato di arrivare lunga nei modi e nei tempi, fino sbattere contro il muro delle illusioni, delle aspettative prima di poterti dire: «Sediamoci insieme» e presentarmi nuovamente a te.

Le amiche sono pessimiste. «Lascialo perdere. È uno stronzo come tutti gli uomini» e per un po’ ho creduto fosse vero. Ti ho accusato perché – porca miseria – tutto era contro di te. Mi hai delusa, sfruttata, mi hai mentito. Poteva essere diverso il mio pensiero? Eppure un giorno qualcuno mi ha detto che ci poteva essere un altro modo, e mi sono ricordata di quella voce che ogni tanto sussurrava. Aveva il timbro che usava mia madre, un misto di dolcezza e forza: «Siamo noi donne a sistemare le cose» Non le ho mai chiesto cosa intendesse davvero e ho creduto fosse lavorare, stirare le camicie, preparare il pranzo, curare i bambini, ma ora capisco che ero limitata e chiusa nei sensi, in ogni senso.

Sediamoci insieme e parliamo di chi siamo, non l’abbiamo mai fatto: facciamolo adesso. Io ti racconto chi sono e tu mi racconti chi sei. Lo farò prendendoti le mani e guardandoti negli occhi. Non voglio avere più segreti … forse qualcuno per le mie amiche … forse.

Non so davvero da dove partire, ma quello che so è che l’idea di potermi raccontare a te adesso mi rende più forte, mi fa respirare. Sai, prima avevo paura di mostrarmi, con tutta la fatica che avevo fatto per sembrare più forte: ero terrorizzata dalle mie fragilità. Attaccarti, sminuirti, ironizzare sui tuoi comportamenti, manipolarti col mio vittimismo era il mio modo per non perdere quell’esile potere che credevo di possedere, e per un po’ ha funzionato.

E poi un giorno mi sono guardata le mani, chiuse a pungo per trattenere, e le ho aperte. Che dolore lasciar andare! Ma una volta aperte non si sono più richiuse: ho provato a farlo più e più volte, senza risultato. Le mie nuove amiche dicono «Meno male! Stai cominciando a volerti bene. Conosci te stessa e vedrai che meraviglia!» Non so cosa accadrà. Sono curiosa e impaurita di scoprirlo.

Sediamoci insieme, vicini. Ti terrò le mani tra le mie mentre ti parlerò di me. Comincio io, sono in buona compagnia, ho la voce di mia madre che sussurra: «Siamo noi donne a sistemare le cose»

Lucia

 

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