IL NOSTRO MAGICO MAGNIFICO CORPO

Quando ascoltiamo il nostro magnifico corpo, esso ci aiuta a scegliere come vivere nel mondo attraverso i segnali di piacere, dolore, fastidio e ci fa crescere nella consapevolezza di quello che amiamo e di quello che ci risulta sgradevole. Il fatto è che l’educazione femminile ha divieti maggiori rispetto a quella maschile e a volte è anche più severa. Ci sono condizioni che potrebbero aver influito sul “sentire” i bisogni del nostro corpo e che ci rallentano o inibiscono l’esplorazione fisica del mondo.

Se siamo state allontanate quando chiedevamo abbracci, se l’igiene ci è stata imposta come un compito fastidioso invece che una risorsa per rendere il nostro corpo più piacevole, se siamo state sottoposte a divieti continui in diverse aree dell’esistenza, viviamo anestetizzate dai condizionamenti e dovremo ricostruire i passi della conoscenza per ritrovare la sensibilità perduta.

Perché quando la nostra pelle è piena di divieti che fanno scattare continui campanelli d’allarme, saranno solo le emozioni forti che sentiremo, quelle che non possiamo controllare, quelle che ci fanno perdere la testa: e non è bene perdere la testa, anche se sembra molto romantico.

Padrone del nostro corpo possiamo decidere cosa è bene per noi, scegliere di accettare o rifiutare. Ma abbiamo bisogno di conoscerlo, di amarlo e sentirne ogni piccola emozione, ogni sfumatura, nell’assoluta consapevolezza che non c’è nulla di sbagliato in noi, ma solo scelte e decisioni che possiamo scegliere in libertà. È un gran lavoro l’ascolto, che coinvolge tutto il mondo delle relazioni intorno a noi.

È entusiasmante ascoltare nuovamente il sangue che scorre nelle vene, il cuore che pulsa, il calore sul viso per l’emozione, l’eccitazione e la voglia di abbracciare ed essere abbracciate, e chiederlo, senza ritegno, senza vergogna.

Quando impariamo ad ascoltare il nostro magnifico corpo, siamo padrone di noi stesse.

(ispirata da Le donne amano la terra e il cielo)

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NESSUNO SALE SUL PIEDISTALLO DA SOL*

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Se fai bene trovi un coro a elogiarti.

Quando il vento cambia ti ritrovi a dover gestire critiche a volte pensanti e, in alcuni casi, vieni bandita e messa da parte.

Ho dato e ho ricevuto questo trattamento, frutto della mia visione limitata del momento, e mi ricordo che non sono stata bene in nessuna delle due circostanze. È il risultato di quando eleggi qualcuno a districatore di problemi della tua vita: lo metti sul piedistallo e cominci ad adorarlo credendo che, un giorno o l’altro, ci darà la ricetta magica per una vita spettacolare.

Ecco: questo non si dovrebbe mai fare! Mettere sul piedistallo, intendo, e sai perché? Presto o tardi scopriamo che non è vero niente: dal piedistallo non potrà mai arrivarti per infusione la ricetta della felicità. E così la cosa certa che farai, sarà quella di tirare giù con tutti i mezzi che hai a disposizione: critica, lamento, insulti, manifestazioni di disprezzo e quant’altro ti suggerisce la fantasia del momento.

Una condizione di questo genere si manifesta quando non hai ancora compreso a fondo e fatto esperienza di essere responsabile della tua vita al 100%: gli 80-70-90 e perfino i 99% di cui a volte mi parlano durante i corsi e le coaching, non funzionano. Fintanto che darai anche solo una insignificante percentuale di responsabilità ad altri, non potrai sperimentare la libertà. Quando metti qualcuno sul piedistallo, ti stai preparando a una prigionia lunga e dolorosa.

  • Vedrai nell’altr* tutte le qualità che tu credi di “non” avere.
  • Coltiverai la speranza che per infusione possa inserirle dentro di te. Ignorerai i suggerimenti, le tecniche e quant’altro ti verrà suggerito di mettere in atto per migliorare la tua vita.
  •  Metterai da parte persino l’A.I.C. (Alza Il Culo) più piccolo, garantendoti una sofferenza che ti farà macinare una silenziosa frustrazione.

Adorerai la sua vita che credi perfetta e sarai disposta a seguirl* ovunque ignorando i segnali di attenzione e pericolo. Non stai proprio pensando a come liberare la tua vita ma a come ottenere un’attenzione costante. Sei nei guai se non cambi visione, e te lo dico per esperienza personale.

Se incontri qualcuno che credi possa esserti d’ispirazione, prenditi il meglio di quel momento, metti in pratica i suggerimenti, verifica cosa succede e portati a casa il risultato di una vita migliore. E sopra ogni cosa, fai di tutto per diventare tu stessa un modello d’ispirazione per chi ti sta intorno.

Prima di mettere qualcun* sul piedistallo, domandati chi si farà più male quando l* tirerai giù.

 

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COSA SUCCEDE SE FAI COME FA L’AMORE?

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Quando scegliamo di vivere una vita piena, ricca e gioiosa decidiamo di assumerci una responsabilità ben più grande rispetto a chi si adegua al pari di una pecorella inserita nel gregge. La libera scelta inizia nel momento in cui ci domandiamo qual è il nostro ruolo in questo mondo, cosa pensiamo della vita, qual è l’emozione che si sveglia con noi la mattina, cosa ci fa battere il cuore, cos’è l’amore.

Uno stile di vita dovrebbe garantire la felicità e invece, il più delle volte, garantisce mal di stomaco per le preoccupazioni, ansia e frustrazione. Forse bisognerebbe cambiare stile di vita, magari inserendo qualche piccola variante, giusto per considerare e sperimentare che c’è un altro modo? Forse … ma spesso lasciamo andare le cose come vanno, senza infamia, senza lode e certamente senza amore.

  • Cosa succede quando apriamo la porta all’amore?
  • Cosa può fare l’amore per noi?

Se parliamo del “vivere insieme” vi porto l’esempio di una donna che ha fatto luce sulla meravigliosa opportunità di avere accanto un uomo che la sostiene nel raggiungimento del proprio sogno, proprio come lei lo sta sostenendo nel viaggio che ha intrapreso per raggiungere il suo. Il loro obiettivo comune è “essere felici” unendo i due intenti per arricchirsi a vicenda. Troppo spesso attribuiamo a una relazione il significato esclusivo che ha per noi, senza renderci conto che in questo modo stiamo limitando ciò che davvero può fare l’amore per noi. L’ossessione di un “amore romantico” preclude la possibilità di vivere una vita maggiormente connessa con il resto del mondo. A quel tipo di amore diamo la responsabilità di garantirci la sicurezza che desideriamo, e un grado di amore esclusivo, all’altezza e sempre uguale. Se l’intensità cala, scatta il campanello d’allarme e la messa in gioco di tutte le strategie per riportarlo al livello di partenza.

Sembra una considerazione assurda, ma la voglio ugualmente condividere con te: se hai il coraggio di seguire l’amore per te stessa, troverai anche la tua felicità. È impossibile essere totalmente infelici, o sentirsi sole, o inadeguate, stanche, spossate e senza voglia di vivere quando respiriamo insieme all’amore. Avere a che fare con l’amore ci invita ad aspettarci sempre e solo il meglio, preparandoci a riceverlo.

Un altro esempio fresco fresco di stamattina? Lo riporto utilizzando le parole esatte della persona che mi ha mandato il messaggio: «Sto leggendo i passaggi di Donne che corrono con i lupi sulla collera. E quando ho letto il passaggio riguardo la profondità della ferita … la sofferenza rende la donna selvaggia … più profonda … mi è venuto questo pensiero: la sofferenza affrontata in passato ha sviluppato la mia profondità e la mia consapevolezza. Quindi sono sempre più grata alla violenza subita perché mi ha permesso di essere la donna che sono ora! Emozione predominante in questo momento è la fierezza!!!!»

Guardare nella direzione dell’amore non è sempre facile. A volte è più semplice accettare situazioni che stringono la nostra energia, arrivando lunghe rispetto alla felicità, restando cariche di amarezza e paura. Ma con un buon allenamento possiamo imparare a scegliere cosa è buono per noi e a lasciar andare tutto il resto.

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UNIONE PERFETTA

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Stasera il Sole, la Terra e la Luna si troveranno perfettamente allineati per dar vita all’eclissi di Luna più suggestiva e lunga del secolo, una carezza che durerà 103 minuti. E a rendere ancor più suggestiva questa serata sarà la presenza in cielo di ben quattro pianeti visibili a occhio nudo: Venere, Giove, Saturno e Marte.

➥Venere, dea romana associata all’amore e alla bellezza
➥Giove, dio di tutti gli dei
➥Saturno, dio della rigenerazione, dell’abbondanza: ha insegnato agli uomini le tecniche dell’agricoltura e dunque della civiltà
➥Marte, dio della guerra e anche del tuono, della pioggia e della fertilità

Quanto movimento in Cielo, che possiamo incrociare anche dentro di noi sentendone la perfezione e la forza primitiva che va oltre il tempo e lo spazio.

Oggi prepariamoci a guardare con benevole accoglienza il nostro lato oscuro, principe di ogni realizzazione, in perfetta unione con lo splendore della luce. E a nostro sostegno in questo viaggio di scoperta avremo l’amore e la bellezza, l’immensità del potere, l’abbondanza e la forza del rinnovamento.

Attingiamo da questo momento magico ogni energia necessaria per realizzare ciò che desideriamo e rendiamo grazia a questa unione in Cielo, così come in Terra. Stanotte vedremo la luce prendere forza dal buio e il buio illuminato dalla luce, diventando testimoni di un’unione possibile e soprattutto necessaria.

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(credit foto U.S. Navy Wikimedia)

IL PRINCIPE AZZURRO PUZZA VECCHIO … E ANCHE LA PRINCIPESSA

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C’è una simbologia quasi tutta femminile che determina l’amore secondo una visione non consapevole. Ne sono pieni i romanzi, i film, i libri dove le “pene d’amore” si elevano fino all’esaltazione, diventando un ingrediente necessario dell’amore. E così che l’amato diventa un «dio o un principe» capace di rendere le loro amate delle dee o principesse. Il dolce soffrire dell’unione, dell’amore perso o rinnegato, lontano o che appartiene a qualcun’altro, viene assaporato intensamente come fosse una pozione magica.

Bene: è ora di togliere gli occhiali rosa e indossarne un paio più realistici che esaltano la nostra reale natura femminile e mostrano un mondo ricco di possibilità. Basta con i copioni sentimentali distanti mille miglia dalla realtà, almeno fintanto che non abbiamo acquisito una certa esperienza in fatto di libertà emozionale.

Farsi del male infilandosi in situazioni impossibili ha un significato ben preciso che ha a che fare con l’assunzione di responsabilità. È più facile sospirare e immaginare un amore lontano da noi che viverlo in prima persona, perché quest’ultima scelta comporta sempre un confronto basato sulla praticità quotidiana fatta di condivisione di spazi e scelte più o meno complicate. Più facile sognare e pensare che «sarebbe bello se … quando tu sarai liber* e noi potremo vivere insieme …» piuttosto che condividere gioie e dolori della quotidianità. Più facile disprezzare ciò che abbiamo, fare confronti sbilanciati, sperare di poter “sostituire” che prendersi il tempo per capire cosa sta davvero succedendo.

Quando una relazione di coppia sta per cambiare di livello e trasformarsi, ecco che generalmente si tende a guardare cosa offre il mercato piuttosto che affrontare la situazione. Sembra essere la scelta più gettonata, al #maschile tanto quando al #femminile! Se le cose non vanno più come mi immagino, distolgo l’attenzione dal vero problema e scelgo un attimo di speranza e leggerezza, dimenticando che il problema non lascia mai la sua fonte. Nonostante tutte le distanze che possiamo prendere, più viene ignorato, più si divincola per farsi notare, e ben presto ci ritroveremo con altri carichi pesanti da dove gestire. Alt! Ci deve essere un altro modo.

Quanto c’è da fare in una relazione! Un vero e proprio lavoro e nessuno ci dice che sarà così, che comporterà un’attenzione costante e quotidiana e che darà soddisfazioni fuori misura, se bel svolto e continuato nel tempo. Ogni ostacolo, piccolo o grande che sia, può essere una chiave che apre porte nuove verso opportunità che neppure avevamo preso in considerazione … sempre che ci sia la volontà di crescere insieme.

Un primo passo? Cominciare a riflettere su ciò che condanniamo nell’altro perché – molto spesso – è esattamente ciò che usiamo per condannare noi stesse

Raramente le persone vicine a noi si comportano come vorremmo ma spesso si comportano come temiamo. Dunque, antenne alte e consapevolezza alla massima potenza per scoprire che possiamo affrontare ogni situazione.

CONTENITORE DI EMOZIONI

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I bambini non si preoccupano del loro corpo, non lo etichettano come “bello” o “brutto”: lo vivono pienamente nei movimenti e nelle emozioni. Vestito o svestito per loro è uguale: a volte meglio svestito perché si sente più libero. La forma per loro non è importante: l’emozione lo è. Il corpo è una finestra sul mondo e le emozioni in genere si manifestano con tutta la loro forza quando siamo bambini. Da adulti non siamo altrettanto capaci di ridere a bocca aperta o gridare a squarciagola o piangere senza ritegno e eppure di ripetere mille volte gli stessi gesti per imparare qualcosa di nuovo.

Il corpo è una dimora che segnala il nostro passaggio nel mondo e ci fa sentire a casa. Può rappresentare una maschera protettiva che ci nasconde, oppure svelare le nostre emozioni ed essere un grande sensore delle relazioni

Lo consideriamo un amico quando ricalca i nostri desideri e un nemico quando ci aggredisce svelando la sua età. Lo usiamo come un contenitore dove riporre in ordine sparso il nostro essere e uno strumento da allenare, cambiare, truccare, lavare, vestire. Pensiamo questo: il corpo può agire in modo sbagliato solo quando risponde a pensieri sbagliati. Non è l’autore delle nostre creazioni: la mente lo è. Lo sono i pensieri e i nostri credo che fanno muovere il corpo nel mondo per fare esperienza.

IL CORPO E LE CAREZZE

«Il nostro corpo dovrebbe prima di tutto appartenerci ed essere sentito, piuttosto che visto e raccontato. Dovrebbe sfuggire alla paura dello sguardo che non ci vuole bene e dimenticare il commento che ci ha ferito. Anche nella sessualità è più importante quello che si esprime o si riconosce attraverso la pelle, gli odori, i sapori, piuttosto che attraverso le parole e gli sguardi.

Quando sentiamo il nostro corpo sollecitiamo la carezza più intensa e delicata per la nostra pelle, come gatti sapienti. Quando invece esso ci appare come un involucro nemico, con lineamenti che non sappiamo accettare, disposto secondo un’altezza o una larghezza che non amiamo, ne temiamo la nudità. Tuttavia, se oppressi dal peso e dalla vergogna, lo pieghiamo alle mode, alle trasformazioni momentanee, il corpo perde la sua specificità e diventa comune. Sebbene mascherato, o modificato con la chirurgia per renderlo adatto, resta ugualmente disadatto, come se la sua bellezza lo vestisse di opacità e impedisse all’anima di affiorare.»

Il corpo condiziona dunque le nostre azioni in tutte le età della vita. Ci aiuta a scegliere come vivere nel mondo e a crescere nella consapevolezza di ciò che amiamo e di ciò che invece ci risulta sgradevole. Se siamo state represse o allontanate dagli abbracci o abbiamo ricevuto istruzioni specifiche su cosa fare o non fare per essere giudicate positivamente dal mondo, saremo zoppe nell’esplorazione fisica del mondo stesso e dovremo ricostruire i passi della conoscenza.

Quando la nostra pelle è piena di divieti che fanno suonare continui segnali d’allarme, può accadere che abbiamo sbagliato partner. Ma se questo disagio si verifica con tutti anche con persone a cui stringiamo la mano o con le quali scambiamo un abbraccio, allora dobbiamo andare in profondità a ricercare la nostra libertà di toccare ed essere toccate. L’educazione femminile contiene più divieti, è generalmente più severa ed è questo il motivo per cui spesso solo le emozioni più forti, quelle che escono dal nostro controllo a creare la spinta per esplorare.

Possiamo essere fare e avere tutto ciò che desideriamo, se siamo disposti a vincere la pigrizia della mente, prima ancora di quella del corpo

**Nella fotografia le meravigliose donne della IV Edizione Il Potere dell’Energia Femminile – Formentera 2018)

(spunti presi da “Un Corso in Miracoli” e da “Le donne amano la terra e il cielo”)

L’OTTIMISMO E’ IL PROFUMO DELLA VITA

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Quali sono le virtù che ci accompagnano nel nostro successo? Certamente l’avere una mentalità aperta, praticare l’ottimismo, la sincerità con sé stessi e una buona esperienza del concetto di responsabilità intesa come l’essere autori della propria esistenza. Naturalmente ogni virtù elencata possiede anche i suoi vizi che vengono rivendicati e manifestati in certe occasioni, e sono certa che sai bene di costa sto parlando. Ma oggi voglio concentrarmi insieme a te sull’ottimismo, mettendo in evidenza le caratteristiche necessarie per la sua manifestazione.

Il vero ottimismo, secondo me, è sinonimo di «fede assoluta» nelle possibilità umane, una ferma fiducia nella nostra capacità di vincere qualsiasi difficoltà e coraggio di lottare per migliorare continuamente noi stessi e –di conseguenza- il mondo intorno a noi

Nella tradizione buddista viene insegnato che «è l’Io a trasformare la realtà e a creare nuovo valore.» Insegna anche il principio di trasformare il «veleno in medicina» che significa elevare la propria condizione vitale illusoria fatta di sofferenza, in qualcosa di positivo per una ulteriore crescita e sviluppo personale e spirituale. Se cominciamo a credere fermamente in questo principio, ci concediamo la possibilità di vivere la nostra vita nel modo più completo.

Il processo alchemico della trasformazione si basa su una premessa di cruciale importanza: il «libero arbitrio». Possiamo pensare solo al nostro benessere per divenire esempi utili da modellare, ma non possiamo mai diventare gli autori del benessere di altre persone, neppure quelle che amiamo di più. Ignorare questa premessa ci rende fragili nei confronti della vita, altera il nostro ottimismo e ci catapulta nel baratro del senso di colpa.

Non è sano pensare di essere i benefattori della vita altrui, perché se funziona avremo un attimo di celebrità, se non funziona saremo circondati dal senso di colpa. Questa condizione dà uno schiaffo e umilia il nostro valore che invece dovrebbe essere gentilmente curato e messo in evidenza partendo proprio dalla conoscenza di sé e dal miglioramento della propria vita personale.

Lo scopo che adottiamo quando vogliamo occuparci della vita altrui è quello di sentirci utili in qualche maniera, più bravi, più accettati e anche più amati: questo atteggiamento non garantisce mai un amore costante ma il suo esatto contrario.  C’è una frase di Epitteto alla quale possiamo ricorrere ogni volta che cadiamo nella tentazione di “salvare” qualcuno e ci porta dritti nel regno del positivo:

Ciò che turba gli uomini non sono le cose, ma le opinioni che essi hanno delle cose

Cambiare la visione delle cose è il primo passo nel rivoluzionare e trasformare il proprio sistema di pensiero, e di conseguenza l’ambiente in cui viviamo. Non possiamo modificare sempre e nell’immediato le circostanze, né possiamo cambiare i fatti brutali, ma possiamo «sempre» e nell’immediato modificare la visione che ne abbiamo: può fare davvero una grande differenza.

 

Il 7 e 8 Luglio 2018 si terrà Nascita e Rinascita al Femminile , due giorni intensi e piacevoli dove riscrivere la propria vita partendo dalla conoscenza profonda di sé stesse per aumentare il proprio valore.  L’esperienza prevede una partecipazione massima di 10 persone. Se vorrai essere una delle protagoniste di questa Speciale Edizione, clicca su questo link per avere tutte le informazioni

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