LA CURA

luciamerico-spiritualcoach-unione-coppia.png

«Forse … non siamo destinati stare insieme»

Sai qual è la parola chiave di questa frase così sfruttata da essere diventata un modo di dire? Destinati. Quando decliniamo la responsabilità al “caso, destino, fortuna” stiamo perdendo di vista noi stessi.

A mani basse non dovrebbero essere messe da parte neppure gli oggetti, figuriamoci le persone. Eppure sembra essere il modo con cui viviamo attualmente le relazioni. Abbiamo dimenticato come prenderci cura dell’altro, e non intendo solo “fisicamente”. La cura di cui parlo è quella dell’anima e può essere risvegliata solo cominciando col nostro risveglio. Non può funzionare il restare a forza con l’altro* perché non so dove andare, perché ho paura di stare sol*, perché ci sono i figli etc.  È il «come» sto nella relazione.

  • La diversità che inizialmente mi ha fatto innamorare, come mai ora mi infastidisce?
  • Da dove arriva questa gelosia che mi prende di tanto in tanto e mi porta a sorvegliare l’altr*?
  • Conosco i miei bisogni e chiedo che vengano esauditi da chi mi sta accanto, caricandol* di una responsabilità che dovrebbe essere solo mia?
  • Vivo intimamente la relazione fisica, mentale, spirituale o lo sguardo è superficiale?
  • Se mi sento in colp* o triste perché l’altr* è infelice, ne conosco la motivazione profonda?
  • Sono consapevole che il malessere dell’altr* può diventare un punto di forza per entrambi?

Quando rispondiamo a nuove domande, apriamo la mente a nuove prospettive. Il fatto è che spesso non sappiamo come fare perché non ce lo hanno insegnato, e così continuiamo a percorrere il solco conosciuto senza l’ambizione di prepararne un altro, totalmente il nuovo, perché fa paura la novità.

Eppure sono infinite le strade che si palesano quando entriamo nel mondo fantastico di quando eravamo bambini, e il reale e la fantasia non avevano una linea di demarcazione. Qualcuno ci ha insegnato le differenze ed è un bene. Ciò che non è bene è averle messe a paravento dell’immaginazione, e i molti modi di vivere la vita diventano uno o due al massimo, e così la maggior parte delle esperienze che faremo saranno legate a quell’una o due motivazioni che quasi sempre non sono nostre ma appartengono all’eredità di famiglia.

Il solo modo di conoscere l’altr* è prendere in considerazione e avere cura di sé stessi, e quando lo facciamo scopriamo che l’altro è simile a noi più di quanto potevamo immaginare, non nella forma ma nella sostanza, nei bisogni, nelle difficoltà che vive.

Possiamo partire da qui.

 

http://www.spiritualcoach.it

(foto su Unsplash)

AL FEMMINILE DECLINABILE AL MASCHILE

giorgio-camozzi-649875-unsplash

L’ascesa delle donne al potere in generale non è garanzia che la voce femminile possa essere ascoltata.

Succede che, una volta raggiunto il potere, questa voce possa tentare di cospirare con il sistema patriarcale che ai loro occhi ha “magnanimamente concesso” di avere un posto a tavola. Si sentono costrette ad essere “uomini forti in mezzo a uomini forti”, “donne con le palle” o coi “controcoglioni”, come se i testicoli maschili fossero il solo metro di misura per esprimere potere. Sapete, questi non sono dettagli da sottovalutare: mai!

Definirci in questa maniera svilisce il potere femminile

tanto quanto quello maschile, ed è bene saperlo

Tornando a parlare di femminile a vantaggio del maschile, possiamo comprendere che questa strada non può funzionare, e sono i fatti a parlare. Donne e uomini sempre più soli, violenze in aumento, aggressività in aumento, malattie “maschili” come la perdita dei capelli e l’infarto sono in aumento nel mondo femminile.

C’è qualcosa che non funziona, e se non funziona perché continuare in questa direzione? È necessario un po’ di vento del cambiamento!

Il processo di restauro dell’animo femminile è un nutriente fondamentale per la liberazione della Dea imprigionata in ogni donna e uomo sulla terra. Si esprime in modo prioritario nelle donne e si estende influenzando il mondo intero, portando intorno a sé un autentico equilibrio, rappresentando non solo le donne ma anche lo sforzo che ogni essere umano fa per riacquistare il proprio cuore perduto.

La Dea imprigionata è il nostro disprezzo della passione, l’invalidamento del femminile, della mancanza di circolarità di pensiero e azione: è il fastidio che proviamo quando ci dicono che la risposta a tutto è l’amore. Non possiamo certo parlare di ‘amore’ quando usiamo il sacrificio per farci strada, e credetemi quando vi dico che riusciamo a metterlo in ogni situazione.

Ma la vera domanda è: «Chi ha imprigionato la Dea?» Potremmo pensare di essere vittime della situazione, ma non è così. La prigionia è tanto della vittima quanto del carnefice. Dunque la responsabilità è delle donne tanto quanto degli uomini. Lo sconosciuto mondo femminile non è sconosciuto solo agli uomini, lo è soprattutto alle donne, altrimenti lo definiremmo in un altro modo.

Sapete quali sono i passaggi che dobbiamo compiere per ritornare alla Dea? Vi mostro il mio punto di vista:

  • Conoscere profondamente noi stesse informandoci riguardo le nostre radici: come siamo arrivate fin qui?
  • Considerare che ancora oggi chiamiamo emancipazione la strategia del vittimismo e della ribellione come espressione del nostro potere personale
  • Trovare un altro modo per rivendicare il femminile

È un vero e proprio lavoro di ristrutturazione, di equilibri a volte evidenti, altre volte nascosti, di riconoscimento del proprio valore attraverso l’estinzione della colpa. Siamo in un tempo e momento propizio per i cambiamenti e l’energia che si manifesta ora è ricca di possibilità che vanno utilizzate con consapevolezza, che vuol dire conoscenza del proprio Sé profondo.

Non possiamo abbellire l’esterno di una casa e poi lasciare che l’arredamento al suo interno venga consumato dalla polvere e dalla sporcizia.

Dobbiamo rendere la nostra casa interiore un luogo confortevole dove poter tornare quando il caos della vita ci vuole fagocitare.

Vi lascio con una domanda: «A cosa vuoi dare vita?»

Il Sé femminile che è in ogni donna e in ogni uomo attende una “gravidanza consapevole” e la conseguente nascita di pensieri e azioni. Nessuna violenza può essere considerata tale se non viene accettata, prima nella mente e poi nel corpo sia femminile che maschile.

Sono fiduciosa e nel mio piccolo mondo vedo che qualcosa sta cambiando. Non dobbiamo fare ombra a nessuno e neppure accettare che qualcuno sia la nostra ombra: che ciascuno gestisca le proprie.

La Dea è qui e non la possiamo fermare. La vedo in ogni donna e uomo che ha la volontà di mettersi in discussione. Sta a noi decidere come renderla manifesta, una volta per tutte.

www.spiritualcoach.it

LA PAURA COME MAESTRA

La paura merita attenzione.

Dev’essere guardata nella giusta angolazione per riconoscere in essa la possibilità di diventare straordinariamente felici.

C’è forza nella paura, tenacia e la capacità di risollevare la testa dopo averla tenuta abbassata.

Nella sua ombra densa possiamo trovare un nuovo modo per interpretare la fede, portandola da dove l’avevamo riposta a una nuova dimensione.

Abbiamo riposto la fede nella paura, e lei ci ha mostrato il suo volto. Da questo punto di partenza possiamo invertire la rotta e navigare, oltre la nebbia, guidati dal faro sicuro e certo della Volontà.

Non è una sfida tra bene e male, una lotta. A parer mio è un’onda che si alza e si abbassa, come le maree, come la luce che lascia posto al buio e viceversa. È una comprensione di ruolo dove ognuno ha il suo scopo preciso che viene attivato dalla nostra volontà.

“Dove posiamo lo sguardo, lì troviamo il nostro tesoro”

A volte crediamo di dover fare esperienza della paura: e così sia. E in essa troveremo la chiave per aprire la porta di un’altra felicità.

A volte è un mare in burrasca mentre altre è la calma piatta. Cosa c’è di brutto in un mare in burrasca o nell’essere piatto? Nulla, se lasci che sia.

Ogni condizione è perfetta se riusciamo ad ampliare la nostra visione. La disarmonia della paura è solo una nostra percezione. Di per sé è perfetta per farci vivere ciò che abbiamo chiesto, inconsapevolmente a volte.

Altre volte invece l’abbiamo vista arrivare e siamo rimasti fermi ad aspettarla, sapendo bene i risultati che avrebbe portato.

Solo i folli si perdono nei meandri della paura. Chi ha ben chiaro la differenza tra buio e luce, le accetta entrambe poiché ne riconosce il valore. E così facendo accetta per intero il suo essere, senza nessuna esclusione, estendendo questa accettazione e ricevendo ciò che ha esteso: il riconoscimento della perfezione, in ogni cosa.

Se sei in un problema, fermati, respira e domandati dov’è l’opportunità, dove è nascosto il dono. Nulla può oscurare la luce che vuoi vedere, se lo vuoi veramente.

Chiedi di essere guidato da Colui nel quale riponi la tua fiducia, e porta l’intera situazione con te nella luce, e tutto apparirà diverso.

Ogni cosa accade per me e non a me: ricordalo sempre! Ogni accadimento è un dono per raggiungere nuovi risultati.

Vivere i Miracoli – Come studiare in autonomia Un Corso in Miracoli
14 aprile 2019 – dalle 9:00 alle 17:00

✅Solo 10 posti disponibili
⭕Solo 5 posti rimasti

Tutte le informazioni cliccando su questo link
⤵⤵⤵
http://www.spiritualcoach.it/appuntamento/vivere-miracoli/

(Immagine da google)

COME E’ NATO NASCITA E RINASCITA

Faccio una premessa. Quando il mio amico Sergio mi invitò a fare l’esperienza della grotta, accettai perché nella mia testa d’era l’idea delle grotte che avevo visitato in precedenza, come la Cuevas del Drach a Palma di Maiorca: grande, spaziosa e illuminata, con i camminamenti in legno e il suggestivo lago.

Quando arrivai davanti alla Miniera dei Quattro Ossi a Grignaghe, arrivò anche un tuffo al cuore. Non riuscivo a immaginarmi di entrare in quel passaggio tutt’altro che confortevole. Avevo paura! Del buio, di cosa mi aspettava, di non riuscire a respirare. Guardando Sergio negli occhi affermai con determinazione: «Io lì non ci entrerò mai!» E lui, rispondendo con calma: «Va bene. Stai dietro a me»

Non riuscii a capire cosa accadde, ma quelle parole mi caricarono di fiducia, e forse pensandoci adesso anche un po’ di curiosità. E così entrai.

Durante le tre otre di perlustrazione in grotta si accavallarono molte emozioni, di cui ebbi consapevolezza solo dopo essere uscita e aver scaricato l’adrenalina. Mi resi conto che era stato come entrare nel grembo materno: il passaggio iniziale, il percorso per arrivare alla grotta centrale così grande e accogliente, il rumore delle gocce d’acqua sulla pietra, la luce che arrivava solo dalla lanterna accesa sul caschetto. E soprattutto la presenza rassicurante e professionale di Sergio.

Cominciai ad approfondire l’argomento della nascita, recuperando le esperienze fatte in passato ed aggiungendone di nuove. Assorbii informazioni per quasi sette anni e tornai altre volte in grotta per capire quale fosse il percorso più adatto, le esperienze da fare prima di entrare, durante la permanenza e all’uscita dalla grotta. E quando gli elementi di base furono pronti, arrivarono i primi partecipanti e il primo corso di Nascita e Rinascita.

Ad oggi resta per me uno dei corsi più emozionanti e ogni volta che mi preparo per l’aula e il giorno dopo in grotta, mi sento come un bruco che sta per trasformarsi in farfalla.

Conoscendo la profondità del corso, accolgo in aula solo 10 nuovi partecipanti ai quali dedico tutta la mia attenzione. Per l’esperienza in grotta mi affianca Sergio, il mio SpiritualSpeleo insieme a Franco o al altri speleo del Gruppo Speleo Montorfano, che ci garantiscono sicurezza e professionalità.

Per l’evento del 30 e 31 Marzo 2019 ci sono ancora 3 posti liberi e siamo al completo! Leggi con attenzione cliccando su questo link di cosa si tratta ➡➡➡ http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/ e poi scegli cosa fare. E se decidi di partecipare, preparati senza dubbio a trasformarti da bruco in farfalla.

http://www.spiritualcoach.it

REPRIMERE O ESPRIMERE?

Ti sarà successo, e sono certa che è così, di domandarti se è più conveniente stare zitta o mostrare le tue emozioni, scegliendo quasi sempre la seconda opzione. È la più facile perché alla maggior parte di noi è stato insegnato a reprimere piuttosto che ad esprimere, mantenendo un basso profilo, meglio se sottomesso a ciò che abbiamo etichettato come «autorità».

Mi rivolgo al femminile, naturalmente sempre declinabile al maschile. Se da piccola hai spesso sentito dire da un adulto di casa «stai zitta – non parlare – non piangere – comportati bene – stai composta – non sporcarti» e amenità di questo genere anche se fatte tutte con tanto amore, appartieni sicuramente alla categoria delle «repressori seriali» che piuttosto di parlare per dire la loro si mordono la lingua.

Alcune di voi hanno provato a dire la loro, ribellandosi a ogni tentativo di essere zittite. E qual’è stato il risultato lo sappiamo bene: mi ci metto anch’io nella lista delle ribelli. Pervase da un iniziale senso di potere per aver permesso al vulcano emozionale di esplodere, siamo ben presto cadute nel senso di colpa che (in quanto ribelli) abbiamo provveduto prontamente a reprimere e nascondere.

Alcune di noi hanno successivamente scelto il silenzio mentre altre hanno continuato a perseverare nella ribellione, sperando di essere ascoltate: entrambe le direzioni non funzionano sulla lunga distanza. Ci deve essere un altro modo.

MA DOVE PORTA LA REPRESSIONE?

Tanto più cerchiamo di reprimere tanto più ciò che reprimiamo si farà sentire, e questo vale per tutte le emozioni, indistintamente!

Se il sentimento fosse per esempio la rabbia, possiamo elargire sorrisi e strette di mano in ogni occasione, finché salterà fuori nei momenti più inopportuni e nella maniera meno adatta. E quando accadrà ci sentiremo così inadeguate che rafforzeremo ancor di più la convinzione di doverla schiacciare e nascondere quanto più profondamente possibile, cosa che cercheremo di fare con una determinazione assoluta. Questa è una strada senza uscita poiché il risultato sarà esattamente come sopra, fino al momento in cui, trovandoci di fronte a una delle biforcazioni importanti della vita, sceglieremo di cambiare direzione.

 VERSO L’EQUILIBRIO

Se mi leggi da un po’ hai imparato che scrivere – e cioè mettere nero su bianco  – è un’azione molto più potente del semplice riflettere e lavorare a livello di pensiero. Dunque se ti va, scrivi su un foglio le domande che ti propongo più sotto e rispondi ad esse prendendo in considerazione la sincerità. Nessuno valuterà le tue risposte se non tu: sii gentile e generosa! Non c’è niente di meglio che mettere a nudo le proprie emozioni per imparare a riconoscerle e ad accettarle poiché, a volte, le dinamiche sono talmente consolidate e automatizzate da animarsi di vita propria.

Prendere coscienza è rendere giustizia alla propria consapevolezza: è sempre la scelta migliore che possiamo fare per decidere la direzione da intraprendere

  • La rabbia nasconde la gioia
  • la paura oscura il successo
  • la gelosia è un masso sopra la felicità

Dietro ogni emozione che reprimi si nasconde il suo esatto contrario nell’intensità esatta dell’emozione repressa. E’ il giudicare, la vergogna, il nascondere che tiene oscurata la parte buona di ogni situazione. Un po’ come una medaglia a due facce: quando ne guardi una l’altra non la vedi.

I riflessi vengono visti nella luce. Niente è solo luce o solo ombra: dipende sempre quale lato stai osservando. Sia la luce che l’ombra ci appartengono e compongono l’insieme di ciò che siamo

Quando diveniamo consapevoli di questa dualità, scopriamo che l’ombra è utile alla luce per esprimersi, che la bontà può manifestarsi “grazie” alla cattiveria, la giustizia lo fa con l’ingiustizia, la gioia col dolore e la colpa con il perdono.

ESERCITIAMOCI INSIEME

Le domande sono potenti mezzi per ricevere risposte. E da domande potenti ci si aspettano risposte altrettanto potenti. Eccone alcune che puoi scrivere e alle quali rispondere sempre scrivendo, naturalmente:

  • Quali sono le emozioni che provi tu stessa e che non sopporti?
  • C’è un aspetto di te di cui ti vergogni e che nascondi profondamente?
  • Quali sono gli aspetti di te che ami condividere con gli altri?
  • Ci sono emozioni che escono fuori dal tuo controllo? Se si, quali sono?
  • Che tipo di rapporto hai con queste emozioni? Come ti senti quando le esprimi? E quando le reprimi?

MORALE DELLA STORIA

Cerchiamo la perfezione senza considerare di esserlo già (perfette). In ogni nostra mossa si trova la geniale libertà della scelta e della decisione. Da questo punto di vista possiamo osservare che non ci sono modi giusti e perfetti o sbagliati e imperfetti per fare le cose o intraprendere relazioni, ma possiamo osservare e decidere se tenere e modificare, o ringraziare e lasciar andare. Nella nostra perfetta imperfezione troviamo il modo per essere felici, facendo pace con le emozioni e rivolgendo loro l’attenzione che meritano. Diversamente, come bambini capricciosi che vogliono essere ascoltati, cominceranno a strillare e picchiare i piedi finché non le accogliamo nel nostro cuore, le culliamo un po’, per poi lasciarle gentilmente andare al loro destino.

Il «lavoro emozionale» sarà uno degli aspetti sul quale porteremo l’attenzione durante la Quinta Edizione de Il Potere dell’Energia Femminile  un viaggio-esperienza che quest’anno si terrà  sull‘Isola di Zante (Grecia) dal 13 al 20 Giugno. Se ti va di conoscere i dettagli, qui trovi tutte le informazioni  http://spiritualcoach.it/seminari/potere-energia-femminile/

SINCERITA’


(Foto di Perchek Industrie su Unsplash)

La sincerità offre un dono speciale: interrompere la catena delle scuse. Quando facciamo il punto della situazione guardando i fatti, possiamo anche scegliere di migliorare.

Se vediamo le nostre ombre, possiamo conoscere anche la Luce che le proietta

L’animo umano è pieno di segreti nascosti dalle parole, dalle convinzioni. Le vere intenzioni si celano dietro un’infinità di maschere costruite per proteggere la nostra reale espressione. Abbiamo forse paura di scoprire chi siamo e di esprimere i nostri talenti? Pare proprio che sia così e per questo usiamo la menzogna protettiva dietro la quale ci nascondiamo, fatta di «non posso – non fa per me – non ci riesco – lo faccio dopo».

Siamo sinceri quando le nostre espressioni e il nostro comportamento è allineato con ciò che pensiamo e sentiamo. Solo allora possiamo offrirla e riceverla in sicurezza perché è chiaro a noi stessi e agli altri con chi si ha a che fare.

Chi è sincero verso sé stesso lo è anche con gli altri. Sa riconoscere con onestà le proprie ombre e altrettanto le proprie doti. È in questo modo che impariamo a fidarci della Luce e di ciò che può mettere in evidenza.

Tutte le nostre maschere possono essere illuminate e non temiamo di mostrarci al mondo per ciò che siamo: un’espressione di fragilità e forza.

La pratica della sincerità non ha bisogno di essere sostenuta da nessun pubblico: basta guardare i fatti. A loro non possiamo mentire, non così a lungo come crediamo, e di fronte ad essi possiamo scegliere e decidere diversamente.
#

Se vuoi conoscere te stess* partendo dal momento più fondamentale della vita di ogni individuo, puoi partecipare a Nascita e Rinascita, un percorso di due giorni dove potrai incontrare gli ostacoli che hai vissuto alla tua nascita e che ancora fai emergere. Un giorno in aula per scoprire te stess* e un’esperienza in grotta per rinascere a nuova vita. Se ti va, qui sotto trovi tutti i dettagli per partecipare
⤵⤵⤵ 
http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/

NULLA CAMBIA SE NON CAMBI NULLA

Se credi in qualcosa diventa vero per te.

Da quel punto di partenza rinforzi il tuo credo e lo vivi.

Ciò in cui credi ti rende felice, è portatore di pace e serenità? È un buon credo.

Se non ti rende felice, qualcosa va cambiato.

Allora studi la storia delle donne, vai indietro nel tempo e ti accorgi che la dignità è di una lontananza così estrema da non ricordarla più. Sei indignata, ti ribelli e provi anche a sottometterti, ma non funziona: la felicità che cerchi non arriva.

Sono cambiati i tempi, ti sei presa qualche contentino, qualche diritto che tieni stretto e difendi col coltello tra i denti, ma ancora sei inferiore, un passo indietro, l’ultima della fila. La storia si ripete, cambia la forma ma non il risultato.

Allora scendi in piazza di nuovo, organizzi festival per rivendicare il tuo potere e urli al mondo chi sei, ma il mondo rimbalza ogni tua parola.

Mio Dio, cosa sta succedendo? E a quella domanda arriva la risposta, come un tocco lieve, un pensiero che si insinua: «E se ci fosse un altro modo?»

Ti svegli e osservi con mente lucida e vedi ogni cosa con più chiarezza

Comprendi che non puoi fare ciò che hai sempre fatto perché otterrai gli stessi risultati.

Individui la falla nel tuo sistema di pensiero e chiedi aiuto. Ti accorgi che non sono le lenti degli occhiali che vanno cambiate: sono da pulire e solo tu puoi scegliere di farlo.

Lo fai e cominci a vedere diversamente. Questo ti rincuora: non sei più succube del sistema.

Fai un altro passo fuori dal cerchio e ti accorgi che nessuno ti trattiene. Allora ne fai un altro e poi un altro ancora, e cominci a vivere esperienze nuove.

Scopri di avere un regno sul quale governare: la tua mente. Scopri che ogni cosa che hai vissuto è scaturita da te, hai scritto il copione e lo hai portato in scena, interpretandolo. Ma quello è il passato.

Ora nel presente puoi guardarlo con occhi amorevoli e renderti conto che hai dato per ricevere qualcosa in cambio, ma non ti eri accorta che davi la parte di te più debole, e il mondo rispondeva con la stessa moneta, mostrandoti la tua debolezza.

Ora nel presente puoi portare questa debolezza che è il tuo manufatto, accarezzarla dolcemente e cullarla ancora un po’, e poi permetterle di cessare di esistere.

Piangi e le lacrime lavano via il passato, sono mille chiavi luccicanti che aprono porte nuove.

Ti accorgi che l’altro modo è ben oltre ogni paura, oltre il buio nel quale credevi di essere prigioniera.

Ora sai che puoi essere libera o prigioniera: a te la scelta. E non pensare di essere sola in questa scelta. Ogni volta che sceglierai porterai con te chi sta intorno a te, uomo o donna che sia.

Ora sai che ogni cosa comincia da te!

Ho scritto al femminile sempre declinabile al maschile.

Dal 13 al 20 Giugno 2019, per il quinto anno consecutivo accompagno un gruppo di donne che scelgono di portare alla luce il loro femminile antico per poi usarlo nella quotidianità. Per un’intera settimana la nostra aula sarà l’Isola di Zante in Grecia, e se anche tu vorrai esserci per portare nuova energia alla tua vita, sarò lieta di poterti estendere la mia esperienza.

Qui trovi le informazioni per partecipare a Il Potere dell’Energia Femminile – V Edizione

⤵⤵⤵

http://bit.ly/2iT9zDV

(Foto di Kate Tandy su Unsplash)