NUOVI INDIZI

Il passaggio da una situazione vecchia ad una nuova è  talvolta lento. Se c’è un’abitudine sviluppata nel tempo, potrebbe anche esserci una specie di dipendenza  alla quale rispondere nei momenti di difficoltà. Staccarsi da un’abitudine malsana è una questione di riconoscimento e concretezza nel compiere piccole azioni costanti per spingerci fuori dalle vecchie abitudini. Nel condurre la nostra mente verso questa direzione passiamo inevitabilmente dalla zona neutra, un momento di “sospensione” dove non siamo più nella vecchia situazione e non siamo ancora nella nuova situazione.

Proprio in quel momento c’è bisogno di fermarsi e ritirare le proprie energie per poter compiere il salto verso il nuovo.  La fretta, in questa circostanza, potrebbe essere un deterrente per impedire proprio questo salto. Le ferite del passato si fanno sentire e la voglia è di sottrarci il più in fretta possibile al dolore che ancora emerge. Resta il fatto che questo potrebbe essere uno dei momenti più preziosi della nostra vita perché, una volta toccato il fondo, saremo anche pronti a considerare altri modi di essere e di fare.

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Ci sono alcune cose che possiamo fare mentre attraversiamo la zona neutra, come ritagliarci del tempo per noi stessi così da accogliere il “vuoto” lasciato dalla “vecchia situazione” e non ancora riempita dalla “nuova situazione”. Lo scopo è quello di accorgerci dei nostri sogni e pensieri. E’ utile anche tenere un “diario giornaliero” dove annotare le esperienze o riscrivere una nuova storia. Inoltre scoprire cosa vogliamo veramente e quale potrebbe essere lo scopo della nostra vita potrebbe aiutarci a rifocalizzare l’attenzione su qualcosa di veramente speciale per noi e per le persone intorno a noi.

Spesso gli  inizi possono essere colti solo con il senno di poi giacché nel momento in cui viviamo non sempre risultano particolarmente rilevanti. Sono per lo più gli altri a raccontarci di come siamo “diversi”, della “nuova luce che brilla nei tuoi occhi” o di come siamo “ringiovaniti” anche se noi –ancora- non riusciamo a coglierne il significato. Ma se siamo stati attenti, ci saremo certamente accorti di avere un passo diverso nell’affrontare le situazioni. Forse non è ancora quello che ci aspettiamo. Forse la vecchia situazione ogni tanto fa qualche cenno per ritornare. Forse il cambiamento non è così veloce come vorremmo. Bene, questo è  il momento di sviluppare l’indulgenza verso noi stessi e quelle che consideriamo “imperfezioni”.  D’altronde ricominciare da zero non è sempre una passeggiata, almeno all’inizio. Ogni tanto il vecchio potrebbe bussare per sussurrare “torna indietro”. Ecco: in quel momento fermati, fai un bel respiro e un altro passo avanti. Accorgiti

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KIND OF MAGIC

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“Un grande Maestro Zen era un falegname e qualsiasi cosa facesse, tavoli o sedie, in qualche modo aveva una qualità ineffabile, una sorta di intimo magnetismo. Gli fu chiesto “In che modo crei questi oggetti?”  Rispose “Non sono io a crearli. Io mi limito ad andare nella foresta; la cosa fondamentale è chiedere alla foresta, agli alberi: Chi è pronto a diventare una sedia?  e aspettare la risposta”

Questa storiella potrà sembrare folle: chi potrebbe mai chiacchierare con un albero chiedendo se vuole diventare sedia? Chi potrà mai conoscere il linguaggio degli alberi che compongono una foresta o delle pietre antiche che custodiscono una casa? E se fossimo virtualmente tutti collegati da un sottile e invisibile  filo di energia che ci unisce e raggruppa in un unico immenso cuore pulsante? Se così fosse, chiacchierare con una pianta, una roccia o percepire l’energia di un’antico casolare sarebbe facile e perfino divertente.

Questo aspetto fuori dagli schemi usuali è un modo creativo per interpretare il mondo se credi che l’energia lo permea incondizionatamente, minerali animali vegetali ed esseri umani compresi. In caso contrario fa lo stesso:  l’energia permea anche te che non credi a nulla.

Nel caso del falegname e  del Maestro Zen, si dice che le sue sedie esistono ancora oggi e che conservino il sottile magnetismo di una ricerca fatta con cura, un dialogo con la natura dove è essa stessa che si manifesta come volontà di diventare un oggetto che porterà nel mondo l’energia della terra.

Sii attento la prossima volta che ti avvicini o tocchi un oggetto antico che è appartenuto a una casa storica: affina le tue percezioni e sentiti così folle da ascoltarne l’energia lasciando libero il tuo immaginare. Potrebbe stupirti e rispondere alle tue domande. Anche questo fa parte della creatività umana.

Come scrive Osho “Se sei amorevole, vedrai che l’intera esistenza possiede un’individualità. Non sottrarre, non spingere, non tirare, non forzare le cose ma piuttosto osserva, comunica, prendi il loro aiuto e risparmierai moltissima energia.” 

Lasciati andare al fluire della vita e, soprattutto, accorgiti.

OLTRE LA MEDIOCRITA’

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Superare l’ostacolo della mediocrità significa imparare ad avere pensieri più precisi rispetto a quelli sfocati e inesatti espressi inconsapevolmente dalla maggior parte di noi. Che ne siamo coscienti oppure no, tutti quanti viviamo secondo la formula che crea il pensiero, seguito dalla parola e successivamente dall’azione sottoforma di esperienza. Non siamo l’effetto delle nostre conseguenze: ne siamo la causa. Ogni momento generiamo situazioni per vivere la vita che abbiamo pensato.

Personalmente ho impiegato un po’ di tempo per inserire questa nuova visione e confesso che, in alcuni momenti, mi sembrava addirittura impossibile credere di aver potuto generare la situazione che stavo vivendo. Ma fu proprio in un momento complicato della mia vita che decisi di vedere con altri occhi: e così fu. Su quel nuovo punto di vista ho iniziato a valutare cosa davvero volevo essere e chiesi che mi venisse rivelato il modo per adempiere alla mia volontà.

“Cos’è importante per me ora? Cosa scelgo di creare in questo momento per il benessere mio e delle persone intorno a me?” Valutare con attenzione concentrandoci su ciò che vogliamo anziché essere immersi nel passato è un modo per elevarsi oltre la mediocrità. Il Divino che dimora in ognuno di noi attende solo il momento per potersi esprimere e lo fa ogni volta che scegliamo pensieri elevati, idee grandiose e una visione magnifica di noi stessi seguita, naturalmente, da tante belle azioni. Nulla è troppo bello per essere vero: tutto è possibile e realizzabile.

Se i pensieri del passato ti affollano la mente, ringrazia e scegli qualcosa di buono, potenziante, amorevole, pacifico, sereno e gioioso per te. Fai seguire un piccolo A.I.C. (Alza Il Culo) e il gioco è fatto. Magari non verrà benissimo in prima battuta ma con un po’ di sana determinazione a voler essere felice anziché avere ragione, tutto sarà più chiaro. Accorgiti!

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E’ ragionevole chiedere che un miracolo si realizzi? Assolutamente, se si pensa ad esso come a un cambio di percezione e non a un’occasionale accadimento che avviene fuori dal nostro controllo. Piccoli e grandi miracoli accadono ogni momento nella nostra vita. Ogni cambiamento da una condizione ad un’altra è un miracolo. Lo diventa una relazione difficile quando cominciamo a guardare il nostro partner non più con occhi di colpa ma di innocenza e agiamo di conseguenza. Laddove in passato abbiamo sviluppato una dipendenza alimentata dalla paura e dall’odio per noi stessi, oggi quel vuoto è colmato dall’amore e dalla gioia.

C’è una volontà che sta dietro ad ogni miracolo, piccolo o grande che sia: quella di guardare la situazione da un altro punto di vista. Capire che i miracoli possono accadere soprattutto attraverso di noi è per la nostra cultura come nuotare  controcorrente, addirittura alcuni potrebbero considerarlo blasfemo. Quando decidiamo di predisporre la mente ad aprirsi, sviluppiamo l’impegno a volere il meglio per fluire nel cambiamento ed è così che ci predisponiamo al miracolo.

Facile? Alcune volte lo sarà, mentre il più delle volte potrà sembrare complicato e proprio in quei momenti dobbiamo essere determinati a voler guardare la situazione da un altro punto di vista.  La vita diventa più semplice quando seguiamo il suo fluire altalenante tra luce e buio, problema e soluzione, facile e difficile. Ogni condizione ha sempre il suo esatto contrario, come una medaglia con due facce. In questo modo, quando siamo nella difficoltà, pensare alla soluzione apre la mente alle infinite possibilità e azioni che possiamo compiere per far accadere il miracolo.

E oggi, quanti miracoli fai accadere? Accorgiti!

TU SEI IL TUO MAESTRO

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Paura, indecisione, senso di colpa sono alcune delle strutture che appartengono da sempre all’essere umano e che ammalano la mente, il corpo e lo spirito. Tutte sono trattabili con un’unica medicina: l’Amore. Cosa significa? Che tutte queste creazioni da noi inconsciamente volute, hanno bisogno di essere amate, accettate, accolte anziché fare come la maggior parte di noi fa: escluderle facendo finta, a volte, che neppure esistono. Ecco, questo è il modo migliore per mantenerne viva l’essenza, permettendo a ognuna di esse di manifestarsi con ancora più forza per un unico scopo: essere osservate e trasformate in qualcosa di più accettabile e conveniente per noi.

Molti sono i modi per rendere accettabili e convenienti le emozioni , e, un primo passo può essere quello di strutturare una frase che si adatti allo scopo. Rivolgendo l’attenzione all’emozione, puoi pensare o dire: “Ti riconosco, ti accolgo e ti dico sì, anche tu sei benvenuta” . Un passaggio semplice, se prendi in considerazione quelle che etichetti come “emozioni leggere”. Nel caso di un’emozione con l’etichetta “pesante” puoi inserire un piccolo inciso: “Anche se in questo momento non avrei nessuna voglia di accoglierti, in ogni caso una parte di me accetta di riconoscerti, accoglierti e dirti sì, anche tu sei benvenuta”.

Non hai perduto nulla della tua capacità di essere felice: hai solo bisogno di ricordare. E lo puoi fare in miliardi di fantasiosi modi, tutti a tua disposizione nel mondo della percezione. Nessuno è migliore di un altro o contiene un segreto più segreto. Ciascuno di essi arriverà nel momento stesso in cui sei pronto a ricevere, e sarà sempre la cosa migliore che ti possa capitare. Utilizza la tecnica, falla tua e poi passa ad un’altra. In questo modo potrai scoprire che “positivo o negativo” sono una separazione che hai messo in atto per restare fedele all’infelicità. La vita non è “bella o brutta” ma un’esperienza da vivere in ogni suo attimo. Accorgiti!

CAMMINO QUOTIDIANO

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Cercare di fuggire alle prese del mondo è impossibile. E’ proprio nei tuoi cammini quotidiani che puoi coltivare l’amore e non lo fai rifiutando ciò che ti accade ma trasformandolo. Lo stato ideale consiste nell’alimentare la gioia che può essere generata solo da te stesso e che da te si esprime nel mondo intorno a te e ti ritorna per confermarti la riuscita di questa estensione. Estendere è la tua vera comunicazione e la sola modalità per conoscere te stesso. Sei circondato da difficoltà? E’ ciò che hai esteso e ti viene restituito. Sei circondato dalla pace? La pace ti sarà data a conoscenza di te stesso.

Affida la tua giornata allo Spirito e muoviti nel mondo come Lui si muoverebbe. Cosa farebbe di fronte a una difficoltà? Come reagirebbe con l’ingiustizia? Cercherebbe lo scontro o la pace? E di fronte a un problema, come reagirebbe: con paura o con fede? Offri agli altri ciò che vorresti ricevere. E’ in questo modo che diventi padrone della tua vita. Accorgiti!

E SE FOSSI APPENA NATO?

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Immagina, da dove sei mentre stai leggendo, di essere un bambino appena nato che non conosce ancora il significato del vivere nel mondo, pronto a fare esperienza della vita. Immagina di avere un foglio bianco immacolato e una penna.  Immagina di sapere che tutto ciò che scrivi sul tuo foglio bianco e che desideri con determinazione, sarà l’esperienza che vivrai.

. Quali parole usi per descrivere ciò che vuoi?

. Di quali persone ti circondi per ottenere ciò che vuoi?

. Quali parole usi per descrivere la tua felicità nell’aver raggiunto ciò che meriti?

. Con chi sei pronto a condividere ciò che hai ottenuto?

La capacità di immaginare, per molti adulti, è un’attitudine da recuperare. E’ rimasta nel bambino che sognava di sconfiggere pirati e draghi, di volare sulla luna, di indossare corone da principessa e regina. L’adulto di oggi, spesso, non immagina più. Ha chiuso il sogno in una scatola e si lamenta perché crede che gli sia stato portato via da qualcuno. Oppure lo ricorda, sa dove lo ha messo: ogni tanto apre la scatola e lo guarda. O, ancora, ha delegato la propria felicità a qualcun altro e sta aspettando: ma cosa aspetti? Forse crede di non poter realizzare il sogno, perché sognare è da bambini. “Ora sono adulto e responsabile e razionale e concreto.”  E infelice, aggiungo. Questo è ciò che scegli di essere e di cui fai esperienza se lasci che sia qualcun altro a gestire il tuo sogno.

Accorgiti!