IL PRIMO PASSO

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Quando doni, fallo con gioia. Se vuoi benedizione dai benedizione agli altri sottoforma di pensieri positivi. La vera natura dell’essere umano è contattare la gioia, soprattutto quando crede di non possederla.
Hai sempre la facoltà di scegliere come e cosa fare in una situazione: se restare nella paura o fare di tutto per trasformarla in amore.
Sforzati di accettare ogni cosa che la vita ti mette di fronte e comprendi che tutto ha un senso. Forse, in prima battuta, potrà sembrare difficile. Ma con un po’ di fede e qualche piccolo accorgimento, ecco che i segreti verranno svelati. La vita ama la semplicità ma, a volte, sei volonterosi nel complicarla. A cosa serve? A divenire ancor più bravo nel vedere il lato buono, poiché ogni situazione ne possiede uno.
Se sei in difficoltà, se hai un problema, se stai vivendo un momento difficile prova questo: scrivi almeno 10 cose positive a vivere la situazione che stai vivendo. Sii pronto, forse, a una piccola difficoltà iniziale nel ricercare il lato favorevole che la situazione ti sta mostrando: è solo questione di allenamento. Qual è il vantaggio di tutto ciò? Che ti concentri sulla parte buona della storia, sul trovare soluzioni anziché alimentare il problema.
Pensa questo: la difficoltà sta nel compiere il primo passo, e se ne aggiungi un secondo e poi un terzo e un quarto e continui a camminare, in brevissimo tempo la tua vita prenderà una piega totalmente diversa. Il segreto sta nel saper vedere con attenzione ciò che accade intorno a te ricordando bene che non sei vittima delle situazioni, a meno che non credi davvero di esserlo. Accorgiti!

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TESORO

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A volte credi di essere qualcosa che non sei più. Ancora non ti sei accorto del cambiamento, e credi di percorrere il solco che per molto tempo hai scavato e nel quale ti sentivi a tuo agio insieme alla tua convinzione. E non ti accorgi che quel “non ce la posso fare” diventa il motore per fare un passo, e poi un altro. Il verbo non corrisponde all’azione: e in questo c’è sofferenza, come un elastico che cerca di tirarti indietro mentre tu vuoi proseguire in avanti. E’ vero, non ce la puoi fare a sopportare quell’elastico, a tornare indietro. Così decidi di tagliarlo: ogni volta che il pensiero arriva lo contrasti con un’azione potente. Fino al momento in cui ti “accorgi” che, oramai, il solco nel quale hai camminato non ti è più utile, e ne prepari un altro più conveniente per te. Accorgiti!

LA FALSA INDIFFERENZA

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Incontro un caro amico che mi racconta la fine della sua sofferenza a causa di una relazione durata svariati anni e finita irrimediabilmente da alcuni mesi. Cito le sue parole: “… ora che tutto è finito, quando penso a lei provo solo indifferenza”

Indifferenza, una parola usata in maniera impropria, una trappola in cui cadi credendo di fare il meglio per te stesso, come una specie di protezione, un muro alzato tra te e le tue emozioni, nella speranza che tutto finisca al più presto.

L’indifferenza è un sentimento dal significato ingannevole che racchiude dentro di sè una miscela distruttiva. In realtà, se ascolti con attenzione ciò che produce l’indifferenza, ti potrai presto rendere conto di quante emozioni sono racchiuse in essa: rabbia, paura, odio, vendetta. E tutte finalizzate a produrre sofferenza. E’ impossibile rimanere neutrali di fronte alla vita: la vita è tutt’altro che neutrale! Vivere significa lasciarsi avvolgere entrando nelle sfumature che variano dalla paura all’amore e viceversa. E’ alti e bassi. E’ un’onda emozionale sempre attiva alla quale a volte credi di poter essere indifferente, ma che ti coinvolge sempre!

Non lasciarti accecare dall’indifferenza. Apri la tua mente e il tuo cuore alle emozioni e senti come ci si sente liberi a lasciarle scorrere dentro di te.

E’ proprio vero che ogni incontro è un incontro sacro. Grazie caro amico per avermi fatto ricordare e accorgere.

NIENTE TI PUO’ FERMARE

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La passione è un sentimento che sussurra, più o meno, queste parole: “Niente ti può fermare. Sei sulla strada giusta. Non importa cosa dicono gli altri: segui questa perfetta felicità e agisci in funzione della meravigliosa sensazione di gioia che senti ora”. Sai, invece, cosa ti urlano le scuse? Più o meno questo: “Lascia perdere. In fondo non è così importante. Lascia stare e se sarà puoi sempre farlo in un secondo momento. Questo non è il momento giusto per te: aspetta”

C’è una definizione di “entusiasmo” che mi piace particolarmente, descritta da Madame de Stael: “Il senso di questa parola tra i greci ci fornisce di essa la definizione più nobile: entusiasmo significa Dio in noi”.

Ora immagina Dio all’opera mentre crea una qualunque forma: come pensi si comporterebbe? Avrebbe forse l’idea di non poter creare? Se tutto è possibile per Lui, e Lui è parte di ognuno di noi sottoforma di entusiasmo, perché mai dovresti trovare delle scuse?

Quando siamo pieni di entusiasmo, nulla è davvero difficile. I problemi diventano opportunità per imparare nuovi modi, e vedere la vita con nuovi occhi. Provo questa sensazione ogni mattina quando preparo la riflessione del giorno. E anche quando la vita mi offre le opportunità per non fare, mi domando: “Cosa farebbe Dio in questa situazione?“, rispondo a questa domanda, mi accorgo e vado avanti. E tu, a quale voce sceglierai di dare ascolto oggi? Accorgiti.

GRANDEZZA

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Buona parte della tua energia viene usata per alimentare l’importanza personale. Se riuscissi, per un attimo, a rinunciare in parte a quest’ultima, accadrebbero due eventi straordinari.

Il primo è quello di non utilizzare più l’energia per cercare di mantenere viva l’illusione della tua grandezza. La grandezza è un’eredità naturale e ne sei portatore sin dal primo attimo di vita.

Il secondo: avresti risparmiato energia sufficiente per intravedere la vera grandezza dell’Universo, ciò che tu sei.  Accorgiti!

IO NON PERCEPISCO CIO’ CHE E’ MEGLIO PER ME

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LEZIONE 24

Io non percepisco ciò che è meglio per me.

In nessuna delle situazioni in cui ti vieni a trovare ti rendi conto dell’esito che ti renderebbe felice. Pertanto non hai alcuna guida a un’azione appropriata, né alcun modo per giudicare il risultato. Ciò che fai è determinato dalla tua percezione della situazione, e quella percezione è sbagliata. È inevitabile, dunque, che non farai ciò che è meglio per te. Eppure questo è il tuo unico obiettivo in qualsiasi situazione percepita correttamente. Altrimenti non riconoscerai cos’è.

Se ti rendessi conto che non percepisci ciò che è meglio per te, ti si potrebbe insegnare cos’è. Ma vista la tua convinzione di saperlo, non puoi imparare. L’idea di oggi rappresenta un passo nell’aprire la tua mente cosicché tu possa incominciare ad imparare.

Gli esercizi di oggi richiedono molta più onestà di quanta sei abituato ad usare. Pochi soggetti, considerati onestamente e con attenzione in ognuno dei cinque periodi di pratica da intraprendere oggi, saranno più utili di un esame più superficiale fatto su un numero maggiore di soggetti. Si consigliano due minuti per ogni periodo di ricerca mentale richiesto dagli esercizi.

Inizia le esercitazioni con la ripetizione dell’idea di oggi, seguita dal cercare nella tua mente, ad occhi chiusi, situazioni irrisolte che in questo momento ti coinvolgono. L’enfasi deve essere posta sullo scoprire il risultato che desideri. Ti renderai rapidamente conto d’avere in mente un certo numero di obiettivi, tutti facenti parte del risultato desiderato, e anche che questi obiettivi sono su piani differenti e spesso in conflitto.

Nell’applicare l’idea di oggi pensa ad ogni situazione che ti si presenta, e poi elenca attentamente quanti più obiettivi possibili ti piacerebbe raggiungere nella sua risoluzione. Per ogni applicazione potrai seguire più o meno la traccia che segue:

Nella situazione riguardante___________ mi piacerebbe che succedesse___________, e che succedesse___________.

e così via. Cerca di includere tanti diversi tipi di esito quanti onestamente se ne presentano nella tua mente, anche se alcuni non ti sembrano direttamente collegati alla situazione, o addirittura sembrano non avere con essa alcun riferimento.

Se fai questi esercizi correttamente, scoprirai ben presto che richiedi alla situazione moltissime cose che non hanno niente a che vedere con essa. Ti accorgerai anche che molti dei tuoi obiettivi sono contraddittori, che non hai in mente un risultato unificato e che, comunque si metta la situazione, non potrai evitare di provare disappunto per qualcuno dei tuoi obiettivi.

Dopo aver passato in rassegna tutti gli obiettivi sperati per ciascuna situazione irrisolta che ti viene in mente, ripeti a te stesso:

Io non percepisco ciò che è meglio per me in questa situazione

e passa quindi alla situazione successiva.

La riflessione di Lucia: L’idea di oggi mi manda dritta dritta al capitolo 21: La proiezione fa la percezione. Il mondo che vedi è ciò che tu gli hai dato, niente di più. Ma ciononostante non sia niente di più, non è niente di meno. Quindi, per te è importante. E’ il testimone del tuo stato mentale, l’immagine esterna di una condizione interna. Come un uomo pensa, così percepisce. Quindi non cercare di cambiare il mondo, ma scegli di cambiare la tua mente riguardo al mondo. La percezione è il risultato, non la causa. E questo è il motivo per cui un ordine di difficoltà nei miracoli è senza significato. Tutto ciò che viene guardato con la visione è guarito e santo. Nulla che venga percepito senza di essa ha alcun significato. E dove non c’è alcun significato, c’è il caos” (T-21.Intr.1) Guardare con la visione significa dare la piccola disponibilità allo Spirito Santo di guardare per noi, attraverso le sue lenti di perdono, e fornirci così un modo diverso di vedere. Questo va imparato e Lui è l’Insegnante corretto, Colui Che mette in atto l’Espiazione (correzione) perché è stato chiamato a fare questo: correggere ogni forma di errore. E in quell’istante santo, quell’intervallo di tempo nel quale scegliamo il perdono invece che la colpa, lo Spirito Santo invece dell’ego, viviamo un eterno presente, piuttosto che rimanere attaccati al passato. Per vivere un futuro diverso, una diversa percezione. Di pace.

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AZIONE

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Un uomo di conoscenza vive agendo, non pensando di agire, non pensando a che cosa penserà quando ha finito di agire (Castaneda)

Accorgiti!