UN GRANELLO DI SABBIA

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L’essere umano può diventare un groviglio di desideri e di esigenze mal orientati che portano inevitabilmente alla deriva in un mare di desideri inappagati. Voglio questo, voglio quello, mi piacerebbe, se avessi, forse domani … Potrebbe sembrare un paradosso, ma sono davvero poche le persone che sanno cosa vogliono.
Un proverbio cinese dice che le grandi anime hanno volontà, quelle piccole solo desideri. Forse, quando eri piccolo, hai sentito ripetere molte volte dagli adulti intorno a te la fatidica frase: “Accontentati di quello che hai”. E, forse, ancora oggi ti stai accontentando. Pensa se ti avessero detto, invece: “Ringrazia, sii gioioso e felice di quello che hai e aspira a condizioni sempre migliori”, come sarebbe andata la tua vita.
Detto questo occorre considerare che le grandi conquiste hanno inizio quasi sempre da un’insoddisfazione seguita dal desiderio di ottenere qualcosa di diverso.
La sfida sta nel trasformare i singoli desideri e le insoddisfazioni in un “unico scopo che ci dà la carica”. Puoi trovarlo scrivendo un elenco di tutte le cose che puoi desiderare nella vita e, successivamente, cancellando quelle che a lungo termine non ti serviranno. Di fronte al dubbio, poniti questa domanda: “Questa cosa che voglio ottenere farà di me una persona migliore, più forte, determinata ed efficiente?”
Al centro di ogni perla, c’è un granello di sabbia. Attorno a una grande idea c’è la tua immaginazione che, strato dopo strato, costruisce il tuo obiettivo, il tuo desiderio, la tua perla preziosa. Accorgiti e Agisci!

VISIBILE E INVISIBILE

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La sfida più grande è far coincidere la nostra parte visibile con quella invisibile. L’invisibile, per quello che è stata la mia esperienza, è inizialmente un atto di curiosità, una spinta a voler curiosare nelle pieghe della vita. Successivamente arriva la sperimentazione e il credere in ciò che stai sperimentando. Al seguito un risultato, nel mio caso eclatante, che spinge verso l’applicazione delle tecniche imparate in più aree della vita.

Quando il visibile si fonde con l’invisibile nasce quello che io etichetto come esperienza: un evento arriva nella mia vita per essere sperimentato, eventualmente risolto o rinforzato e archiviato nella mia biblioteca personale, per  essere successivamente portato come esempio di risoluzione qualora ce ne fosse bisogno. E’ un vero e proprio lavoro, piuttosto razionale da un certo punto di vista, necessario se si vuole vivere diventando gli autori della propria esistenza, anziché lasciarsi trasportare dagli eventi.

In questo modo è usuale parlare con la Natura,  interrogare la luna, sentire il proprio corpo, la percezione delle vite passate, le guarigioni taumaturgiche, indagare oltre le parole dette e scritte. Ma, soprattutto, portare tutto ciò nel quotidiano per poterlo migliorare sotto ogni aspetto. Il potere di sviluppo dell’animo umano è incalcolabile. Ammorbidire la durezza, sorprendermi, essere grata, sviluppare lo spirito di servizio, modellare la mia vita consapevole di esserne parte integrante e co-creatrice con Dio e ridere, scherzare, piangere, arrabbiarmi, gioire dei miei risultati e di quelli altrui, meritare il benessere economico, godere di buona salute, generare abbondanza per me e per le persone intorno a me, condividere … in una sola parola: vivere. Si può fare e migliorare ogni volta. Accorgiti!

TRAVEL

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Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
(Costantino Kavafis)

KEEP CALM

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La tua vita ha ritmi serrati da non avere alcun contatto con quello che stai realmente facendo? Sei sopraffatto dalle abitudini? La parola magica è “rallenta”. Quando interrompi la corsa all’abitudine, entri in contatto più facilmente con ciò che è la tua vera essenza. Ti accorgi che potresti delegare alcune attività, altre le potresti svolgere in maniera più efficace. Oggi, se ti va, dedica quindici minuti al rallentamento. Scegli una delle attività e svolgila con calma e riflessione. Potresti mangiare adagio assaporando il cibo durante la tua pausa pranzo. Oppure scegliere di rientrare prima dalla tua attività lavorativa e fermarti a mangiare un gelato seduto sulla panchina di un parco. Al centro del turbinio in cui scegli di essere ogni giorno, c’è un luogo tranquillo nel quale puoi andare ogni volta che vuoi. Chissà cosa potresti scoprire. Accorgiti!

MAGIA DELLA VITA

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Le leggi della magia della Vita sono quattro: Volere Osare Potere Tacere
Volere: se non vuoi sei fermo, non fai passi avanti. Ci sono persone che “non vogliono”, preferendo rimanere dove hanno messo radici, credendo di non poter far nulla per cambiare
Osare: guarire significa far fronte ai cambiamenti che la guarigione produce in te. Il primo passo è riconoscere che qualunque forma malata della tua esistenza, sia essa fisica, mentale, comportamentale, sociale, o di relazione è una richiesta d’aiuto. Devi osare per mettere in atto la guarigione, entrare in una nuova individualità, in un nuovo contesto con caratteristiche e convinzioni differenti. Se fai le stesse cose, avrai sempre gli stessi risultati.
Potere: significa non lottare contro te stesso. Sii gentile con il tuo vecchio comportamento: accoglilo, ringrazia e lascialo andare. Sii gentile con il tuo nuovo comportamento: accoglilo, ringrazia e permetti a te stesso di sperimentare il nuovo.
Tacere: chi dice di sapere, non sa proprio nulla. Il miglior modo per imparare è riconoscere che non c’è separazione tra te e l’altro: gli altri riflettono sempre un piccolo pezzettino del tuo essere. Il miglior modo per insegnare è essere un esempio per gli altri. A volte non hai bisogno né di scrivere né di pontificare. Ti serve solo “essere”.
Accorgiti!
(personali considerazioni degli insegnamenti di Castaneda)

SLEGATI

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Slégati dal “dovere” e libera il piacere di essere veramente d’aiuto. Troppo spesso il dovere nasconde una mancanza di responsabilità nell’imboccare la strada per l’eccellenza personale. Puoi nascondere nella fittizia soddisfazione di avere più denaro, più successo o più sicurezza – per qualche tempo – la tua reale felicità, ma alla fine essa si prenderà ciò che le è dovuto. La vita spinge affinché tu sia felice e, a volte, lo fa in modo inaspettato, a tratti brutale. Dentro ognuno di noi c’è un genio della lampada, pronto a rendere il servizio che viene chiamato a fare, dandoci esattamente ciò che gli chiediamo: senza il riconoscimento della nostra parte divina, ci esprimiamo solo a metà. Accorgiti!

QUANDO CAMBIO IL MODO DI GUARDARE IL MONDO, IL MONDO CHE GUARDO CAMBIA

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“C’era un bambino che usciva ogni giorno,
e il primo oggetto che osservava e che accoglieva
con meraviglia o pietà o amore o timore,
in quello si trasformava,
e quell’oggetto diventava parte di lui per quel giorno o
per parte del giorno … o per molti anni o lunghi cicli di anni”

Questa parole tratte da “Foglie d’erba” dello scrittore Walt Whitman mi fanno pensare a dove poso i miei occhi ogni mattina. Non intendo necessariamente gli occhi fisici, o comunque non solo quelli. Ci sono gli occhi della mente che, ancor prima di quelli fisici, iniziano a immaginare la grandiosità di quel giorno o trovano scuse che rendono lo stesso giorno insignificante. Quando cambio il modo di guardare il mondo, il mondo che guardo cambia. Mi accorgo. Scelgo e decido.