SHADOW ZONE

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La nostra zona d’ombra è una grande risorsa per noi, non certamente un limite.

Le infinite ricchezze racchiuse in essa sono una conoscenza che va quanto prima valutata. Le energie di giusto e sbagliato, buono e cattivo, bene e male, grande e piccolo fluttuano da una parte all’altra della nostra vita a seconda di come scegliamo la loro importanza. Ognuno di noi, nel corso di un’intera esistenza, ha modo di fare esperienza di momenti in cui si è sentito buono, altri cattivo, oppure giusto o ingiusto, in alcuni momenti una persona generosa e in altri tirchia, capace o incapace. Non sono due persone a interpretare le emozioni: siamo sempre noi. E tutti passiamo da questa esperienza, continuamente. L’errore che genera sofferenza è appiccicare un’etichetta che definisce una cosa oppure l’altra: noi non siamo questo e quello.

Apprezzare se stessi solo quando siamo come vorremmo essere, è negare una parte di noi e perdere l’amore per sé stessi. E quando perdiamo l’amore per noi stessi, il mondo risponde a questa richiesta facendoci vivere l’esperienza della solitudine e dell’abbandono.

Se, dunque, vogliamo essere riconosciuti come una persone degna d’ amore, dobbiamo prima cominciare ad amare quelle parti di noi che abbiamo provveduto a scartare. Se vogliamo essere ascoltati dobbiamo prima di tutto imparare ad ascoltarci.

Ciò che sperimentiamo nella vita è ciò accettiamo dentro di noi, nella mente. E nella mente ci sono tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per essere felici. E’ questo il modo con cui rendiamo concreta e solida la realtà interiore. Prendere distanza dalle proprie emozioni sgradevoli equivale a separare una parte di noi che, inevitabilmente, vorrà essere considerata.

Accettazione, quindi, è la parola adatta per questo passaggio.

Accorgiti.

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MASCHERA

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Molti di noi cercano di nascondere la propria parte vulnerabile dietro una maschera di forza e indipendenza. Come si arriva a tutto ciò? Quale potrebbe essere il punto di partenza? Conoscendo nel dettaglio l’argomento per averne fatta esperienza sin da piccola, ricordo che la parola magica di fronte a un problema era “arrangiati”. Così ho imparato ad apparire perfettamente capace in ogni situazione, soprattutto quando dovevo prendermi cura di me stessa. Ora, farcela da sola è gratificante in alcune situazioni, mentre in altre sarebbe bello poter essere in grado di chiedere aiuto e sostegno.

L’adulto molto forte  e indipendente spesso ha dentro di sé una parte nascosta che necessita di considerazioni e cure. Oggi voglio offrire un punto di vista nuovo per alcuni di voi mentre per altri è solo un rinforzo per ricordare. Spesso attribuiamo la colpa ai genitori per non aver riconosciuto il nostro valore, dimenticando che ognuno di noi è un magnete che attrae esattamente ciò di cui è convinto. Quello che intendo sottolineare è che se un individuo arriva in questa vita con la convinzione profonda di non avere alcun valore, non solo i genitori  e gli adulti intorno a lui o lei rifletteranno questa convinzione ma, anche quando ci sarà apprezzamento da parte loro, non verrà riconosciuta. La maggior parte di noi ha questa convinzione in una qualche misura, per questo abbiamo il compito di riconoscere chi siamo. Il filo rosso che accomuna ogni essere umano è quello di trovare il Divino che risplende in noi.

Non solo siamo degni di amore e attenzione, ma possiamo averne a dismisura riconoscendo che le nostre debolezze sono i punti di forza più importanti ai quali dare attenzione. Se ti va, fai un elenco delle paure che hai nel farti aiutare, includendo anche orgoglio e vergogna.  Individua una persona che possa sostenerti in questa trasformazione mostrandoti come e cosa fare. E, soprattutto, accorgiti quando stai sminuendo gli altri poiché in questo modo, stai sminuendo solo te stesso. Riconoscere e rispettare le qualità e i doni di un’altra persona, invece, aumenta il tuo valore e il potere personale.

VIAGGIARE PER SCOPRIRE

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Sin da piccola ho sempre considerato il viaggio come una ricchezza. Ho avuto modo di confrontarmi con culture diverse, religioni  e  conoscere luoghi e persone che i ventenni degli anni 80 avevano difficoltà a immaginare.  Ad ogni partenza l’emozione era alle stelle e ad ogni ritorno il bagaglio mentale era pieno di avventure da raccontare.  Ho sempre mantenuto questo stato d’animo e solo in età più adulta ho potuto comprendere ed apprezzare pienamente come il viaggio possa essere un elemento importante per acquisire maggior consapevolezza del tutto.

Non hai bisogno della carta di credito per muoverti, guardarti intorno, parlare con le persone e ascoltare cosa possono raccontare poiché ogni incontro è sacro e porta sempre valore alla tua vita. In questo fine settimana scegli di uscire alla scoperta delle bellezze che circondano il luogo dove abiti: puoi fare una passeggiata in montagna, in riva al mare, nelle campagne in bicicletta. In qualsiasi modo sceglierai di viaggiare ricorda sempre di portare con te il buonumore, la disponibilità e l’apertura mentale per accorgerti che la vita è molto più ricca di quanto tu possa immaginare.

Felice sabato del villaggio a tutti.

AMORE O MANIPOLAZIONE?

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Ho il piacere di incontrare una giovane donna che non vedevo da tempo e ci siamo fermate a chiacchierare davanti a un caffè. Mi racconta che sono cambiate molte cose nella sua vita: ha ridotto il seno, un piccolo intervento al naso per sentirsi più raffinata e una addominoplastica per indossare al meglio il bikini. L’ascolto e cerca di convincermi di quanto sia felice dopo aver finalmente ritoccato quelle parti del corpo che non le piacevano ma la mia deformazione professionale mi porta a leggere oltre le parole: ho la percezione che ci sia qualcosa che la disturba, lo sento nello stomaco. Ho imparato a fidarmi delle mie sensazioni e continuo ad ascoltare le sue parole apparentemente radiose, in alternanza alle mie sensazioni di disagio. Dopo qualche minuto di racconti felici, finalmente inizia ad aprire il suo cuore e a vedere la realtà: tutti questi interventi li ha fatti per compiacere un uomo con il quale ha avuto una relazione durata sei anni, per poi essere lasciata per un’altra donna.

Conosco bene come ci si sente a essere lasciata dopo una lunga relazione: l’ascolto si fa ancor più interessante. Dice che lui le ha pagato gli interventi chirurgici e lei ha accettato perché pensava che così avrebbero potuto stare insieme per sempre. Sì, in fondo quando si guarda allo specchio, non si sente poi così male: ma ogni singolo punto di sutura sul suo seno le ricorda la separazione. Abbozza un leggero sorriso, mentre dai suoi occhi scendono due lacrime che, imbarazzata, provvede istantaneamente ad asciugare passandosi le mani sul viso. “In fondo gli uomini apprezzano questo ben di Dio che vedono e ora sono io, finalmente, a tenerli in pugno” dice abbozzando un sorriso.

Su quest’ultima affermazione ci alziamo e mi saluta frettolosa con la promessa di incontrarci presto, magari per una cena o, forse, un altro caffè. La guardo allontanarsi sui suoi tacchi alti nella speranza che, un giorno, possa capire dove guardare davvero per essere felice. E penso che, come lei, sono molte oramai le donne che confondono l’amore con l’estetica. Qualcuno di voi potrebbe pensare che la responsabilità sia della società, dei media, della pubblicità che –come ben si vede- certamente non ama le donne.

No, non è così! La responsabilità è di noi donne che, ancora, confondiamo l’amore con il possedere. Lo quantifichiamo pensando che ce ne sia solo una certa misura, arrivando a toccare, a volte, il fondo nella speranza di catturare l’uomo dei nostri sogni. E’ la conoscenza che ci manca, il sapere chi siamo veramente e la volontà di ricercare un nuovo modo di essere. Il nostro potere reale, Regale e femminile non ci ha mai abbandonate! Resta quieto in attesa di essere risvegliato. E non ha nulla a che vedere con ciò che molte di noi credono di essere oggi, con i valori maschili acquisiti e l’aggressività espressa come unica possibile via verso la libertà. Tutto a svantaggio nostro e degli uomini intorno a noi che fuggono a gambe levate.

Far emergere il femminino che è presente in abbondanza dentro ogni Donna che incontro è uno degli obiettivi che mi sono posta in questa vita. Quotidianamente la mia attenzione è rivolta a ciò che sono: osservo le dinamiche e mi confronto con me stessa e con le altre donne che sono in cammino con me. Ne nasce sempre un’espressione di pace e armonia che non è sinonimo di immobilità: tutt’altro! E’un’onda che trasferisce il suo movimento al mondo e ritorna ancor più amplificata. Questa forza diventa mente, corpo e spirito, in unione perfetta con il tutto. Un continuo nutrimento che viene espresso anziché essere seppellito sotto una fitta patina di valori maschili, efficaci per ogni Uomo, impropri per ogni Donna. A ognuno il suo compito, per ristabilire quell’alternanza che porta a vivere la vita come una danza, dove entrambi i ballerini a volte guidano, a volte si lasciano guidare.

26 OTTOBRE 2014 – CORTE FRANCA (BS)

DONNE CHE INSEGNANO ALLE DONNE

http://www.spiritualcoach.it/index.php/portfolio-view/26-ottobre-2014/

L’AQUILA SUL TETTO DEL MONDO

DIstrazione

Io imparavo a danzare e danzavo perché mi era impossibile non farlo, mi era impossibile pensare di essere altrove, di non sentire la terra che si trasformava sotto le mie piante dei piedi, impossibile non perdermi nella musica, impossibile non usare i miei occhi per guardare allo specchio, per provare passi nuovi. Ogni giorno mi alzavo con il pensiero del momento in cui avrei messo i piedi dentro le scarpette e facevo tutto pregustando quel momento. E quando ero lì, con l’odore di canfora, legno, calzamaglie, ero un’aquila sul tetto del mondo, ero il poeta tra i poeti, ero ovunque ed ero ogni cosa

. [Rudolf Nureyev]

Io mi sento così ogni volta che preparo un corso, scrivo sul blog, sono in una sessione di coaching, tengo un seminario, parlo con la gente, leggo un libro, viaggio e volo.

Questa è la mia vita, ricca di ogni meraviglia e dalla cui ricchezza nasce sempre qualcosa di nuovo: un’idea, un’amicizia, un incontro, un sorriso, un articolo. Io vivo così mettendo ciò che sono a disposizione degli altri e rinnovandomi continuamente attraverso di loro. Ogni persona che incontro è una benedizione. Attraverso ogni persona accumulo ricchezze di ogni genere. Attraverso ogni persona imparo e apprendo, trasferisco le mie conoscenze e nel acquisisco di nuove. Ogni incontro è un incontro sacro. Un’anima che si unisce a un’altra in un susseguirsi di abbracci che hanno il sapore della conoscenza.

Conoscere, imparare, costruire, rinnovare, trasferire ed esultare, per ricominciare tutto daccapo infilando perle, tutte preziose, nella collana della vita. Se mi domando cosa vorrei cambiare rispondo: “Nulla. Non cambio la perfezione di essere dove voglio essere facendo quello che voglio fare”

Grazie Dio per ogni giorno regalato!

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Giornale della Vita – Intervista

Video

Ringrazio Anna Belometti per avermi ospitata nella sua Associazione Culturale Aurora di Castel De Conti (BG), Giorgio Scionti per l’intervista e Paolo Goglio WebProducer per aver realizzato questo video.

LABORATORIO AL FEMMINILE

Un incontro dedicato alle Donne per conoscere se stesse, partendo dalla profondità di ciò che siamo e togliendo il velo oscuro che ognuna ha provveduto a posare sulla sua femminilità. Un laboratorio dove togliere gli abiti maschili e iniziare a vestire il femminile che c’è dentro di te. Per te, che vuoi conoscere chi sei veramente.

24 MARZO 2013 – Montichiari
(BS)

LABORATORIO AL FEMMINILE – 24 MARZO 2013.