RELAZIONI

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All’inizio di ogni relazione -che sia di coppia, amicale o professionale- è tutto magico: vedi l’altro come un essere speciale arrivato a rendere speciale la tua esistenza. Questo dipende dal fatto che l’altro ha delle caratteristiche che ammiri e che ritieni manchino in te. Percepisci come un senso di completezza quando, come fosse l’altra metà di te che hai sempre cercato. Ma a un certo punto, col passare del tempo, le stesse caratteristiche che avevi ammirato all’inizio della relazione diventano motivo di conflitto e competizione.

Lo scopo di ogni relazione è quello di fornire l’opportunità di integrare reciprocamente le parti mancanti, anziché iniziare un conflitto. Le diversità di opinione o di visione dell’altro sono una ricchezza da apprezzare anziché da combattere. In questo modo qualunque relazione compirà lo scopo che si è posta: divenire uno strumento di guarigione, integrazione ed evoluzione. Cambia la causa e cambierà l’effetto. Accorgiti!

RITROVARSI IN UN BICCHIER D’ACQUA

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Quando sei incastrato nelle tue piccole lotte, impara a guardarle prendendo le distanze. Immagina per un attimo di fantasticare e credere che non sia tuo tutto ciò che stai sperimentando, ma di qualcun altro e pensa ai suggerimenti che potresti dare. E’ molto più facile suggerire “come fare” quando il problema non ci appartiene. Lo hai mai sperimentato?
Quando c’è un problema è probabile che possa esserci anche un po’ di paura, e questo ti porta a pensare in modo timoroso e frenetico, che è il modo più adatto per perdere energia perché ne richiede tantissima, andando a toglierla alla fantasia e alla creatività personali.
Un modo è quello di scrivere il problema e di seguito tutte le paure che pensi di avere. Una volta fatto l’elenco, piega il foglio, scrivi sopra un “Grazie” e mettilo da parte.
Prendi un altro foglio e scrivi ciò che vuoi far accadere: una frase breve, evocativa, che non contiene negazioni e in tempo presente. Sotto la frase scrivi almeno 3-4 azioni che puoi compiere immediatamente, ne scegli una e la metti in atto nella stessa giornata.
Se ti concentri sul momento presente, la paura – che essenzialmente consiste nel farsi coinvolgere in un passato o futuro immaginario – non esiste. Potrai rimanere stupito dalla facilità con cui le tue paure spariscono facendo trovare un nuovo ordine ai problemi.
Accorgiti!

LA DEBOLEZZA DELL’UNITA’ SPIRITUALE

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Rompere il guscio delle tradizioni (dal libro “La religione della gioia” di Tagore)


Tutti i nostri grandi profeti hanno profondamente realizzato una loro intima libertà dell’anima, coscienti dell’affinità spirituale dell’uomo, che è universale. Ma le razze umane, per le loro stesse condizioni geografiche, hanno sviluppato, nel loro isolamento, una mentalità odiosamente egoista. Seguendo il loro istinto, esse ricercavano la verità nella religione, per cui quest’ultima è stata frenata o modellata secondo le primitive deformazioni della loro stessa mentalità razziale, racchiudendo il loro Dio tra le mura dei templi o dei testi sacri, allontanandolo in modo particolare da quei settori della vita nei quali la sua assenza poteva costituire un libero accesso all’adorazione del male, rappresentato con vari nomi e forme. Essi consideravano il loro Dio alla stregua di un re, il quale riceve tutti gli onori ma che, in effetti, non esercita alcuna autorità. Il vero significato di Dio è rimasto vago nelle nostre menti, poiché la nostra coscienza dell’unità spirituale si è andata sempre più indebolendo.

Una delle più importanti ragioni  la nostra separazione geografica  è stata adesso quasi del tutto eliminata. E giunto perciò il tempo in cui, per salvare la verità e la pace, che è il frutto della verità, dobbiamo evitare che l’idea del nostro Dio si mantenga indistinta, soffocata dalla irrealtà dei riti formali e dall’oscurantismo della teologia. 
L’individuo che vive nascosto e protetto in una buia caverna trova la sua sicurezza nella limitatezza stessa del suo ambiente. L’economia della natura attenua e smorza la sua sensibilità in un ambiente tanto circoscritto. Ma se le pareti della caverna cedessero improvvisamente, allora egli sarebbe costretto o ad accettare la sua condanna di morte, oppure a venire a compromessi vantaggiosi, trovandosi di fronte a un ambiente più ampio. 
Le razze umane non possono più tornare a vivere nelle loro roccaforti di esclusivismo, poiché oggigiorno si trovano l’una di fronte all’altra, sia fisicamente sia intellettualmente. Il guscio, che per tanto tempo ha costituito per loro una incontrastata sicurezza, adesso è andato in frantumi senza alcuna possibilità di essere ricostruito. Dobbiamo perciò accettare questo fatto, anche se ancora non ci siamo del tutto adattati a questo nuovo ambiente di notorietà, anche se in esso siamo esposti a tutti i rischi derivanti da una più ampia espansione della nostra libertà vitale. 
Gran parte della nostra tradizione costituisce un codice, che ci serve per adeguarci nelle varie circostanze della vita. Queste tradizioni, senza dubbio, rendono evidenti le caratteristiche razziali, mettendone in luce aspetti particolari, che hanno una loro intrinseca poesia e anche delle virtù protettive adatte per i diversi ambienti. Noi possiamo nutrire un grande amore per le particolari caratteristiche della nostra razza, ma se queste ci permettono di vivere in un mondo limitato, allora il più piccolo cambiamento delle nostre circostanze esterne può farci pagare questo 
amore con la nostra stessa vita. 
Nel mondo animale si sono verificati casi di estinzione di razze intere per l’eccessivo attaccamento a vantaggiose prerogative, divenute poi di ostacolo in una nuova economia. Infatti la superiorità dell’uomo consiste nella sua adattabilità a improvvisi e abnormi cambiamenti, poiché né il torrido né il glaciale del suo destino dovranno per lui rappresentare ostacoli insuperabili. 

APPREZZAMENTO

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Gli uomini sono turbati non dalle cose che accadono, ma dall’opinione che danno alle cose che accadono. (Epitteto)

Apprezza il mondo così com’è e non come vorresti che fosse. Questa è una delle chiavi per aprire la porta della vera felicità. Accorgiti!

IL MARE IN BURRASCA

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E’ la paura stessa che ci fornisce la possibilità di diventare straordinariamente felici. In essa trovi la forza. La tenacia, la capacità di rialzarti: è la vera sfida. All’inizio potrebbe essere vissuta come una “sfida” per poi diventare, pian piano, la via verso la fede che qualcosa di buono accade sempre. Ogni cosa che accade è perfetta per crescere, comprendere, evolvere: ogni singola cosa.

Non è una sfida tra bene e male, una lotta. A parer mio è un’onda che si alza e si abbassa, come le maree, come la luce che lascia posto al buio e viceversa. E’ una comprensione di ruolo dove ognuno ha il suo scopo preciso che viene attivato dalla tua propria volontà. A volte senti di dover fare esperienza della paura, e così sia, e in essa trovi la chiave per aprire la porta di un’altra felicità. A volta è un mare in burrasca mentre altre è la calma piatta. Cosa c’è di brutto in un mare in burrasca o nell’essere piatto? Nulla, se lasci che sia. Ogni condizione è perfetta, sempre. La disarmonia della paura è solo una tua percezione. In sé essa è perfetta per farvi vivere ciò che hai chiesto, inconsapevolmente a volte, altre l’hai vista arrivare ma non hai cambiato direzione. Sei rimasto sulla sua traiettoria, consapevole a un qualche livello, della sua imponenza.

PASSO DOPO PASSO

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Il cammino è importante. Compiere passi è importante. L’essere per intero si riflette nella pianta dei piedi. Ci sono metafore che indicano il primo passo come quello più importante per compiere grandezze. Le persone care, i cani, i gatti ci riconoscono dai nostri passi. Eppure c’è gente che vive chiusa totalmente nella propria mente e non si cura dei propri passi, come se la terra potesse in qualche modo macchiarli. Ho conosciuto una donna che, dopo aver compiuto il suo primo passo in mezzo al bosco, in un paio di scarpe da passeggio, ha imparato a trasformare la sua vita. Le sue scarpe, alla fine del percorso, erano sporche di fango: mai visione fu così bella per lei, a tal punto che le fotografò.

Quando compiamo qualcosa nei confronti degli altri, il nostro passo dev’essere leggero, come se il terreno fosse il nostro. Quando vogliamo arrivare prima, una piccola corsa va bene. Per riflettere  è ottimo compiere dei passi, uno dopo l’altro, così come per arrivare dove vogliamo: un passo dopo l’altro. Anche se piove, anche se nevica … un passo dopo l’altro e la vita cammina con te.

Accorgiti!

IL PROBLEMA E’ SOLUZIONE

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Quando sei incastrato nelle tue piccole lotte, impara a guardarle prendendo le distanze. Immagina per un attimo di fantasticare e credere che non sia tuo tutto ciò che stai sperimentando, ma di qualcun altro e pensa ai suggerimenti che potresti dare. E’ molto più facile suggerire “come fare” quando il problema non ci appartiene. Lo hai mai sperimentato?

Quando c’è un problema è probabile che possa esserci anche un po’ di paura, e questo ti porta a pensare in modo timoroso e frenetico, che è il modo più adatto per perdere energia perché ne richiede tantissima, andando a toglierla alla fantasia e alla creatività personali.

Un modo è quello di scrivere il problema e sotto ad esso tutte le paure che pensi di avere. Una volta fatto l’elenco, piega il foglio, scrivi sopra un “Grazie” e mettilo da parte.
A questo punto prendi un altro foglio e scrivi ciò che vuoi far accadere: una frase breve, evocativa, che non contiene negazioni e in tempo presente. Sotto la frase scrivi almeno 3-4 azioni che puoi compiere immediatamente, ne scegli una e la metti in atto nella stessa giornata.

John Lennon diceva che “La vita accade quando siamo presi a fare altri progetti”. Se ti concentri sul momento presente, la paura – che essenzialmente consiste nel farsi coinvolgere in un passato o futuro immaginario – non esiste. Potrai rimanere stupito dalla facilità con cui le tue paure spariscono facendo trovare un nuovo ordine ai problemi.

Accorgiti!