L’ILLIMITATEZZA DELLE RISORSE

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La prosperità non può esistere se continui a prendere in considerazioni pensieri di miseria e carenza. Per esempio: esprimi gratitudine per il cibo che mangi, lo benedici, ringrazi quando é sulla tua tavola? Se sei a corto di fondi, benedici ogni cosa possiedi immaginando che aumenti di quantità? Parli di prosperità e di abbondanza con gli altri o ti concentri sulla scarsità e sulla crisi? É fondamentale abbandonare i pensieri inquieti e divenire portatori sani di pensieri di prosperità e abbondanza. E quando a questa attitudine aggiungi la consapevolezza dell’illimitatezza delle risorse, sei allineato perfettamente alla legge divina della prosperità. Allenati e Accorgiti.

ABRACADABRA

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Tra le molteplici possibilità del suo significato “Creo quello che dico” é in sintonia con me. Magia? Illusione? Entrambe i termini sono portatori di verità. Si deve andare oltre il conosciuto per poterne sentire l’essenza. Così sembrano essere solo per pochi: per i maghi da palcoscenico, la letteratura leggendaria, le storie antiche e qualche cartone animato. Ogni parola pronunciata con forza e determinazione é portatrice di esperienza. Puoi ricordare una volta in cui hai usato la determinazione per realizzare ciò che volevi. Qual’era la frase che ripetevi più spesso? Così come quando “non” hai raggiunto il tuo obiettivo.

Le parole sono magiche. Scritte, pronunciate a mente o ad alta voce. Ripetute con convinzione e fede trasformano l’astratto in esperienza. Accorgiti!

SCEGLIERE E DECIDERE E’ LA VERA LIBERTA’

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Essere prigioniero di una situazione significa aver scelto -spesso inconsapevolmente- di costruire la prigione, entrarci e poi gettare la chiave. Non ti accorgi che le mura intorno a te sono fatte di nebbia che puoi oltrepassare in un istante, se solo lo scegli e decidi. Ma tu credi sia cemento. E rimani fermo, ad aspettare che qualcuno ti venga a salvare: hai dimenticato di aver costruito tu stesso la prigione.
Nessuno ti costringe. Che ti piaccia o no, gli eventi sono stati scelti da te affinché tu possa comprendere chi sei, cosa vuoi e dove stai andando. Se la strada che percorri ti piace, sii grato e felice. Ugualmente se non ti piace, sii grato e felice di poterla cambiare. Mettere alla base di ogni situazione la gratitudine significa vivere e non sopravvivere. Libero di scegliere e decidere. E’ forse questo che spaventa? Accorgiti!

IO NON PERCEPISCO CIO’ CHE E’ MEGLIO PER ME

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LEZIONE 24

Io non percepisco ciò che è meglio per me.

In nessuna delle situazioni in cui ti vieni a trovare ti rendi conto dell’esito che ti renderebbe felice. Pertanto non hai alcuna guida a un’azione appropriata, né alcun modo per giudicare il risultato. Ciò che fai è determinato dalla tua percezione della situazione, e quella percezione è sbagliata. È inevitabile, dunque, che non farai ciò che è meglio per te. Eppure questo è il tuo unico obiettivo in qualsiasi situazione percepita correttamente. Altrimenti non riconoscerai cos’è.

Se ti rendessi conto che non percepisci ciò che è meglio per te, ti si potrebbe insegnare cos’è. Ma vista la tua convinzione di saperlo, non puoi imparare. L’idea di oggi rappresenta un passo nell’aprire la tua mente cosicché tu possa incominciare ad imparare.

Gli esercizi di oggi richiedono molta più onestà di quanta sei abituato ad usare. Pochi soggetti, considerati onestamente e con attenzione in ognuno dei cinque periodi di pratica da intraprendere oggi, saranno più utili di un esame più superficiale fatto su un numero maggiore di soggetti. Si consigliano due minuti per ogni periodo di ricerca mentale richiesto dagli esercizi.

Inizia le esercitazioni con la ripetizione dell’idea di oggi, seguita dal cercare nella tua mente, ad occhi chiusi, situazioni irrisolte che in questo momento ti coinvolgono. L’enfasi deve essere posta sullo scoprire il risultato che desideri. Ti renderai rapidamente conto d’avere in mente un certo numero di obiettivi, tutti facenti parte del risultato desiderato, e anche che questi obiettivi sono su piani differenti e spesso in conflitto.

Nell’applicare l’idea di oggi pensa ad ogni situazione che ti si presenta, e poi elenca attentamente quanti più obiettivi possibili ti piacerebbe raggiungere nella sua risoluzione. Per ogni applicazione potrai seguire più o meno la traccia che segue:

Nella situazione riguardante___________ mi piacerebbe che succedesse___________, e che succedesse___________.

e così via. Cerca di includere tanti diversi tipi di esito quanti onestamente se ne presentano nella tua mente, anche se alcuni non ti sembrano direttamente collegati alla situazione, o addirittura sembrano non avere con essa alcun riferimento.

Se fai questi esercizi correttamente, scoprirai ben presto che richiedi alla situazione moltissime cose che non hanno niente a che vedere con essa. Ti accorgerai anche che molti dei tuoi obiettivi sono contraddittori, che non hai in mente un risultato unificato e che, comunque si metta la situazione, non potrai evitare di provare disappunto per qualcuno dei tuoi obiettivi.

Dopo aver passato in rassegna tutti gli obiettivi sperati per ciascuna situazione irrisolta che ti viene in mente, ripeti a te stesso:

Io non percepisco ciò che è meglio per me in questa situazione

e passa quindi alla situazione successiva.

La riflessione di Lucia: L’idea di oggi mi manda dritta dritta al capitolo 21: La proiezione fa la percezione. Il mondo che vedi è ciò che tu gli hai dato, niente di più. Ma ciononostante non sia niente di più, non è niente di meno. Quindi, per te è importante. E’ il testimone del tuo stato mentale, l’immagine esterna di una condizione interna. Come un uomo pensa, così percepisce. Quindi non cercare di cambiare il mondo, ma scegli di cambiare la tua mente riguardo al mondo. La percezione è il risultato, non la causa. E questo è il motivo per cui un ordine di difficoltà nei miracoli è senza significato. Tutto ciò che viene guardato con la visione è guarito e santo. Nulla che venga percepito senza di essa ha alcun significato. E dove non c’è alcun significato, c’è il caos” (T-21.Intr.1) Guardare con la visione significa dare la piccola disponibilità allo Spirito Santo di guardare per noi, attraverso le sue lenti di perdono, e fornirci così un modo diverso di vedere. Questo va imparato e Lui è l’Insegnante corretto, Colui Che mette in atto l’Espiazione (correzione) perché è stato chiamato a fare questo: correggere ogni forma di errore. E in quell’istante santo, quell’intervallo di tempo nel quale scegliamo il perdono invece che la colpa, lo Spirito Santo invece dell’ego, viviamo un eterno presente, piuttosto che rimanere attaccati al passato. Per vivere un futuro diverso, una diversa percezione. Di pace.

—-IMPORTANTE—- Seguire il testo è fondamentale, così come i principi descritto nel Manuale degli Insegnanti, la Chiarificazione dei Termini e i nuovi contenuti. Puoi acquistare il libro on line, cliccando su questo link:

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AZIONE

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Un uomo di conoscenza vive agendo, non pensando di agire, non pensando a che cosa penserà quando ha finito di agire (Castaneda)

Accorgiti!

APPREZZAMENTO

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Gli uomini sono turbati non dalle cose che accadono, ma dall’opinione che danno alle cose che accadono. (Epitteto)

Apprezza il mondo così com’è e non come vorresti che fosse. Questa è una delle chiavi per aprire la porta della vera felicità. Accorgiti!

IL MARE IN BURRASCA

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E’ la paura stessa che ci fornisce la possibilità di diventare straordinariamente felici. In essa trovi la forza. La tenacia, la capacità di rialzarti: è la vera sfida. All’inizio potrebbe essere vissuta come una “sfida” per poi diventare, pian piano, la via verso la fede che qualcosa di buono accade sempre. Ogni cosa che accade è perfetta per crescere, comprendere, evolvere: ogni singola cosa.

Non è una sfida tra bene e male, una lotta. A parer mio è un’onda che si alza e si abbassa, come le maree, come la luce che lascia posto al buio e viceversa. E’ una comprensione di ruolo dove ognuno ha il suo scopo preciso che viene attivato dalla tua propria volontà. A volte senti di dover fare esperienza della paura, e così sia, e in essa trovi la chiave per aprire la porta di un’altra felicità. A volta è un mare in burrasca mentre altre è la calma piatta. Cosa c’è di brutto in un mare in burrasca o nell’essere piatto? Nulla, se lasci che sia. Ogni condizione è perfetta, sempre. La disarmonia della paura è solo una tua percezione. In sé essa è perfetta per farvi vivere ciò che hai chiesto, inconsapevolmente a volte, altre l’hai vista arrivare ma non hai cambiato direzione. Sei rimasto sulla sua traiettoria, consapevole a un qualche livello, della sua imponenza.