RELAZIONE FA RIMA CON AZIONE

il tempo è una cosa seria

Quanti cambiamenti subisce una relazione nel corso della vita. Ogni giorno lo scopro personalmente nel confronto con altre donne, ritrovandomi nelle loro storie piene di troppo amore verso l’altro, o fatte di un esasperato desiderio o bisogno, o così dipendenti da credere di non poter respirare da sole.

Ci siamo affidate troppo ai bisogni dell’altro: e i nostri dove li abbiamo messi? Stentiamo a cambiare le abitudini anche se i figli sono grandi e la relazione dura da tempo. Alcune di noi vivono con gli occhi puntati sull’orologio a tal punto che se si rompe o lo dimentichiamo da qualche parte, andiamo in crisi. Il tempo sembra scivolare dal nostro controllo, assorbito dai mille impegni quotidiani.

Ma un giorno arriva la passione, quella che ci fa battere il cuore. No, non sto parlando di un altro uomo, quella direzione è la più semplice da scegliere: sto parlando della missione di vita. Scopriamo che possiamo essere felici partendo dal nostro profondo,senza attendere qualcosa o qualcuno. Ecco il bivio che molte di noi si trovano ad affrontare. Se prendo questa strada cosa perdo? Difficile che qualcuna pensi al guadagno, all’impennata del valore che deriva da una felicità profonda personale che possiamo estendere a tutti intorno a noi.

Diventiamo giocoliere che si destreggiano in equilibrio tra gli impegni quotidiani e tutte le cose che ci siamo abituate a fare e con le quali abbiamo costruito la nostra piccola fortezza felice, e la passione che si fa spazio pian piano dentro di noi. Per un po’ funziona ma ben presto una strada dev’essere abbandonata, altrimenti il rischio è di essere sopraffatte.

Dobbiamo scegliere se tagliare l’elastico che ci fa fare un passo avanti e tre indietro o dimenticare. Molte lasciano, trovano scuse davvero interessanti e concrete, e da quel momento vivono la loro vita nel dubbio o nel rimpianto. Altre tagliano l’elastico e scoprono che la vita dall’altra parte della paura è meravigliosa! Due direzioni totalmente differenti, che richiedono molto coraggio poiché uno accenderà la nostra vita e l’altro la spegnerà.

Troppa intensità e dedizione verso l’altro, troppa concessione di sé stesse, troppa dipendenza possiedono  spesso come unico antidoto la libertà della fuga per ricercare il nostro piccolo riparo dove trovare il modo di bastare a noi stesse per tornare a desiderare. E’ lì che impariamo ad amare i giorni per il loro accadere senza ricercare per forza una compagnia, scopriamo di poter attingere alle nostre risorse interiori, ritroviamo le amicizie che ci appartengono, i film che desideriamo vedere e le esperienze che vogliamo assaporare.

Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino. (Susanna Tamaro)

CREATRICE DI FELICITA’

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Voglio essere felice e’ una bella affermazione! Sicuramente, mantenendola ferma nella mente, prima o poi di manifesterà: o forse no. Dipende dalla tua volontà determinata dal tuo dialogo interiore. Ma, andiamo per gradi. Cos’è la felicità?. E’ forse qualcosa che pensi di meritare o una condizione che arriva dopo un periodo infelice? Io credo che la soluzione sia proprio in ciò che credi di te stessa e della vita. Meritare, non meritare, ricevere, non ricevere: e se la felicità fosse qualcosa che ci è dato come eredità naturale quando arriviamo in questo mondo? Ci hai mai pensato? Se fosse così, a cosa servirebbe inseguirla? Sarebbe sempre lì tranquilla ad aspettare di essere accolta e tu smetteresti di affannarti cercandola nelle cose, nelle persone, nelle situazioni.

Puoi partire da un concetto semplice: la vita e’ un dono e, se sei d’accordo con questa affermazione, sarai anche d’accordo sul fatto che non hai dovuto meritare di essere vivo: la vita ti è stata data, non l’hai dovuta guadagnare. Per questo, se la vita è un dono, ti viene donata con tutti gli accessori straordinari che essa comprende: gioia, felicità, abbondanza, ricchezza, amore, serenità, eternità, unicità. Non puoi meritare queste cose perché le hai già ottenute, non puoi costringere la vita a renderti felice perché tu già possiedi la felicità.

Lo sforzo che ogni volta metti in atto per essere felice appartiene alla parte di te che crede che tutto questo non sia possibile. Questo è il motivo per cui cerchi disperatamente di perseguire la felicità: perché credi o non sai che è una tua eredità naturale.

La felicità va accolta e riconosciuta, non inseguita.  Osho ha scritto da qualche parte che nessuno ha diritto di essere felice: puoi essere felice ma nella tua felicità non c’è nulla che assomigli a un diritto.

Se la vita è un dono, tutto ciò che appartiene ad essa è un dono che puoi attendere diventando ricettiva e trovando in ogni cosa, situazione, condizione un motivo per esserlo, senza pretendere che arrivi. Nella pretesa c’è aggressione, paura, rabbia, testardaggine: nulla che sia legato all’amore può arrivare attraverso la paura. La felicità non può essere perseguita ma puoi indurla a venirti incontro aprendogli la porta con gentilezza, accogliendola e riconoscendola in ogni tua azione.

Non avere fretta di essere felice: la fretta è uno spreco del tuo prezioso tempo. Piuttosto fatti una domanda: Cosa farebbe Dio in questa situazione? E pensa che Dio non ha fretta perché non deve andare da nessuna parte: Lui e’ già in ogni luogo! E anche tu che sei stato fatta -nella sostanza- a Sua immagine e somiglianza, mettiti tranquilla e guarda la felicità esprimersi in ogni tua scelta!

Lasciati andare al fluire della Vita

 

Imparare ad essere felici, comprendere cos’è la felicità ritrovandola in ogni sfumatura della vita, è possibile. La conoscenza profonda di te stessa, l’incontro e il confronto con altre donne aumenta notevolmente la tua consapevolezza della felicità. Per questo ogni anni in estate organizzo STREGATA DALLA LUNA. Se vuoi sapere di cosa si tratta, puoi cliccare su questo link ➡➡➡http://spiritualcoach.it/appuntamento/stregata-dalla-luna/

VITTIMA DELLA SITUAZIONE?

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Ciò che accade nella mente di una donna quando viene lasciata è davvero struggente. Spazia dal sentirsi vittima della situazione alla vendetta più crudele.  La ferita inflitta è un solco che difficilmente si rimargina in tempi ristretti, e rimane a memoria di quel torto subìto, di quel tradimento lacerante e inaspettato. Ma è proprio così? Davvero non ci accorgiamo di ciò che sta accadendo o semplicemente viene più comodo lasciar andare le cose come vanno per poi vestire il ruolo di vittima sacrificale, molto più semplice da mostrare al mondo? E se la vittima, a un certo punto, divenisse lei stessa un carnefice?

Mamma mia in che buco profondo mi sto cacciando: ma lo voglio dire. E lo dico per esperienza personale di donna che ha creduto di essere stata tradita e abbandonata, con tutti i crismi che si rispettano e con tanto di dito puntato sull’altro …almeno all’inizio.

LA MALATTIA

C’erano state tante avvisaglie di una relazione malata, che si stava spegnendo, a tratti morta e rinnovata solo da piccolo sprazzi di felicità che ritrovavamo nei viaggi e nelle uscite con gli amici. E un pensiero che affiorava nei momenti di difficoltà: “Ma perché non ne trova un’altra?! Così finalmente posso essere libera. Così finisce questo tormento!”. Se solo avessi ascoltato e mi fossi ricordata di queste parole che a quel tempo credevo essere solo mie, intimamente pensate nella mia mente e senza possibilità di poterne fare esperienza. E proprio questa sensazione le rafforzava ancor di più. Fino al giorno in cui è successo ciò che avevo fortemente e inconsapevolmente chiesto: lui ne ha trovato un’altra!

Che tragedia! La vittima finalmente può esprimersi. Poverina me. E le richieste fatte con forza e determinazione dove sono finite? Completamente dimenticate! Dagli all’uomo infedele, allo stronzo che mi abbandona “dopo tutto quello che ho fatto per te, dopo tutti i sacrifici per accontentarti”. Puoi capire lo stupore quando la mia Coach mi aiutò a far luce sul concetto di responsabilità dicendomi: “Sei responsabile della tua vita al 100%. Che significa, in qualche modo e a un qualche livello, che hai chiesto di fare questa esperienza”  Ero molto volonterosa e le credetti sulla parola: ma la mia testa diceva ben altro.

E’ passato un po’ di tempo prima di poter comprendere a fondo e finalmente ringraziare, e perdonare, e rinnovare. Mai tempo fu speso meglio! E ancora oggi ringrazio, perdono e rinnovo. No, non è facile: ancora oggi non lo è. Ma sono determinata a volere il meglio per me e per la mia vita. Quindi mi viene facile ora … facile forse non è la parola esatta. Semplice? Neppure! Forse “conveniente”  è appropriata, avendo scoperto il prezzo altissimo che ho pagato nell’insistere a voler avere ragione anziché essere felice.

GLI ALTI E I BASSI DELLA VITA

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La vita non è lineare. Se così fosse, saremmo tutti morti! La vita è un insieme di alti e bassi che si alternano a seconda della necessità e del momento, proprio come un cuore che batte a pieno ritmo, quello delle emozioni, delle convinzioni dei credo che ciascuno di noi interpreta nella quotidianità.

Qual è la convinzione che occupa ora la tua mente? Se fosse riferita alla gioia e alla felicità, ecco che potresti sentire l’energia salire e scorrere come un fiume in piena, la mente divenire ricca di idee e la percezione di amare il mondo intero. Vuoi che questa condizione duri per sempre, e la trattieni forte forte dentro di te. Ma a un certo punto, la situazione sembra sfuggirti di mano e inizi a pensare che forse questa condizione non durerà per sempre o forse credi di non meritare una felicità quando il mondo intorno a te è tormentato dalla sofferenza, e così l’energia comincia a calare. Il fiume che prima scorreva in abbondanza, comincia a scendere sotto il livello normale arrivando, a volte, quasi a prosciugarsi.

Chi ha permesso tutto questo? Chi ha scelto e deciso che il fiume in piena diventasse un piccolo rigagnolo? Chi sta pensando al posto tuo? Se credi ci sia qualcun altro che pensa per te, sei proprio nei guai!

Quando l’idea di essere responsabile al cento per cento della tua esistenza non è ancora un fondamento solido nella tua mente, a volte  nei hai coscienza mentre altre volte sembra che siano gli altri a entrare nella tua vita senza che tu gli abbia dato il permesso. Se così fosse, significa che a volte sei padrone della tua vita, mentre altre volte non lo sei, e questa non è certamente libertà.

LIBERTA’

Libertà significa avere la cosciente consapevolezza di essere l’unica artefice della tua esistenza, in qualunque direzione la vuoi dirigere. Significa che sei tu e nessun altra a scegliere se avere il fiume in piena abbondanza o in secca totale. Nessuno può scegliere per te, così come tu non puoi scegliere per nessun altro. E’ una Legge Universale, si chiama Libero Arbitrio e funziona indipendentemente dal tuo credo.

Se vuoi vivere una vita nella costante felicità, devi cominciare ad apprezzare sia i momenti di luce che quelli d’ombra, integrando tutte le emozioni come fossero linfa vitale che scorre nelle tue vene e ti conduce verso una sola visione e un solo pensiero: la vita è un’esperienza. Gli alti e i bassi che spesso interpretiamo sono complementi importanti che arredano la nostra casa interiore e dai quali impariamo a migliorare costantemente la nostra quotidianità. Il mondo è pieno di opportunità per crescere e le possiamo trovare proprio nelle pieghe strette della vita.

Nulla cambia se non cambi nulla

Che grande verità questa frase! Eppure tutti noi, ciascuno a modo suo, fatichiamo a fluire nel cambiamento. Oggi impegnati in questa attività: ad ogni momento di difficoltà o quando affiora un’emozione o un pensiero che consideri negativo, anziché rispondere con durezza o metterlo da parte, affrontalo guardando dritto nella sua direzione e usa queste semplici parole: “Ti riconosco, ti accolgo e ti dico sì”.

  • Ti riconosco come una mia creazione: nessuno lo ha fatto al posto mio. In nome di questa libertà, scelgo e decido
  • Ti accolgo: anziché metterti da parte, ti affronto ora permettendo a me stessa di sentire ogni emozione
  • Ti dico sì, sei il benvenuto. Anche se ancora non comprendo la tua lezione, so che accettando questo momento abbasso il muro della sofferenza per vedere che c’è un altro modo

Questo è il significato della frase, poche semplici parole di grande effetto per iniziare a vedere la vita da un’altra prospettiva. Perché non c’è nulla di complicato, nulla che non si possa risolvere, nulla che non sia modificabile a nostro vantaggio.

Abbiamo paura della Luce ancor più che della nostra Ombra, perché essa mette in risalto la nostra vera identità. Ma quando cominciamo a fare la pace con la nostra Ombra, comprendiamo che senza di essa la Luce non potrebbe risaltare, proprio come le stelle che brillano in cielo sempre, ma la notte mette in evidenza il loro splendore.

Anziché allontanarci dalle nostre zone d’ombra, possiamo comprendere che esse nascondono al loro  interno un tesoro prezioso che possiamo recuperare e trasformare

Questa è la frase che accompagna l’esperienza de IL MISTERO DELL’OMBRA il corso residenziale che quest’anno terrò a La Pernice Rossa di Menconico (PV). Se vuoi sapere di cosa si tratta, clicca su questo link ➡➡➡http://spiritualcoach.it/appuntamento/il-mistero-dellombra/

LA NASCITA E’ MIA E ME LA GESTISCO IO!

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Che titolo bizzarro! Ma ha un senso, se continuerai a leggere. Oggi voglio chiacchierare con te di nascita e di relazioni. Tutti noi perpetuiamo in continuazione le varie fasi della nascita portando le emozioni e considerazioni nel quotidiano. Le nostre relazioni e il modo in cui le affrontiamo nascono proprio da quei momenti più o meno lunghi e intensi, dove piccoli mattoni di vita vengono deposti per far crescere la roccaforte di ciò che saremo da adulti. Riallacciare un dialogo con la nostra nascita è portatore sano di consapevolezza.

Mi è successo di condividere la sensazione duale che spesso si manifesta quando una coppia si separa: la voglia di ritornare sulla vecchia strada e la paura che questo possa accadere. Una dualità che sembra strana ma che ho riscontrato in molte donne la cui volontà era quella di far tornare la relazione com’era un tempo e pensare che la libertà che stavano assaporando le stuzzicava nel profondo.

Proprio questo fine settimana terrò il mio corso NASCITA E RINASCITA dove i partecipanti  potranno scoprire quanto la nascita può influire sulla loro vita e – soprattutto – come poterla trasformare riscrivendo un nuovo copione. Ho studiato, partecipato a corsi e letto molto sulla nascita e voglio condividere con voi ora la chiarezza con cui con cui Sondra Ray nel suo libro Colora la tua vita descrive questa doppia visione.

L’autrice racconta della “sindrome claustrofobica da soffocamento” uno degli effetti prodotti dalla nascita. Di cosa si tratta? Nel ventre il bambino si sviluppa finché lo spazio non è più sufficiente a contenerlo. Il paradiso si tramuta in inferno. Bloccato, il bimbo è costretto a uscire per sopravvivere. All’esterno le mani dell’ostetrica lo afferrano, tagliano il cordone ombelicale costringendolo ad affrettare il primo respiro che diventa un’esperienza dolorosa e terribile. Questa sequenza viene spesso rivissuta nelle relazioni.

Dall’iniziale stato di grazia dell’innamoramento, scivoliamo in un senso di soffocamento e claustrofobia. Il paradiso in cui vivevamo all’inizio ora è un inferno da cui dobbiamo fuggire per continuare a crescere. In alternativa, possiamo costringere il partner a lasciarci. Spesso è così difficile respirare quando siamo vicini all’altro che ci ritroviamo a spalancare le finestre in pieno inverno, alla ricerca disperata di una boccata d’aria, o ad aver voglia di fuggire.

IL DOPPIO NODO

Il risultato di tutto ciò è il “doppio nodo”, tipico di molte relazioni: non potete vivere con quella persona, ma non potete vivere senza di lei. Così, la paura dell’amore e la paura della perdita si uniscono nel sacro vincolo del matrimonio; la cerimonia è officiata da Padre Senso di Colpa che sorride maligno all’ignara coppia destinata a mordere l’aspro frutto del fallimento.

L’alternativa alla colpa è l’innocenza. Conosciamo tutti l’innocenza per averla vista negli occhi dei bambini, ma quanti di noi hanno dimenticato che tale innocenza divina, pura giocosità e amorevolezza, è connaturale a tutti noi? Seppure celata sotto una fitta coltre protettiva di dolore, essa è lì, Santo Graal di cui tutti i figli di Dio sono alla perenne ricerca.

Può sembrare sciocco parlare di innocenza perduta, poiché non si può smarrire ciò che è per sempre nostro. Forse è più corretto dire che è invisibile e per questo inaccessibile. Solo un profondo mutamento della percezione di noi stesse e del mondo ci rivelerà nuovamente la verità delle cose. Poiché la colpa è una forma di dolore, prendendo in esame la natura del dolore si potrà fare un po’ di luce sulla colpa e sulle possibili soluzioni.

Il dolore è di fatto lo sforzo compiuto per aggrapparsi alle convinzioni negative. Alcuni dei pensieri che contribuiscono a rafforzare il senso di colpa sono: «Io non merito di essere amata»; «Io ferisco gli altri»; «Gli altri mi feriscono»; «Se qualcuno mi lascia, soffrirò»; «L’amore è sofferenza»; «Dio non vuole la mia gioia». Se pensieri simili emergono nella vostra coscienza, rilassatevi , respirate a fondo e lasciate che la tensione abbandoni tutto il vostro corpo mentre i pensieri negativi passano.

Interessante, non trovi? E neppure immagini quante altre scoperte potrai fare partecipando al corso! Se ti va di avere qualche informazione in più, puoi cliccare su questo link ===>http://spiritualcoach.it/appuntamento/nascita-rinascita/ e iscriverti al prossimo evento che sarà il 21-22 Ottobre 2017: questo è SOLD OUT. Ti aspetto!

 

L’AMORE ROMANTICO

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E se per preservarci dall’eccessiva dose di zuccheri legata al mito dell’amore romantico guardassimo l’amore da un altro punto di vista più pratico per esempio, che fine farebbero le canzoni, i libri, i film dal finale sdolcinato e strappalacrime?

Ci sono due miti fondamentali sui quali basiamo ancora oggi le nostre relazioni:

  • Il mito della spontaneità
  • Il mito dell’amore assoluto

Voglio affrontare con voi questi due miti condividendo ciò che scrive Roberta Giommi nel suo libro Le Donne amano la Terra e il Cielo. La scrittrice afferma che prescrivere spontaneità è un paradosso, perché nel momento in cui si obbedisce a una richiesta, non lo si fa “spontaneamente”. Ma il mito della spontaneità è il mito dell’amore per eccellenza e prevede che l’altro, munito di una magica sfera di cristallo, indovini ciò che sentiamo o vogliamo fare senza dover chiedere nulla. L’insoddisfazione dunque nasce dalla sua incapacità di capire che cosa noi vogliamo, e questo rischia di compromettere l’andamento di una relazione magari coinvolgente e piena di interessi.

Anche il mito dell’amore assoluto appartiene al modello romantico femminile, che rende fragile la relazione riempiendola di astrazioni che alla fine provocheranno nient’altro che delusione, come a credere che amare anche con la testa e non solo col cuore costruisse a sminuire la passione.

“Nella costruzione delle nuove famiglie questo problema emerge in modo significativo. Molte donne e alcuni uomini pensano che il partner non dovrebbe avere un passato, e tollerano male il fatto che lui debba vedere i figli, che abbia problemi di lavoro e di denaro, o che conservi desideri e gusti soggettivi. Parecchie donne vorrebbero essere la numero uno, venire prima di ogni altra cosa, senza accettare l’idea che esistono anche altri aspetti nella vita del partner.”

Se da una parte il “per sempre” può rappresentare una sicurezza che spesso ricerchiamo, è anche una falsa affermazione poiché possiamo amare per lungo tempo la stessa persona ma non la potremo mai amare nello stesso modo e viceversa. La passione che si manifesta all’inizio di una relazione è in qualche modo liberatoria e ci permette di togliere le catene dalle regole e dal dover essere in un certo modo. Ma non può durare in eterno e se ben presto non si ritorna coi piedi ben piantati a terra, la fine del sogno renderà la situazione pesante e dolorosa.

Ancora una volta l’emancipazione non passa unicamente attraverso un atteggiamento più diretto e ribelle: quello è solo l’aspetto esteriore e una delle modalità che possiamo adottare. La vera presa di coscienza dell’essere libere è una questione di conoscenza di sé e della direzione in cui stiamo andando.

Forse le donne dovrebbero smettere di lasciarsi trasportare unicamente dalle emozioni come fossero un fiume in piena e iniziare a scegliere di nuotare nella direzione in cui vogliono andare, senza il timore di perdere qualcosa o qualcuno. Per questo ci vogliono competenze specifiche e una conoscenza di base leggermente differente rispetto ai luoghi comuni e agli insegnamenti convenzionali.

Smussare un po’ gli angoli del romanticismo inserendo l’ingrediente principe per una relazione più felice si può fare, a piccoli passi un poco alla volta. D’altronde un cambiamento non avviene mai a mani basse. Qual è questo ingrediente? La voglia di conoscere sé stesse ed ogni nostra più piccola sfumatura.

Essere romantiche è bellissimo quando lo viviamo consapevolmente

 

Potrebbe essere una semplice preghiera l’antico segreto per prenderci cura della nostra assopita femminilità, le cui parole sono più o meno queste: “Ti prego, comincia ora” – Da questo nasce Libera la tua Femminilità, un Viaggio al Femminile dove “Ritrovare” è la parola chiave, perché ci siamo perse tra le pieghe di molteplici convinzioni ingannevoli che per secoli hanno dipinto un quadro che neppure si avvicina alla figura regale di ciò che siamo. E non è forse meglio farlo in un luogo accogliente, dai profumi incantati, circondate dalla bellezza e dall’armonia?

Per questo ho scelto Marrakech, la più importante delle quattro Città Imperiali del Marocco per Libera la tua Femminilità, un viaggio esperienza tutto al femminile dover poter ritrovare te stessa.  Trovi tutte le informazioni cliccando sul link di seguito http://spiritualcoach.it/seminari/libera-tua-femminilita/

ASPETTATI IL MEGLIO

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Dovremmo sempre aspettarci il meglio dalla vita: le cose belle, l’abbondanza e la prosperità. Tutto questo è straordinario ma potrebbe non essere sufficiente per far in modo che la vita possa donarci quanto chiediamo. C’è un altro ingrediente fondamentale che prepara il contenitore nel quale riceveremo ben presto il nostro dono, ed è “agire come se”.

Possiamo leggere tutti i libri del mondo, partecipare a qualunque corso o iniziativa che parla di prosperità, pensare e affermare in positivo, ma sarà come guardare un film al cinema. A meno che non si agisca in modo prospero nella via reale, difficilmente potrà arrivare la prosperità.

Due anni fa un amico mi mostrò un breve video sulla Lapponia e desiderai tanto andarci. In quel momento misi in moto le energie mentali immaginandomi guidare una slitta trainata dai cani in un’immensa distesa di ghiaccio. Quello fu la miccia che accese la straordinaria macchina della manifestazione. Andai in agenzia, mostrai il video e chiesi espressamente di farmi un preventivo per un safari guidato, ed esattamente cinque mesi dopo ero in Finlandia e stringevo la mano a Tinja Myllykangas, una giovane Donna che aveva scelto di vivere a stretto contatto con la natura.

I dubbi, le preoccupazioni, vivere nel passato non fanno altro che fortificare e inspessire le mura della paura di non farcela. A suo modo la vita si plasma secondo le nostre aspettative, buone o cattive che siano. Per questo è bene lasciare che i nostri pensieri e le nostre azioni sia sorretti da una fede rilassata e incrollabile.

NESSUNA GARANZIA

Chi ci garantisce che vivremo il nostro sogno? Nessuno lo può fare per noi, ma il nostro intuito ce lo racconta e ci indica la strada. Se la preghiera, in qualunque sua forma, può assomigliare a una telefonata che facciamo a Dio per parlarGli del nostro progetto, l’intuito è la Sua risposta. Va bene ragionare con attenzione scrutando le possibilità che si possono verificare nella vita. Meno bene è soppesare e misurare la situazione in modo maniacale, poiché molto spesso le soluzioni arrivano nella maniera e nei momenti più inaspettati.

Quante volte ci è capitato di pensare che avremmo fatto bene a seguire il nostro intuito in una particolare situazione? Chiedere di essere guidati e affidarsi fa risparmiare un sacco di tempo ed energie. Molte grandi imprese sono nate da un’intuizione e da una voce che ha spinto pionieri in ogni ambito professionale a “fare” anziché limitarsi a “sognare”. Difficilmente chi parla di ciò che non ha si ritrova a nuotare nell’abbondanza. Dunque, aspettiamoci il meglio, agiamo con fede restando vigili e consapevoli che il solo risultato che potremo ottenere sarà allineato con ciò che ci aspettiamo.

Il meglio deve ancora venire