ENERGIA

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Ti racconto una storia che parla di energia. Un grande maestro zen era un falegname e qualsiasi cosa facesse, tavoli o sedie, in qualche modo aveva una qualità inspiegabile, una sorta di intimo magnetismo. Gli fu chiesto «In che modo crei questi oggetti?»  e rispose «Non sono io a crearli. Io mi limito ad andare nella foresta. La cosa fondamentale è chiedere alla foresta, agli alberi: «Chi è pronto a diventare una sedia?»  e aspettare la risposta.

Potresti pensare che sia una follia chiedere a un albero se vuole diventare sedia. Chi potrà mai conoscere il linguaggio degli alberi che compongono una foresta o le pietre antiche che custodiscono una casa? Domande lecite, se guardi il mondo in una sola direzione. Un pensiero divergente può suscitare stupore, reticenza e persino mandare in crisi: è possibile.

E se ci fosse un filo sottile che attraversa ogni forma di vita sulla terra? Un unico filo che si arrotola in un immenso cuore pulsante che dà vita ed energia al Pianeta intero? Se così fosse, parlare con una pianta, una roccia, percepire l’energia di un’antico casolare sarebbe facile e persino divertente. Entriamo in empatia non solo con le persone, ma anche con gli oggetti che manipoliamo o che sono stati utilizzati da altri. Le energie delle nostre emozioni impregnano le case dove abitiamo. I passi che virtualmente compiamo restano nella memoria delle persone.

Se si vuole trovare i segreti dell’universo, bisogna pensare in termini di energia, frequenza e vibrazioni (Nikola Tesla)

Questo aspetto fuori dagli schemi usuali è un modo creativo per interpretare il mondo, se credi che l’energia lo permea incondizionatamente. In caso contrario fa lo stesso: l’energia continuerà a far parte della tua vita, perché la respiri, la ingerisci col cibo, la usi per lavarti, per giocare, per fare l’amore, per vivere le emozioni … Perché siamo energia!

Nel caso del falegname e maestro zen, si dice che le sue sedie esistono ancora oggi e che conservino il sottile magnetismo di una ricerca fatta con cura, un dialogo con la natura dove è essa stessa che si manifesta come volontà di diventare un oggetto che porterà nel mondo l’energia della Terra.

Sii attento la prossima volta che ti avvicini o tocchi un oggetto antico che è appartenuto ad una casa storica: affina le tue percezioni e sentiti così folle da ascoltarne l’energia, lasciando libera la tua immaginazione: potrebbe stupirti rispondendoti. Anche questo fa parte della creatività umana.

Osho scrive che se sei amorevole, vedrai che l’intera esistenza possiede un’individualità. Non sottrarre, non spingere, non tirare, non forzare le cose ma piuttosto osserva, comunica, prendi il loro aiuto e risparmierai moltissima energia. In una sola parola: sorprenditi!

 

Se vuoi imparare come utilizzare al meglio e potenziare la tua energia per una vita più serena e felice in ogni direzione, puoi partecipare a LoveHealing® Corso Base, che si terrà il 20 Maggio 2018 a Corte Franca (BS). Cliccando su questo link troverai tutte le informazioni ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E

UN FEMMINILE RINNOVATO

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Meglio sole per evitare la sofferenza (semmai fosse possibile evitarla) o in una relazione da vivere giorno dopo giorno? Dietro a un «grande uomo» per essere una «grande donna» o a fianco per camminare insieme? Aspettare «l’uomo giusto» che prima o poi arriverà per vivere la favola o rimboccarsi le maniche e conoscere sé stesse così profondamente da ricordare che cosa stiamo davvero cercando, e scoprire che è a un passo da noi?

Arrivo da una giornata “al femminile” e sono sorpresa di quanti specchi ho avuto di fronte. In alcun si specchiava il mio passato, in altri un presente ancora vivo e in tutti ho visto rinnovarsi la mia volontà di un futuro migliore, più adatto a vivere con serenità le proprie relazioni. Ho riconosciuto uno spicchio di me stessa in ciascuna delle loro vite, e con gratitudine ho potuto osservare i passi che ho fatto e quelli ancora da compiere. Questa è la meraviglia della mia professione: incontrare specchi nei quali potermi osservare sempre più in profondità.

PACCHI DA SDOGANARE

Ci sono pacchetti che non sono stati consegnati e che attendiamo, come se qualcuno dovesse sdoganarli per noi. Anziché attendere, non sarebbe opportuno andare a prenderseli? La pigrizia che spesso accompagna una ricerca interiore profonda è fatta di pregiudizi che si si uniscono in matrimonio con la paura di dover trasformare la propria esistenza.

In questa modernità sappiamo poco della ricerca della luce e molte di noi, con arroganza, trattano superficialmente chi davvero si prodiga per alimentarla. Abbiamo eliminato l’esperienza mistica dal nostro vocabolario culturale, eppure nonostante tutto questo molte anime sono in pellegrinaggio per poterla incontrare. E in questa marcia noi donne siamo in testa. Perché una parte di noi sa che è la nostra sola speranza: poter incontrare finalmente un femminile che sia appagante, per noi, per le altre donne e uomini intorno a noi. Senza togliere o aggiungere, senza stare dietro o davanti, ma unendo le forze per una felicità comune.

C’è bisogno di un’inversione del pensiero collettivo, a parer mio. Può avvenire mettendo in discussione il femminile che stiamo sperimentando, a vantaggio di una nuova energia che attende paziente di essere riportata alla luce

Nelle relazioni non ci viene chiesto di competere per vedere chi è il più forte, o di manipolare per portare l’acqua al nostro mulino, «facendo tornare le cose come erano un tempo, così da sentirci più tranquille». In entrambe le modalità è assicurato il senso di colpa.

Le relazioni hanno bisogno di uno sguardo differente, attento alle esigenze personali, capace di far emergere i propri talenti, mettendoli a disposizione di coloro che ruotano intorno a noi

Il tempo del «ti dico io come fare – io ho la soluzione giusta per te» è terminato.  Anche quello della paura di rimanere sole sta tramontando. E pure l’attesa della «persona giusta» o del «lavoro giusto» o del «tempo giusto». Cos’è poi giusto e cos’è sbagliato? Non sono forse i due aspetti primari dove giochiamo il gioco della vita sin dal suo nascere? Questa altalena non si può arrestare, ma possiamo scegliere di vedere ciò che più ci aggrada, senza trucco e senza inganno.

VIVA LA LIBERTA’ … INTERIORE

Non siamo nate per essere schiave di un sistema che ci vuole sottomesse. «Un po’ meno rispetto al passato» potrai pensare, ma sempre di sottomissione stiamo parlando. La risposta non è la prevaricazione, né la ribellione e neppure il vittimismo: abbiamo già dato e non ha funzionato un gran che.

Passiamo allo step successivo: conoscere noi stesse andando a incontrare la nostra anima, per portare valore alla nostra vita ed estendere questo valore tutto intorno a noi, influenzando il Pianeta intero. E farlo nella piena consapevolezza di ogni passo che compiamo, capaci di rialzarci ad ogni caduta, forti nel sostenere chi ancora non conosce, felici di condividere le nostre esperienze.

«Valore» è la parola più significativa per noi e per il mondo intero in questo momento. Dobbiamo imporlo a noi stesse, senza pensare di essere arroganti o presuntuose, lasciando che si esprima in tutto il suo splendore, per sciogliere la nebbia del senso di colpa e ritrovare finalmente la strada di casa.

Noi tutti dovremmo sapere che la diversità fa parte di un ricco arazzo. E dobbiamo capire che tutti i fili della trama hanno un uguale valore, non importa quale sia il loro colore (Maya Angelou)

 

 

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LE CATENE INVISIBILI

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Siamo certe di non avere catene che ci legano? Non intendo quelle fisiche che si possono vedere e toccare. Intendo quelle emotive e antiche che si manifestano nella cultura di massa, nei condizionamenti e nelle convinzioni.  Il risveglio – ogni risveglio – è un anello della catena dell’ego che si apre e ci permette di procedere verso una visione differente della vita, capace di integrare materia e anima.

Quando l’anima è liberata, percorre tre territori: il mondo sotterraneo, quello interiore e il mondo esterno, in un «andata e ritorno» senza fine. Su questo ponte scorre la comunicazione tra l’anima e il mondo. E da ciò che accade fuori – nel mondo – possiamo capire in quale direzione stiamo andando.

Conoscere il flusso naturale della nostra comunicazione è fondamentale per comprendere a fondo le informazioni che arrivano dalla nostra quotidianità. Questo flusso va da dentro – dalla mente –  a fuori – nel mondo – e ritorna a noi attraverso esperienze, immagini, sensazioni, emozioni, mostrando una visione ampia della vita. Se guardiamo il flusso da questo punto di vista, possiamo certo comprendere di essere artefici della nostra esistenza.

L’AMNESIA

Se invece lo interrompiamo a un certo punto del suo scorrere,  inserendo una sorta di amnesia, ciò che ne verrà sarà una visione limitata, che porterà a una vita limitata in grado di cambiare profondamente e limitando il campo di osservazione. Sembrerà che il modo e gli altri siano i padroni incontrastati dell’esistenza. Con lo scettro della nostra vita in mano – che noi stessi gli abbiamo fornito – gli daremo il consenso di fare ciò che vogliono. Da questo punto di vista nascono i concetti di “fortuna, destino” e una visione dell’amore limitata e strettamente legata al sacrificio, alla carenza e al bisogno.

Le catene che crediamo di avere vengono create in questo spazio limitato dentro il quale il pensiero si ferma e rimane per giorni, mesi, anni. A volte per l’intera esistenza. Se parliamo di cultura femminile, possiamo osservare come il maschile – ancora oggi – desti sospetto, nonostante i passi che “crediamo” di aver fatto verso la libertà. Per alcune donne è la paura di aver bisogno del lato maschile per poter esprimere il proprio talento, per altre un doloroso recupero dopo esserne state in qualche modo schiacciate.

Generalmente questa diffidenza nasce da traumi provenienti dalla nostra cultura antica, dove le donne venivano trattate al pari di schiave e non come persone libere. E in qualche modo, in maniera più subdola e quindi difficilmente riconoscibile, ancora oggi sono tante le donne che vengono messe da parte, zittite e soffocate nelle loro idee. A meno che non riescano a piantarne i semi e a fecondarli in un uomo, il quale poi le porterà nel mondo come se fossero sue.

MASCHILE E FEMMINILE

Come scrive l’autrice di Donne che corrono coi lupi «non possiamo gettare via nessuna metafora che ci aiuti a essere. Non possiamo fidarci di una tavolozza in cui mancano il rosso, o il blu, o il giallo, il nero o il bianco. L’animo è un colore primario nella tavolozza della psiche femminile.»

Lo scorrere naturale della vita è fatto di femminile e maschile

Entrambi gli elementi sono utili per uno sviluppo positivo dell’anima e la successiva manifestazione nel mondo di idee, pensieri, impulsi, creazioni. Viviamo in un mondo che richiede riflessione e azione. Dunque è utile per le donne impiegare concetti di natura maschile, nel debito equilibrio. In questo modo il maschile diventa un aiutante, un assistente capace di mettere in evidenza la natura regale in grado di mediare amorevolmente per un femminile equilibrato. Invece l’uso irresponsabile di un elemento a vantaggio dell’altro interrompe il flusso creando una scorretta comunicazione.

Se alcune donne teorizzano che la natura «guerriera, da amazzone, da cacciatrice» possa prendere un posto privilegiato nella loro vita, svilupperanno in eccesso attributi maschili soffocando quelli femminili.  In questo modo resteranno comunque schiave. Fino al momento in cui comprenderanno come far emergere il maschile attraverso il flusso naturale del femminile, sciogliendo le catene che loro stesse hanno costruito.

RISOLUZIONE: IL PRIMO PASSO

Un animale nato in cattività avrà paura di essere liberato nella foresta

Credo sia la paura che si apre come un ventaglio fatto di mille sfaccettature, l’elemento chiave. Paura di vedere il proprio potere personale, di metterlo in atto senza più scuse. Paura di assumerci la responsabilità che arriva dalla scelta di essere o non essere schiave.

L’accensione della mente femminile comporta il fatto di vedere che la “schiavitù” è una condizione “accettata” prima di tutto nella mente di ognuna di noi, determinata dalla mancanza di conoscenza del territorio selvaggio. Accorgersi di questo è prima passo verso una nuova visione.

Stregata dalla Luna è uno dei corsi che ho ideato per offrire alle donne una visione più ampia del femminile, sempre a vantaggio del maschile. Si svolge nel bosco in una notte di Luna Piena … Se vuoi sapere di cosa si tratta clicca su questo link ➡➡➡ http://bit.ly/2FaFjLZ

FLUIRE CON LA VITA

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La vita ci offre molte opportunità dove lasciarci andare al fluire della vita. Non è semplice seguire il flusso delle emozioni quando sono pesanti e impregnate di malessere che ostacola il flusso naturale della nostra energia personale. Come un fiume in piena veniamo trascinati dalla corrente impetuosa dell’ego che si sballotta da una sponda all’altra senza ritegno. Ma … c’è sempre un ma che possiamo mettere davanti a tutta la sofferenza che proviamo e fare una nuova esperienza: anziché focalizzarmi sulla reazione del momento, faccio un passo indietro e mi allineo al potere personale, alla capacità di scegliere e decidere, riaffermando il mio vero essere.

Io sono responsabile della mia vita al 100%. Se ciò che sto sperimentando non mi piace, posso scegliere diversamente!

In quello stato di coscienza diversificato che ribalta il sistema di pensieri convenzionale, prendo in mano le redini della vita per comprendere che tutto è in continuo divenire. Scelgo di essere padrona della situazione, e anziché muovermi come un burattino dico a me stessa: «Ogni problema è un’opportunità per conoscere e migliorare me stessa.» e permetto alla mia mente di aprirsi alle infinite possibilità.

La rabbia non è per sempre, e neppure l’ansia o la paura, il vittimismo e la gelosia o qualunque altra reazione condizionata possa sorgere e che mi tiene legata ai vecchi schemi. Ritrovando la fiducia nel mio potere personale, scelgo e decido di trovare un altro modo per risollevare l’energia vitale e ritrovare forza, serenità e fiducia nelle infinite possibilità.

Questo gioco molto potente ha due aspetti fondamentali: far capire all’ego chi comanda e che in quel momento non faremo il suo gioco ma lasceremo fluire in noi energia positiva. Scegliere la pace per portare le modifiche necessarie a migliorare la situazione e rispondere in modo differente.

COSA FARE

Ecco cosa accade quando apriamo uno spazio affinché la nostra anima si possa esprimere:

  • Accettiamo l’esperienza che abbiamo di fronte, anziché contrastarla
  • Diamo spazio agli altri e a noi stessi
  • Collaboriamo con la soluzione anziché focalizzarci sul problema
  • Ci stacchiamo dagli influssi che cercano di abbassare la nostra energia
  • Rimaniamo calme di fronte a un momento di stress
  • Scegliamo il perdono da offrire a chi ci offende
  • Affrontiamo la situazione con un sentimento benevolo e con la voglia di risolvere al meglio per tutte le persone coinvolte, e non solo per noi
  • Permettiamo alla pace di fluire anziché fomentare rabbia e paura
  • Manteniamo un atteggiamento non giudicante e punitivo, anziché puntare il dito

Queste risposte non possiamo né programmarle né forzarle anticipatamente, ma devono seguire una genuina e costante trasformazione per potersi esprimere spontaneamente quando è necessario. Sarà la risposta a un lavoro fatto con cura e volontà, che privilegia la pace interiore in grado di coinvolgere l’intera situazione.

Quando ci rendiamo conto di reagire a livello dell’ego e cioè a quel livello dove il lamento è al primo posto, possiamo fermarci e rivolgere l’attenzione alle emozioni affermando con determinazione: «Tu non sei me». E poi usare questi passaggi per aprire la porta a una visione differente:

RIMANI CENTRATA E APRITI ALLA CHIAREZZA

Concentrati sul tuo respiro, allenta le tensioni degli abiti e permetti alle emozioni del momento di scorrere come lettere dell’alfabeto appoggiate sull’acqua e portate via dalla corrente. Quando hai paura ti senti come una preda, come se ci fosse qualcuno a trattenerti in quella situazione. Chi ti sta trattenendo è reale o solo nella tua mente?

Ti faccio un esempio: una persona mi scrive che è terrorizzata dalla pioggia e mettersi in auto da sola, con il temporale le provoca paura e panico. E’ sicura (lo dice il meteo) che le previsioni per il giorno dopo sono terrificanti: pare che pioverà a dirotto sia dove abita lei, che per tutti i 150 km che dovrà percorrere fino a destinazione. Afferma inoltre che sta piovendo anche da me proprio in quell’istante: guardo fuori e c’è una bellissima luna! La rassicuro dicendole: «Verifica il meteo domattina, quando apri le finestre, e ne riparliamo». Per farla breve, è arrivata a destinazione serena e tranquilla, senza aver incontrato una goccia di pioggia. La paura era solo nella sua mente.

ASPETTATI IL MEGLIO E OSSERVA CON PAZIENZA

Considerato che ci aspettiamo sempre che qualcosa accada. Qualunque sia la situazione che stai affrontando, orienta la tua mente su un’aspettativa che sia il meglio che tu possa immaginare. C’è un detto: «E’ finita quando è finita»: in battaglia ci si arrende una volta sola, quando è veramente la fine. Sul sentiero spirituale la resa avviene continuamente e non ha mai fine. E’ lo scopo del fluire. Per questo osservare e attendere non è un atteggiamento passivo, né un conto alla rovescia in attesa del grande evento. E’ piuttosto un momento in cui, lasciandoti andare, sottrai qualcosa di vecchio per aggiungere qualcosa di nuovo.

Con tutte queste tecniche, possiamo passare all’azione e lasciarci andare al fluire della vita.

E SE NON BASTA

A proposito di tecniche, se vuoi impararne di davvero efficaci per poter migliorare la tua vita sotto ogni aspetto condividendo questo benessere con le persone intorno a te, clicca sul link qui a fianco per partecipare al prossimo Corso Base di LoveHealing®   ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E

LA MENTE E’ UN GRANDE ICEBERG

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Quanto sarebbe semplice controllare la mente se i pensieri coscienti fossero gli unici coi quali confrontarci. Contrariamente a questa semplicità, tuttavia, la mente cosciente è solo la punta del grande iceberg della coscienza. Seppellito in profondità nel subconscio così tanto da sfuggire a qualunque idea di controllo, esiste un tappeto fittissimo di desideri insoddisfatti, sogni frantumati e convinzioni limitanti che spesso insorgono a fare da barriera verso qualsiasi obiettivo cerchiamo di raggiungere consapevolmente.

Pensieri che vogliono procedere in una direzione e altri che spingono nella direzione opposta: questa spesso è la realtà con la quale ci confrontiamo. Pur impegnandoci sinceramente a un qualche livello della nostra coscienza per camminare nella direzione dell’obiettivo desiderato, a un altro livello resistiamo ai nostri stessi sforzi. In questo modo nascono i contrasti e le incongruenze tra pensiero e azione, condizione che fa nascere la sofferenza. Magari siamo in ufficio e continuiamo a guardare l’orologio o ci ritroviamo a sognare a occhi aperti, desiderando di essere da tutt’altra parte. Oppure sprechiamo la nostra preziosa energia in tutte le cose che potremmo fare e dove vorremmo andare togliendo attenzione a ciò che facciamo.

I grandi risultati nella vita si ottengono disciplinandoci a fare una cosa alla volta e a farla con tutto il cuore, senza lasciarci distrarre dalla preoccupazione per ciò che vorremmo realizzare o che avremmo voluto realizzare in passato

LAVORARE A VANTAGGIO ANZICHÉ CONTRO

Quando scegliamo la chiarezza cristallina, cominciamo a predisporre le nostre energie affinché lavorino a nostro vantaggio anziché contro. Come sempre la teoria è molto più semplice della pratica. Nella realtà dei fatti, ci ritroviamo molto spesso divisi in due: una parte vuole andare in una direzione, l’altra parte si rifiuta. Nascono così i dubbi e le paure, arrivano le preoccupazioni che bloccano persino le intenzioni più forti.

Esiste in ognuno di noi un principio che dice «no» alla vita felice, come un desiderio di affossare, evitare i problemi anziché affrontarli come sarebbe naturale che sia. Speriamo che, guardando da un’altra parte, le nostre preoccupazioni svaniscano improvvisamente. E invece ce le ritroviamo di fronte, ogni volta a reclamare di essere risolte.

DOVERE vs VOLERE

Divisi tra ciò che dobbiamo fare e ciò che vorremmo fare, sviluppiamo il conflitto che spesso produce complessità interiori, difficoltà a riconoscere il proprio valore, aumento dell’ansia e della depressione e tutto ciò che nasce dal reprimere le emozioni. Come uscire da questa fangosa situazione? Il primo passo è cominciare ad assumersi la responsabilità di ogni accadimento. Per responsabilità non intendo certo il farsi carico dei problemi altrui. Intendo la capacità di comprendere che ogni situazione nella quale ci siamo trovati e tuttora ci troviamo, è stata – a un qualche livello sconosciuto e profondo – scelta e decisa da noi. In sostanza dobbiamo invertire il sistema di pensiero convenzionale per far emergere una nuova visione della vita.

Possiamo cominciare col domandarci qual è lo scopo di ciò che stiamo facendo, se siamo felici o se potremmo fare le cose in un altro modo. È di grande utilità cominciare a notare come le qualità della concentrazione, della calma, dell’autocontrollo e della chiarezza, rendono possibile lo sviluppo della volontà.

Concentrazione significa dirigere le proprie energie verso un’unica direzione, limitando o annullando la voce interiore che dice di mollare

La meditazione statica o dinamica, in questo caso, può essere un valido allenamento per sviluppare la calma e la concentrazione. Ti suggerisco «Risveglio Interiore» la meditazione guidata che puoi ricevere in omaggio iscrivendoti alla newsletter di www.spiritualcoach.it.

Passare dal dovere a scegliere cosa ci fa stare davvero bene necessità di coraggio e tanta volontà. Sempre più sono le persone che hanno la necessità di allentare la stretta morsa del dovere per dedicarsi ai piaceri della vita. E non intendo solo quelli sporadici, i “momenti d’aria” del sabato e domenica o delle ferie. Intendo la bellezza di svegliarsi la mattina col sorriso, felici di ciò che andremo a fare. Perché solo noi possiamo scegliere e decidere di essere felici: nessun altro lo può fare e nessun altro ci può dare la felicità che stiamo cercando.

Cercare la felicità fuori di noi è come aspettare il sorgere del sole in una grotta rivolta a nord (Proverbio tibetano)

LOVEHEALING®

Da qualche anno ho sviluppato una tecnica che aiuta e sostiene tutti coloro che vogliono essere più felici in ogni ambito della vita: LoveHealing® Corso Base e Avanzato. Se sei curios*, ti invito a cliccare su questo link  ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E  A presto, per camminare insieme verso una vita più felice!

LA NASCITA E’ MIA E ME LA GESTISCO IO!

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Che titolo bizzarro! Ma ha un senso e se se continuerai a leggere lo comprenderai. Oggi voglio chiacchierare con te di nascita e relazioni. Tutti noi perpetuiamo in continuazione le varie fasi della nascita portando nella quotidianità emozioni e considerazioni vissute nei primi attimi di vita e nei successivi tre-quattro anni. Le nostre relazioni e il modo in cui le affrontiamo nascono proprio da quei momenti più o meno lunghi e intensi, dove piccoli mattoni di vita vengono appoggiati per far crescere la struttura che ci ospiterà per l’intera esistenza in questo mondo. Convinzioni, condizionamenti e le strutture caratteriali si forgiano diventando la nostra mappa che useremo per esplorare il territorio chiamato vita.

Purtroppo il ricordo della nascita viene presto messo da parte, forse a causa dell’intensità con cui viene vissuta. Sta di fatto che raramente le persone hanno memoria della loro nascita.  Questa dimenticanza fa si che le fondamenta sulle quali abbiamo appoggiato i nostri primi anni di vita, diventino il nostro solo punto di riferimento. Infatti nel periodo dell’infanzia, elaboriamo alcuni schemi mentali e comportamentali che diventano la mappa della nostra esistenza: per mappa si intende il modo con cui interpretiamo il mondo circostante in funzione di pensieri e convinzioni immagazzinate nella nostra mente e ritenute vere. Impariamo a credere solo a ciò che vediamo.

Questo è determinante per il nostro modo di agire e reagire agli eventi della vita e diventa il sistema che utilizziamo per vivere poiché si basa sulla nostra mappa che noi crediamo sia la verità, dimenticando che è solo la nostra verità e cioè il nostro personale punto di vista. In realtà ce ne sono molti altri che possiamo scegliere di sperimentare. Compiere questa scelta significa divenire consapevoli di essere liberi, in ogni momento.

UN NUOVO CONTATTO

Riallacciare un dialogo con la nostra nascita è portatore sano di consapevolezza per migliorare la vita e le relazioni, perché il modo con cui intrecciamo relazioni da adulti lo impariamo nel ventre materno. Vi faccio un esempio. Mi è successo di condividere la sensazione duale che spesso si manifesta quando una coppia si separa: la voglia di ritornare sulla vecchia strada e la paura che questo possa accadere. Una dualità che sembra strana ma che ho riscontrato in molte donne la cui volontà era quella di far tornare la relazione com’era un tempo e contemporaneamente pensare che la libertà che stavano assaporando le stuzzicava nel profondo.

Una probabile soluzione a questo dilemma può essere quello di riscrivere il copione della propria vita, basandola su valori e sensazioni diverse da quelle sperimentate in precedenza. D’altronde, se vogliamo ottenere risultati differenti dobbiamo pensare e agire in maniera differente. Dunque tornare sui propri passi non è sempre una scelta vincente, se non si ha una volontà diversa dalla precedente.

Nulla cambia se non cambi nulla

Durante il mio corso di  NASCITA E RINASCITA  i partecipanti  scoprono quanto la nascita può influire sulla loro vita e – soprattutto – come poterla trasformare riscrivendo un nuovo copione. Mentre preparavo il corso ho incontrato le parole Sondra Ray che nel suo libro Colora la tua vita descrive questa doppia visione. L’autrice racconta della sindrome claustrofobica da soffocamento, uno degli effetti prodotti dalla nascita. Di cosa si tratta? Nel ventre il bambino si sviluppa finché lo spazio non è più sufficiente a contenerlo. Il paradiso si tramuta in inferno. Bloccato, il bimbo è costretto a uscire per sopravvivere. All’esterno le mani dell’ostetrica lo afferrano, tagliano il cordone ombelicale costringendolo ad affrettare il primo respiro che diventa un’esperienza dolorosa e terribile. Questa sequenza viene spesso rivissuta nelle relazioni.

Come avviene questa traslazione? Dall’iniziale stato di grazia dell’innamoramento, scivoliamo in un senso di soffocamento e claustrofobia. Il paradiso in cui vivevamo all’inizio diventa un piccolo luogo infernale da cui dobbiamo fuggire per continuare a crescere. In alternativa, possiamo costringere il partner a lasciarci. Spesso è così difficile respirare quando siamo vicini all’altro che ci ritroviamo a spalancare le finestre in pieno inverno, alla ricerca disperata di una boccata d’aria, o ad aver voglia di fuggire.

IL DOPPIO NODO

Il risultato di tutto ciò è il “doppio nodo”, tipico di molte relazioni: non potete vivere con quella persona, ma non potete vivere senza di lei. Così la paura dell’amore e la paura della perdita si uniscono nel sacro vincolo del matrimonio; la cerimonia è officiata da «Padre Senso di Colpa» che sorride maligno all’ignara coppia destinata a mordere l’aspro frutto del fallimento.

L’alternativa alla colpa è l’innocenza. Conosciamo tutti l’innocenza per averla vista negli occhi dei bambini, ma quanti di noi hanno dimenticato che tale innocenza divina, pura giocosità e amorevolezza, è connaturale a tutti noi? Seppure celata sotto una fitta coltre protettiva di dolore,essa è lì, Santo Graal di cui tutti i figli di Dio sono alla perenne ricerca.

Può sembrare sciocco parlare di innocenza perduta, poiché non si può smarrire ciò che è per sempre nostro. Forse è più corretto dire che è invisibile e per questo crediamo non esista o che sia inaccessibile. Solo un profondo mutamento della percezione di noi stesse e del mondo ci rivelerà nuovamente la verità delle cose. Considerando che la colpa è una forma di dolore, prendendo in esame la natura del dolore si potrà fare un po’ di luce sulla colpa e sulle possibili soluzioni.

Il dolore è di fatto lo sforzo compiuto per aggrapparsi alle convinzioni negative. Alcuni dei pensieri che contribuiscono a rafforzare il senso di colpa sono: «Io non merito di essere amata, io ferisco gli altri, gli altri mi feriscono, se qualcuno mi lascia soffrirò, il vero amore è un po’ soffrire, se non c’è gelosia non è vero amore, Dio non vuole la mia gioia». Se pensieri simili emergono nella vostra coscienza, rilassatevi, respirate a fondo e lasciate che la tensione abbandoni tutto il vostro corpo mentre i pensieri negativi passano. Non pensare a priori che sia difficile: sperimenta e osserva cosa succede.

NASCITA E RINASCITA

Non volendomi dilungare scrivendo un romanzo su come la nascita possa influenzare le nostre relazioni, mi fermo qui. Interessante, non trovi? E neppure immagini quante altre scoperte potrai fare partecipando al corso di NASCITA E RINASCITA con esperienza in grotta. Essendo un’esperienza intensa e profonda, i posti a disposizione sono limitatissimi!

Se ti va di avere qualche informazione in più, puoi cliccare su questo link http://bit.ly/2HhOs68  e iscriverti al prossimo evento che sarà il 17-18 Marzo 2018. Sarò lieta di accompagnarti nella tua nascita, e insieme a Sergio Lupatini (con me nella fotografia) e Franco di Prizio Guide e Speleologi Professionisti del Gruppo Speleo Montorfano, nella tua rinascita.

La nascita non termina il giorno in cui vieni al mondo, quel giorno è solo l’inizio: il giorno in cui hai lasciato il ventre di tua madre, non sei nato, hai iniziato a nascere (Osho)

 

CAVALCA LA PASSIONE

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Sai che in questo momento ci sono persone che stanno facendo esattamente ciò che vogliono. Impiegano il loro tempo nell’attività che li appassiona o lavorando senza tregua per ottenere il risultato che hanno stabilito? Mossi dalla passione, raramente guardano l’orologio quando sono focalizzati a ottenere un risultato e si allenano costantemente. Hanno in testa un solo intento: arrivare in cima al loro obiettivo!

C’è un comune denominatore tra queste persone che rappresenta la chiave del loro successo personale: la volontà di riuscire. Non è vero che ci sono poche possibilità. E’ invece vero che alcuni scelgono di guidare e altri di seguire.

Dunque il successo non è una questione di circostanze, di talento innato o di intelligenza: è una questione di passione e di scelta.

ETICHETTE

Tra le infinite considerazioni che sono state fatte su ciascuno di noi nell’arco della vita personale partendo dai genitori, dagli insegnanti e tutti gli educatori con i quali siamo entrati in contatto dalla nascita fino ad ora, è possibile aver scritto inconsciamente un registro di cose che crediamo o non crediamo di essere e che costituiscono le fondamenta fatti  di “ce la posso fare – non ce la faccio – non sono il tipo adatto – questa cosa fa proprio per me …”. Queste etichette sono state applicate – il più delle volte – da persone che ci volevano molto bene e che hanno creduto di agire per il nostro meglio. Tuttavia il risultato finale è che questa immagine non ci rappresenta.

Scavando in profondità possiamo accorgerci che abbiamo ereditato la paura dell’acqua dalla nonna che diceva: «Stai attenta che affoghi» o la relazione con la scarsità di denaro dal papà che, facendo il passo più lungo della gamba, era sempre in bolletta. I condizionamenti non si possono evitare: a volte sono favorevoli alla nostra vita, altre volte la invalidano rendendola davvero complicata.

In ogni caso non c’è condizionamento che non si possa trasformare, se scegliamo che sia così. E una delle possibilità per uscire dal condizionamento è cominciare a pensare in grande. Funziona davvero e non solo per quanto riguarda gli obiettivi di carriera, la sicurezza finanziaria e le relazioni importanti. Ci porta a guardare la vita sotto una luce diversa, più ampia e possibile. Questa scelta è complicata tanto quanto la lotta che ogni giorno mettiamo in atto per restare inchiodati alle nostre convinzioni.  Mi puoi credere, avendo io stessa viaggiato per molto tempo col freno tirato per poi scoprire che bastava solo abbassare la leva.

PENSARE IN GRANDE

Uno dei motivi per cui pensare in grande è necessario sta nel fatto che quando siamo di fronte alle difficoltà, il nostro pensiero si fa piccolo. La mente si restringe e intorno a noi il mondo sembra chiudersi in una morsa, quando invece dovremmo avere la forza di evitare una cosa simile. L’allenamento a pensare in grande ci aiuta proprio in quei momenti.

Se abbiamo un obiettivo – qualunque esso sia – la prima mossa per abbassare il freno e cominciare a lasciare che la macchina della vita possa muoversi nella direzione che abbiamo scelto, è guardare i pensieri scrivendoli per come ci vengono al momento. Mettere nero su bianco le negazioni rispondendo a una semplice domanda: “Cosa mi impedisce di raggiungere il mio obiettivo?”  ci aiuterà a vedere gli ostacoli prima di sbatterci contro.

Cambiamo il nostro linguaggio e rendiamolo ricco di possibilità ampliandolo con vocaboli che invocano il successo

Cambiando il nostro dialogo interiore ed esteriore, possiamo cominciare a vedere la situazione in un altro modo. Magari non sarà perfetto, forse non produrrà istantaneamente risultati tangibili, ma possiamo osservare come la respirazione ricomincia a fluire e una sensazione di fiducia bussa alla porta. Quando il pensiero cambia, tutto intorno a noi si trasforma.

E poi c’è il “fare come se” per rinforzare la nuova visione. Camminiamo, pensiamo e agiamo come farebbe una persona che ha già raggiunto l’obiettivo che noi vogliamo raggiungere. E poi leggere libri, partecipare ai corsi di crescita personale e spirituale, frequentare chi ha realizzato ciò che desiderava e che ha la generosità di raccontarci come ha fatto ci aiuterà certamente. Possiamo anche migliorare l’ambiente dove viviamo, tenerlo in ordine, pulito e ricco di oggetti che ci fanno stare bene. Sono piccoli suggerimenti che possono davvero fare la differenza tra il vivere e il sopravvivere.

Gran parte della differenza tra il fallimento e il successo sta in ciò a cui crediamo di essere e di avere diritto: per questo conviene cominciare a pensare in grande

Hanno imparato che è fondamentale pensare in grande le persone che hanno partecipato a LoveHealing® Tecniche di Risveglio Interiore. Sanno che ora possono contare su una tecnica facile, applicabile in ogni occasione e momento che li sostiene nella trasformazione. Hanno imparato l’importanza di diventare autori della propria esistenza per poter mettere in atto il cambiamento con fluidità. Se anche tu vuoi diventare autore della tua vita, puoi partecipare il 20 Maggio 2018 al Corso Base di LoveHealing® e toccare con mano l’efficacia delle sue tecniche. Trovi tutte le informazioni cliccando su questo link ➡➡➡ http://bit.ly/2Esby8E