COS’E’ LA PERFEZIONE?

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Siamo sempre troppo basse, troppo alte, magre o grasse, il seno è piccolo o troppo grande e i capelli non sono mai del colore o dell’onda giusta. Colpiamo i nostri corpi con frecciatine e li accusiamo di non essere abbastanza questo o quello.

Ero con voi su questa altalena, fino al giorno in cui mi sono concessa il bene di essere me stessa. Cosa ho fatto? Mi sono guardata con attenzione concentrandomi su ciò che di bello vedevo e ho visto, finalmente, dopo tanto tempo.

Le mie mani sono belle, potenti, afferrano concetti nell’astratto e creano cose meravigliose, la mia voce sa come abbracciare e determinare essendo le mie labbra sempre vicina a Dio, il mio corpo è perfetto per contenere e misura il giusto per restare “coi piedi per terra”.

Viviamo in un mondo di diversità piena di bellezza dove ogni tipologia di Donna ha la possibilità di esprimersi. Non dobbiamo indossare l’uniforme: possiamo essere ciò che siamo migliorando sempre più, assomigliando a noi stesse per  risultati naturali e selvaggi.

Leggete cosa scrive Clarissa Pinkola Estés nel suo libro Donne che corrono coi lupi:

«Sostenere un unico tipo di bellezza è come essere inosservanti della natura. Non può esistere un unico tipo di uccello canterino, di pino o di lupo. Né di bambino, di uomo o di donna. Non può esistere un unico tipo di seno, di circonferenza, di pelle. |…| Se i disordini dell’alimentazione coatti e distruttivi che distorcono le misure e l’immagine del corpo sono reali e tragici, per la maggior parte delle donne non sono la norma. Per lo più, le donne sono alte o basse, grasse o magre, semplicemente perché hanno ereditato le caratteristiche fisiche degli avi, vicini o lontani.

Giudicare o malignare sulla fisicità ereditata da una donna produce generazioni di donne ansiose e nevrotiche. Esprimere giudizi distruttivi e inappellabili  sulle forme ereditate da una donna significa derubarla di parecchi tesori psicologici e spirituali assai preziosi. La si priva dell’orgoglio per il corpo datole dagli avi. Se le si insegna a disprezzare questa eredità, immediatamente e violentemente viene separata dalla sua identità corporea femminile con il resto della famiglia

Se le si insegna a odiare il proprio corpo, come potrà amare quello di sua madre, tanto simile? O quello della nonna o delle sorelle? Come potrà amare il corpo di altre donne (e uomini) a lei vicini che hanno ereditato le forme e le conformazioni dai loro antenati? Attaccare così una donna distrugge il giusto orgoglio che prova per l’affiliazione alla sua gente e la deruba del ritmo naturale, dalle misure e dalla forma che questo ha. Fondamentalmente, l’attacco sferrato contro il corpo di una donna va lontano, colpisce quelli  che sono nati prima e che nasceranno dopo di lei»

Molte di noi hanno fame di essere adeguate o adatte: questa è la fame che divora la bellezza. Possiamo essere affamate sì, ma di rispetto e accettazione. Se veramente c’è una donna che con ostinazione vuole uscire per essere vista, si sta sbracciando per farla finita con le “proiezioni irrispettose degli altri sul suo corpo, il suo volto, la sua età“.

Quando tutto si acquieta e la disperata ricerca di perfezione lascia il posto all’accettazione, come per magia il corpo si trasforma. Lo specchio – nemico di sempre – riflette ora una nuova illusione, più luminosa  e sorridente. Ci siamo accorte.

Ogni donna ha il suo vento che non ha bisogno di rincorrere: le basta lasciarsi trovare da esso

 

La Quarta Edizione di Il Potere dell’Energia Femminile sarà sull’Isola di Formentera dal 27 Maggio al 3 Giugno 2018, una settimana dedicata alla scoperta di te stessa. Le iscrizioni sono aperte e l’evento è in PROMOZIONE SCONTO 30% fino al 31 Dicembre 2017. Se ti va di conoscere i dettagli, clicca su questo link  ➡➡➡ http://bit.ly/2iT9zDV

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(Photo by Pete Bellis on Unsplash)

IL POTERE DELLA MENTE

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I giochi di potere non fanno bene a nessuno. Non aiutano chi li fa e neppure le persone coinvolte. Per chi ancora non conosce il potere della mente e le reali conseguenze di causa ed effetto, nulla è più devastante dell’esercitare potere o dominio sugli altri. Il desiderio di comandare per una gratificazione egoistica è una delle cause principali dei problemi planetari.

Per secoli re e nobili hanno inzuppato la terra di cruenti battaglie per dominare e possedere, non per cercare più vita per tutti, più benessere e armonia. Di questi tempi le cose non sono cambiate per nulla. Si combattono ancora guerre cruente, a volte subdole e sottili e sempre per lo stesso motivo. I re moderni del commercio e della politica sono ispirati dalla stessa brama di potere.

La mente che cerca di dominio sugli altri è quella subdolamente competitiva. Basa il suo credo sull’idea di possedere per paura di perdere ed ha la sua frase di battaglia: «Io sono meglio di te!». In questo stesso contenitore mentale c’è la parte creativa che è invece preposta a estendere e condividere e il suo grido di battaglia è: «Dare è Ricevere». Per padroneggiare nel nostro ambiente o sviluppare ricchezza in ogni ambito dell’esistenza è necessario aprire il contenitore mentale per vedere che entrambe le parti potrebbero esprimersi in maniera potente. Tutte e due le condizioni mentali vivono in un unico contenitore dove la scelta e la decisione sono fondamentali.

Chi sceglie deve ben conoscere entrambi le parti per valutarne il prezzo da pagare in termini di esperienza

Una delle migliori formulazioni per estendere lo spirito creativo di condivisione si trova nella celebre frase della Regola Aurea di Giovanni di Toledo: «Quel che voglio per me stesso, lo voglio per tutti». L’applicazione pratica di questa semplice frase senza esclusione alcune, rende chi la pratica in grado di vivere una vita all’insegna della costante felicità, poiché nella sua mente la confusione della separazione avrà lasciato il posto alla semplicità straordinaria dell’unione. Questa combinazione mentale è infallibile e ogni uomo o donna che segue queste istruzioni in maniera costante, con perseveranza e determinazione, entrerà in contatto con ogni forma di ricchezza.

La voglia di progredire nella conoscenza include necessariamente tutte le persone intorno a noi poiché senza di loro nessun progresso sarebbe possibile. Sono loro a darci spunti e visioni che possono accrescere la nostra capacità di vedere strade nuove per migliorare la nostra esistenza. E non parlo unicamente di chi ci sostiene e incita nel raggiungimento dei nostri traguardi. Parlo soprattutto di chi ostacola cercando di bloccare la nostra evoluzione. Quelle sono le persone che più vanno ringraziate, poiché proprio loro ci offrono l’opportunità di trovare nuove vie d’uscita per spostare il masso che ostruisce la strada e continuare il cammino.

Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te

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(Photo by Roxanne Desgagnés on Unsplash)

IL DENARO NON E’ LA VERA RICCHEZZA

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«Il denaro è l’effetto, e quando sei concentrato sull’effetto stai dimenticando la causa, e quando dimentichi la causa l’effetto comincia a scemare. Quando fissi l’attenzione sul far soldi, stai bloccando il tuo sostentamento. Devi cominciare in questo preciso momento a smettere di credere che il denaro sia la tua ricchezza, il tuo sostentamento, il tuo sostegno, la tua sicurezza o la tua salvezza. Il denaro non è tutto questo, ma Dio sì. |…| Se vedi nel lavoro, nel tuo principale, nel tuo consorte o nei tuoi investimenti la fonte del tuo sostentamento, stai bloccando la vera Fonte. |…| Tu sei la progenie dell’Infinita Abbondanza dell’Universo.» Lo scrive John Randolph Price nel suo libro «The Abundance Book» ed io sono pienamente d’accordo.

Da dove arrivano i segreti della manifestazione? Da dove prendono origine le idee di consapevolezza della prosperità? Dobbiamo fare un lungo viaggio fin nelle antiche scuole misteriche di Asia, Egitto, Persia e Grecia. Affermavano che conoscendo sé stessi e il proprio io si arrivava a comprendere Dio. La meditazione era il mezzo per scoprire il potere di «trasmutare la discordia in armonia, l’ignoranza in conoscenza, la paura in amore e la carenza in abbondanza». Nella strada verso la conoscenza di sé, possiamo scoprire le leggi universali della manifestazione e diventare incarnazione di amore e pace, infrangendo ogni barriera e ostacolo.

La conoscenza di armonia e realizzazione viene scritta nei testi sacri e negli insegnamenti della cabala ebraica, dei mistici indù e buddisti, nello gnosticismo cristiano e nella prima versione della Bibbia. Un’idea che mette in comunione tutti è il pensiero dell’unità tra Dio e gli uomini, in cui è insita l’essenza divina. Il Vangelo gnostico di Tommaso, trovato tra i rotoli del Mar Morto nel 1945, afferma che la conoscenza di sé apre le porte alla conoscenza di Dio e indirettamente ai Suoi poteri.

C’è stata poi un’evoluzione del cristianesimo che si è opposto fermamente all’idea che nell’uomo albergassero il potere e lo spirito divino: lo hanno reso pieno di peccato colpa e paura e necessario di qualcuno che dovesse “ripulire i suoi danni” affermando così il potere della chiesa. Nell’antico medio evo le tecniche per sviluppare la consapevolezza e la manifestazione della prosperità furono occultate.

I massoni e i rosacrociani riuscirono a mantenere vive quelle conoscenze che successivamente nel XIX secolo riemersero con Emerson e Thoreau, i teosofi guidati da Madame Blavatsky, la Scienza Cristiana di Mary Baker Eddy, il Nuovo Pensiero di Charles Fillmore e Ernest Holmes, Rudolf Steiner e la sua Società Antroposofica e la Self-Realization Fellowship di Paramahansa Yogananda.

Questa in pillole è la storia che oggi sta tornando, adattata a seconda dei tempi e delle necessità. Come tutti i segreti, prima o poi vengono svelati e in questo tempo e momento così fertile possiamo davvero concepire un ritorno all’Amore e a Dio in un modo completamente rinnovato: non più vedendoci come peccatori che necessitano di strutture specifiche e di un interlocutore per chiacchierare con Dio, ma come anime degne e libere di relazionarsi con Lui in assoluta autonomia e in ogni circostanza.

Tornando al denaro e all’abbondanza: molte persone credono che il proprio lavoro, il principale, gli investimenti che hanno fatto o il coniuge siano la fonte del loro denaro. Ma concentrandosi su queste fonti “esterne” dimenticano la vera Fonte che ne è all’origine.

Il denaro non può renderti più sicuro, come invece è in grado di fare una profonda conoscenza di Dio e del potere dell’universo di provvedere

Tutti noi arriviamo a un punto nel quale siamo obbligati a credere che una soluzione in qualche modo si troverà, anche se non abbiamo nessuna garanzia. Senza questo atto di fede, finché avrai vita continuerai a pensare di non avere mai abbastanza, e lo ricercherai intorno a te anziché dentro di te, verso la conoscenza della tua anima.

Quali sono gli elementi primari che l’universo ci chiede di esprimere e che rappresentano la nostra vera essenza, le fondamenta della ricchezza? Meditare, visualizzare i desideri, la gioia di amare e la gratitudine, l’onestà, intesi nella loro accezione più ampia e perenne – uno stile di vita – e non come simboli sporadici e temporanei per poter accedere alla prosperità quando percepiamo carenza.

Tutti questi elementi hanno il potere di attrarre l’energia equivalente del denaro. Più vivi nell’amore, più ti avvicini alla vera realtà dell’universo e più amore e abbondanza fluiscono nella tua vita.
Questo principio insegna una verità che potrebbe sembrare dura: guadagni ciò che sei. Che in poche parole significa: ciò che attrai è la conseguenza diretta della tua condizione interiore.

Digerire questa verità ti rende sicuramente padrone della tua vita. Occuparti ogni giorno della tua anima ti rende sicuramente padrone della tua vita. Compiere ogni giorno una o più azioni concrete che ti portano verso la prosperità e l’abbondanza di denaro e di ogni cosa desideri, ti rende sicuramente padrone della tua vita.

L’universo è felice e ansioso di mostrarti l’abbondanza. E tu, sei disposto ad andargli incontro come “co-creatore”?

 

Uno dei modi più fantasiosi per rinnovare l’abbondanza nella tua vita in ogni direzione lo puoi trovare nelle tecniche di LoveHealing® Corso Base. Se vuoi sapere di cosa si tratta, clicca su questo link ⇒ http://bit.ly/2xzN76f

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(Photo by Fabian Blank on Unsplash)

SE IGNORI IL CAMBIAMENTO, RISCHI DI SCOMPARIRE

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Il momento che segue la perdita di qualcosa o di qualcuno è una piccola o grande fine del mondo. Tutte le cose belle che erano racchiuse in quelle circostanze si mescolano con tutto il nuovo che ci riserva il futuro: e nasce la paura.

I cambiamenti trasformano letteralmente la nostra vita: alcuni sono così repentini da farci perdere il senso di chi siamo. La nostra identità costruita intorno a una roccaforte fatta di convinzioni e momenti che diamo per scontati, viene improvvisamente scossa dal terremoto del cambiamento. Tutto intorno a noi crolla e ci ritroviamo in mezzo alle macerie. Seduti a terra, pieni di polvere e il nulla intorno a noi potrebbe far cadere nella paura e nella depressione anche il più forte.

Ma c’è una domanda che possiamo fare a noi stessi proprio in quei momenti: «Se non avessi paura, cosa farei?». Lasciarci ispirare da questa domanda può moderare la paura e metterci nella condizione di spingerci oltre ogni aspettativa, iniziando ad apprezzare – partendo proprio da quel momento – la vita.

INEVITABILE

Non possiamo evitare le scosse alle quali – di tanto in tanto – la vita ci sottopone. Ma possiamo scegliere se lasciarci sopraffare da esse o fermarci il tempo necessario per riprendere fiato, e poi continuare svoltando l’angolo con una sola volontà: trovare una nuova energia.

Questo è in sintesi il perdono: una scelta di progresso verso una visione nuova, con il cuore grato per ciò che è stato e gli occhi pieni di speranza per ciò che sarà.

A volte non abbiamo idea di dove stiamo andando pur avendo obiettivi certi, ben strutturati, scritti a modo e che seguono tutti i canoni universali. Non sappiamo quali potranno essere gli eventuali ostacoli, le battute d’arresto e perfino i terremoti che ci scuoteranno fino a fermarci. Ma quando accadono, possiamo pensare ad essi in due modi: come a una sventura oppure a un momento di riflessione. Entrambi i modi sono corretti perché porteranno a un risultato. Dobbiamo solo scegliere sul momento qual è il più conveniente per noi, perché lì sta la differenza – come sempre – tra avere ragione o essere felice.

«E se provassimo per un attimo a considerare la fine di qualcosa un inizio?» Capita spesso di sentir dire questa frase ma a volte manca la motivazione a crederci davvero. Prendendo ispirazione dal personaggio di Ridolino del libro «Chi ha spostato il mio formaggio?», vi invito a scrivere su un foglio «Se non cambi, rischi di scomparire». Tenete il foglio a disposizione di ogni cambiamento, come promemoria e verificate cosa accade.

Sapeva di aver imparato qualcosa di utile dai suoi amici topo, Sniff e Scurry, riguardo a come andare avanti. Mantenevano la vita su dei livelli semplici: non analizzavano le cose in maniera eccessiva, né le rendevano più complicate del dovuto. Quando la situazione cambiava e il formaggio veniva spostato, loro cambiavano e si spostavano con il formaggio. Era una cosa che si sarebbe ricordato. |…| Comprese che il modo più rapido di cambiare è ridere della propria follia (Chi ha spostato il mio formaggio?)

 

Aspetta un momento! Magari ti interessa sapere che esiste una tecnica facile per imparare a fluire nel cambiamento migliorando la tua vita personale, professionale, di coppia, raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissata e modificare le tue condizioni economiche. Se ti va, clicca sul questo link per saperne di più ===> http://bit.ly/2xzN76f 

GRATITUDINE

 

lucia-merico-spiritualcoach-benedizione.pngNeppure immagini quanto sia importante il senso della gratitudine e della benedizione. Parte da un presupposto fondamentale: nulla è scontato. La vita è un dono e apprezzare i doni rende felici. Sapevi che ad esempio ringraziare e benedire il cibo prima di gustarlo è utile per te? Stai pensando qual’è il motivo? Lo hai appena letto: nulla è scontato. Molte di noi sono abituate a concentrare la loro energia su ciò che “non hanno” piuttosto che mettere in evidenza ciò che già è presente nella loro vita, con la conseguenza inevitabile di sperimentare la frustrazione.

Sviluppare il senso della gratitudine aumenta con certezza il benessere. Inoltre la gratitudine e la benedizione sono una forma di guarigione che ti permette di gustare al meglio la vita. Come? Immagina di avere una meravigliosa torta di compleanno di fronte a te acquistata nel negozio più bello della città. Quel dolce che a breve assaggerai insieme ad altre persone, racchiude dentro di sé tutte le energie di chi ha contribuito a realizzarlo. Fantasticando, immagina il pasticcere mentre lo prepara: ha scoperto da poco il tradimento della moglie. Quali potrebbero essere i suoi pensieri mentre impasta il dolce, mentre lo farcisce, applica le guarnizioni e quant’altro?

I pensieri sono energia che coinvolge l’intera creazione ed ora è proprio lì di fronte a te, pronta per essere mangiata insieme alla rabbia, alla frustrazione, alla vendetta. Forse vale la pena di portare un pensiero di ringraziamento: “Benedico questo cibo e le persone che lo hanno preparato. Benedico tutti noi che stiamo per assaggiarlo. Grazie Grazie Grazie”

C’è un valore intrinseco nel benedire e nell’essere grati e lo puoi trovare facendone esperienza. Per esempio puoi cominciare con tenere un quaderno dove puoi scrivere ogni mattina e sera dieci motivi per cui essere grato. E se ti va puoi riflettere su queste tre domande, scrivendole: “Cosa ho ricevuto?” Cosa ho donato?” “Quali preoccupazioni o difficoltà ho generato?”

  • La prima domanda è utile per riflettere sui regali ricevuti
  • La seconda ti focalizza su ciò che tu hai donato
  • La terza ti fa riflettere su come possiamo, a volte semplicemente con un pensiero, causare sofferenza agli altri

Puoi fare inoltre un’esperienza ancor più avanzata, ringraziando per le situazioni difficili: “Ringrazio questo momento di difficoltà perché so che mi porterà valore e conoscenza, capacità di risolvere situazioni complicate e forza per affrontarle. Grazie Grazie Grazie”

Ora non ti resta che sperimentare perché come ben sai se mi segui da un po’, nulla può sostituire l’esperienza.

Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso e la pioggia cada dolce nei campi attorno. E finché non ci incontreremo di nuovo, che Dio ti protegga nel palmo della Sua mano (Benedizione irlandese del viaggiatore)

 

E se vorrai conoscere qualcosa in più di te stessa, puoi unirti a noi il prossimo 5 novembre per il Corso Base di Lovehealing

CI SONO I SOCIAL, E POI C’E’ FACEBOOK

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Se scrivi questo, alcuni ti criticano mentre altri sono d’accordo. Se scrivi quest’altro alcuni sono d’accordo mentre  altri criticano. Chi si stupisce se non sei d’accordo con lui o lei, chi è indignato perché non sostieni le sue idee. “Clicca qui che avrai fortuna e se non clicchi la sfiga ti sommergerà” Flussi di conversazione che inevitabilmente o tirano in basso o ti sparano verso l’alto. Notizie vere, notizie finte, chi è felice e poi scontento, chi è scontento e rimane scontento, chi è sempre felice anche quando è triste, chi è felice e triste a seconda delle necessità. Tolgo gli amici, metto gli amici. Un giorno sono sul pero e un altro sul melo. Benvenuto nel mondo virtuale!

La follia, a parer mio, è il credere che tutto questo sia reale!  Ma poi in fondo, cosa è reale e cosa è virtuale? E’ questa la domanda che mi faccio, perché io stessa cado nel tranello di credere vero ciò che sono solo parole scritte e che io stessa scrivo.

MI FACCIO UNA DOMANDA

Il mio social preferito è Facebook.  Ma la domanda è: «Perché scrivo sui social?» Per ricevere attenzione, per manipolare, per controllare gli altri, per sentirmi bene, per far sentir bene gli altri, per condividere, per sentirmi meno sola, per il mi piace e più sono meglio mi sento, per essere determinata, perché ho fatto una promessa o perché non l’ho fatta, per invidia, per supponenza, per amore, per condivisione …  quante sono le motivazioni? Infinite! E ancora mi domando:  «Perché scrivo su Facebook?»  e rispondo: per raggiungere il mio cuore attraverso il cuore altrui. Perché mi fa stare bene scrivere, postare, scegliere le immagini ad hoc, cercare i video, crearne di nuovi. Sono tante le motivazioni, a volte allineate e altre volte no, e tutte fanno parte del bagaglio emozionale che attiviamo per vivere la vita.

Mi piace far conoscere alla gente la mia professione di SpiritualCoach, incuriosire, sentire gli animi che si placano o si accendono. Mi piace coinvolgere e lasciarmi coinvolgere, osservando come si muovono le emozioni dentro di me. Mi piace trovare le parole e sentirne il suono: come suona questa frase? Le parole, importanti indicatori della strada che stiamo percorrendo e tutti  – perché accade a tutti presto o tardi –  percorriamo le stesse strade ravvivate dalle stesse emozioni.

«Io non sarò mai così – Ci vuole coerenza nella vita – Scegli me: sono il meglio – Non scegliere quello perché non va bene per te: io lo so …» Parole seguite da fatti a volte coerenti altre volte no: C’est la vie! Per cui, cosa è giusto o sbagliato in assoluto, nessuno lo può sapere con certezza perché la vita varia a seconda del momento. E poi, diciamocela tutta: chi non ha mai commesso errori? Pensare di vivere in un’oasi felice e saccente è una presunzione umana.

Nessun uomo è un’isola

Faccio del mio meglio per scegliere la gentilezza e il buon senso che a volte contrastano con l’impetuosità del mio carattere. E nessuno può dire che è la strada corretta: lo è per me, per la mia indole, per la missione che ho scelto in questo mondo, che ho scelto ora. Domani è un altro giorno.

Io credo che l’unico ingrediente necessario per insaporire questo delizioso minestrone chiamato Vita sia la consapevolezza. Quando ci attiviamo nella consapevolezza, ci viene mostrata la strada. Accendere la mente prima di scrivere, parlare, scegliere e decidere è  buona cosa per vivere la vita. Oltre al computer, prima di mandare in rete qualunque cosa, impara ad accenderti con una domanda:   «Quale risultato voglio raggiungere?»

Calarsi nel mare dei social media significa sottoporsi al loro giudizio impietoso ed essere disposti a interagire, non solo a dispensare saggezza e buona scrittura a senso unico (Marco Bardazzi) 

 

Come nasce Facebook Consapevole? Da una chiacchierata con Roberta Marzola sull’importanza di usare i social consapevolmente. Roberta comincia a scrivere di come il vortice di Facebook ci ingloba senza preavviso, e in men che non si dica ci ritroviamo ON LINE con la Prima Edizione di  Facebook Consapevole: e domani  2 ottobre 2017 si conclude la Terza Edizione. Se ti è salita la curiosità, non esitare a contattarci.

Dove ci trovi? Su Facebook, naturalmente!  Lucia Merico SpiritualCoach  –  Roberta Marzola Facilitatrice e Giornalista

LOVEHEALING: UN PASSO VERSO TE STESSA

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Succede che partecipi a un corso e quanto torni a casa ti percepisci diversa e anche gli altri hanno questa percezione. Ti senti spaesata, leggermente euforica e ancora non comprendi a fondo cosa sta accadendo. Tutto intorno è uguale e diverso allo stesso tempo: di fronte a un conflitto rispondi con un silenzioso sostegno nei confronti dell’altro, anziché reagire con disappunto.

“Mi sento mutata in qualcosa dentro che non riesco a descrivere a parole. Ho un atteggiamento diverso nei confronti dei bambini e di me stessa. Sono più lenta nella comunicazione e nei modi di agire. E’ come se andassi al rallentatore concentrandomi su ogni passo che faccio. |…| è normale tutto questo?” scrive una giovane donna che chiamerò Anna, moglie e madre di tre bambini piccoli, il giorno dopo aver partecipato al Corso Base di LoveHealing.

NULLA CAMBIA SE NON CAMBI NULLA

Quando le persone intraprendono il sentiero della conoscenza personale e spirituale, a volte scoprono che gli altri non li capiscono. In genere vengono accusati – spesso dietro le spalle – di essere centrati solo su se stessi o di non essere più “come prima”. La nuova etichetta che di solito viene utilizzata è molto simile a “Non ci sei solo tu nella vita!”, il che corrisponde alla verità se l’attenzione è esclusivamente rivolta all’ego.

Ma cosa è accaduto a livello dell’anima? Quando c’è un’espansione della consapevolezza, c’è anche il superamento dei propri confini interiori e un maggior fluire con la vita. Questa nuova percezione ci permette di unirci gioiosamente alla vita, osservandola da un punto di vista molto più ampio che include anche gli altri. I segnali sono forti e chiari: chi abbiamo intorno non viene più percepito come un nemico, sentiamo la sofferenza e il loro disagio, li vediamo uniti a noi in una sorta di profonda ed emozionante empatia. Questi sono i segnali che ci mostrano il cambiamento della nostra realtà: siamo entrati e stiamo esplorando una nuova stanza della vita, e nessuno ci può impedire di farlo: a meno che non glielo permettiamo.

Di fatto non è cambiato nulla intorno a noi ma è fondamentalmente cambiato il nostro modo di vedere, sentire e percepire, così com’è cambiato il passo con cui procediamo all’interno di una relazione, sia essa personale che amicale o professionale.

Il nostro nuovo modo di essere verrà proiettato all’esterno e non sempre compreso, almeno in prima battuta. Creerà stupore persino a noi stessi: potete ben immaginare quindi lo stupore negli altri! Sarà nostra cura accompagnare chi ci sta intorno, aiutandoli a cambiare le lenti degli occhiali virtuali con cui ci hanno guardato fino a quel momento.

A volte, è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce (Dan Brown)

Cambiare l’interesse su se stessi portando la nostra attenzione a livello dell’anima, significa spostare l’attenzione da “me” a “noi”, verso una coscienza collettiva che ci collega al Tutto e ci mostra come il Tutto sia collegato a noi. A livello pratico significa cercare nuovi accordi e nuove visioni che, attraverso l’espansione della nostra energia personale, portano verso la riconciliazione.

Capite bene l’enorme trasformazione. Per la legge della dualità che vige in questo mondo e dove gli opposti sono ugualmente potenti, se miglioriamo la nostra esistenza in termini di gioia, felicità e obiettivi raggiunti, anche il lato opposto della medaglia potenzierà le sue vibrazioni mettendo in evidenza, per esempio, la paura di perdere ciò che abbiamo. 

E proprio su questo punto vi lascio con la riflessione di Anna: “Nel momento in cui ho mollato la presa e ho smesso di accettare i soprusi, ho capito cosa volevo esattamente: essere felice! Lo stavo amando più di me stessa, e questo mi portava verso le carenze e i bisogni. Ho detto basta! Ho invertito la visione dandomi più attenzione e nella mia vita tutto ha cominciato a migliorare.” 

A volte non ci accorgiamo che tenendo prigionieri gli altri, stiamo imprigionando noi stessi. Le nostre mani cementate dalla paura della perdita, stringono fortemente fino a soffocare ogni sentimento: è così che muoiono le relazioni.

 

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Il prossimo corso sarà il 5 Novembre 2017