ABITUARSI ALLA RESPONSABILITA’: SECONDA ABITUDINE

Lo sviluppo della seconda abitudine è basato sull’utilizzo consapevole delle immagini mentali, al fine di creare una specie di fotogramma che racchiude il nostro ultimo momento su questa Terra. Mi sono chiesta spesso in passato quale traccia avrei lasciato nel mondo, soprattutto nei momenti in cui le cose andavano nel verso opposto alla direzione che desideravo. Che scopo ha la vita se non poterci offrire la possibilità di progredire, lasciando a chi viene dopo di noi una Casa  accogliente, che ti viene voglia di migliorare?

La comprensione e la messa in pratica del concetto “sono responsabile della mia vita al 100%” porta con sé il seme della creazione. Il suo opposto, cioè non credere di esserlo, ha la funzione di distruggere. Un problema nasce insieme alla soluzione: è sempre un parto gemellare. Sviluppare questa visione e agire sulle sue linee guida è fondamentale: diversamente il fuoco dell’inconsapevolezza brucerà pian piano la nostra esistenza, in ogni direzione.

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Seconda abitudine: Concentrati sulla fine e tienila a mente. La domanda da fare per sviluppare il reale senso di responsabilità è rispondere a una domanda: “Che cosa voglio che la gente dica di me al mio funerale?” Scrivendo il nostro elogio oppure mettendo a punto una dichiarazione di missione personale stiamo creando innanzitutto l’obiettivo o la persona finale che saremo: quello è il nostro punto di partenza che ci porta a risalire a ritroso. Ciascuno di noi ha dentro di sé un sistema di autoguida che ci conferisce la saggezza necessaria per compiere la scelta giusta, affinché qualsiasi cosa facciamo oggi sia allineata con l’immagine di noi stessi creata alla fine.

Ci leggiamo domani, con la terza abitudine. Accorgiti e buona giornata.

Lucia Merico|SpiritualCoach|Trainer|AlFemminile

http://www.spiritualcoach.it

 

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DAL VECCHIO AL NUOVO

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Il passaggio da una vecchia abitudine a una nuova richiede disponibilità, determinazione, volontà, spirito d’iniziativa, fede. Non è sempre una freccia che arriva dritta nel centro del paglione, bensì un andarivieni di situazioni ed emozioni che potrebbero far scappare la voglia di proseguire. Per questo ci vuole un forte intento, uno scopo che determina e segna la strada verso il nuovo. Mi ricordo quando sono salita alla guida di un’auto la prima volta. Guardando i pedali ho pensato: “Tre pedali, due piedi. Com’è possibile?” Ho imparato grazie a un buon istruttore e alla volontà di essere indipendente, capace e caparbia. E così quando è nato ‪#‎SpiritualCoach‬ e ora, con la nascita dell’Accademia Italiana SpiritualCoaching e a venire tutti gli obiettivi che ho in mente di raggiungere. Se mi fermo un attimo e guardo indietro nel tempo, ricordo di aver sempre avuto una forte volontà nell’avanzare verso ciò che era lo scopo del momento. E anche tu che leggi, se osservi con attenzione, puoi trovare il tuo modo personale di essere determinato. Accorgiti!