INDIPENDENZA

Indipendenza. Quand’è il primo momento in cui mettiamo in atto l’indipendenza? Per necessità al momento della nascita, quando il cordone ombelicale viene tagliato (a volte brutalmente) e iniziamo a respirare in autonomia.  Un altro momento importante è imparare a camminare: scopriamo che possiamo spostarci per raggiungere ciò che desideriamo. Questo primo passo che facciamo è così importante, più di quanto pensiamo, così come lo è il modo con cui lo facciamo: rimane il modo in cui in seguito cammineremo nella nostra vita.

Alcuni di noi si sono buttati a capofitto, altri hanno fatto piccoli passi incerti, altri ancora si sono serviti dei supporti che hanno a portata di mano. C’è chi si dispera e si blocca quando cade, chi si rialza e procede come se nulla fosse accaduto. Ma tutti, senza distinzioni, continuiamo a proseguire desiderosi di ottenere ciò che ci siamo prefissi. E’ la spinta a divenire indipendenti che ci conduce, passo dopo passo, verso la presa di coscienza di noi stessi come individui, è il senso di libertà che tutti noi vogliamo e che siamo venuti in questo mondo ad affermare.

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Ma ben presto a molti di noi accade che le circostanze incontrate, per infinite sfumature e motivi personali, ci rendono incerti così da ritrovarci inconsapevolmente ad essere dipendenti da tutto ciò che circonda la nostra vita. Con il lavoro cerchiamo un’indipendenza economica senza accorgerci che spesso dipendiamo proprio da esso. Diventiamo dipendenti da idee e condizionamenti, dalle regole imposte da qualcuno esterno a noi che –anche se non piacciono- continuiamo a seguire. Dipendiamo da una relazione per paura di restare soli. Non osiamo prenderci la responsabilità di noi stessi, informandoci e ascoltando campane che suonano una diversa musica.

Indipendenza è libertà di osare, slegarci dall’approvazione degli altri per sentirci bene e amati, divenire padroni delle nostre emozioni camminando spavaldi lontano da tutto ciò che ci tiene bloccati a una falsa idea di noi stessi e del mondo. E’ fare un passo verso noi stessi, all’interno di quell’animo infinito e luminoso da cui ci siamo allontanati.

Oggi prenditi un momento per prendere coscienza e scrivere le situazioni che ti rendono dipendente. Quanto sono necessarie?  Fai mentalmente un elenco di tutti gli oggetti che possiedi e che sono importanti per te: cosa accadrebbe se non li possedessi più? Non è sempre necessario fare piazza pulita per sentirsi liberi poiché molto spesso si rischia di gettare ogni cosa per poi pentirsi di averlo fatto. Nella calma, invece, possiamo scegliere cosa tenere e cosa lasciar andare, premesso che quest’ultima parte è un passaggio che va compiuto con pazienza e consapevolezza. Accorgiti.

Lucia Merico |SpiritualCoach|Trainer|AlFemminile

NUOVI INDIZI

Il passaggio da una situazione vecchia ad una nuova è  talvolta lento. Se c’è un’abitudine sviluppata nel tempo, potrebbe anche esserci una specie di dipendenza  alla quale rispondere nei momenti di difficoltà. Staccarsi da un’abitudine malsana è una questione di riconoscimento e concretezza nel compiere piccole azioni costanti per spingerci fuori dalle vecchie abitudini. Nel condurre la nostra mente verso questa direzione passiamo inevitabilmente dalla zona neutra, un momento di “sospensione” dove non siamo più nella vecchia situazione e non siamo ancora nella nuova situazione.

Proprio in quel momento c’è bisogno di fermarsi e ritirare le proprie energie per poter compiere il salto verso il nuovo.  La fretta, in questa circostanza, potrebbe essere un deterrente per impedire proprio questo salto. Le ferite del passato si fanno sentire e la voglia è di sottrarci il più in fretta possibile al dolore che ancora emerge. Resta il fatto che questo potrebbe essere uno dei momenti più preziosi della nostra vita perché, una volta toccato il fondo, saremo anche pronti a considerare altri modi di essere e di fare.

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Ci sono alcune cose che possiamo fare mentre attraversiamo la zona neutra, come ritagliarci del tempo per noi stessi così da accogliere il “vuoto” lasciato dalla “vecchia situazione” e non ancora riempita dalla “nuova situazione”. Lo scopo è quello di accorgerci dei nostri sogni e pensieri. E’ utile anche tenere un “diario giornaliero” dove annotare le esperienze o riscrivere una nuova storia. Inoltre scoprire cosa vogliamo veramente e quale potrebbe essere lo scopo della nostra vita potrebbe aiutarci a rifocalizzare l’attenzione su qualcosa di veramente speciale per noi e per le persone intorno a noi.

Spesso gli  inizi possono essere colti solo con il senno di poi giacché nel momento in cui viviamo non sempre risultano particolarmente rilevanti. Sono per lo più gli altri a raccontarci di come siamo “diversi”, della “nuova luce che brilla nei tuoi occhi” o di come siamo “ringiovaniti” anche se noi –ancora- non riusciamo a coglierne il significato. Ma se siamo stati attenti, ci saremo certamente accorti di avere un passo diverso nell’affrontare le situazioni. Forse non è ancora quello che ci aspettiamo. Forse la vecchia situazione ogni tanto fa qualche cenno per ritornare. Forse il cambiamento non è così veloce come vorremmo. Bene, questo è  il momento di sviluppare l’indulgenza verso noi stessi e quelle che consideriamo “imperfezioni”.  D’altronde ricominciare da zero non è sempre una passeggiata, almeno all’inizio. Ogni tanto il vecchio potrebbe bussare per sussurrare “torna indietro”. Ecco: in quel momento fermati, fai un bel respiro e un altro passo avanti. Accorgiti

VEDO PERCHE’ CI CREDO

I pensieri e le emozioni che hai in questo momento stanno sviluppando una relazione diretta con le basi per il tuo futuro. Un esempio:  più ti senti fiducioso nel presente, più riempi il tuo futuro di fiducia. Lo stesso vale per il timore di non farcela: più ne percepisci la vicinanza, più il futuro ti spaventerà.

Vuoi sapere come ci si sente ad essere fiduciosi o sicuri o sereni o quant’altro tu voglia essere? Comincia da ora e fino quando andrai a dormire comportati come se il tuo futuro fosse presente. Se desideri che il tuo futuro sia accompagnato da una pace interiore, agisci, cammina, parla come se tu fossi già in quello stato d’animo. Muoviti come si muove una persona dotata di pace interiore. Se vuoi essere una persona dinamica, fai ciò che fa chi è dinamico nella vita, pensando e muovendoti con dinamismo.

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E se ti accorgi di agire in modo diverso, fai del tuo meglio per tornare a interpretare il ruolo della persona che hai scelto di essere nel futuro. E’ adesso che crei le basi, in questo istante, mentre stai pensando che è difficile e complicato, che non hai voglia, che lo farai domani, che sono pazza o che sono tutte stupidate.

Trasforma il motto “Ci credo quando lo vedo” in “Lo vedo perché ci credo”. Per quanto possa sembrare strano e inverosimile, puoi iniziare proprio in questo istante ad avere un futuro meraviglioso. E, te lo assicuro, sarà proprio così. Accorgiti.

A proposito: oggi gioco a fare la persona che mangia sano e si nutre con intelligenza. E tu?

IL LENTO CAMMINO

Ieri ho fatto un’esperienza nuova, la meditazione Meditazione Vipassana, una forma meditativa il cui fine è sviluppare la massima consapevolezza di tutti gli stimoli sensoriali e mentali per coglierne la reale natura e intraprendere la vita della liberazione. Attraverso questa esperienza ho potuto comprendere quanto la disciplina della pazienza sia la via principale per aprire le porte della consapevolezza.

La pazienza è portatrice di saggezza e dispone l’anima nella preparazione dell’attesa e nella certezza che solo quando tutte le condizioni sono mature si potrà compiere il passo successivo che desideri intraprendere. Nella fretta molto spesso si rischia di raccogliere un frutto ancora acerbo e non si arriva mai a conoscerne il sapore, il profumo e quelle proprietà mille volte migliori che solo la maturazione porta con sé.

L’attesa non è rassegnarsi passivamente: è poter intercettare ciò che avviene tra noi è il nostro obiettivo, la nostra destinazione. E’ cogliere lo spazio che ci offre l’opportunità di scorgere aspetti importanti che nella fretta non potevamo valutare. Inoltre possiamo accorgerci di quali altri elementi devono entrare in gioco per favorire anche la nostra maturazione prima di poter conseguire il nostro scopo.

La pazienza è una virtù luminosa che dà al frutto  il tempo di ricevere tutte le informazioni e gli ingredienti che lo portano a maturazione. Meditando, mi accorgo.

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Un grazie speciale a Elena Guzzon che con la sua gentilezza e la toccante esperienza in Thailandia mi ha saputo trasmettere con semplicità una conoscenza antica.

 

PENSIERI E PAROLE

Com’è leggera questa vita che un attimo è sorridente e il momento dopo mostra un altro volto. Le cose accadono, a volte in modo inaspettato a tal punto da non riuscire a dare un  senso a ciò che sta accadendo. Vaghiamo cercando risposte, laddove non è possibile rispondere … almeno all’inizio. E forse pensiamo a cose non fatte o non dette. Ecco, è proprio questo passaggio che ho sperimentato molte volte,sul quale rifletto proprio oggi ancora nello stesso modo di sempre, e ricordo a me stessa di essere gentile ora, di essere grata ora, di portare valore a ciò che fanno le persone intorno a me nel momento in cui lo fanno anziché criticare ed essere esigente. Non c’è valore più grande per me dell’essere grati.

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Sono gli attimi che fanno una vita, istanti di tempo presente che si infilano come perle preziose una accanto all’altra. Non c’è la fila delle cose belle e quella delle cose brutte, c’è un unico filo con un solo scopo: trasformare tutto ciò che accade in valore. Posso trovare il meraviglioso senso di ogni cosa se decido che la vita mi mostra sempre e solo il lato che io scelgo di vedere. Posso cambiare idea in ogni istante, passare da uno stato d’animo all’altro nel tempo di un battito di cuore. La vita è mia amica, il tempo è mio amico se mi lascio andare al fluire delle situazioni. Facile? Per niente. Ma io ho scelto “un altro modo” di vedere e, con fiducia, ho messo da parte gli occhi fisici e sto imparando a guardare con gli occhi dell’anima. Nulla che accade è privo di significato perché avrà sempre e solo il significato che io ho deciso. Mi accorgo, scelgo e decido.

CARTA E PENNA

 

Ti sei mai accorto/a del vocabolario che utilizzi e di come influisce sulla tua vita? Hai bisogno di comprendere il potere che le parole verbalizzate hanno per te. Potresti accorgerti che alcune appartengono alla tua famiglia. Modi di dire, convinzioni, cantilene, proverbi che ti sei portato appresso, che utilizzi senza riflettere e che inevitabilmente influenzano le tue relazioni in ogni direzione.
Hai mai fatto l’esperienza di scrivere su un foglio la tua storia o un obiettivoche vuoi realizzare? E’ un ottimo esercizio per capire chi sei e la direzione in cui stai andando. Utilizza carta e penna e quando hai terminato di scrivere, prenditi una pausa di qualche ora, per poi rileggere ciò che hai scritto. Accorgiti delle parole che hai utilizzato e quando hai terminato domandati: “Che tipo di vita può avere questa persona?” e rispondi con onestà: stai scoprendo chi sei veramente! Accorgiti.

DAGLI ERRORI IMPARO

Siamo stati volutamente creati per imparare dalle difficoltà e dagli errori. Purtroppo molti di noi sono cresciuti pensando che non avrebbero dovuto commettere errori. Privati della loro genialità a causa dell’amore e della paura di genitori e insegnanti, diventano adulti rigidi e pieni di sensi di colpa.

Se anche tu credi di appartenere a questa categoria, puoi tagliare il filo che ti unisce a questo credo. Ciò che è stato appartiene al passato e un nuovo futuro può essere costruito in questo stesso istante.

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Ti lascio una frase che mi è stata d’aiuto e che a volte riprendo come promemoria: “A partire da adesso, riconosco che la mia vita è il risultato dei miei pensieri, delle mie convinzioni, delle mie parole e delle mie azioni. Posso cambiare la mia vita cambiando i miei pensieri, le mie convinzioni, le mie parole e le mie azioni. Scelgo di farlo ora. E così sia”.  

Forse, in prima battuta, ripetere questa frase potrebbe far emergere emozioni contrastanti. Se così fosse, prima di formularla, aggiungi: “Anche se in questo momento non credo possibile … mi sento a disagio … sono arrabbiato/a … voglio cominciare a pensare che a partire da adesso …” Questa premessa ti aiuta ad inserire un concetto importante come l’assunzione di responsabilità, anche quando la mente sta creando dubbi e ostacoli. Accorgiti.