GLI OCCHI DEI BAMBINI

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Le prime lenti con le quali guardiamo il mondo sono quelle dei nostri genitori, parenti, insegnanti e tutte le persone che ci sono state accanto durante l’infanzia e ci hanno educato. Ogni loro estensione di conoscenza è stata da noi presa in considerazione e accettata: nasciamo senzienti e con la capacità di scegliere e decidere, anche se può sembrare improbabile.

I loro schemi, quindi, diventano in gran parte i nostri, e anche quando crescendo entriamo in reazione con questi schemi -vedi la ribellione adolescenziale- non ce ne stacchiamo mai veramente.

Ricordo con un sorriso, ora, quando mi dicevano “Sei tutta tua madre”. Accipicchia se mi rodeva! Volevo essere tutto tranne che assomigliare a lei: vittima delle situazioni, intollerante, severa. E questo fastidio è durato molto tempo fino al momento in cui non ho cominciato ad accettare di essere una sua estensione. Da quel momento ho potuto cambiare iniziare il vero cambiamento. Ora, di lei ricordo la sua creatività, l’amore per le cose belle, l’eleganza innata, la raffinatezza … e anche tutto il resto.

Per cui, non è sufficiente entrare in contestazione con uno schema acquisito per essere liberi. Anzi, il rischio è di consolidare proprio ciò che si sta attaccando. Qualsiasi pensiero o condizione verso la quale ci scagliamo è un pensiero, di fatto, che ci possiede, e più cerchiamo di combatterlo, più diventerà solido dentro di noi.

Accettazione, è la parola corretta. Una consapevole accettazione di un dato di fatto -essere stati bambini- può davvero cambiare la nostra esistenza. Non c’è errore alcuno in ciò che ci è stato trasmesso, se guardiamo dal punto di vista dell’esperienza. Gli adulti che hanno circondato i nostri primi anni di vita, hanno esteso unicamente ciò che a loro volta avevano imparato. Niente di più, e neppure niente di meno. Prendere coscienza di questo è alleggerire la propria mente dal rifiuto di essere ciò che si è, nel vano tentativo di cambiare. Un vero cambiamento avviene nella consapevolezza e conoscenza di essere noi e solo noi i veri responsabili di ciò che accade. Se questa responsabilità viene accettata, ecco che il cambiamento verso una nuova visione della vita diviene possibile.

Rifletti su questo: “Che cosa pensavano i miei genitori o i miei educatori relativamente alla vita? La vivevano con passione o sofferenza? Ed io, che cosa penso della vita? La vivo con passione o sofferenza? Portare allo scoperto le risposte a queste domande potrebbe davvero fare la differenza.

“Di solito si ascoltano troppo poco i bambini in tutte le cose essenziali |…| e in tutte le cose essenziali li si addestra a una perfezione da automi” Carl Gustav Jung

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CHE ARMA PORTI NELLA CARTELLA?

Ogni giorni negli Stati Uniti gli studenti portano in classe 270.000 pistole.
Oltre 1.200.000 bambini tornano in una casa vuota, dove non ci sono nè genitori nè partenti ad aspettarli. In compenso cè un’arma. E questi sono dati recuperati da una statistica di molti anni fa.

La questione che mi fa gelare il sangue nelle vene, oltre ai numeri delle statistiche, è l’inconsapevolezza con cui gli adulti a volte scelgono di vivere, prendendo decisioni che possono ledere e distruggere la loro vita e quella delle persone intorno a loro. La maggior parte della gente si stupisce, indignata, di fronte a tragedie di anime poco più che adolescenti, che entrano armati a scuola e iniziano a sparare contro i compagni.

E’ forse il caso di pensare prima di agire chiedendosi quale sia lo scopo per cui si compie una scelta, invece di andare in giro come zombie, bendati e con i tappi nelle orecchie?
Ora, sto volontariamente estremizzando il concetto facendo un paragone forte per ricordare prima di tutto a me stessa quanto sia indispensabile farsi delle domande prima di compiere un’azione importante, soprattutto se si è alterati emozionalmente.

BAMBINI MARE

. Qual’è lo scopo, il motivo per cui compiere questa scelta?
. C’è un altro modo di vedere questa situazione?
. Come posso fare per trovare una soluzione facile a questo problema?

Fermati un attimo la prossima volta che ti trovi di fronte a una decisione da prendere, piccola o grande che sia, e poniti queste domande o creane di tue, smettendo di cercare risposte e ricordando che sono le domande a indicarti la direzione da prendere.

Accorgiti!