NESSUNO SALE SUL PIEDISTALLO DA SOL*

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Se fai bene trovi un coro a elogiarti.

Quando il vento cambia ti ritrovi a dover gestire critiche a volte pensanti e, in alcuni casi, vieni bandita e messa da parte.

Ho dato e ho ricevuto questo trattamento, frutto della mia visione limitata del momento, e mi ricordo che non sono stata bene in nessuna delle due circostanze. È il risultato di quando eleggi qualcuno a districatore di problemi della tua vita: lo metti sul piedistallo e cominci ad adorarlo credendo che, un giorno o l’altro, ci darà la ricetta magica per una vita spettacolare.

Ecco: questo non si dovrebbe mai fare! Mettere sul piedistallo, intendo, e sai perché? Presto o tardi scopriamo che non è vero niente: dal piedistallo non potrà mai arrivarti per infusione la ricetta della felicità. E così la cosa certa che farai, sarà quella di tirare giù con tutti i mezzi che hai a disposizione: critica, lamento, insulti, manifestazioni di disprezzo e quant’altro ti suggerisce la fantasia del momento.

Una condizione di questo genere si manifesta quando non hai ancora compreso a fondo e fatto esperienza di essere responsabile della tua vita al 100%: gli 80-70-90 e perfino i 99% di cui a volte mi parlano durante i corsi e le coaching, non funzionano. Fintanto che darai anche solo una insignificante percentuale di responsabilità ad altri, non potrai sperimentare la libertà. Quando metti qualcuno sul piedistallo, ti stai preparando a una prigionia lunga e dolorosa.

  • Vedrai nell’altr* tutte le qualità che tu credi di “non” avere.
  • Coltiverai la speranza che per infusione possa inserirle dentro di te. Ignorerai i suggerimenti, le tecniche e quant’altro ti verrà suggerito di mettere in atto per migliorare la tua vita.
  •  Metterai da parte persino l’A.I.C. (Alza Il Culo) più piccolo, garantendoti una sofferenza che ti farà macinare una silenziosa frustrazione.

Adorerai la sua vita che credi perfetta e sarai disposta a seguirl* ovunque ignorando i segnali di attenzione e pericolo. Non stai proprio pensando a come liberare la tua vita ma a come ottenere un’attenzione costante. Sei nei guai se non cambi visione, e te lo dico per esperienza personale.

Se incontri qualcuno che credi possa esserti d’ispirazione, prenditi il meglio di quel momento, metti in pratica i suggerimenti, verifica cosa succede e portati a casa il risultato di una vita migliore. E sopra ogni cosa, fai di tutto per diventare tu stessa un modello d’ispirazione per chi ti sta intorno.

Prima di mettere qualcun* sul piedistallo, domandati chi si farà più male quando l* tirerai giù.

 

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COSA SUCCEDE SE FAI COME FA L’AMORE?

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Quando scegliamo di vivere una vita piena, ricca e gioiosa decidiamo di assumerci una responsabilità ben più grande rispetto a chi si adegua al pari di una pecorella inserita nel gregge. La libera scelta inizia nel momento in cui ci domandiamo qual è il nostro ruolo in questo mondo, cosa pensiamo della vita, qual è l’emozione che si sveglia con noi la mattina, cosa ci fa battere il cuore, cos’è l’amore.

Uno stile di vita dovrebbe garantire la felicità e invece, il più delle volte, garantisce mal di stomaco per le preoccupazioni, ansia e frustrazione. Forse bisognerebbe cambiare stile di vita, magari inserendo qualche piccola variante, giusto per considerare e sperimentare che c’è un altro modo? Forse … ma spesso lasciamo andare le cose come vanno, senza infamia, senza lode e certamente senza amore.

  • Cosa succede quando apriamo la porta all’amore?
  • Cosa può fare l’amore per noi?

Se parliamo del “vivere insieme” vi porto l’esempio di una donna che ha fatto luce sulla meravigliosa opportunità di avere accanto un uomo che la sostiene nel raggiungimento del proprio sogno, proprio come lei lo sta sostenendo nel viaggio che ha intrapreso per raggiungere il suo. Il loro obiettivo comune è “essere felici” unendo i due intenti per arricchirsi a vicenda. Troppo spesso attribuiamo a una relazione il significato esclusivo che ha per noi, senza renderci conto che in questo modo stiamo limitando ciò che davvero può fare l’amore per noi. L’ossessione di un “amore romantico” preclude la possibilità di vivere una vita maggiormente connessa con il resto del mondo. A quel tipo di amore diamo la responsabilità di garantirci la sicurezza che desideriamo, e un grado di amore esclusivo, all’altezza e sempre uguale. Se l’intensità cala, scatta il campanello d’allarme e la messa in gioco di tutte le strategie per riportarlo al livello di partenza.

Sembra una considerazione assurda, ma la voglio ugualmente condividere con te: se hai il coraggio di seguire l’amore per te stessa, troverai anche la tua felicità. È impossibile essere totalmente infelici, o sentirsi sole, o inadeguate, stanche, spossate e senza voglia di vivere quando respiriamo insieme all’amore. Avere a che fare con l’amore ci invita ad aspettarci sempre e solo il meglio, preparandoci a riceverlo.

Un altro esempio fresco fresco di stamattina? Lo riporto utilizzando le parole esatte della persona che mi ha mandato il messaggio: «Sto leggendo i passaggi di Donne che corrono con i lupi sulla collera. E quando ho letto il passaggio riguardo la profondità della ferita … la sofferenza rende la donna selvaggia … più profonda … mi è venuto questo pensiero: la sofferenza affrontata in passato ha sviluppato la mia profondità e la mia consapevolezza. Quindi sono sempre più grata alla violenza subita perché mi ha permesso di essere la donna che sono ora! Emozione predominante in questo momento è la fierezza!!!!»

Guardare nella direzione dell’amore non è sempre facile. A volte è più semplice accettare situazioni che stringono la nostra energia, arrivando lunghe rispetto alla felicità, restando cariche di amarezza e paura. Ma con un buon allenamento possiamo imparare a scegliere cosa è buono per noi e a lasciar andare tutto il resto.

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LO SPAZIO VITALE

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Ogni viaggio che compi all’interno di te stessa è altamente trasformante. Accade quando leggi un libro che espande la tua visione mentale, mentre partecipi a un corso di crescita personale oppure quando incontri qualcuno che ti mostra nuovi punti di vista rispetto al mondo. In quei momenti ti ritrovi a compiere un viaggio trasformante, una terra di mezzo che ti sprona a continuare fino a raggiungere la nuova immagine di te.

Ciascuno di questi viaggi ti rende più conscia delle parti negate e ti mostra quanto potere c’è racchiuso in esse, liberando la scelta di accoglierle o rinnegarle, di considerarle punti di forza o fragilità.

Saper cogliere le differenze è un viaggio meraviglioso

Notare ciò che non avevi notato prima, come quando percorri la stessa strada da tempo e improvvisamente ti accorgi di un particolare che non avevi mai notato. La strada è sempre la stessa: è il tuo modo di guardarla ad essere cambiato.

Oggi concediti il permesso di lasciar andare un piccolo frammento di te e lascia che la vita si rinnovi. Passa in rassegna gli episodi che ancora consideri irrisolti. Forse è una relazione finita da tempo, della quale ancora conservi fotografie, regali o altri ricordi sparsi per la casa o nascosti in qualche cassetto. È arrivato il momento di fare spazio, se ti va. Trova una bella scatola che li possa contenere e uniscili al suo interno. Chiudi la scatola come fosse un bel pacco regalo e trova un posto lontano da te che possa accoglierla. Potrebbe essere nella cantina o in soffitta da un’amica, oppure, se ti riesce, regala l’intero contenuto della scatola, un atto magico che aumenta il tuo spazio interiore.

Ricordo una cara amica che aveva perso l’amore della sua vita. Conservava ancora le lettere che lui le aveva scritto, e quando le feci la proposta di riunire i ricordi in una bella scatola, il suo gesto mi stupì. Prese le lettere, con molto amore le legò insieme con un bel nastro e le portò a un mercatino dell’usato della sua città. Trovai il gesto meraviglioso e pensai a quante persone avrebbero avuto l’opportunità di leggere quelle lettere e chissà, forse di trasformare la loro vita.

Jung ha scritto che è tragico constatare con quanta evidenza riusciamo a rovinare la nostra vita e quella degli altri, rimanendo incapaci di capire fino in fondo che l’intera tragedia deriva da noi e da noi è costantemente alimentata e coltivata. Allo stesso modo possiamo seminare, alimentare e coltivare nuovi punti di vista e per fare ciò dobbiamo organizzare il nostro spazio interiore.

Se sceglierai di adottare il mio suggerimento, mi piacerebbe sapere com’è andata. Se ti va, scrivimi: sarò lieta di leggerti. E se vorrai ampliare la tua consapevolezza, puoi partecipare al corso Le Relazioni: Come nasce un Amore?  che terrò il 4 febbraio 2018 – dalle 10:00 alle 17:00 a Corte Franca (BS)

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STRANI PENSIERI RIGUARDO ALL’AMORE

 

lucia-merico-spiritualcoach (6).pngMolti di noi hanno strani pensieri riguardo all’amore: intendo quello con la “A” maiuscola, quello che va oltre la ricerca della sicurezza e del piacere personale, aprendosi come un fiore per mostrare tutta la sua bellezza. C’è un libro le cui pagine sono state consumate dalle infinite volte in cui le ho lette che parla anche dell’Amore visto dal punto di vista di Kahlil Gibran: Il Profeta. E’ una visione ampia dell’Amore applicato alla vita stessa, nella sua totalità. E’ quell’Amore che c’è nell’appassionarsi a ciò che facciamo, al momento che stiamo vivendo, portandoci oltre le paure conosciute e sconosciute.

Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo, anche se i suoi sentieri sono aspri e ripidi

Nessuno di noi può desiderare che l’amore si manifesti solo in una determinata misura, quella esatta che appaga il nostro bisogno o la nostra personale carenza. Così come non possiamo presumere di poterne dirigere il corso «perché l’amore, se vi trova degni, prenderà il controllo della vostra rotta». L’Amore permette a ognuno di noi di crescere e di portare i nostri rami storti a crescere dritti, forti e alti.

E PARLANDO DI MATRIMONIO …

Inoltre, mi piace molto la visione che Gibran ha del matrimonio, discostandosi dall’idea convenzionale che esso riguardi due persone che diventano una facendo le stesse cose o avendo gli stessi interessi. Un vero matrimonio dà a entrambe le persone lo spazio per sviluppare la propria individualità, come «la quercia e il cipresso, che non crescono mai nell’ombra l’uno dell’altra».

Per un rapporto ottimale «riempitevi la coppa a vicenda, ma non bevete dalla stessa coppa». Nella convenzione, il matrimonio viene generalmente vissuto come prevaricazione del più forte a scapito del più debole. La scelta del compromesso è, molto spesso, iniqua. E’ piuttosto una ricerca infelice di appagare l’altro per avere ciò di cui ci si sente più carenti o bisognosi, anziché una condivisione dove vengono espressi i propri personali talenti con la possibilità di acquisirne le conoscenze attraverso lo scambio e il nutrimento reciproco.

COPPIA MODERNA

La coppia contemporanea cede molto presto le armi quando si trova di fronte alle prime difficoltà, senza rendersi conto che sono proprie le difficoltà a rendere forte un legame. E questo accade – a mio parere – perché non si conosce il reale motivo per cui inizia una relazione. Sembra arduo crederlo, ma la scelta inconsapevole di un partner è fatta per trovare nell’altro qualcosa che si crede di non avere. Nell’altro cerchiamo sicurezza economica e stabilità: questo è generalmente ciò che ricercano le donne inconsapevoli, ancora oggi. Nell’altra cerco una madre da trasformare il più delle volte, in una domestica che mi possa accudire e soddisfare. Alcuni di voi potrebbero trovare antico questo modo di pensare. Vi posso garantire che è ancora attuale e consolidata: parola di coach!

Sulla distanza, se il vuoto determinato dalla carenza o dal bisogno non viene riempito nella misura desiderata, la relazione comincia a vacillare. Anziché far diventare l’altro un “insegnante” che mi porta a comprendere come fare ad ottenere ciò che desidero, lo trasformiamo nel motivo del nostro disagio. Ben presto il solo desiderio è far tornare la relazione così come era all’inizio, il che è impossibile se si considera che il cambiamento è sempre attivo. A questo punto non resta che un’unica soluzione: sostituire il pezzo avariato con un pezzo nuovo, condannare il vecchio e osannare la new entry. La separazione – reale o virtuale – è assicurata se non si prende coscienza di ciò che sta accadendo. E anche il risultato è assicurato: un’altra relazione diversa nella forma ma identica nella sostanza, che porterà a sperimentare un finale uguale a quello appena vissuto.

MAGICI INGREDIENTI

Uno degli ingredienti magici per una ricetta vincente è cominciare a pensare all’altro come a te stesso, e in men che non si dica troverai che l’altro è lo specchio in cui ci riflettiamo. A quel punto sarai d’accordo che condannare l’altro è condannare te stesso, e partendo proprio da questa nuova visione, potremo iniziare a trovare caratteristiche positive. Fare un elenco delle doti del partner è buona cosa per cominciare a fare la pace con noi stessi, ed è’ solo l’inizio di un lungo restauro che parte come sempre dalla conoscenza consapevole di sé.

Voglio sottolineare che tutto ciò vale per un rapporto dove non c’è violenza fisica o psicologica. In quel caso la cosa migliore da fare è chiudere con la relazione mettendosi al sicuro. Solo successivamente si potrà (se lo si sceglie) lavorare a fondo su se stessi per comprendere le motivazioni che portano a scegliere quella tipologia di persone, e poi coltivare con pazienza amorevole una vita differente. E’ un lavoro delicato che va compiuto con competenza e molta attenzione.

Detto questo, concludo affermando che l’Amore non è quantitativo: non c’è né “un tot” e poi finisce. L’Amore è qualitativo, e vibra tuttalpiù di intensità. La vibrazione d’Amore per un figlio è differente rispetto a quella per un’amica, ma la qualità espressa sarà uguale perché basata sull’unione anziché sulla separazione dettata dal bisogno o dalla carenza.

Non siete racchiusi nei vostri corpi, né confinati a case o campi. Ciò che voi siete abita al di sopra della montagna e vaga col vento. Non è cosa che striscia sotto il sole alla ricerca di calore o scava tane nella tenebra per essere al sicuro. E’ cosa libera, uno spirito che abbraccia la terra e muove nell’etere. |…| Adotta una visuale più ampia della vita e riconosci di essere una creatura spirituale che sta vivendo un’esperienza umana (Kahlil Gibran)

 

Se vorrai approfondire l’argomento, puoi iscriverti a LE RELAZIONI: Come nasce un Amore? che si terrà a Corte Franca (BS) il 4 Febbraio 2018. Trovi tutte le informazioni  e la promozione sconto 20% cliccando su questo link  http://bit.ly/2lIQkeX

VOCE DEL VERBO CAMBIARE

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Cambiare è la cosa più naturale poiché ogni attimo della nostra vita è basato sul cambiamento, e anche quella più complicata da comprendere e alla quale facciamo più resistenza. Un pensiero individuale può diventare collettivo e condizionare un’intera società? Certamente! E’ il principio per cui nascono le guerre, la criminalità, le violenze in generale. Quelle che chiamiamo piaghe sociali sono l’espressione della somma dei differenti pensieri individuali.

Generalmente siamo abituati a guardare le notizie che ogni giorno i media ci propongono prendendone le distanze, condannando e giudicando, come se ciò che avviene in quello stato o in quella nazione non ci riguardasse. E invece ci riguarda eccome: ogni etichetta che mettiamo sulla violenza o inciviltà altrui è presente anche dentro di noi, anche se in una condizione differente, meno espressiva o evidente.

RICONOSCIAMO CIO’ CHE COMPRENDIAMO

Conosciamo le cose perché ne facciamo esperienza. Un esempio per tutti: quando eravamo piccoli abbiamo imparato che il fuoco brucia perché ci siamo scottati, anche se tutte le persone adulte intorno a noi  continuano a metterci in guardia dicendo: “Attenta che ti scotti!” Qualunque emozione, condizione, situazione, convinzione sei in grado di riconoscere è perché è presente dentro di te sottoforma di esperienza. Si manifesta in maniera controllata ma non per questo meno dannosa.

Nel nostro inventario emozionale è normale che ci siano anche le emozioni distruttive. Non c’è nulla di sbagliato in questo, purché smettiamo di proiettarle sugli altri assumendocene la totale responsabilità. “Vedere quella persona mi rende nervoso – il mio capo mi ha fatto arrabbiare – la macchina ha smesso di funzionare – la mia fidanzata mi ha lasciato” sono alcune delle considerazioni che utilizziamo per collocare il problema all’esterno, fuori dal nostro campo di responsabilità. Il problema non è mai fuori nel mondo ma dentro, nella nostra mente. Ed è lì che possiamo correggerlo. Se lo lascio fuori  aspettando che sia qualcun altro a correggerlo per me, potrei attendere molto e molto tempo: probabilmente una vita intera. Ma se lo colloco dentro di me assumendomi la responsabilità dell’accaduto, potrò sempre prendere in considerazione la possibilità di scegliere se tenerlo o lasciarlo andare.

SCHIAVITU’ O LIBERTA’

E’ facile questo passaggio? Tutt’altro! E’ conveniente? Certo che sì! E’ ciò che fa la differenza tra schiavitù e libertà. Così come una società entra in guerra partendo da un pensiero singolo che diviene collettivo, può anche ritornare alla pace con lo stesso procedimento, e il mondo è pieno di esempi di uomini e donne che hanno cambiato un’intera nazione.

Gandhi insisteva sull’essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Mandela sosteneva che provare risentimento è come bene veleno sperando di uccidere il nemico. Evita Peron ha scritto che gli uomini e le donne si dividono in due gruppi: il primo – infinitamente numeroso – cui appartengono coloro che si affannano per le cose comuni, che percorrono solo le strade già esplorate da altri. Il secondo – piccolo e ristretto – cui appartengono gli individui che attribuiscono un valore straordinario a ciò che sanno di dover fare. Questi ultimi arrivano fino in fondo respirando l’aria del secolo successivo che dovrà cantare le loro imprese e vivono quasi nell’eternità. Sono individui – uomini e donne – sui quali una strada nuova esercita un fascino irresistibile.

Seguire il tracciato di altri va bene per imparare, ma se vuoi vivere davvero devi assumerti la responsabilità di esplorare nuove situazioni che, magari per altri sono una routine, ma per te sono ancora sconosciute. Amare, imparare cose nuove, viaggiare, scrivere, cantare, intraprendere una professione, essere veramente d’aiuto, scoprire di poter sorridere in ogni situazione o continua tu l’elenco delle esperienze che vuoi fare prima di morire. Perché che ti piaccia o no, un giorno te ne andrai da questo mondo e sarebbe tanto bello che tu lasciassi la tua impronta.

Le nostre impronte non sbiadiscono mai sulle vite che tocchiamo … (Remember me)

Una WalkingCoaching è la risposta più naturale a ogni tuo cambiamento. Camminare, ritrovando te stessa, scoprendo nuovi punti di vista restando in movimento, proprio come prevede la vita. Perché la vita non è statica ma un continuo passato presente e futuro. Se vuoi fare l’esperienza di un cammino consapevole, clicca sul link qui sotto

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RIBELLE PER AMORE, DI TE STESSA

Ribelle per amore, di te stessa

La parola ribelle vicino a femminile suona sempre la sua nota stonata. Eppure quando impariamo e ci innamoriamo di noi stesse e della vita, facciamo cose che  pensavamo di non  poter fare.

Ci sono momenti durante i quali, nonostante i nostri sforzi, la situazione sembra peggiorare. Essere gentile non funziona, e così cominci a ribellarti. Ma dentro di te c’è una voce che ti ricorda quando eri bambina e ti dicevano: «Non sporcarti, stai composta, non ridere sguaiatamente, sii gentile, non correre, stai ferma, non dire queste cose, non puoi parlare adesso, è cosa da grandi, non essere maleducata da maleducata, una donna per bene non fa questo o quello» e aggiungi a questo elenco la tua frase preferita, quella che ti ha chiuso nell’oasi brulla e fangosa della solitudine e della mancanza di espressione, che ti ha irrigidito il collo fino a farti venire la cervicale.   Eppure quando esci dalla zona d’agio, ti rendi conto di poter allargare la tua conoscenza, esprimendo ciò che sei: e la cervicale passa.

All’inizio è la ribellione, perché aiuta farsi sentire, alzare la voce, picchiare il pugno sul tavolo e dire «Basta! Adesso faccio a modo mio!» Devono capire con chi hanno a che fare.  Lo vuoi mostrare, ti devono riconoscere quel rispetto che tu stessa ti sei impedita per troppo tempo. Ma piano piano, con l’apprendimento consapevole, ecco che la rabbia diventa determinazione gentile, bellezza di dire cosa pensi senza timore di essere prevaricata, forte quanto basta per alzare la testa e mostrare il viso.

Nel suo libro Donne che corrono coi lupi, l’autrice racconta di quanto possa essere «grandiosa nel suo potere di incutere paura e far tremare quanti la circondano una donna arrabbiata». Il fatto è che, non essendo abituato alla rabbia femminile, lo spettatore si spaventa.

«Nella sua psiche istintuale, una donna ha il potere, quando viene provocata, di essere in collera in modo sensato, e questo è possente. La collera è uno dei suoi modi innati per riuscire a creare e conservare gli equilibri che le sono cari, tutto quanto davvero ama. E’ un suo diritto, e in certi momenti e in talune circostanze è un dovere morale.»

Per le donne significa che esiste un momento in cui mostrare i denti, la grande capacità di difendere il territorio, di dire: «I limiti sono stati raggiunti e non è possibile valicarli. Nessuno deve andare oltre. E sai cosa ti dico? Che la situazione deve cambiare decisamente».

Come ogni uomo, anche le donne spesso hanno dentro un combattente esausto, affaticato dalla lotta, che non ne vuole saperne più nulla di nulla, non vuole parlare, non vuole averci nulla a che fare. E’ un momento propizio per fermarsi e rivedere la situazione, un’oasi di silenzio in ci attendere e prendere fiato, dove prendere fiato e ripartire, magari sollevando un po’ di polvere.

L’INGANNO

C’è sempre un passaggio di ribellione, più o meno evidente, che deve mostrare la sua forma: è obbligatorio. E se lo esprimi con consapevolezza, ti porta a comprendere che è solo un passaggio più o meno corto. Qual’è l’inganno? Restare imbrigliata nella rabbia come manifestazione di potere. Aggredire per ottenere ciò che non hai avuto prima. E’ una bella sensazione uscire dalla gabbia e, siccome funziona, può diventare il modo che adotti ogniqualvolta ti senti reclusa.

Pensa questo: nessuno potrà mai chiuderti in gabbia senza il tuo consenso. Nessuno ti chiederà di sacrificarti senza il tuo consenso e quando accade è perché una parte di te ha detto sì per paura di non essere amata o chissà per quale altro motivo inconscio.

Svegliarsi e vedere le cose come stanno può essere fastidioso inizialmente, come quando apri gli occhi la mattina e il sole è già entrato nella stanza e ti copri gli occhi con la mano perché la luce è così forte da non poterla guardare. E poi ti abitui alla luce e la trovi meravigliosa e sei felice per la splendida giornata.
Il fango ha bisogno dell’acqua per essere dissolto. Tu hai bisogno della rabbia per trovare la determinazione. E’ un passaggio. Riconoscilo, esprimilo, sentine la forza e passa oltre. Là, in quell’oltre, ritrovi la tua corona e sei pronta ad indossarla.

In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno (Clarissa Pinkola Estés)

 

C’è ancora qualche posto per Il Potere dell’Energia Femminile – Ritorno all’Amore che quest’anno si svolge sull’Isola di Favignana dal 10 al 17 Giugno. Se vuoi capire di cosa si tratta, clicca sul link qui sotto. Noi siamo pronte ad accoglierti!

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STRANI PENSIERI RIGUARDO ALL’AMORE

Molte di noi hanno strani pensieri riguardo all’amore e all’essere amate. Parlo dell’amore che va oltre la ricerca della sicurezza e del piacere personale ma si apre come un fiore per mostrare tutta la sua bellezza. C’è un libro, le cui pagine sono state consumate dalle infinite volte in cui le ho lette e che parla anche dell’Amore visto dal punto di vista di Kahlil Gibran: Il Profeta. E’ una visione ampia che parla di Amore applicato alla vita stessa, nella sua totalità. E’ quell’Amore che appartiene nell’appassionarsi per ciò che facciamo e che rende intenso ogni nostro momento, portandoci oltre le paure conosciute e sconosciute.

Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo, anche se i suoi sentieri sono aspri e ripidi

Nessuno di noi può desiderare che l’amore si manifesti solo in una determinata misura, quella esatta che appaga il nostro bisogno o la nostra personale carenza, così come non possiamo presumere di poterne dirigere il corso affinché l’amore, se vi trova degni, prenderà il controllo della vostra rotta. L’Amore è come un albero che cresce forte in ogni condizione e radrizza i suoi rami cercando la luce che lo nutre.

A CIASCUNO IL SUO SPAZIO

Mi piace la visione che Gibran ha del “matrimonio” o comunque dell’unione, discostandosi dall’idea convenzionale che esso riguardi due persone che diventano una: un vero matrimonio dà a entrambe le persone lo spazio per sviluppare la propria individualità, come la quercia e il cipresso, che non crescono mai nell’ombra l’uno dell’altra. Per un rapporto ottimale riempitevi la coppa a vicenda, ma non bevete dalla stessa coppa.

Nella convenzione, il matrimonio viene generalmente vissuto come prevaricazione del più forte verso del più debole. La scelta del compromesso è molto spesso disequilibrata. E’ una ricerca infelice di appagare l’altro per avere ciò di cui ci si sente più carenti o bisognosi, anziché una condivisione dove vengono espressi i propri personali talenti con la possibilità di acquisirne le conoscenze attraverso lo scambio e il nutrimento reciproco.

La coppia contemporanea cede molto presto le armi quando si trova di fronte alle prime difficoltà, senza rendersi conto che sono proprie le difficoltà a rendere forte un legame, se usate in maniera appropriata. E questo – a mio parere – accade perché non si conosce il reale motivo per cui inizia una relazione. Sembra arduo crederlo, ma la scelta inconsapevole di un partner, è fatta per trovare nell’altro qualcosa che si crede di non avere.

Nell’altro possiamo sperare di trovare sicurezza economica e stabilità: questo è ciò che solitamente ricercano le donne inconsapevoli, ancora oggi. Nell’altra cerco una madre da trasformare, il più delle volte, in una domestica che mi possa accudire e soddisfare. Alcuni di voi potrebbero trovare antico questo modo di pensare: vi posso garantire che, per quello che è la mia esperienza di coach, è ancora attuale e consolidata in alcuni uomini.

Sulla distanza, se questo qualcosa che non ho continua a rimanere tale, ecco che la relazione comincia a vacillare. Anziché far diventare il partner un insegnante che mi porta a comprendere come fare ad ottenere ciò che desidero, ecco che si trasforma nel motivo del mio disagio. Ben presto l’unica cosa che voglio è far tornare la relazione così come era all’inizio, il che è impossibile se si considera che il cambiamento è sempre attivo.

A questo punto, non resta che un’unica soluzione: sostituire il pezzo avariato con un pezzo nuovo, condannare il vecchio e osannare la new entry. La separazione –reale o virtuale- è assicurata se non si prende coscienza di ciò che sta accadendo. E anche il risultato è assicurato: un’altra relazione diversa nella forma ma identica nella sostanza, che porterà a sperimentare un finale uguale a quello appena vissuto.

L’INGREDIENTE MAGICO

Uno degli ingredienti magici per una ricetta vincente, è cominciare a pensare all’altro come a te stessa e in men che non si dica, troverai che l’altro è lo specchio in cui ti rifletti. A quel punto sarai d’accordo che condannare l’altro è condannare te stessa e, partendo proprio da questa nuova visione, potrai iniziare a trovare caratteristiche positive. Fare un elenco delle doti del tuo partner è buona cosa per cominciare a fare la pace con te stessa. E’ solo l’inizio di un lungo restauro che parte, come sempre, dalla conoscenza consapevole di sé.

Voglio sottolineare che tutto ciò vale per un rapporto dove non c’è violenza fisica o psicologica. In quel caso la cosa migliore da fare è chiudere la relazione mettendosi al sicuro, lavorare a fondo su se stesse per comprendere le motivazioni che portano a scegliere quella tipologia di persone, e poi costruire con pazienza amorevole una vita differente. E’ un lavoro delicato che va compiuto con competenza e molta attenzione.

Detto questo, concludo affermando che l’amore non è quantitativo: non c’è né un tot e poi finisce. L’amore è qualitativo e vibra tuttalpiù di intensità. La vibrazione d’Amore per un figlio è differente rispetto a quella del partner o per un’amica, ma la qualità espressa sarà uguale perché basata sull’unione.

Come scrive Gibran, non siamo racchiusi nei nostri corpi, nè confinati a case o campi. Ciò che siamo abita al di sopra della montagna e vaga col vento: è uno spirito libero che abbraccia la terra e muove l’etere. Dobbiamo adottare una visuale più ampia della vita e riconoscere di essere creature spirituali che vivono un’esperienza umana.

Se vuoi aumentare la tua consapevolezza come Donna, ti invito a

Il Potere dell’Energia Femminile un Viaggio-Esperienza dove incontrare una nuova te stessa