TI VOGLIO VICINO MA STAMMI LONTANO

Tutti noi perpetuiamo in continuazione le varie fasi della nascita portando le emozioni e considerazioni nel quotidiano. Le nostre relazioni e il modo in cui le affrontiamo nascono proprio da quei momenti più o meno lunghi e intensi, dove piccoli mattoni di vita vengono deposti per far crescere la roccaforte di ciò che saremo da adulti. Riallacciare un dialogo con la nostra nascita è portatore sano di consapevolezza.

E proprio ieri mi è accaduto di condividere la sensazione duale che spesso si manifesta durante una separazione: la voglia di ritornare sulla vecchia strada e la paura che questo possa accadere. Di seguito potete leggere la chiarezza con cui Sondra Ray descrive questo passaggio.

poichè non esiste nulla che non sia sorto dipendendo, non esiste nulla che non sia vuoto (1).png

 

“Un altro effetto prodotto dalla nascita sulle relazioni è la “sindrome claustrofobica da soffocamento”. Nel ventre il bambino si sviluppa finché lo spazio non è più sufficiente a contenerlo. Il paradiso si tramuta in inferno. Bloccato, il bimbo è costretto a uscire per sopravvivere. All’esterno le mani dell’ostetrica lo afferrano, tagliano il cordone ombelicale costringendolo ad affrettare  il primo respiro che diventa un’esperienza dolorosa e terribile. Questa sequenza viene spesso rivissuta nelle relazioni. Dall’iniziale stato di grazia dell’innamoramento, scivoliamo in un senso di soffocamento e claustrofobia. Il paradiso in cui vivevamo all’inizio ora è un inferno da cui dobbiamo fuggire per continuare a crescere. In alternativa, possiamo costringere il partner a lasciarci. Spesso diventa difficile respirare accanto all’amante e ci ritroviamo a spalancare le finestre in pieno inverno, alla ricerca disperata di una boccata d’aria.

Il risultato di tutto ciò è il “doppio nodo”, tipico di molte relazioni: non potete vivere con quella persona, ma non potete vivere senza di lei. Così, la paura dell’amore e la paura della perdita si uniscono nel sacro vincolo del matrimonio; la cerimonia è officiata da Padre Senso di Colpa che sorride maligno all’ignara coppia destinata a mordere l’aspro frutto del fallimento.

L’alternativa alla colpa è l’innocenza. Conosciamo tutti l’innocenza, per averla vista negli occhi dei bambini, ma quanti di noi hanno dimenticato che tale innocenza divina, pura giocosità e amorevolezza, è connaturale a tutti noi? Seppure celata sotto una fitta coltre protettiva di dolore, essa è lì, Santo Graal di cui tutti i figli di Dio sono alla perenne ricerca.

Può sembrare sciocco parlare di innocenza perduta, poiché non si può smarrire ciò che è per sempre nostro. Ma essa è invisibile, perciò inaccessibile. Solo un profondo mutamento della percezione di noi stessi e del mondo ci rivelerà nuovamente la verità delle cose. Poiché la colpa è una forma di dolore, prendendo in esame la natura del dolore si potrà fare un po’ di luce sulla colpa e sulle possibili soluzioni. Il dolore è, di fatto, lo sforzo compiuto per aggrapparsi alle convinzioni negative. Alcuni dei pensieri che contribuiscono a rafforzare il senso di colpa sono: «Io non merito di essere amato»; «Io ferisco gli altri»; «Gli altri mi feriscono»; «Se qualcuno mi lascia, soffrirò»; «L’amore è sofferenza»; «Dio non vuole la mia gioia». Se pensieri simili emergono nella vostra coscienza, rilassatevi , respirate a fondo e lasciate che la tensione abbandoni tutto il vostro corpo mentre i pensieri negativi passano.” (Colora d’amore la tua vita)

RETURN OF LOVE

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Ogni relazione che abbiamo nella nostra vita è un’immensa occasione di crescita personale e spirituale. La maggior parte di noi viene educata a considerare che sia meglio aspettare che siano gli eventi e le circostanze a costruire o distruggere il nostro benessere. E da questo presupposto nasce tutta una serie di “sarò felice solo quando …” che portano a considerare la felicità solo quando ci viene concessa da qualcun altro. Sarò felice quando avrò accanto la mia anima gemella, sarò felice quando avrò un tot di denaro in banca, sarò felice quando guiderò la macchina dei miei sogni o vivrò in una villa con piscina. Ebbene, queste considerazioni impediscono di arrivare all’obiettivo e ti dico anche il perché: la felicità è il motore che porta verso ciò che vuoi realizzare. Se non sei felice per ciò che sei e possiedi ora, difficilmente potrai esserlo in futuro.

Prendiamo in considerazione, per esempio, una felicità che viene spesso cercata: l’anima gemella. L’dea romantica che si ha di un’anima gemella è fuorviante in quanto la nostra “vera anima gemella” potrebbe essere chi sa come trattarci stimolandoci, e ci fa crescere aiutandoci ad apprendere la pazienza e l’umiltà, e ad amare sempre di più. Spesso le persone che ci mandano in collera sono i nostri maestri più importanti.

Nella mia esperienza personale avevo basato le relazioni di coppia sulla paura della solitudine, accettando situazioni che non mi piacevano come, per esempio, il tradimento. Nel momento in cui ho aperto gli occhi al piacere di vivere guardando in faccia la paura di restare sola, senza un uomo che mi potesse sostenere dal punto di vista economico, ecco che ho cambiato direzione lasciando tutto ciò che, in quel momento, mi stringeva il cuore. Con un sonoro grazie ho iniziato a camminare con le mie gambe traballanti, all’inizio, ma erano le mie! Ho incontrato un’altra relazione simile a quella appena lasciata e, grazie alla mia condizione interiore un po’ più solida, ho scelto subito di cambiare direzione.

Affermare di voler accanto “un uomo che mi ama e mi approva per ciò che sono” è stata la vera svolta e anche la sfida più grande: la vita mi ha risposto con un uomo il cui sostegno per ciò che facevo era totale, dotato di una stima nei miei confronti che all’inizio ho faticato a sopportare. “Sono sempre dalla tua parte” era una frase che mi faceva imbestialire! Ho cercato con tutte le mie forze di distruggere il rapporto, proprio come in passato, ma questa volta c’era una volontà dentro di me che mi faceva riflettere. Finché un giorno ebbi consapevolezza della frase di Un Corso in Miracoli: “Come vedrai lui così vedrai te stesso” e iniziai a guardare con occhi diversi la mia relazione.

L’amore preso sul serio dà una visione radicale che va ben oltre l’orientamento psicologico che governa il mondo della percezione. All’inizio può sembrare minaccioso non perché sia limitato nella sua espressione, ma perché è immenso. E’ della luce che abbiamo più paura, poiché l’oscurità è una condizione che conosciamo bene. C’è un amore più ampio che possiamo inserire in ogni relazione che non si basa sulla quantità come ci indica l’ego ma sulla qualità, così come indica lo spirito. Quando facciamo entrare Dio in una relazione, facciamo entrare la Luce che illumina il cammino iniziando così a vedere l’altro non più separato da noi ma unito in uno scopo comune: ritrovare se stessi.

I rapporti sono dei compiti. Fanno parte di un vasto piano teso a illuminarvi, e sono la guida dello Spirito Sacro con cui l’anima di ciascun individuo viene condotta a una maggiore consapevolezza e a un amore più ampio – Marianne Williamson “Return of Love”