LA SALA DI CONTROLLO

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C’è una sequenza fondamentale che va riconosciuta e rispettata se si vuole manifestare nella nostra vita una felicità sotto ogni sua forma, ed è questa:

  • Il principio di ogni atto creativo è immaginato
  • Successivamente desideriamo ciò che abbiamo immaginato e lo vogliamo
  • E infine ci prepariamo a riceverlo nei tempi e modi che Dio (Fonte Creativa, Universo, Energia o come lo vuoi chiamare) ha stabilito per noi, che sarà sempre il tempo e il modo perfetto per l’esperienza che andremo a vivere. Quest’ultima parte necessita di un’attenzione particolare, perché prevede lo sviluppo di una caratteristica con molte sfaccettature: la fiducia in qualcosa che è in noi ma non proviene da noi, dal mondo in cui viviamo.

La miglior spiegazione in parole che mi viene in mente ora è la descrizione che ne fa Un Corso in Miracoli, e la condivido con voi:

Quando si è avuta una volta l’esperienza di questo Potere è impossibile avere nuovamente fiducia nella propria forza insignificante. Chi mai tenterebbe di volare con le minuscole ali di un passero quando gli è stato dato l’enorme potere di un’aquila? E chi riporrebbe la propria fede nelle meschine offerte dell’ego quando gli vengono offerti i doni di Dio? Cosa li induce a fare il cambiamento?

Sviluppare la capacità di scegliere dove riporre la nostra fiducia ci rende liberi di avere fede nell’ego o nello Spirito, nell’illusione della colpa altrui o nella capacità di vedere in loro una piccola luce che splende e che accende la nostra luce, trovando così in ogni avversità il dono segreto nascosto al suo interno. Ancora una volta possiamo scoprire che “scelta e decisione” sono il bivio che ci rende liberi.

Con questa visione entriamo nella sala di controllo della nostra vita, spodestando tutti coloro a cui abbiamo attribuito la responsabilità di renderci o «non» renderci felici. Che bella visione e che sollievo riavere in mano la propria vita! Ma attenzione: se senti anche solo un leggero soffio sul collo, un insignificante dubbio, un sussurro che ti invita al risveglio, ascolta cos’ha da dire e poi esprimi la tua fede.

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DANZIAMO

Per tutte le figlie e le anziane donne, la prova vivente che l’anima, nonostante le denigrazioni culturali affermino il contrario, nonostante le delusioni d’amore, nonostante le scelte sbagliate, nonostante gli scontri e le ferite… che l’anima torna ancora a vivere, vive ancora, e con grande vitalità… per tutte le figlie e le anziane donne, che da tempo sono convinte, o da poco hanno avuto l’illuminazione, che nonostante le pecche, nonostante l’ego blateri il contrario, la saggezza è infusa nel loro corpo e nella loro anima dalla nascita, e rappresenta sia la loro eredità dorata sia la loro scintilla d’oro.

Per tutte le figlie e le anziane donne che stanno costruendo le credenziali che più hanno importanza: la prova che una donna è come un grande albero che, grazie alla sua capacità di muoversi invece di rimanere immobile, può sopravvivere alle tempeste e ai pericoli più terribili, e rimanere ancora in piedi; e ritrovare ancora il suo modo di ondeggiare nel vento, di continuare la danza.

Per tutte le figlie che stanno imparando, che hanno appena iniziato o sono già a buon punto, a diventare «normalmente maestose», sagge, selvagge e pericolose come sono chiamate a essere — che è tanto. Tanto. Tanto.

Per loro… per noi tutti, Grande Madre, Grande Padre, Grande Figlio e Grande Figlia allo stesso modo…

Possiamo tutti essere più profondi e fiorire, creare dalle ceneri, proteggere quelle arti, idee e speranze cui non possiamo permettere di scomparire dalla faccia di questa terra.

Per tutto questo, possiamo vivere a lungo e amarci l’un l’altro, giovani da vecchi e vecchi da giovani per sempre.

Amen

(Clarissa Pinkola Estés – La Danza delle Grandi Madri)

La tua SpiritualCoach – Lucia Merico

IO SONO AD ALTA RISOLUZIONE

A volte si è portati a pensare che la vita quotidiana sia stupidamente banale.  Alcuni vincono la noia accumulando una quantità immensa di interessi, altri si spostano in continuazione da un luogo all’altro come palline impazzite, nella speranza di allontanarsi dal vuoto che sentono. Così facendo esplorano solo la superficie della vita.

Ciò che rende la vita banale è la mancanza di profondità. Possiamo scendere nel profondo solo quando spengiamo la musica assordante delle “mille cose da fare perché così mi pare di vivere”. In quel momento di profonda ricerca che comporta il fermarsi, puoi accorgerti che tutto è stranamente vitale. “Io credevo che meditare fosse noioso. Invece ho trovato nuove ispirazioni” mi confessò un amico al quale avevo suggerito la meditazione come risposta al suo stress professionale.

Nel nostro contenitore interiore che chiamiamo coscienza, appoggiamo le esperienze buie della nostra esistenza, credendo falsamente che siano tutto ciò che abbiamo. Non è così! Come la tavolozza di un pittore, che pur contenendo tutti i colori non può garantire che il dipinto che nascerà sarà meraviglioso, così la coscienza può essere accesa dal fascino e dalle piccole luci di consapevolezza che fanno brillare il nostro cammino. E la parola magica è: “Non accontentarti di ciò che hai. Aspira al meglio che tu possa immaginare”.

Da dove vieni e dove stai andando è  importante saperlo. Se stai percorrendo una via di basse aspettative, il prossimo incontro sarà un’immagine perfetta che incarna proprio le basse aspettative che … ti aspettavi!

Se diversamente, cominci a collaborare con la tua anima, scoprirai ben presto che non è necessario avere certe caratteristiche per essere ciò che vuoi essere. Semplicemente dovrai accorgerti di tutte quelle volte che avrai la tentazione di abbassare il tono della tua energia. Tu chiedi in un certo modo, l’anima dà. Eleva la tua visione, riempila di chiarezza, si disponibile ad agire e il risultato sarà in linea con quella visione in qualunque situazione.

Saldare insieme l’immagine migliore di noi stessi all’intenzione assoluta ci allinea al massimo potenziale che siamo chiamati a realizzare. Il meglio di ciò che possiamo essere è il risultato di una serie di decisioni che ogni volta si manifestano perché abbiamo rifiutato una bassa risoluzione di noi stessi.

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Fare esperienza di ciò che stai leggendo ora ti porterà oltre il confine del semplice consumatore che fa scorta di cose belle per accumulare potere. Ti renderai conto che le cose belle muovono solo la superficie dell’acqua. Ciò che invece accade quando ti tuffi in profondità verso la tua anima è la pace gioiosa di chi, aspettandosi il meglio, vive trovando il meglio ogni situazione. E le cose belle che ha accumulato assumeranno una luce diversa. Accorgiti!

Lucia Merico

L’ANIMA VOLA

Ci sono due forze opposte che dirigono la nostra vita: la forza del condizionamento, che attrae verso una vita di sforzi e lotte e la forza dell’anima che spinge a vivere una vita priva di fatica, al massimo corredata di qualche piccolo sforzo. E’ per tutti così e ciascuno lo vive a modo suo.

La forza del condizionamento ha stretto patti di alleanza con i pensieri della nostra famiglia, degli amici, mass media e della società in genere, ai quali abbiamo detto “sì, lo voglio” sposandoci con un partner arrogante e deciso.

Dall’altra parte al confronto di questa massiccio sposalizio c’è la forza dell’anima: non ha poteri visibili e neppure una voce che parla nella nostra testa. L’esperienza con l’anima è troppo intima per poter essere spiegata e muove un’energia così sottile che potrebbe passare inosservata. Io la conosco come una specie di certezza che tutto andrà per il meglio, un pensiero che non si esprime attraverso una voce singola nella testa ma un tutt’uno che mi avvolge e che dissipa ogni dubbio e incertezza. E’ come se fosse un enorme cuore che scandisce il ritmo dell’universo intero avvolgendo e permeando ogni cosa, dalla più grande e visibile alla più piccola e invisibile. La possiamo ignorare per lungo tempo, ma l’anima è paziente, ha tutto il tempo che occorre e sa attendere il momento in cui ciascuno di noi sceglie di ascoltare la sua voce.

L'anima volabasta solo un po'd'aria nuova

C’è un’altra condizione che è sempre presente in tutti gli esseri che vivono su questa Terra: il respiro. Passiamo la maggior parte del nostro tempo – come esseri umani – a ignorare il nostro respiro che continua a funzionare senza interruzione e senza esigere nessuna attenzione particolare. Tratteniamo il respiro quando pensiamo, quando siamo felici, tristi, annoiati, insicuri, arrabbiati, quando facciamo l’amore, quando raggiungiamo un obiettivo o leggiamo, ascoltiamo la musica o viaggiamo. Ogni occasione in qualunque direzione è buona per trattenere il respiro.

Se ti va, fai questo esperimento: siediti in tranquillità e ignora il tuo respiro facendo volontariamente uno sforzo per escluderlo. Come dici? Non puoi? E sai perché? Una volta che hai portato l’attenzione al tuo respiro è avvenuto un cambiamento. Appena interrompi l’esperienza, la mente ti porterà a divagare e ti ritroverai sprofondato nella dimenticanza, ma per il respiro non fa nessuna differenza: continuerà a fare ciò che è stato chiamato a svolgere per te. Perché il respiro ci appartiene, proprio come l’anima e può aspettare perché sarà sempre presente nella nostra vita.

Sappiamo quando siamo in contatto con la nostra anima, e sono quei momenti in cui la nostra prospettiva cambia e la visione diventa più ampia portando con sé la calma di poter eseguire tutto al meglio per noi. Non ci sono manuali specifici che possano fornire direttive per manovrare al meglio l’anima, ma una cosa posso dire con certezza: presto o tardi, quando meno te l’aspetti, quando ti sembrerà che tutto stia per implodere, quello è il momento propizio per lasciare che sia fatta la sua volontà.

Non smettere mai di esplorare. Accorgiti!

(fotografia http://myfotolog.tumblr.com/post/47446722126/by-eugene-perhun)

RICORDARE LA BELLEZZA

E’ un risultato facile quello di dimenticare la bellezza e il mistero che il mondo ogni giorno ci mostra: le nuvole che si rincorrono, la pioggia che schizza sui vetro, il verde del piccolo giardino di casa, le risate con le amiche e la radio che passa la tua musica preferita. Chi conduce una vita consapevole conosce l’importanza della gratitudine e dell’apprezzamento, caratteristiche che la maggior parte delle persone si dimentica di celebrare per lasciare il posto alle piccole e grandi battaglie quotidiane.

Comprare il gettone per salire sulla giostra del successo rende smemorati rispetto alle infinite opportunità di ringraziare per bellezza che ogni giorno ci offre la vita, senza bisogno di spostarci troppo da dove siamo.  La creatività, la spontaneità, l’essere in armonia con la natura è sintonizzarsi con l’anima, quella piccola parte di noi che viene facilmente dimenticata per dare spazio alla corsa verso il successo e la visibilità.  Far entrare forzatamente nella nostra vita piani e programmi ai quali viene data un’importanza totale, sopprime inconsapevolmente  il potenziale della gioia e anziché dar retta ai nostri sensi, alla sensibilità e all’intuito, finiamo per vivere un’esistenza fatta di automatismi che neppure ci accorgiamo di utilizzare.

LE NUVOLE NERENON SEMPREPORTANO PIOGGIA

Vi suggerisco la lettura di un libro che ho trovato interessante, Anam Cara di John O’Donohue,  che descrive come l’accogliere il tutto nella propria vita porta a rinfrescare la memoria rispetto alle piccole cose, anziché concentrarsi sui macrorisultati quotidiani. E’ un libro che parla di “cerchi e spirali” tipici della tradizione celtica che si basa sul movimento circolare della vita secondo il ritmo delle stagioni, un’antica sensibilità contraria alla nostra idea moderna di un progresso lineare e costante. La mente celtica non distingue in maniera drastica la mente dallo spirito, non è sistematica o dualistica e non fa distinzione tra tempo ed eternità. Contempla la vita in un unico tempo fisico e spirituale senza distinzioni: anime in forma d’argilla.

C’è un paradosso che possiamo utilizzare per comprendere meglio la nostra natura, ed è immergendoci nei nostri sensi per riscoprire le cose più semplici. Attraverso questa strada del tutto fisica, possiamo arrivare a un profondo apprezzamento spirituale della vita. Il tatto, l’olfatto e il gusto in particolare ci forniscono una saggezza che va ben oltre le parole o i pensieri. Siamo anime in forma d’argilla: la nostra strada spirituale passa attraverso quella terrena.

Dipendere totalmente da ciò che è esterno dà alla nostra parte interiore la facoltà di tormentarci perché anch’essa vuol essere riconosciuta, e lo fa stimolando quella sensazione di vuoto, di bisogno e insoddisfazione che spesso sperimentiamo quando la connessione tra materiale e spiritualità viene meno. L’intimità che spesso ricerchiamo negli altri è una speranza che dobbiamo trovare prima di tutto in noi stessi e per farlo c’è un solo modo. Uso le parole dell’autore per descriverlo: “… la tecnologia e i mass media non hanno unito il mondo, ma reso le cose meno intime.” La nostra ossessione per le relazioni è un segno del fatto che non ne abbiamo di abbastanza buone. Quella parola vaga che usiamo spesso per salutare gli altri, “ciao”, in gaelico non esiste. Esiste invece un modo di salutare che privilegia il riconoscimento della scintilla divina presente in ciascuno di noi: Dia huitChe Dio sia con te”.

Non è fare cose stressanti la causa dello stress, ma l’interrompere la comunicazione con la parte silenziosa di noi, il prendersi tempo dedicato a conoscere sé stessi affinché la mente possa rigenerarsi. Vivere una vita proiettata all’esterno senza tempo per noi stessi, prima o poi, presenterà un conto molto salato da pagare.

Oggi integra ciò che consideri negativo accogliendolo dentro di te, prenditi del tempo per ricordare una semplice frase che può davvero cambiare la tua visione: “Ti riconosco e ti accolgo con un si” e appiccicala come un’etichetta a tutte le tue paure, le ansie, i problemi, i pensieri negativi e quant’altro ti sembra buio e scuro. Mettere da parte qualcosa che ci appartiene è dividere. Integrare è unire. Accogli tutto nella vita con spirito d’unione e comincerai ad accorgerti di quanta felicità possa dare un cielo carico di nuvole.

DEDICATO ALL’ANIMA

Dedicarsi alla propria anima significa seguirne i segnali, poiché essa comunica attraverso i sincronismi e le coincidenze.  Cos’è l’anima? Per me è una luce, un faro che indica la strada da percorrere durante la nostra esperienza terrena e che ha lo scopo di mostrare ciò che siamo realmente e quale sia la nostra missione.

Spesso la nostra anima comunica con noi attraverso sincronismi e coincidenze, ma molti hanno perso la capacità di ascoltarne i messaggi che ci vengono offerti costantemente.  Oggi, se ti va, puoi iniziare il tuo avvicinamento all’anima facendoti una domanda: “Come mai sono qui?” e portando l’attenzione per l’intera giornata  a ciò che accade. Potresti ricevere messaggi attraverso un libro che stai leggendo, mentre sei in coda al supermercato, ascoltando una canzone alla radio o nei pensieri che spontaneamente arrivano mentre stai guidando l’auto.  Se ti prendi il tempo e ti metti in una condizione di ascolto, messaggi preziosi arrivano a te nei modi più inattesi.

Il secondo passo è elaborare e scrivere la missione che la tua anima ti sta comunicando: “Qual è lo scopo della mia vita?”. A volte non è semplice rispondere a questa domanda poiché la risposta potrebbe essere nascosta sotto cumuli di credenze e convinzioni. Per avvicinarti al tuo scopo, puoi pensare ad esempio quale attività svolgeresti anche gratuitamente pur di poterti esprimere.

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Formulare e scrivere quale sia lo scopo della nostra a volte richiede tempo e una ricerca delle parole accurata che può durare anche qualche giorno: non avere fretta. Quando leggerai lo scopo della tua vita, dovrai sentire un senso di appartenenza alle parole che pronunci. Stai generando dei semi spirituali che l’Universo farà crescere senza distinzione né giudizio: se semini grano o edera velenosa Lui ti donerà l’energia necessaria per far crescere indistintamente l’uno o l’altra. Quindi, quali semi scegli di piantare nel terreno fertile della tua anima? Cosa vuoi coltivare?

Infine scrivi la tua missione su un grande foglio e coloralo, dipingilo, ritaglia immagini che rappresentano il senso della tua dichiarazione. Se lo scopo è risvegliare l’anima della gente attraverso la musica, puoi mettere insieme un collage che esprime gioia, risveglio, note musicali, folla di persone che ascoltano un concerto. Infine prendi il collage e appendilo in un punto della casa o del tuo ufficio dove lo puoi vedere spesso. Sarà un promemoria che giorno dopo giorno ti ricorderà il motivo per cui sei venuto al mondo. Accorgiti!