RICORDARE LA BELLEZZA

lucia-merico-spiritualcoach-nuvole-nere.png

E’ un risultato facile quello di dimenticare la bellezza e il mistero che il mondo ogni giorno ci mostra: le nuvole che si rincorrono, la pioggia che schizza sui vetri, il verde del piccolo giardino di casa, le risate con le amiche e la musica mentre scriviamo o riposiamo. Chi conduce una vita consapevole conosce l’importanza della gratitudine e dell’apprezzamento, caratteristiche che la maggior parte delle persone si dimentica di celebrare: preferisce lasciare il posto alle piccole e grandi battaglie quotidiane. 

Comprare il gettone per salire sulla giostra del successo rende smemorati rispetto alle infinite opportunità di ringraziare per bellezza che ogni giorno ci offre la vita, senza bisogno di spostarci troppo da dove siamo. La creatività, la spontaneità, l’essere in armonia con la natura sono solo alcune delle infinite possibilità che abbiamo di sintonizzarci con l’anima, quella piccola parte di noi che viene facilmente dimenticata, per dare spazio alla corsa verso il successo e la visibilità. Nulla di male nel correre: ogni tanto fa bene.  Tuttavia far entrare forzatamente nella nostra vita piani e programmi ai quali viene data un’importanza totale, sopprime inconsapevolmente il potenziale della gioia e anziché dar retta ai nostri sensi, alla sensibilità e all’intuito, finiamo per vivere un’esistenza fatta di automatismi che neppure ci accorgiamo di utilizzare. 

Vi suggerisco la lettura di un libro che ho trovato interessante, Anam Cara (Amico di Anima) di John O’Donohue, che descrive come l’accogliere il tutto nella propria vita porta a rinfrescare la memoria rispetto alle piccole cose, anziché concentrarsi sui macrorisultati quotidiani. E’ un libro che parla di “cerchi e spirali” tipici della tradizione celtica che si basa sul movimento circolare della vita secondo il ritmo delle stagioni, un’antica sensibilità femminile contraria alla nostra idea moderna di un progresso maschile, lineare e costante.

La tradizione celtica non distingue in maniera drastica la mente dallo spirito, non è sistematica o dualistica e non fa distinzione tra tempo ed eternità. Contempla la vita in un unico tempo fisico e spirituale senza distinzioni: anime in forma d’argilla.

SIAMO ANIME IN FORMA D’ARGILLA

C’è un paradosso che possiamo utilizzare per comprendere meglio la nostra natura, ed è proprio quando ci immergiamo nei nostri sensi per riscoprire le cose più semplici. Attraverso questa strada del tutto fisica, possiamo arrivare a un profondo apprezzamento spirituale della vita. Il tatto, l’olfatto e il gusto in particolare ci forniscono una saggezza che va ben oltre le parole o i pensieri. La vista che recuperiamo attraverso gli occhi chiusi, riordina i pensieri e permette alla mente di viaggiare e di portare nel presente una memoria antica.

Siamo anime in forma d’argilla: la nostra strada spirituale passa attraverso quella terrena

Dipendere totalmente da ciò che è esterno dà alla nostra parte interiore la facoltà di tormentarci perché anch’essa vuol essere riconosciuta, e lo fa stimolando quella sensazione di vuoto, di bisogno e insoddisfazione che spesso sperimentiamo quando la connessione tra materia e spiritualità viene meno. L’intimità che spesso ricerchiamo negli altri e nei corpi attraverso le relazioni, spesso confonde la direzione in cui andare. Cercare nell’altro la soluzione è investire nell’ignoto. La ricerca è prima di tutto verso noi stesse e per farlo c’è un solo modo: conoscere chi siamo.

L’avvento della tecnologia e i mass media hanno contribuito a rendere la separazione ancor più evidente. Quell’intimità necessaria per scoprire i nostri valori di nascita è stata sostituita dalla frenesia quotidiana che chiude anziché aprire i sensi. La nostra ossessione per le relazioni è un segno del fatto che non ne abbiamo di abbastanza buone. Quella parola vaga che usiamo spesso per salutare gli altri, “ciao”, in gaelico non esiste. Esiste invece un modo di salutare che privilegia il riconoscimento della scintilla divina presente in ciascuno di noi: Dia huit “Che Dio sia con te”.

Non è fare cose stressanti la causa dello stress, ma l’interrompere la comunicazione con la parte silenziosa di noi, è il non prendersi un tempo dedicato a conoscere sé stessi affinché la mente possa rigenerarsi. Vivere una vita proiettata all’esterno senza tempo per noi stesse – prima o poi – presenterà un conto molto salato da pagare.

Oggi integra ciò che consideri negativo accogliendolo dentro di te, prenditi del tempo per ricordare una semplice frase che può davvero cambiare la tua visione: “Ti riconosco e ti accolgo con un si” e posala come un’etichetta sulle paure, le ansie, i problemi, i pensieri negativi e quant’altro ti sembra buio e oscuro. Mettere da parte qualcosa che ci appartiene è dividere. Integrare è unire. Accogli tutto nella vita con spirito d’unione e comincerai ad accorgerti di quanta felicità possa dare un cielo carico di nuvole.

… e le nuvole nere non sempre portano pioggia

 

Se vuoi riprendere il contatto con te stessa e recuperare il tuo potere personale per una vita migliore sotto ogni aspetto, puoi iscriverti a LoveHealing Corso Base . Clicca su questo link se ne vuoi sapere di più ➡➡➡ http://spiritualcoach.it/appuntamento/lovehealingcorsobase/

LIFE IS NEVER BE THE SAME

La vitaè troppobellaper essereinsignificante.png

Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili.

Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso.

Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare.

Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte!

Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso.

Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto!

E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… e anche tu non dovrai stancartene. Vivi!

È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa.

La Vita è troppo bella per essere insignificante!

(Charlie Chaplin)

RICORDARE LA BELLEZZA

E’ un risultato facile quello di dimenticare la bellezza e il mistero che il mondo ogni giorno ci mostra: le nuvole che si rincorrono, la pioggia che schizza sui vetro, il verde del piccolo giardino di casa, le risate con le amiche e la radio che passa la tua musica preferita. Chi conduce una vita consapevole conosce l’importanza della gratitudine e dell’apprezzamento, caratteristiche che la maggior parte delle persone si dimentica di celebrare per lasciare il posto alle piccole e grandi battaglie quotidiane.

Comprare il gettone per salire sulla giostra del successo rende smemorati rispetto alle infinite opportunità di ringraziare per bellezza che ogni giorno ci offre la vita, senza bisogno di spostarci troppo da dove siamo.  La creatività, la spontaneità, l’essere in armonia con la natura è sintonizzarsi con l’anima, quella piccola parte di noi che viene facilmente dimenticata per dare spazio alla corsa verso il successo e la visibilità.  Far entrare forzatamente nella nostra vita piani e programmi ai quali viene data un’importanza totale, sopprime inconsapevolmente  il potenziale della gioia e anziché dar retta ai nostri sensi, alla sensibilità e all’intuito, finiamo per vivere un’esistenza fatta di automatismi che neppure ci accorgiamo di utilizzare.

LE NUVOLE NERENON SEMPREPORTANO PIOGGIA

Vi suggerisco la lettura di un libro che ho trovato interessante, Anam Cara di John O’Donohue,  che descrive come l’accogliere il tutto nella propria vita porta a rinfrescare la memoria rispetto alle piccole cose, anziché concentrarsi sui macrorisultati quotidiani. E’ un libro che parla di “cerchi e spirali” tipici della tradizione celtica che si basa sul movimento circolare della vita secondo il ritmo delle stagioni, un’antica sensibilità contraria alla nostra idea moderna di un progresso lineare e costante. La mente celtica non distingue in maniera drastica la mente dallo spirito, non è sistematica o dualistica e non fa distinzione tra tempo ed eternità. Contempla la vita in un unico tempo fisico e spirituale senza distinzioni: anime in forma d’argilla.

C’è un paradosso che possiamo utilizzare per comprendere meglio la nostra natura, ed è immergendoci nei nostri sensi per riscoprire le cose più semplici. Attraverso questa strada del tutto fisica, possiamo arrivare a un profondo apprezzamento spirituale della vita. Il tatto, l’olfatto e il gusto in particolare ci forniscono una saggezza che va ben oltre le parole o i pensieri. Siamo anime in forma d’argilla: la nostra strada spirituale passa attraverso quella terrena.

Dipendere totalmente da ciò che è esterno dà alla nostra parte interiore la facoltà di tormentarci perché anch’essa vuol essere riconosciuta, e lo fa stimolando quella sensazione di vuoto, di bisogno e insoddisfazione che spesso sperimentiamo quando la connessione tra materiale e spiritualità viene meno. L’intimità che spesso ricerchiamo negli altri è una speranza che dobbiamo trovare prima di tutto in noi stessi e per farlo c’è un solo modo. Uso le parole dell’autore per descriverlo: “… la tecnologia e i mass media non hanno unito il mondo, ma reso le cose meno intime.” La nostra ossessione per le relazioni è un segno del fatto che non ne abbiamo di abbastanza buone. Quella parola vaga che usiamo spesso per salutare gli altri, “ciao”, in gaelico non esiste. Esiste invece un modo di salutare che privilegia il riconoscimento della scintilla divina presente in ciascuno di noi: Dia huitChe Dio sia con te”.

Non è fare cose stressanti la causa dello stress, ma l’interrompere la comunicazione con la parte silenziosa di noi, il prendersi tempo dedicato a conoscere sé stessi affinché la mente possa rigenerarsi. Vivere una vita proiettata all’esterno senza tempo per noi stessi, prima o poi, presenterà un conto molto salato da pagare.

Oggi integra ciò che consideri negativo accogliendolo dentro di te, prenditi del tempo per ricordare una semplice frase che può davvero cambiare la tua visione: “Ti riconosco e ti accolgo con un si” e appiccicala come un’etichetta a tutte le tue paure, le ansie, i problemi, i pensieri negativi e quant’altro ti sembra buio e scuro. Mettere da parte qualcosa che ci appartiene è dividere. Integrare è unire. Accogli tutto nella vita con spirito d’unione e comincerai ad accorgerti di quanta felicità possa dare un cielo carico di nuvole.

ANESTESIA

Il prezzo che paghi per rimanere in contatto con il mondo, a volte, è alto. Prigioniero di una cella che non ha sbarre. Incapace di riconoscere la bellezza intorno a te. Inconsapevole di un mondo ricco di opportunità, delle quali guardi solo una facciata. E’ un momento, questo, dove tutto il possibile è a portata di mano. Ma se guardi solo un lato della medaglia, sarà difficile che tu possa coglierne le infinite possibilità. L’equilibrio della vita è nel movimento. La staticità è amica della morte. (SpiritualCoach)

IL RISVEGLIO

902631_10200911429767195_1619644905_o

(fotografia di Margherita Maniscalco)

Il risveglio

Qualunque fiore tu sia,
quando verrà il tuo tempo, sboccerai.
Prima di allora
una lunga e fredda notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò sii paziente verso quanto ti accade
e curati e amati
senza paragonarti
o voler essere un altro fiore,
perché non esiste fiore migliore di quello
che si apre nella pienezza di ciò che e’.
E quando ciò accadrà,
potrai scoprire
che andavi sognando
di essere un fiore
che aveva da fiorire.

Daisaku Ikeda