MERITI IL MEGLIO

“Mi sentirei più tranquilla se mettessi da parte del denaro per i momenti difficili e imprevisti, perché non sai mai cosa ti riserva il futuro”. Chi di voi ha fatto almeno una volta nella vita questa considerazione?

E’ una condizione a cui molti di noi fanno riferimento e pensando bene a questa affermazione mi viene in mente questo: come sarebbe mettere da parte per i momenti previsti e cioè tutti quei momenti meravigliosi che desideriamo accadano da tempo e ancora non si sono manifestati?

Aspettarci le cose belle e prepararci per riceverle potrebbe essere molto meglio di attendere che qualcosa di brutto possa accadere. Che ne pensate?

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Immagina di mettere da parte del denaro per un viaggio che vuoi fare da tempo e avere una cantina piena di  bollicine  pregiate da aprire quando avrai raggiunto ciò che ti sei prefissato. E’ positivo aspettarsi sempre il meglio e lo rinforza ancor di più prepararci a riceverlo.

A modo suo la vita si plasma secondo le nostre aspettative, buone o cattive che siano. Per questo è bene allenare la mente al meglio che possiamo immaginare. In questo modo, quando gli imprevisti arrivano, avremo più energia positiva da far circolare per poterli risolvere. 

Accorgiamoci.

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I MIEI PENSIERI DI ATTACCO ATTACCANO LA MIA INVULNERABILITA’

Ieri ho avuto un’accesa condivisione con alcune amiche sull’etica e sul comportamento e quando si è conclusa ho lasciato che fosse la notte a portare consiglio su ciò che era stato detto.

Stamane al risveglio ho pensato nuovamente a come è partita la condivisione  e mi viene mostrato l’aspetto più importante: invece di condannare la gente, pensa a come fare per comprenderla.  Come mai fa quello che fa o ha fatto? Se potessi per un attimo vedere il mondo con i suoi occhi, quali sarebbero i motivi di compiere un gesto simile?  Anziché dichiarare che “io non farei mai ciò che ha fatto l’altra”, mi domando per quale motivo mi ritrovo coinvolta in questa situazione.

Stimolata dall’attuale situazione, mi viene in mente di rileggere la Lezione 26 di Un Corso in Miracoli: avrò cura di svolgerla oggi, applicandola in modo generico. E voglio condividerla con te: leggila con cuore aperto. Se ti va, applicala e verifica cosa accade. Mi piace immaginare di non essere sola oggi ad affrontare un passaggio così importante. D’altronde, insieme è più facile! Accorgiamoci.

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I miei pensieri di attacco attaccano la mia invulnerabilità.

È decisamente ovvio che se puoi essere attaccato non sei invulnerabile. Vedi l’attacco come una vera minaccia. Questo perché credi di poter veramente attaccare. E ciò che ha degli effetti attraverso di te deve anche aver effetti su di te. È proprio questa legge che alla fine ti salverà, ma ora la stai usando male. Devi quindi imparare ad usarla in favore di ciò che è meglio per te invece che contro.

Siccome i tuoi pensieri di attacco saranno proiettati, avrai paura di essere attaccato. E se temi l’attacco, devi credere di non essere invulnerabile. È quindi nella tua mente, e cioè dove essi si trovano, che i pensieri di attacco ti rendono vulnerabile. I pensieri di attacco e l’invulnerabilità non possono essere accettati assieme. Si contraddicono a vicenda.

L’idea di oggi introduce il pensiero che tu attacchi sempre te stesso per primo. Se i pensieri di attacco richiedono il credere che sei vulnerabile, il loro effetto è di indebolirti ai tuoi stessi occhi. Quindi essi hanno attaccato la percezione che tu hai di te stesso. E siccome credi in essi, non puoi più credere in te stesso. Una falsa immagine di te stesso ha preso il posto di ciò che sei veramente.

Praticare l’idea di oggi ti aiuterà a comprendere che la vulnerabilità o l’invulnerabilità sono il risultato dei tuoi stessi pensieri. Nulla può attaccarti tranne i tuoi pensieri. Nulla, tranne i tuoi pensieri, può farti credere di essere vulnerabile. Nulla, tranne i tuoi pensieri, può provarti che non è così.

Sono richiesti sei periodi di pratica per l’idea di oggi. Dovresti cercare di dedicare due minuti pieni per ogni esercitazione, ma questo tempo potrà essere ridotto ad un minuto se il disagio è troppo grande. Non ridurlo ulteriormente.

Il periodo di pratica dovrà iniziare ripetendo l’idea di oggi, poi chiudi gli occhi e passa in rassegna tutte le questioni irrisolte i cui risultati ti stanno turbando. Questo turbamento può assumere la forma di depressione, ansia, rabbia, senso di imposizione, paura, cattivi presentimenti o preoccupazioni. Qualsiasi problema ancora irrisolto che tenda a ricorrere nei tuoi pensieri durante il giorno è un soggetto adatto. Non ti sarà possibile usarne molti in ciascun periodo di pratica, perché con ciascuno di essi dovresti dedicare più tempo del solito. L’idea di oggi va applicata in questo modo:

Prima cita la situazione: Sono turbato per…..

Poi passa in rassegna ogni possibile esito ti sia venuto in mente in relazione a ciò che ti turba, riferendoti a ciascuno di essi molto specificatamente, dicendo: Ho paura che succeda ………

Se stai facendo bene gli esercizi, dovresti avere, per ogni situazione, circa cinque o sei possibilità che ti turbano, o quasi certamente di più. È molto più utile esaminare a fondo poche situazioni, piuttosto che sfiorarne molte. Man mano che la lista degli esiti previsti per ciascuna situazione continua, probabilmente ne scoprirai alcuni meno accettabili per te, specialmente tra quelli che ti vengono in mente verso la fine. Cerca comunque, per quanto puoi, di trattarli tutti nello stesso modo.

Dopo aver citato ogni esito che ti fa paura, dì a te stesso: Quel pensiero è un attacco contro me stesso.

Concludi ogni periodo di pratica ripetendoti un’ultima volta l’idea di oggi.

DAL VECCHIO AL NUOVO

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Il passaggio da una vecchia abitudine a una nuova richiede disponibilità, determinazione, volontà, spirito d’iniziativa, fede. Non è sempre una freccia che arriva dritta nel centro del paglione, bensì un andarivieni di situazioni ed emozioni che potrebbero far scappare la voglia di proseguire. Per questo ci vuole un forte intento, uno scopo che determina e segna la strada verso il nuovo. Mi ricordo quando sono salita alla guida di un’auto la prima volta. Guardando i pedali ho pensato: “Tre pedali, due piedi. Com’è possibile?” Ho imparato grazie a un buon istruttore e alla volontà di essere indipendente, capace e caparbia. E così quando è nato ‪#‎SpiritualCoach‬ e ora, con la nascita dell’Accademia Italiana SpiritualCoaching e a venire tutti gli obiettivi che ho in mente di raggiungere. Se mi fermo un attimo e guardo indietro nel tempo, ricordo di aver sempre avuto una forte volontà nell’avanzare verso ciò che era lo scopo del momento. E anche tu che leggi, se osservi con attenzione, puoi trovare il tuo modo personale di essere determinato. Accorgiti!

L’ILLIMITATEZZA DELLE RISORSE

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La prosperità non può esistere se continui a prendere in considerazioni pensieri di miseria e carenza. Per esempio: esprimi gratitudine per il cibo che mangi, lo benedici, ringrazi quando é sulla tua tavola? Se sei a corto di fondi, benedici ogni cosa possiedi immaginando che aumenti di quantità? Parli di prosperità e di abbondanza con gli altri o ti concentri sulla scarsità e sulla crisi? É fondamentale abbandonare i pensieri inquieti e divenire portatori sani di pensieri di prosperità e abbondanza. E quando a questa attitudine aggiungi la consapevolezza dell’illimitatezza delle risorse, sei allineato perfettamente alla legge divina della prosperità. Allenati e Accorgiti.