LA SCUOLA DELLA VITA

Uno dei disagi che ho vissuto nel periodo scolastico fu il non poter fare domande: almeno la nostra insegnante non lo permetteva. Essendo una bambina che aveva fame d’imparare, fare domande era il mio nutrimento e il dover accettare a mani basse ciò che la maestra diceva mi ha fortemente condizionato. Condizionamento che ho accetto dopo essere stata espulsa dalla lezione di religione per le “domande stupide e impertinenti”. Da quel momento non ho più fatto domande per non sentirmi stupida.

Col passare del tempo in diverse occasioni ho pensato spesso che a scuola si imparano le cose sbagliate: ti insegnano a fare i conti ma non come gestire il denaro. Nessuno ti spiega come funzionano le relazioni, poco viene detto sulla comunicazione e l’importanza delle parole, cos’è l’energia e la legge della manifestazione,  come scegliere un partner, come intervenire nei momenti di disagio, cosa aspettarsi da un matrimonio, cosa fare se la situazione va a rotoli, come crescere un bambino, men che meno quali siano le basi di una sana vita sessuale e tutte le altre cose importanti veramente importanti.

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Da adulta le persone alle quali mi rivolgevo per far fronte ai miei problemi, a volte, ne sapevano meno di me sull’argomento e avevo la sensazione di muovermi alla cieca in un mondo di ciechi. Come avrei voluto che l’insegnante di religione avesse risposto alle mie domande sul Cristo, su Dio, Gesù e sull’Amore. E’ davvero assurdo che ci voglia la patente per guidare l’automobile e nessuna istruzione per diventare adulti consapevoli.

Così mi sono data da fare, ho imparato un sacco di cose riguardo le relazioni e mi è piaciuto a tal punto da non voler smettere più di imparare. Inoltre ho esteso le mie esperienze e conoscenze a chi era intorno a me diventando SpiritualCoach e  ideatrice e trainer di corsi e laboratori per la crescita personale e spirituale.  In questo cammino che continua da oltre venticinque anni, ho compreso un insegnamento fondamentale sulle relazioni: sono una palestra per conoscere sé stessi attraverso gli altri, indipendentemente che siano di coppia, amicali o professionali.

Come potete fare quando la vostra relazione attraversa un momento di crisi ma desiderate entrambi sistemare la situazione? Innanzitutto, se la volontà è di restare insieme significa che la relazione è ancora forte. Siete solo rimasti intrappolati in un modello di comportamento invalidante che ha lo scopo di far emergere quella parte di voi che ha bisogno di cure. Insieme all’espressione dell’amore salgono anche le nostre paure che si esprimo con forza a causa del fatto che il partner ci fa da specchio.

In questi casi la parola chiave è riservatezza, che significa: parlate con qualcuno che possa sostenervi nel far luce sulla situazione.

Ricordate che il motivo dei vostri disagi non è nel presente ma state attingendo a episodi del passato.

Iscrivetevi a un corso sulle relazioni per comprendere più a fondo come funzionano e come intervenire.

E se il partner vi lascia per un’altra persona, fermatevi un attimo e – per quanto vi è possibile – imparate pian piano a non dare la colpa a loro di quanto è successo. Seduti con carta e penna scrivete alcune domande e meditate sulle risposte che elencherete per ciascuna di esse:

  • La ragione per cui ho attratto questa situazione è …
  • Qual è il mio vantaggio in questo disastro?
  • Sto cercando di dimostrare a me stesso/a che ….?
  • Cosa rappresenta l’altra persona per me?
  • I pensieri che ho formulato per creare tutto questo sono …?
  • I pensieri che mi liberano da questa situazione sono …?

Sono solo alcune indicazioni. Ritengo sia molto meglio concentrare le proprie energie su come migliorare la  vita personale per attrarre a sé un partner più allineato con voi piuttosto che continuare a fare ciò che è stato fatto per ottenere i risultati ottenuti. Ogni perdita rappresenta sempre un guadagno che ancora non valutiamo ma che con un po’ di sforzo, buon senso, piedi per terra e voglia di essere felici, ben presto si manifesterà. Accorgiti.

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INSIEME E’ PIU’ FACILE

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La mente che medita è capace di scegliere la strada da seguire al di fuori dei sentieri già tracciati da altre menti. Di per sé, non segue un desiderio o la vana gloria, ma il suo posto accanto alla felicità. Sa che volte è il combattimento a dover essere intrapreso, altre volte può lasciarsi andare alla quiete: in entrambe i casi è consapevole di ciò che sta accadendo. Sa di essere in un mondo dove entrambe le condizioni sono necessarie e le dosa a seconda di ciò che ha scelto di intraprendere.
Una mente che non ama ciò che fa è infelice e l’esperienza nel mondo è a tonalità scure. Quando ama ciò che fa é consapevole del fatto che può cambiare in un istante di tempo presente: è nella luce che illumina il suo cammino. La conseguenza sarà libertà dalla paura e dalla preoccupazione ansiosa per i risultati. Ogni essere saggio ha sempre un esito o un risultato in mente, ma non si identifica mai con il risultato stesso. Lancia la sua freccia e poi si stacca dal risultato, perché sa con assoluta certezza che andrà dritta al centro del bersaglio.
Una mente che medita conosce se stessa e fluisce nel cambiamento: non lo teme perché comprende che è l’unica via verso la conoscenza. Nella quiete della meditazione è in grado di trovare la sua unicità. Ogni momento meditato nella quiete ha la sua conseguenza. Così come ogni momento meditato nella confusione ha la sua conseguenza. Una mente consapevole sa che può scegliere.

“Ti ho dato parole di visione e saggezza più segrete dei misteri celati. Ponderale nel silenzio della tua anima, e poi nella libertà compi la tua volontà.” (Dio e Arjuna)

Cerca la pace dentro di te, svolgi il compito che ti appartiene e resterai stupito di fronte ai misteri dell’Universo.
Accorgiti!

NO FEAR

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Conoscere le proprie paure è avere potere su di esse. Sei una “vittima” delle situazioni o invece te ne assumi la responsabilità?
Sii attento prima di rispondere a questa domanda, poiché fai la differenza tra avere paura ed essere felice. Molti pensano di assumersi la responsabilità della loro esistenza anche quando, semplicemente, non corrisponde a realtà. La mentalità da “vittima” è piuttosto sottile e assume molte forme, e vittimismo e paura vanno a braccetto. Di fronte alla paura pensa questo: “La paura che sto sperimentando indica che sto crescendo e accettando le sfide della vita” Accorgiti! (LM SpiritualCoach)