IL POTERE DELLA SCELTA

Scegliere significa creare. Ogni scelta crea nuove esperienze intimamente connesse alle nostre decisioni e che coinvolgono le persone intorno a noi, cominciando dal modo in cui percepiamo noi stessi.

La percezione di te stesso/a sarà differente a seconda delle necessità. In alcune circostanze potrai sentirti superiore e in altre inferiore, estroverso/a o introverso/a, coraggioso/a o codardo/a, sensibile o insensibile.

Se decidi di considerarti, per esempio, incompetente, tenderai a creare un’esperienza che ti porta a sperimentare incompetenza. Non solo: nel ripetere più volte questa scelta, la rafforzerai, e l’esperienza diventerà normale, tanto da indurti a credere che non ne
possano esistere delle altre per te. In sostanza, inneschi un processo di auto rafforzamento tale da convincerti che sei davvero incompetente. Naturalmente, in una condizione di questo tipo, difficilmente prenderai in considerazione il concetto di responsabilità e cioè che sei stato proprio tu, con i tuoi pensieri rafforzati, a generare continue esperienze di incompetenza.

SCELTA = CREAZIONE

Ognuno di noi ha delle capacità e delle caratteristiche assolutamente uniche. Per esempio non potrai mai diventare un cantante professionista, o un giocatore di golf, o un atleta se non hai sei portato per quel genere di attitudine. Ma potresti avere talento per la pittura, la scrittura, la matematica o diventare un giardiniere eccezionale.

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Concentrarti su quello che non sai fare, invece che su quello che sai fare, crea un’immagine di te ristretta e incompleta.  In tale immagine, quindi, trascuri del tutto le capacità e, per contro, attraverso l’inclinazione a concentrarti solo sulla tua inadeguatezza o incapacità, vedrai esclusivamente la tua debolezza. Pensare ai tuoi punti di forza, qualunque essi siano, ti porta a una visione di te stesso come persona competente. Le aspettative e i tuoi talenti coincidono e questo rafforza la tua autostima, portandoti verso
una visione più felice e possibilistica di te stesso e della vita.

Se ti va, puoi fare questa esperienza. Prendi carta e penna e fai un elenco descrivendo come ti percepisci nelle varie aree della tua vita: relazioni, professione, famiglia, finanze, fisico etc. Terminato l’elenco rileggi ogni singola descrizione prendendo coscienza che il modo in cui ti vedi è una scelta che hai fatto tu.  Potrebbe rappresentare uno sforzo poiché fino a quel momento hai pensato di non essere responsabile della scelta. Una parte di te sa bene che non è così ed è quella parte intelligente e sensibile che ti spinge verso la comprensione che essere liberi significa principalmente poter scegliere e decidere di cambiare il proprio punto di vista rispetto a una situazione sgradevole o portare ai massimi livelli una situazione gradevole.

Dopo ogni parola scritta, stabilisci se vuoi continuare a considerarti in quel modo o scegli di cambiare definizione. Potrebbe essere che ti sei considerato, per esempio, intelligente e vuoi aumentare la tua definizione fino a diventare eccellente. Nel caso in cui, invece, hai scelto una definizione invalidante, ricorda che puoi scegliere di cambiarla o di lasciarla così com’è. L’importante è che tu comprenda che la scelta consapevole è alla base della tua libertà. 

Ogni momento hai l’opportunità di compiere una nuova scelta. Non necessariamente devi continuare a ripetere le stesse esperienze, se scegli e decidi che non sia così. Se scegli in modo diverso, crei un’esperienza diversa. Le tue reazioni alla rabbia, alla paura, alla gelosia, alla vergogna o a qualunque altra emozione invalidante, non sono l’unica risposta di cui sei capace. Semplicemente hai scelto così spesso di rispondere allo stesso modo, che non conosci come fare e questo è metterti in prigione da solo, chiudere a chiave la porta,
buttare via la chiave e pensare che tutto questo sia accaduto per colpa di qualcun altro.

Il tuo atto di potere è considerare che:

Hai provveduto tu a costruire la prigione in cui credi di essere
Hai le chiavi per aprire la porta
Puoi scegliere se rimanere ancora in prigione o scegliere la
libertà
Cosa scegli?

Accorgiti.

Questo breve articoli è tratto dall’esperienza di ieri sera del Laboratorio INSIEME E’ PIU’ FACILE  dove ogni 1° e 3° mercoledì del mese ci incontriamo per condividere esperienze, mantenere alta la consapevolezza, trovare nuovi modi di vedere la vita per raggiungere gli obiettivi e vivere serenamente felici.

Laboratorio INSIEME E’ PIU’ FACILE in Italia:

Corte Franca (BS) con Lucia Merico
lucia@spiritualcoachingacademy.it  +393298222371

Pesaro (PU) con Antonella Casazza
antonella.casazza@gmail.com +393316084191

Villorba (TV) Roberta Marzola
info@robertamarzola.it – +393204103951

GLI ALTRI SIAMO NOI

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Ciò che dai agli altri, anche sottoforma di pensiero, lo dai a te stesso. Perché gli altri sono te stesso. Accorgiti!

IMPARERAI SEMPRE CIO’ CHE INSEGNERAI

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Tutti insegnano, e insegnano sempre.
Questa è una responsabilità che ti assumi inevitabilmente nel momento in cui accetti qualsiasi premessa, e nessuno può organizzare la propria vita senza un sistema di pensiero.
Una volta che hai sviluppato un sistema di pensiero di qualsiasi genere, vivi in conformità ad esso e lo insegni.
La questione non è se tu insegnerai, poiché in questo non c’è scelta.
Insegnare è imparare cosicché insegnante e studente sono la stessa cosa: l’insegnamento è un processo costante.
Insegnare e imparare sono le tue forze più grandi adesso perché ti mettono in grado di cambiare la tua mente e di aiutare gli altri a cambiare la loro.
Ricordati sempre che insegnerai ciò in cui credi.
“Imparerai ciò che insegnerai”
Se questo è vero, è sicuramente lo è, non dimenticare che ciò che insegni ti sta insegnando. Ciò che insegni lo rafforzi dentro di te poiché lo condividi.
Non vedrai la luce fino a che non la offrirai a tutti i tuoi fratelli.
Nel momento in cui essi la prenderanno dalle tue mani, la riconoscerai come tua.
Tuo fratello è lo specchio i cui vedi l’immagine di te stesso.
(Libera interpretazione di Un Corso in Miracoli)

Abbi cura di te. Accorgiti!

LA PACE SIA CON TE

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Sono scossa da ciò che sta accadendo in Siria. Le immagini di questi giorni sono tremende, e per me sono solo immagini. Mi chiedo chi sono queste anime agonizzanti, per lo più bambini che nel sonno pensano di sognare un incubo dal quale il risveglio è uguale all’incubo stesso. Mi domando chi può decidere di soffocare una vita con tanta atrocità senza pensare che, forse, anche lui o lei hanno dei figli a casa che li aspettano, un marito, una moglie, una sorella o un fratello, un amico o un compagno. Penso alla catena politica che fa da paravento a un solo e unico obiettivo primario: il potere di prevaricare sugli altri nella speranza di sentirsi grandi e potenti. E poi mi fermo a pensare come poter essere veramente d’aiuto, rendendomi conto di guardare la situazione attraverso lenti spesse che mi fanno percepire un’infinitesimo di ciò che è la realtà oggettiva.

Ciò che sta accadendo tocca i miei sentimenti facendo nascere paura, tristezza, rabbia, frustrazione, odio, rancore e voglia di vendetta. Percepisco le mie emozioni salire e chiudere lo stomaco, sento le lacrime scendere di fronte alle immagini che scorrono e penso che tutto questo è nato proprio da quei sentimenti che ho appena elencato. Chi desidera la morte di qualcun altro provocandola attivamente in nome di un credo religioso, politico o economico è terrorizzato: ha paura. Una mente sana, che conosce il significato reale di Vita sa che gli altri sono una parte di te, riconosce che come tratterà gli altri così tratterà se stesso. Una palla lanciata contro un muro torna sempre indietro.

Di fronte a ciò che vedo sono senza potere di fare nulla e nella mia mente chiedo giustizia. Affido allo Spirito Santo la sofferenza che sento unendo quella di ogni persona su questa Terra, e attendo la Sua Risposta che arriva istantanea con queste parole prese da Un Corso in Miracoli, che io ricordo così: “Puoi fare molto per la tua guarigione e quella dei tuoi fratelli se, in una situazione che richiede aiuto, pensi ad essa in questo modo:
Io sono qui solo per essere veramente d’aiuto.
Io sono qui per rappresentare Colui Che mi ha mandato.
Io non devo preoccuparmi di cosa dire o cosa fare perché Colui Che mi ha mandato mi guiderà.
Io sono soddisfatto di essere ovunque Egli voglia, sapendo che Egli viene con me.
Io sarò guarito non appena Gli permetterò di insegnarmi a guarire.

E mentre pronuncio queste parole, mi ricordo che la pace comincia da me.