LO VOGLIO DIRE!

Ciò che accade nella mente di una donna quando viene lasciata è davvero struggente. Spazia dal sentirsi vittima della situazione alla vendetta più crudele.  La ferita inflitta è un solco che difficilmente si rimargina in tempi ristretti, e rimane a memoria di quel torto subìto, di quel tradimento lacerante e inaspettato. Ma è proprio così? Davvero non ci accorgiamo di ciò che sta accadendo o semplicemente viene più comodo lasciar andare le cose come vanno per poi vestire il ruolo di vittima sacrificale, molto più semplice da mostrare al mondo? E se la vittima, a un certo punto, divenisse lei stessa un carnefice?

Mamma mia in che buco profondo mi sto cacciando: ma lo voglio dire. E lo dico per esperienza personale di donna tradita e abbandonata, con tutti i crismi che si rispettano e con tanto di dito puntato sull’altro …almeno all’inizio.

 

C’erano state tante avvisaglie di una relazione malata, che si stava spegnendo, a tratti morta e rinnovata solo da piccolo sprazzi di felicità che ritrovavamo nei viaggi e nelle uscite con gli amici. E un pensiero che affiorava nei momenti di difficoltà: “Ma perché non ne trova un’altra?! Così finalmente posso essere libera. Così finisce questo tormento!”. Se solo avessi ascoltato e messe in evidenza queste parole che a quel tempo credevo essere solo mie, intimamente pensate nella mia mente e senza possibilità di poterne fare esperienza. E proprio questa sensazione le rafforzava ancor di più. Fino al giorno in cui è successo ciò che avevo fortemente e inconsapevolmente chiesto.

Che tragedia! La vittima finalmente può esprimersi. Poverina me. E le richieste fatte con forza e determinazione dove sono finite? Completamente dimenticate! Dagli all’uomo infedele, allo stronzo che mi abbandona “dopo tutto quello che ho fatto per te, dopo tutti i sacrifici per accontentarti”. Puoi capire lo stupore quando la mia coach mi aiutò a far luce sul concetto di responsabilità dicendomi: “Sei responsabile della tua vita al 100%. Che significa, in qualche modo e a un qualche livello, che hai chiesto di fare questa esperienza”  Ero molto volonterosa e le credetti sulla parola: ma la mia testa diceva ben altro.

E’ passato un po’ di tempo prima di poter comprendere a fondo e finalmente ringraziare, e perdonare, e rinnovare. Mai tempo fu speso meglio! E ancora oggi ringrazio, perdono e rinnovo. No, non è facile: ancora oggi non lo è. Ma sono determinata a volere il meglio per me e per la mia vita. Quindi mi viene facile ora … facile forse non è la parola esatta. Semplice? Neppure! Forse “conveniente”  è appropriata, avendo scoperto il prezzo altissimo che ho pagato nell’insistere a voler avere ragione anziché essere felice. Accorgiti!

REPRIMERE O ESPRIMERE: QUESTO E’ IL DILEMMA!

Un titolo quello dell’articolo di oggi che è tutto un programma. Come amleti moderni a volte nelle nostre relazioni ci domandiamo se è più conveniente far zittire o mostrare le nostre emozioni.

Se da piccola-o hai spesso sentito dire da un adulto di casa “stai zitta-0 – non parlare – non piangere – comportati bene – stai composto – non sporcarti” e amenità di questo genere anche se fatte tutte con tanto amore, appartieni sicuramente alla categoria dei “repressori seriali” che piuttosto di parlare per dire la loro, si mordono la lingua.

Alcuni di voi hanno provato a dire la loro, ribellandosi a ogni tentativo di essere zittiti. E qual’è stato il risultato lo sappiamo bene: mi ci metto anch’io nella lista dei cattivi. Pervasi da un iniziale senso di potere per aver permesso al vulcano emozionale di esplodere, siamo ben presto caduti nel senso di colpa che, in quanto ribelli seriali, abbiamo provveduto prontamente a reprimere e nascondere.

Alcuni di noi hanno successivamente scelto il silenzio mentre altri hanno continuato a perseverare nel ribelle tentativo di essere ascoltati: entrambe le direzioni non funzionano sulla distanza.

MA DOVE PORTA LA REPRESSIONE?

Tanto più cerchiamo di reprimere tanto più ciò che reprimiamo si farà sentire, e questo vale per tutte le emozioni, indistintamente.

Se il sentimento fosse per esempio la rabbia, possiamo elargire sorrisi e strette di mano in ogni occasione, finché salterà fuorinei momenti più inopportuni e nel maniera meno adatta.

E quando accadrà, rafforzeremo ancor di più la convinzione di doverla schiacciare e nascondere quanto più profondamente possibile, cosa che cercheremo di fare con una determinazione assoluta.

Questa è una strada senza uscita poiché il risultato sarà esattamente come sopra. Fino al momento in cui, trovandoci di fronte a una delle biforcazioni importanti della vita, sceglieremo di cambiare la strada che porta verso l’accettazione.

MUOVIAMO QUALCHE PASSO INSIEME VERSO L’EQUILIBRIO

Se mi leggi da un po’ hai imparato che scrivere – e cioè mettere nero su bianco  -è un’azione molto più potente del semplice riflettere e lavorare a livello di pensiero.

Dunque se ti va, scrivi su un foglio le domande che ti propongo più sotto e rispondi ad esse prendendo in considerazione la sincerità. Nessuno valuterà le tue risposte se non tu: sii gentile e generoso!

Non c’è niente di meglio che mettere a nudo le proprie emozioni per imparare a riconoscerle e ad accettarle poiché, a volte, le dinamiche sono talmente consolidate e automatizzate da animarsi di vita propria.

LA PRESA DI COSCIENZA

Prendere coscienza è rendere giustizia alla propria consapevolezza: è sempre la scelta migliore che possiamo fare per decidere la direzione da intraprendere.

La rabbia nasconde la gioia, la paura oscura il successo, la gelosia è un masso sopra la felicità. Dietro ogni emozione che reprimi si nasconde il suo esatto contrario nell’intensità esatta dell’emozione repressa.

E’ il giudicare, la vergogna, il nascondere che tiene oscurata la parte buona di ogni situazione. Un po’ come una medaglia a due facce: quando ne guardi una l’altra non la vedi.

I riflessi vengono visti nella luce

Niente è solo luce o solo ombra: dipende sempre quale lato stai osservando. Sia la luce che l’ombra ci appartengono e compongono l’insieme di ciò che siamo.

Quando diveniamo consapevoli di questa dualità, scopriamo che l’ombra è utile alla luce per esprimersi, che la bontà può manifestarsi “grazie” alla cattiveria, la giustizia lo fa con l’ingiustizia, la gioia col dolore e la colpa con il perdono.

ESERCITIAMOCI INSIEME

Le domande sono potenti mezzi per ricevere risposte: e da domande potenti ci si aspettano risposte altrettanto potenti. Eccone alcune che puoi scrivere e alle quali rispondere sempre scrivendo, naturalmente:

  • Quali sono le emozioni che provi tu stesso/a e che non sopporti?
  • C’è un aspetto di te di cui ti vergogni e che nascondi profondamente?
  • Quali sono gli aspetti di te che ami condividere con gli altri?
  • Ci sono emozioni che escono fuori dal tuo controllo? Se si, quali sono?
  • Che tipo di rapporto hai con queste emozioni? Come ti senti quando le esprimi? E quando le reprimi?

MORALE DELLA STORIA

Proprio ieri durante il Laboratorio al femminile CREA LEGGI AMA, mi sono fermata con alcune partecipanti per condividere esperienze personali e siamo arrivate a una sola conclusione: accorgiti!

Non ci sono modi perfetti per fare cose o intraprendere relazioni: la perfezione non è di questo mondo. Ma nell’imperfezione di una relazione possiamo trovare il modo di essere felici, facendo pace con le nostre emozioni e rivolgendo loro l’attenzione che meritano.

Diversamente, come bambini capricciosi che vogliono essere ascoltati, cominceranno a strillare e picchiare i piedi finché non le accogliamo nel nostro cuore, per poi lasciarle gentilmente andare al loro destino.

Quindi, accorgiti, scrivi e sii felice!

Spiritualmente tua    Lucia Merico

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TI VOGLIO VICINO MA STAMMI LONTANO

Tutti noi perpetuiamo in continuazione le varie fasi della nascita portando le emozioni e considerazioni nel quotidiano. Le nostre relazioni e il modo in cui le affrontiamo nascono proprio da quei momenti più o meno lunghi e intensi, dove piccoli mattoni di vita vengono deposti per far crescere la roccaforte di ciò che saremo da adulti. Riallacciare un dialogo con la nostra nascita è portatore sano di consapevolezza.

E proprio ieri mi è accaduto di condividere la sensazione duale che spesso si manifesta durante una separazione: la voglia di ritornare sulla vecchia strada e la paura che questo possa accadere. Di seguito potete leggere la chiarezza con cui Sondra Ray descrive questo passaggio.

poichè non esiste nulla che non sia sorto dipendendo, non esiste nulla che non sia vuoto (1).png

 

“Un altro effetto prodotto dalla nascita sulle relazioni è la “sindrome claustrofobica da soffocamento”. Nel ventre il bambino si sviluppa finché lo spazio non è più sufficiente a contenerlo. Il paradiso si tramuta in inferno. Bloccato, il bimbo è costretto a uscire per sopravvivere. All’esterno le mani dell’ostetrica lo afferrano, tagliano il cordone ombelicale costringendolo ad affrettare  il primo respiro che diventa un’esperienza dolorosa e terribile. Questa sequenza viene spesso rivissuta nelle relazioni. Dall’iniziale stato di grazia dell’innamoramento, scivoliamo in un senso di soffocamento e claustrofobia. Il paradiso in cui vivevamo all’inizio ora è un inferno da cui dobbiamo fuggire per continuare a crescere. In alternativa, possiamo costringere il partner a lasciarci. Spesso diventa difficile respirare accanto all’amante e ci ritroviamo a spalancare le finestre in pieno inverno, alla ricerca disperata di una boccata d’aria.

Il risultato di tutto ciò è il “doppio nodo”, tipico di molte relazioni: non potete vivere con quella persona, ma non potete vivere senza di lei. Così, la paura dell’amore e la paura della perdita si uniscono nel sacro vincolo del matrimonio; la cerimonia è officiata da Padre Senso di Colpa che sorride maligno all’ignara coppia destinata a mordere l’aspro frutto del fallimento.

L’alternativa alla colpa è l’innocenza. Conosciamo tutti l’innocenza, per averla vista negli occhi dei bambini, ma quanti di noi hanno dimenticato che tale innocenza divina, pura giocosità e amorevolezza, è connaturale a tutti noi? Seppure celata sotto una fitta coltre protettiva di dolore, essa è lì, Santo Graal di cui tutti i figli di Dio sono alla perenne ricerca.

Può sembrare sciocco parlare di innocenza perduta, poiché non si può smarrire ciò che è per sempre nostro. Ma essa è invisibile, perciò inaccessibile. Solo un profondo mutamento della percezione di noi stessi e del mondo ci rivelerà nuovamente la verità delle cose. Poiché la colpa è una forma di dolore, prendendo in esame la natura del dolore si potrà fare un po’ di luce sulla colpa e sulle possibili soluzioni. Il dolore è, di fatto, lo sforzo compiuto per aggrapparsi alle convinzioni negative. Alcuni dei pensieri che contribuiscono a rafforzare il senso di colpa sono: «Io non merito di essere amato»; «Io ferisco gli altri»; «Gli altri mi feriscono»; «Se qualcuno mi lascia, soffrirò»; «L’amore è sofferenza»; «Dio non vuole la mia gioia». Se pensieri simili emergono nella vostra coscienza, rilassatevi , respirate a fondo e lasciate che la tensione abbandoni tutto il vostro corpo mentre i pensieri negativi passano.” (Colora d’amore la tua vita)

LA SCUOLA DELLA VITA

Uno dei disagi che ho vissuto nel periodo scolastico fu il non poter fare domande: almeno la nostra insegnante non lo permetteva. Essendo una bambina che aveva fame d’imparare, fare domande era il mio nutrimento e il dover accettare a mani basse ciò che la maestra diceva mi ha fortemente condizionato. Condizionamento che ho accetto dopo essere stata espulsa dalla lezione di religione per le “domande stupide e impertinenti”. Da quel momento non ho più fatto domande per non sentirmi stupida.

Col passare del tempo in diverse occasioni ho pensato spesso che a scuola si imparano le cose sbagliate: ti insegnano a fare i conti ma non come gestire il denaro. Nessuno ti spiega come funzionano le relazioni, poco viene detto sulla comunicazione e l’importanza delle parole, cos’è l’energia e la legge della manifestazione,  come scegliere un partner, come intervenire nei momenti di disagio, cosa aspettarsi da un matrimonio, cosa fare se la situazione va a rotoli, come crescere un bambino, men che meno quali siano le basi di una sana vita sessuale e tutte le altre cose importanti veramente importanti.

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Da adulta le persone alle quali mi rivolgevo per far fronte ai miei problemi, a volte, ne sapevano meno di me sull’argomento e avevo la sensazione di muovermi alla cieca in un mondo di ciechi. Come avrei voluto che l’insegnante di religione avesse risposto alle mie domande sul Cristo, su Dio, Gesù e sull’Amore. E’ davvero assurdo che ci voglia la patente per guidare l’automobile e nessuna istruzione per diventare adulti consapevoli.

Così mi sono data da fare, ho imparato un sacco di cose riguardo le relazioni e mi è piaciuto a tal punto da non voler smettere più di imparare. Inoltre ho esteso le mie esperienze e conoscenze a chi era intorno a me diventando SpiritualCoach e  ideatrice e trainer di corsi e laboratori per la crescita personale e spirituale.  In questo cammino che continua da oltre venticinque anni, ho compreso un insegnamento fondamentale sulle relazioni: sono una palestra per conoscere sé stessi attraverso gli altri, indipendentemente che siano di coppia, amicali o professionali.

Come potete fare quando la vostra relazione attraversa un momento di crisi ma desiderate entrambi sistemare la situazione? Innanzitutto, se la volontà è di restare insieme significa che la relazione è ancora forte. Siete solo rimasti intrappolati in un modello di comportamento invalidante che ha lo scopo di far emergere quella parte di voi che ha bisogno di cure. Insieme all’espressione dell’amore salgono anche le nostre paure che si esprimo con forza a causa del fatto che il partner ci fa da specchio.

In questi casi la parola chiave è riservatezza, che significa: parlate con qualcuno che possa sostenervi nel far luce sulla situazione.

Ricordate che il motivo dei vostri disagi non è nel presente ma state attingendo a episodi del passato.

Iscrivetevi a un corso sulle relazioni per comprendere più a fondo come funzionano e come intervenire.

E se il partner vi lascia per un’altra persona, fermatevi un attimo e – per quanto vi è possibile – imparate pian piano a non dare la colpa a loro di quanto è successo. Seduti con carta e penna scrivete alcune domande e meditate sulle risposte che elencherete per ciascuna di esse:

  • La ragione per cui ho attratto questa situazione è …
  • Qual è il mio vantaggio in questo disastro?
  • Sto cercando di dimostrare a me stesso/a che ….?
  • Cosa rappresenta l’altra persona per me?
  • I pensieri che ho formulato per creare tutto questo sono …?
  • I pensieri che mi liberano da questa situazione sono …?

Sono solo alcune indicazioni. Ritengo sia molto meglio concentrare le proprie energie su come migliorare la  vita personale per attrarre a sé un partner più allineato con voi piuttosto che continuare a fare ciò che è stato fatto per ottenere i risultati ottenuti. Ogni perdita rappresenta sempre un guadagno che ancora non valutiamo ma che con un po’ di sforzo, buon senso, piedi per terra e voglia di essere felici, ben presto si manifesterà. Accorgiti.

RETURN OF LOVE

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Ogni relazione che abbiamo nella nostra vita è un’immensa occasione di crescita personale e spirituale. La maggior parte di noi viene educata a considerare che sia meglio aspettare che siano gli eventi e le circostanze a costruire o distruggere il nostro benessere. E da questo presupposto nasce tutta una serie di “sarò felice solo quando …” che portano a considerare la felicità solo quando ci viene concessa da qualcun altro. Sarò felice quando avrò accanto la mia anima gemella, sarò felice quando avrò un tot di denaro in banca, sarò felice quando guiderò la macchina dei miei sogni o vivrò in una villa con piscina. Ebbene, queste considerazioni impediscono di arrivare all’obiettivo e ti dico anche il perché: la felicità è il motore che porta verso ciò che vuoi realizzare. Se non sei felice per ciò che sei e possiedi ora, difficilmente potrai esserlo in futuro.

Prendiamo in considerazione, per esempio, una felicità che viene spesso cercata: l’anima gemella. L’dea romantica che si ha di un’anima gemella è fuorviante in quanto la nostra “vera anima gemella” potrebbe essere chi sa come trattarci stimolandoci, e ci fa crescere aiutandoci ad apprendere la pazienza e l’umiltà, e ad amare sempre di più. Spesso le persone che ci mandano in collera sono i nostri maestri più importanti.

Nella mia esperienza personale avevo basato le relazioni di coppia sulla paura della solitudine, accettando situazioni che non mi piacevano come, per esempio, il tradimento. Nel momento in cui ho aperto gli occhi al piacere di vivere guardando in faccia la paura di restare sola, senza un uomo che mi potesse sostenere dal punto di vista economico, ecco che ho cambiato direzione lasciando tutto ciò che, in quel momento, mi stringeva il cuore. Con un sonoro grazie ho iniziato a camminare con le mie gambe traballanti, all’inizio, ma erano le mie! Ho incontrato un’altra relazione simile a quella appena lasciata e, grazie alla mia condizione interiore un po’ più solida, ho scelto subito di cambiare direzione.

Affermare di voler accanto “un uomo che mi ama e mi approva per ciò che sono” è stata la vera svolta e anche la sfida più grande: la vita mi ha risposto con un uomo il cui sostegno per ciò che facevo era totale, dotato di una stima nei miei confronti che all’inizio ho faticato a sopportare. “Sono sempre dalla tua parte” era una frase che mi faceva imbestialire! Ho cercato con tutte le mie forze di distruggere il rapporto, proprio come in passato, ma questa volta c’era una volontà dentro di me che mi faceva riflettere. Finché un giorno ebbi consapevolezza della frase di Un Corso in Miracoli: “Come vedrai lui così vedrai te stesso” e iniziai a guardare con occhi diversi la mia relazione.

L’amore preso sul serio dà una visione radicale che va ben oltre l’orientamento psicologico che governa il mondo della percezione. All’inizio può sembrare minaccioso non perché sia limitato nella sua espressione, ma perché è immenso. E’ della luce che abbiamo più paura, poiché l’oscurità è una condizione che conosciamo bene. C’è un amore più ampio che possiamo inserire in ogni relazione che non si basa sulla quantità come ci indica l’ego ma sulla qualità, così come indica lo spirito. Quando facciamo entrare Dio in una relazione, facciamo entrare la Luce che illumina il cammino iniziando così a vedere l’altro non più separato da noi ma unito in uno scopo comune: ritrovare se stessi.

I rapporti sono dei compiti. Fanno parte di un vasto piano teso a illuminarvi, e sono la guida dello Spirito Sacro con cui l’anima di ciascun individuo viene condotta a una maggiore consapevolezza e a un amore più ampio – Marianne Williamson “Return of Love”

CAMMINA CON ME

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Solo ciò che non hai dato può venirti a mancare

Ciò che dai si amplifica estendendosi da dentro la tua mente verso gli altri e ritornando indietro con un’energia più grande rispetto a quella donata. Questa è la legge che comunemente viene chiamata “di attrazione” e si basa sull’assioma che dare è ricevere. Un pensiero d’amore donato è un pensiero d’amore ricevuto, e naturalmente vale anche per i pensieri di paura.

Quale altra dinamica può esserci per comprendere davvero chi siamo se non riflettere nel mondo i nostri pensieri, proiettandoli? La mente senza il corpo non può nulla, e il corpo senza la mente non avrebbe ragione di esistere. Ecco che la mente usa il corpo come un proiettore per estende la sua proiezione sul telo bianco della vita.

Per questo motivo le relazioni sono importanti: perché rappresentano l’opportunità di espandere il nostro cuore e amare più in profondità. Uno dei principi dei miracoli nelle relazioni per trovare la pace con un’altra persona, è conoscere noi stessi, i nostri pensieri, le nostre lezioni e il nostro comportamento. L’ego tenderà a spingerci nel credere che una relazione è finita a causa degli errori dell’altro o da ciò che non ha capito o non ha imparato, anziché mantenere il focus su di noi. La mancanza di amore degli altri ci condiziona solo nella misura in cui li giudichiamo per questo.

In una relazione ognuno ha la sua parte da scandagliare e, quando è possibile, farlo insieme è un grande atto di coraggio. Lasciare una relazione in sospeso mettendola da parte e creandone una in apparenza migliore, significa mettere un altro sasso nello zaino della vita, a volte molto pesante da trasportare.

La separazione fisica, a volte, è necessaria se si è a rischio di vita. Ma anche in quel caso, dopo averlo fatto, è utile comprendere cosa è successo davvero, quale sia la propria responsabilità nell’accaduto, così da non ripetere la trama di un film già veduto e riveduto.

Le relazioni sono tutto ciò che abbiamo, considerato che ci relazioniamo con tutto e con tutti. Ma la relazione più importante e meno presa in considerazione è quella con noi stessi. Molti di noi passano la vita puntando il dito contro gli altri mettendosi così totalmente da parte, chiudendosi da soli in una gabbia con sbarre solide e resistenti fatte di paura, risentimento, vergogna, gelosia, vendetta, odio, rancore …

Il coraggio di uscire da questa prigione viene dalla capacità di avere Fede in Colui che si muove nel mondo ma non si identifica con esso: lo Spirito. Affida a Lui l’intera prigione e chiediGli di insegnarti come e cosa fare per essere felice, lasciando da parte le tue personali aspettative e fidandoti di Colui che porta l’Amore come correzione ad ogni tipo di sofferenza. Ecco che, con questa nuova luce negli occhi, potrai vedere l’altro come te stesso e, con un po’ di sforzo, potrai riconoscerti, riscoprirti e anche cambiare.

La pace comincia sempre da te.

DICONO DI ME

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A quale modello femminile senti di appartenere? Potrebbe essere importante porre a noi stesse questa domanda, confrontandoci anche con i personaggi della storia, della letteratura e del cinema. Ci sono donne che abbiamo amato, e abbiamo sentito idealmente vicine, o al contrario donne che abbiamo avvertito come il nostro opposto. Ci sono qualità femminili, ma anche maschili, che amiamo e disapproviamo e possiamo riconoscerle nel nostro partner.” scrive Roberta Giommi nel suo libro “Le Donne amano la Terra e il Cielo”.

Un suggerimento utile è prendere carta e penna e rispondere a questa domanda, portando alla luce quelle caratteristiche che inevitabilmente abbiamo provveduto a nascondere nel profondo del nostro cuore. Donne e Uomini diventano trasparenti quando smettono di nascondere la loro anima dietro alle finzioni di ciò che non sono. Credere nella parità tra Uomo e Donna è proprio una di queste finzioni e stereotipi. Donne e Uomini sono profondamente differenti e proprio queste differenze sono la loro grande forza. Capaci di compensarsi, hanno imparato a soffocare la loro voce interiore, facendo parlare l’aggressività e la forza bruta, così naturale negli uomini. Il fatto drammatico è che anche le donne hanno imparato a essere aggressive e brutali, e questo ha rinchiuso in una cella buia la loro capacità di essere accoglienti nutrici che indicano la strada da percorrere.

Sono le voci e gli insegnamenti che abbiamo assorbito dal nostro passato, quello remoto che si radica nel profondo del nostro DNA insieme a quello di nascita che appartiene all’attuale vita. E ora, in un’età che consideriamo adulta, il gioco continua a essere riproposto, guidando le esperienze fatte di pensieri e azioni. Il cambio di rotta è possibile se c’è la volontà di osservarne le dinamiche, riconoscendo che per ogni adulto che abbiamo incontrato nei primi anni di vita, ne portiamo dentro il ricordo e l’insegnamento. Il sentimento della gratitudine è ciò che deve scaturire per riconoscere le persone che oggi siamo, nella buona o nella cattiva sorte. E va imparato poiché difficilmente siamo grati per il nostro passato.

Il Matriarcato e l’attuale Patriarcato sono le radici che, ancora oggi, veicolano la nostra esistenza, accettata inconsciamente o consapevolmente da ognuno di noi. Ribellione e vittimismo sono le dinamiche sulle quali le donne contemporanee si svegliano la mattina e si addormentano la sera. Come tutto in questo mondo, se riconosciuto, prende un sapore differente, più dolce forse, sicuramente diverso.

Appassionati a conoscere te stessa o te stesso, unica via per ricordare.