REPEAT AFTER ME: I AM FREE!

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La sicurezza in generale è un mito per l’essere umano. Molti vorrebbero una vita stabile, soprattutto in periodi considerati di “crisi”. Ma così facendo non si rendono conto che è andare contro natura e dritti in bocca alla sofferenza. Conosco molto bene come ci si sente. E il richiamo, a volte in alcune aree della mia vita, è appetitoso: lo ascolto, lo accolgo e scelgo diversamente.

Solo una mente in costante movimento, con pochissime pause necessarie per compiere azioni adeguate a realizzare ciò che si è pensato con determinazione, è in grado di vivere in armonia con la vita e, di conseguenza, essere centrata sulla gioia. Krishnamurti scrive che “… gli esseri umani scavano una piccola pozza personal lontana dalla corrente impetuosa della vita, e in quella piccola pozza stagnano, muoiono; e questa stagnazione, questo decadimento, è ciò che chiamano esistenza”.

Una descrizione forte e allo stesso tempo vera per molti di noi. La tendenza è di creare un piccolo bacino di sicurezza fatto di familiari, amici, lavoro, paure, ambizioni, credo religioso e tutto quello che segue a ruota, nel vano tentativo di evitare una realtà su scala più ampia. Nulla di male nell’avere intorno punti di riferimento, se si ha la consapevolezza che gli stessi potrebbero mutare a causa di eventi che appartengono allo scorrere naturale dell’esistenza. Evitare quanto più possibile il mutamento costante al quale ognuno di noi è assoggettato, significa alimentare a dismisura ogni forma di paura, dalla quale ne consegue una sperimentazione attiva attraverso gli eventi della vita.

Sii creativo in ogni situazione, affetti compresi. Sii disposto ad amare permettendo a chi è intorno a te di esercitare la propria volontà. Sono molti i modi per imprigionare, dimenticando che ogni volta stai imprigionando solo te stesso.

Accorgiti!

YES, I AM

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“Si nega quel che ci è molesto, si sublima l’indesiderato, si liquida ciò che è angoscioso con una spiegazione razionale, si giustificano gli errori, e alla fine si pensa di aver sistemato tutto per benino” (Carl Gustav Jung)

E’ come mettere lo sporco sotto il tappeto credendo di aver pulito per bene. Se vuoi davvero pulire, devi alzare il tappeto. Ce la cantiamo e ce la suoniamo a seconda delle necessità, nascondendo ciò che siamo veramente dietro a maschere fatte di scuse così grandi, talmente grandi che sono impossibili da vedere.

Questo è ciò che facciamo, fino al momento in cui non scegliamo di accettare noi stessi nella nostra interezza, vivendo i sentimenti e le emozioni per ciò che sono, accorgendoci s che una rabbia piccola o una grande è sempre rabbia, che una piccola vergogna o una grande vergogna è sempre vergogna e così per il senso di colpa, per la paura, per l’ansia, la tristezza … e continua pure tu l’elenco.

Quando hai un cattivo rapporto con te stesso, tendi a proiettare sugli altri i tuoi disagi: questa è la dinamica migliore per portare dolore nella tua vita. E’ bene ricordare che “Creiamo sempre ciò che vogliamo evitare”.
Accorgiti!

ANCHE TU METTI LO SPORCO SOTTO IL TAPPETO?

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“Si nega quel che ci è molesto, si sublima l’indesiderato, si liquida ciò che è angoscioso con una spiegazione razionale, si giustificano gli errori, e alla fine si pensa di aver sistemato tutto per benino” (Carl Gustav Jung)

E’ come mettere lo sporco sotto il tappeto credendo di aver pulito per bene. Se vuoi davvero pulire, devi alzare il tappeto. Ce la cantiamo e ce la suoniamo a seconda delle necessità, nascondendo ciò che siamo veramente dietro a maschere fatte di scuse così grandi, talmente grandi che sono impossibili da vedere.
Questo è ciò che facciamo, fino al momento in cui non scegliamo di accettare noi stessi nella nostra interezza, vivendo i sentimenti e le emozioni per ciò che sono, accorgendoci che una rabbia piccola o una grande è sempre rabbia, che una piccola vergogna o una grande vergogna è sempre vergogna e così per il senso di colpa, per la paura, per l’ansia, la tristezza … e continua pure tu l’elenco.
Quando hai un cattivo rapporto con te stesso, tendi a proiettare sugli altri i tuoi disagi: questa è la dinamica migliore per portare dolore nella tua vita.
E’ bene ricordare che “Creiamo sempre ciò che vogliamo evitare”.
Accorgiti!

IMPOSSIBLE IS POSSIBLE

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La nostra esistenza in questo mondo è vissuta secondo i pensieri e le immagini che nutriamo nei suoi confronti, nel bene e nel male. Perché non immaginare il tuo futuro così come lo vorresti? E’ un’attitudine complicata quando deresponsabilizzi te stesso di ciò che accade nella tua vita, ogni volta che parli di “colpa” e la appoggi su qualcun altro.

Viviamo gran parte della nostra esistenza visualizzando in continuazione in modo inconsapevole, proiettando nella mente immagini o film di ciò che vorremmo capitasse e di ciò che temiamo che accada. Immaginiamo in continuazione e per lo più – quando non ne conosciamo le dinamiche e manchiamo di allenamento – in maniera inconsapevole.

Mettere in atto un’“immaginazione creativa” significa, prima di tutto, riconoscere il congiungimento fra ciò che immaginiamo e la nostra realtà, fra le leggi invisibili che governano il mondo e la sua realtà fisica. Questo ci porta a riconoscere la responsabilità di ciò che viviamo e interpretiamo.

Da dove iniziare? Puoi prendere in considerazioni di cambiare le tue affermazioni. Per esempio potresti ripetere a te stesso per quattrocento volte in questa giornata “Io merito il meglio e ora il meglio si sta presentando nella mia vita”. Adatta questa frase come più desideri e, anche se tutto intorno sembra peggiorare, tu continua a ripeterla e verifica sul campo quello che succede.

Potrebbe essere che non cambia nulla, in apparenza, ma percepisci più fiducia in te stesso.
Potrebbe essere che accada una trasformazione, ma che non sia ciò che avevi immaginato.
Potrebbe essere che la ripeti poche volte e tutto intorno si trasforma.

Le varianti sono molteplici e dipendono da quanto sei disposto ad accettare il bene per te stesso. Potresti avere la sensazione, pronunciando la frase, di non essere degno di ricevere ciò che meriti. Se così fosse, puoi aggiungere alla tua frase “Io mi amo e mi approvo anche quando merito il meglio che si presenta nella mia vita, ora”.

Sii fantasioso e abbi fiducia in ciò che stai pensando. Tutta l’energia di cui hai bisogno per migliorare la tua vita è già presente dentro di te: devi solo accorgerti e spostare la manovella creativa da IMPOSSIBILE a POSSIBILE.

CHI HA SPOSTATO IL MIO FORMAGGIO?

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L’esistenza scorre rapidamente e, per non sciuparla, occorre accettare in modo ragionevole l’avventura e un minimo di rischio. Questo è il modo, se si è disposti a metterlo in atto, per far perdere al cambiamento il suo tremendo aspetto.

Ci sono situazioni in cui il cambiamento repentino può gettare uno stato di avversione verso noi stessi che può arrivare a deprimere la nostra mente impoverendola di idee. L’identità costruita intorno alle vecchie circostanze viene improvvisamente sbalzata fuori dal cerchio della conoscenza personale, lasciando un senso di precarietà. Soprattutto in questo momento di grande cambiamento globale, reinventarsi la vita è l’attitudine più conveniente che possiamo sviluppare e uno dei modi per farlo è non prendersi troppo sul serio. Se si è disposti a sdrammatizzare la situazione imbarazzante nella quale veniamo coinvolti, può avere un effetto liberatorio persino nelle condizioni peggiori.

Il cambiamento è il fattore basilare della nostra esistenza, e averne consapevolezza risulta fondamentale per il successo. Molti anni fa ho letto un libricino, circa 100 pagine, intitolato “Chi ha spostato il mio formaggio” che mi ha illuminato circa il cambiamento. Era il primo periodo in cui, da lavoratrice dipendente, ero passata alla libera professione insegnando crescita personale e spirituale. Il cambiamento era stato davvero importante, avendo lasciato una relazione durata ben ventidue anni e altrettanti passati alle dipendenze in un ufficio brevetti. La storia riguarda quattro topolini che vivono in un labirinto: Nasofino e Trottolino e i due gnomi Tentenna e Ridolino. Va tutto bene perché hanno trovato una fortuna in formaggio, fonte del loro cibo preferito. Tentenna e Ridolino hanno persino spostato la loro casa per essere più vicini alla fonte, che diventa il centro della loro vita. Tuttavia, non si accorgono che il formaggio sta pian piano esaurendosi e un bel giorno, alzandosi la mattina, scoprono che il formaggio è scomparso.

Nasofino e Trottolino scelgono di rimanere fermi nella speranza che la fonte di formaggio torni a proliferare, mentre Tentenna e Ridolino si infilano un bel paio di scarpe da ginnastica e iniziano a cercare altro formaggio. Per indurre se stesso ad accettare la realtà, Ridolino scrive questa frase sulle pareti del labirinto: “Se non cambi, rischi di scomparire”. Chi va avanti crea intenzionalmente il cambiamento perché ritiene che in quel momento il suo mondo non è come lo vorrebbe. Quello che scoprono i due gnomi è che vincere le nostre paure ci rende liberi e ricchi di idee. Paradossalmente, chi è alla ricerca costante della sicurezza è tormentato dall’idea di perderla.

Che cosa faresti se ti spostassero il tuo formaggio? Infili le scarpe da ginnastica e cominci a cercarne dell’altro o rimani fermo ad aspettare che ti venga consegnato a casa?

Impara a scrivere le domande sulle pareti del tuo labirinto interiore e a darti risposte, senza cercarle da altri. “Che cosa farei se non avessi paura?” è una buona domanda che può aiutarti ad apprezzare il cambiamento. Potresti scoprire di avere un mare di idee. Mettiti in cammino e usa la tua immaginazione per creare un senso di fiducia propositivo e di abbondanza.

“Sapeva di aver imparato qualcosa di utile riguardo a come andare avanti. Loro mantenevano la vita su dei livelli semplici: non analizzavano le cose in misura eccessiva, né le rendevano più complicate del dovuto. Quando al situazione cambiava e il formaggio veniva spostato, loro cambiavano e si spostavano con il formaggio. Era una cosa che si sarebbe ricordato. Comprese che il modo più rapido di cambiare è ridere della propria follia” Spencer Johnson – Chi ha spostato il mio formaggio?

Buona giornata e Buon Divertimento.

MAI UGUALE, MAI BANALE!

 

Lo scopo della vita di ognuno di noi è tra le trame della vita stessa: va creato, dipinto, interpretato.

Ogni giorno è un buon giorno per scoprire i dettagli di cui siamo fatti creando a misura perfetta, giusta per quel momento preciso, per quell’attimo creativo: e così, istante dopo istante, tessiamo la tela con cui vestire nuovi giorni, nuovi orizzonti.

Non cercare il significato della vita: crealo!

Sii creativo nell’alzarti al mattino e iniziare la tua giornata facendola risplendere di nuovi dettagli, accorgendoti di sfumature mai viste prima, ringraziando Dio per la magnifica fantasia che ti ha donato.

Inventati la vita, mai uguale, mai banale!

“Il Divino non è un oggetto bensì una creazione che solo i creativi scoprono” (Osho)