INVESTIRE SU TE STESSO

Occhio-con-cielo-riflesso

“Il miglio investimento che puoi fare è sempre e solo su te stesso, sulla tua crescita personale e spirituale. E questo genere di investimento richiede sia coraggio che carattere. Coraggio per poter andare a fondo nella conoscenza di te stesso, la missione più importante della tua esistenza. Carattere nell’essere determinato e inflessibile a percorrere il sentiero della conoscenza che, a volte, è fatto di ostacoli in apparenza insormontabili. Ma tu che hai carattere e sei determinato a continuare impari presto che ogni ostacolo è in realtà una straordinaria opportunità per salire sulla cima più alta della montagna, e da lassù goderti il panorama.
Accorgiti!” (LM SpiritualCoach)

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DONNE E UOMINI CHE CORRONO INSIEME

SCRITTA

Pensando alla natura Donna Uomo e alle sue diversità con le quali mi incontro personalmente. come Donna, come coach quando ascolto altre Donne e come insegnante di crescita personale e spirituale durante i corsi e laboratori, mi rendo conto che la incomunicabilità tra i due Esseri è dovuto principalmente alla mancanza di conoscenza di sé stessi e della propria anima profonda. Sia da una parte che dall’altra.

Le donne che entrano a gamba tesa come giocatori inferociti e gli uomini che si ritraggono, alcuni, mentre altri reagiscono con la stessa ferocia, porta sicuramente ad allontanare di gran lunga la pace e la comprensione. Uomini e Donne che fanno la guerra sono la manifestazione di una grande paura: la perdita del potere. A volte mi capita di vedere me stessa, negli anni passati, cercare in ogni modo di mantenere il potere attraverso la ribellione o, se necessario la sottomissione, due modi feroci di far valere la propria dignità. Sicuramente il modo migliore per slegare e separare.

E così, ricordando una coaching dai toni apparentemente ribelli e sottomessi, avuta con una giovane donna, mi è venuto in mente un passaggio del libro Donne che corrono coi lupi che voglio condividere con tutte le Donne e gli Uomini volonterosi di comprendere il loro Sé più profondo.

Da leggere con l’Anima, oltre che con gli occhi fisici:

Talvolta le donne si stancano e si irritano nell’attesa che il compagno le comprenda. Dicono: “Perché non riesce a capire quel che penso, quel che voglio?” E si affaticano a porre questa domanda. Eppure, una soluzione c’è, efficiente ed efficace.

Se una donna vuole un compagno sensibile, deve rivelargli il segreto della dualità femminile. Deve parlargli della donna interiore che, aggiunta a sé, fa due. E lo farà insegnando al suo compagno a porle due semplicissime domande, che la faranno sentire guardata, ascoltata e conosciuta.

Questa è la prima domanda: “Che cosa vuoi?” Quasi tutte ne pongono una qualche versione, come fosse di ordinaria amministrazione. Ma c’è una domanda ancora più essenziale: “Che cosa desidera il tuo Sè più profondo?

A trascurare la natura duale della donna e a prenderla per il suo valore nominale, ci si predispone a una grossa sorpresa perché quando la natura selvaggia risale dalle profondità e comincia ad affermarsi, spesso la donna ha interessi, sentimenti e idee molto diversi da quelli che esprimeva prima.

Per intessere in modo sicuro una relazione, la donna deve porre le stesse due domande al suo compagno. In quanto donne, impariamo a tener conto di entrambi i lati della nostra natura, e di quella altrui. Dalle informazioni che reciprocamente riceviamo dai due lati possiamo determinare molto chiaramente il valore più prezioso, e come agire di conseguenza.

Quando una donna consulta la sua natura duale, segue il processo di guardare, passare al vaglio, scandagliare il materiale che sta al di là della consapevolezza, spesso sorprendente e di grande valore. Per amare una donna, il compagno deve amarne anche la natura non addomesticata. Se si prende un compagno che non può o non vuole amare questo lato, sicuramente sarà in qualche modo demolita e lasciata vagare zoppicante e a pezzi.

Gli uomini, quando le donne, devono nominare la loro natura duale. L’amante più prezioso, il genitore o l’amico più preziosi, il più prezioso “uomo selvaggio” è colui che desidera imparare. Coloro che non provano diletto nell’apprendere, che non si lasciano allettare da nuove idee o esperienze, non possono andare oltre il punto in cui si trovano. Se c’è una forza che alimenta la radice del dolore, quella è il rifiuto di apprendere al di là di questo momento.

Sappiamo che l’Uomo Selvaggio è una creatura alla ricerca della sua donna terrena. E’ un atto di grande amore lasciarsi appassionare dall’altrui anima selvaggia, che si provi o non timore. In un mondo in cui gli essere umani hanno tanta paura di “perdere” sono troppe le mura protettive contro il dissolvimento nella numinosità di un’altra anima umana.

Il compagno della Donna Selvaggia è quello dotato di tenacia e resistenza, ce sa inviare la sua natura istintuale a sbirciare sotto la tenda della vita-anima della donna e comprendere quel che vede e ode. Il buon compagno è quello che continua a tornare per capire, e non si lascia trattenere da quanto gli capita di vedere lungo la via.

Il compito selvaggio dell’uomo è dunque quello di trovare i suoi veri nomi, e non di abusare di quella conoscenza per impadronirsi di lei, ma piuttosto di apprendere e comprendere la sostanza luminosa di cui è fatta, e lasciare che ricada su di lui, lo sorprenda, lo traumatizzi, persino lo frequenti come un fantasma. E resti con quella sostanza. E canti i nomi di lei. Le farà brillare gli occhi. E farà brillare i suoi propri occhi.

OGNUNO HA IL SUO PERCHE’

Che cosa faremmo senza le differenze? Nessun confronto, nessuna possibilità di migliorare, tutto uguale! Un mondo che scorre monotòno, quasi noioso o forse non conosceremmo il significato di noia. in quanto sarebbe normale annoiarsi. Che importa!

Di fatto in questa dimensione siamo soggetti al cambiamento, una  parola aliena per molti di noi non tanto nel significato cognitivo quanto nella sua comprensione consapevole. Resistenza al cambiamento, difficoltà a cambiare direzione nella vita, paura del cambiamento sono le frasi che maggiormente vengono utilizzare e nelle quali l’essere umano si incastra sperimentando così la sofferenza. Già, la sofferenza nasce proprio dalla paura del cambiamento! Resistere non è sempre l’esperienza corretta per lasciar scorrere la vita dentro di te. Come sarebbe un fiume bloccato da una chiusa? Probabilmente cambierebbe il suo nome da fiume che scorre a diga che contiene: due modi diversi di essere fiume.

Così siamo noi: dentro abbiamo il giorno e la notte, il sole e la luna, il lato oscuro e quello chiaro. Insieme possono essere d’aiuto uno all’altro ma se uno cerca di vincere sull’altro, ecco che inizia il conflitto. La vita scorre indipendentemente da ciò che pensi tu, e nel suo fluire passa dal giorno alla notte senza che tu possa interrompere nulla. Non hai potere sul giorno e la notte, ma hai potere di scegliere se vedere la luce o l’oscurità dentro di te. Lascia che si esprimano perché anche se cerchi di bloccare una o l’altro, troveranno sempre il modo per venire a galla.

Non soffocare la Vita, diventane il padrone. A tutti noi è stato donato sin dalla nascita il potere di conoscere, e la conoscenza passa anche attraverso l’oscurità. C’è un attimo di tempo che può sembrare infinito in cui scegli e decidi di lasciare il vecchio per rinnovarti e, una volta compiuta la scelta, te ne dimentichi. E quando il cambiamento arriva, tu credi che si manifesti senza il tuo consenso: l’amnesia genera la sofferenza. Accorgiti alzando l’asticella della consapevolezza e lascia scorrere la Vita dentro di te. Luce e Buio entrambe ti appartengono!