Pensare in grande

Pensare in grande è necessario perché le dimensioni del successo –inteso come capacità di far succedere – sono determinate dalla dimensione della nostra capacità di credere applicata ad ogni situazione. E’ un’abilità che, una volta sviluppata, la possiamo utilizzare per avere una concezione più ampia della vita.

Pensare in grande è guardare avanti progettando un futuro di sviluppo e crescita, anziché mantenere vivo un passato che già conosciamo e del il quale molto spesso abbiamo un ricordo doloroso.

Ed al pensiero grandioso possiamo aggiungere un linguaggio adeguato, indipendentemente da come sta andando la vita in questo momento. Concentriamo la nostra energia sui punti di forza e troviamo il modo per metterli in campo: sarà il nostro allenamento per i momenti in cui la vita ci prende a calci nel sedere.

Dobbiamo imparare a viaggiare in prima classe, che non vuol dire acquistare il biglietto più caro ma piuttosto ottenere il parere di chi il successo lo ha già raggiunto.

Quando spendiamo il nostro tempo con persone che sanno come ampliare la consapevolezza, arrivano suggerimento di questo genere:

  • Non aspettare che le condizioni siano perfette per iniziare, perché non lo saranno mai. Agisci adesso!
  • Sii tenace e sperimenta per trovare la “tua strada”
  • Nei momenti di difficoltà, sostieniti cercando soluzioni e non affossandoti nel problema
  • Sviluppa la fiducia che solo il cuore – e non la testa – ti può dare a garanzia che stai percorrendo la strada corretta e poi verificane i risultati attraverso lo specchio che il mondo ti mostra
  • Ogni azione vale più di mille parole. Per cui A.I.C. forever: Alza Il Culo!

Gran parte della differenza tra successo e fallimento sta in ciò a cui credi di essere e di aver diritto: questo è il motivo per cui conviene pensare in grande. Accorgiti!

La tua SpiritualCoach   Lucia Merico

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MAGICAMENTE VITA

Una storia racconta di un grande Maestro Zen, che era un falegname e qualsiasi cosa facesse – tavoli o sedie – in qualche modo aveva una qualità indescrivibile, una sorta di intimo magnetismo che lo allineava con la natura. Gli fu chiesto “In che modo crei questi oggetti?” Rispose “Non sono io a crearli. Io mi limito ad andare nella foresta; la cosa fondamentale è chiedere alla foresta, agli alberi: Chi è pronto a diventare una sedia? e aspettare la risposta”

Questa storiella potrà sembrare folle: chi potrebbe mai chiacchierare con un albero chiedendo se vuole diventare sedia? Chi potrà mai conoscere il linguaggio degli alberi che compongono una foresta o delle pietre antiche che custodiscono una casa?

E se invece fosse semplice perché siamo tutti virtualmente collegati da un sottile e invisibile filo di energia che ci unisce e raggruppa in un unico immenso cuore pulsante? Se così fosse, chiacchierare con una pianta, una roccia o percepire l’energia di un’antico casolare sarebbe facile e perfino divertente.

Questo aspetto fuori dagli schemi usuali è un modo creativo per interpretare il mondo se credi che l’energia lo permea incondizionatamente, minerali animali vegetali ed esseri umani compresi. In caso contrario fa lo stesso: l’energia permea anche te che non credi a nulla. Ed è la stessa energia che ti fa dire: “Che bello stare accanto a te” oppure “Entrare in quella casa mi rende nervoso”. 

Nel caso del falegname e del Maestro Zen, si dice che le sue sedie esistono ancora oggi e che conservino il sottile magnetismo di una ricerca fatta con cura, un dialogo con la natura dove è essa stessa che si manifesta come volontà di diventare un oggetto che porterà nel mondo l’energia della terra.

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Sii attento la prossima volta che ti avvicini o tocchi un oggetto antico che è appartenuto a una casa storica: affina le tue percezioni e sentiti così folle da ascoltarne l’energia lasciando libero il tuo immaginare. Potrebbe stupirti e rispondere alle tue domande. Anche questo fa parte della creatività umana.

Come scrive Osho “Se sei amorevole, vedrai che l’intera esistenza possiede un’individualità. Non sottrarre, non spingere, non tirare, non forzare le cose ma piuttosto osserva, comunica, prendi il loro aiuto e risparmierai moltissima energia.

Lasciati andare alla magia della vita e ai suoi infiniti modi di esprimersi. Accorgiti.

ATTENZIONE: PERICOLO!

Accoglienza è quando riceviamo l’altro nello spazio del nostro cuore. Perché il nostro cuore è grande e ricco di Amore Infinito e infinitamente può amare senza prosciugarsi.

Quando accogliamo offriamo all’ospite quanto di meglio abbiamo in casa, perché l’ospite e l’ospitato sono parte di un Uno: per questo un tempo l’ospite veniva considerato sacro. L’essere sacro in noi ci fa aprire le braccia all’essere sacro nel cuore dell’altro, perché ogni ospite ha Dio nel cuore.

Se la capacità di accogliere è chiusa, non serve a nulla mettere a disposizione la nostra casa, le stoviglie, il cibo o i letti. Solo quando il cuore comprende l’accoglienza possiamo ricevere chiunque incontriamo, perché la nostra vera casa, quella nella quale ospitiamo gli altri, la portiamo sempre con noi ovunque andiamo. E, credetemi, non è un aspetto “romantico” o “buonistico” ma una vero e proprio movimento energetico di espansione della coscienza. Quando accogliamo ci rendiamo disponibili a vedere l’altro per ciò che è, senza la falsità dei veli che lo nascondono, e questo ci rende disponibili a vedere noi stessi, a far luce sui nostri limiti e carenze.

Lasciare l’altro fuori dalla nostra vita per qualunque motivo – nessuno escluso- ci preclude la possibilità di risolvere una situazione, mantenendola intatta nel suo legame: e a nessuno piace essere legato. Per cui continueremo a palleggiare il problema dall’altro a noi senza interruzione, aumentandone ogni volta l’intensità. Quello che riteniamo vantaggioso e cioè porre l’attenzione sull’altro, diventa a tutti gli effetti una prigione per noi, per la nostra vita e per la nostra energia.

Proviamo a pensare, per un attimo, a una relazione finita perché uno dei due ha tradito o si è innamorato di un’altra. Trattenere il risentimento concentrando l’attenzione sul fatto che c’è un unico responsabile della situazione – il traditore – e che sia il solo sul quale porre l’attenzione, è un inganno davvero pericoloso, che ci offende nel profondo mostrandoci la nostra incapacità di gestire la vita.

Il ruolo della vittima, anche se molto appetitoso per l’ego, in realtà è una gabbia dalle sbarre molto resistenti. Ed è anche uno dei modi per ricevere attenzione, condannare l’altro e liberarci di un peso che non riuscivamo a toglierci di dosso. Detto così può sembrare persino crudele, è vero. Ma nella realtà dei fatti, ciascuno usa ciò che conosce per sistemare la propria vita e pochi di noi ricevono sin dall’inizio le istruzioni di come si conduce il gioco.

Accogliere, in queste circostanze, richiede un lavoro di comprensione delle dinamiche che parte dall’unico e solo principio su cui si basa l’esistenza: l’assunzione di responsabilità.  Ciascuno di noi desidera essere accolto dall’Amore in ogni sua forma. Fatto è che a volte capita proprio l’esatto contrario, di essere rifiutati.  Da quel momento il nostro cuore conosce la piaga del rifiuto, ciò che temiamo e che si nasconde nella nostra anima fin dalla notte dei tempi.

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Il timore di non essere accolti riapre il dolore del rifiuto, e nel rifiuto ci sentiamo soli, privi d’amore, l’unica risorsa vitale. In quel caso alcuni di noi si allontanano mentre altri ricercano spasmodicamente “qualcosa o qualcuno” senza mai trovare davvero nulla che li possa soddisfare. La vera e l’unica soluzione se si vuole davvero risolvere la questione è  l’accogliere proprio quel momento di dolore. In quegli attimi l’Amore diventa tutto ciò che abbiamo a disposizione per rinnovare la nostra energia. Avvicinarci a Lui, accoglierLo e affidandoGli la nostra sofferenza avrà l’effetto di un balsamo che ci trasporterà oltre la paura, oltre la ribellione o il rifiuto che temiamo, oltre la solitudine, in un oceano dorato di accoglienza.

Oggi voglio condividere con voi la sintesi della lezione trentadue di Un Corso in Miracoli, ricordandovi di leggerla ogni volta che avete la tentazione di “gettare la colpa” su gli altri.

Comincia con questa affermazione: “Io non sono la vittima del mondo che vedo” e prosegue:  “Come posso essere la vittima di un mondo che, se lo scelgo, può essere completamente disfatto? Le mie catene si sono sciolte. Posso lasciarle cadere semplicemente desiderando di farlo. La porta della prigione è aperta. Posso lasciarla, semplicemente uscendone. Nulla mi trattiene in questo mondo. Soltanto il mio desiderio di starci mi tiene prigioniero. Voglio abbandonare i miei folli desideri e camminare finalmente nella luce del sole.”

Oggi portala con te. Accorgiti.

COMUNIONE

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Nessuno può proteggerci dall’inaudita violenza che può colpirci inaspettatamente. Ogni giorno ci troviamo ad affrontare o infliggere piccole violenze attraverso il nostro atteggiamento, la nostra aggressività, il rumore dei nostri silenzi e l’indifferenza con cui ci rivolgiamo a chi abbiamo più vicino. Credo fortemente che costruire un mondo migliore sia anche una mia responsabilità. Magari iniziando ad agire con amore e attenzione nella mia vita quotidiana (Terry Bertz Bertelli)

Stamane trovo le parole di Terry appropriate per iniziare non solo una nuova giornata ma, soprattutto, per iniziare una nuova vita partendo da te, dai tuoi pensieri e dalle parole che pronunci. Non puoi migliorare il mondo se innanzitutto non sai come portare valore a te stesso e a chi ti sta intorno. Oggi più che mai, accorgiti.

SUPERA E CAMBIA

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Il superamento di un ostacolo non è qualcosa di materiale: ti aiuta a vivere un cambiamento interiore. Quando affronti un ostacolo e lo superi emerge carattere e  qualità utili a trovare l’energia necessaria per compiere quel passo. E’ in questo modo che metti in atto il cambiamento conoscendo una parte di te che, diversamente, rimarrebbe seppellita sotto una fitta coperta di convinzioni.

Sfide e ostacoli durante il cammino verso il tuo sogno confermano che stai andando nella giusta direzione. Più il passaggio è impervio, maggiore sarà il successo e più vicina la meta. Diventare abili a superare gli ostacoli è forse il dono più prezioso che puoi ricevere, ancor più straordinario dello stesso risultato materiale. L’esperienza è la vera lezione. Accorgiti!

MERAVIGLIOSA VITA

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“C’era un bambino che usciva ogni giorno, e il primo oggetto che osservava e che accoglieva con meraviglia o pietà o amore o timore, in quello si trasformava, e quell’oggetto diventava parte di lui per quel giorno o per parte del giorno … o per molti anni o lunghi cicli di anni”

Questa parole tratte da Foglie d’erba dello scrittore Walt Whitman mi fanno pensare a dove poso i miei occhi ogni mattina. Non intendo necessariamente gli occhi fisici, o comunque non solo quelli. Ci sono gli occhi della mente che, ancor prima di quelli fisici, iniziano a immaginare la grandiosità di quel giorno o trovano scuse che rendono  lo stesso giorno insignificante.  Quando cambio il modo di guardare il mondo, il mondo che guardo cambia. Mi accorgo. Scelgo e decido.

QUAL’E’ LO SCOPO?

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“Dare è ricevere”

Basterebbe comprendere l’istante di eternità contenuto in questa frase per migliorare considerevolmente la propria esistenza. Possiamo dare solo ciò che conosciamo a fondo e di cui intendiamo fare esperienza nella nostra vita. L’autonomia è un’illusione: ciascuno di noi ha bisogno di qualcosa o qualcuno per poter vivere la propria esistenza, proprio come un’automobile ha bisogno del carburante per potersi muovere.

Ogni pensiero pensato porta valore al pensatore trasformandosi in esperienza di vita vissuta. E’ una facoltà che viene data ad ogni essere nel momento stesso in cui sceglie di abitare questo mondo. Da questo punto di vista “Ama il prossimo tuo come te stesso”  assume un significato ben preciso che traduco così:  offri agli altri ciò che vuoi ricevere. E qui si apre un mondo di punti interrogativi e incomprensioni: “Ho dato tutta me stessa e sono stata ripagata con l’abbandono” “Ho dedicato tutta la mia vita a questo lavoro e sono stato licenziato”. A chi non è successo, almeno una volta nella vita, di formulare simili considerazioni? Non potendo tornare indietro, pensiamo a come procedere in futuro. C’è una domanda chiave per comprendere a priori cosa stiamo davvero offrendo e, di conseguenza, cosa riceveremo: qual è lo scopo? Per comprendere a fondo cosa intendo, vi suggerisco di dedicare una giornata per fare questa esperienza: prima di compiere qualunque scelta (una telefonata, scrivere una lettera, acquistare, andare a bere un caffè o pranzare con qualcuno ….) domandati “Qual è lo scopo? Cosa voglio ottenere da questo incontro?” e risponditi con assoluta sincerità.

Proprio ieri una giovane donna che ha scelto la crescita personale e spirituale come stile di vita, mi scrive un piccolo successo raggiunto: dire a suo padre che non sarebbe andata a cena dalla nonna insieme a tutta la famiglia. Alla richiesta del padre, anziché rispondere il consueto  “va bene”, ha scelto di prendersi un attimo di tempo per indagare a fondo cosa volesse davvero fare. Si è assunta la responsabilità di ascoltare i sensi di colpa che emergevano e che avevano scelto per lei fino a quel momento e, con assoluta sincerità, ha comunicato al padre la sua volontà di restare a casa. Ha dato ciò che voleva ricevere, mettendo da parte il senso di colpa e dedicandosi unicamente a ciò che davvero era il suo intento. Il risultato? Anziché la solita ramanzina, la vita le ha donato un padre comprensivo.

Ora, tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo A.I.C. (Alza Il Culo). L’esperienza è l’unico modo per comprendere a fondo ciò che stai leggendo. Sono certa che alcuni di voi hanno all’attivo un bel po’ di esperienza, mentre per altri potrebbe essere la prima volta. A entrambe suggerisco di continuare fino a farlo diventare uno stile di vita. Credetemi: non potrete più farne a meno. Accorgiti.