ASPETTATI IL MEGLIO

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Dovremmo sempre aspettarci il meglio dalla vita: le cose belle, l’abbondanza e la prosperità. Tutto questo è straordinario ma potrebbe non essere sufficiente per far in modo che la vita possa donarci quanto chiediamo. C’è un altro ingrediente fondamentale che prepara il contenitore nel quale riceveremo ben presto il nostro dono, ed è “agire come se”.

Possiamo leggere tutti i libri del mondo, partecipare a qualunque corso o iniziativa che parla di prosperità, pensare e affermare in positivo, ma sarà come guardare un film al cinema. A meno che non si agisca in modo prospero nella via reale, difficilmente potrà arrivare la prosperità.

Due anni fa un amico mi mostrò un breve video sulla Lapponia e desiderai tanto andarci. In quel momento misi in moto le energie mentali immaginandomi guidare una slitta trainata dai cani in un’immensa distesa di ghiaccio. Quello fu la miccia che accese la straordinaria macchina della manifestazione. Andai in agenzia, mostrai il video e chiesi espressamente di farmi un preventivo per un safari guidato, ed esattamente cinque mesi dopo ero in Finlandia e stringevo la mano a Tinja Myllykangas, una giovane Donna che aveva scelto di vivere a stretto contatto con la natura.

I dubbi, le preoccupazioni, vivere nel passato non fanno altro che fortificare e inspessire le mura della paura di non farcela. A suo modo la vita si plasma secondo le nostre aspettative, buone o cattive che siano. Per questo è bene lasciare che i nostri pensieri e le nostre azioni sia sorretti da una fede rilassata e incrollabile.

NESSUNA GARANZIA

Chi ci garantisce che vivremo il nostro sogno? Nessuno lo può fare per noi, ma il nostro intuito ce lo racconta e ci indica la strada. Se la preghiera, in qualunque sua forma, può assomigliare a una telefonata che facciamo a Dio per parlarGli del nostro progetto, l’intuito è la Sua risposta. Va bene ragionare con attenzione scrutando le possibilità che si possono verificare nella vita. Meno bene è soppesare e misurare la situazione in modo maniacale, poiché molto spesso le soluzioni arrivano nella maniera e nei momenti più inaspettati.

Quante volte ci è capitato di pensare che avremmo fatto bene a seguire il nostro intuito in una particolare situazione? Chiedere di essere guidati e affidarsi fa risparmiare un sacco di tempo ed energie. Molte grandi imprese sono nate da un’intuizione e da una voce che ha spinto pionieri in ogni ambito professionale a “fare” anziché limitarsi a “sognare”. Difficilmente chi parla di ciò che non ha si ritrova a nuotare nell’abbondanza. Dunque, aspettiamoci il meglio, agiamo con fede restando vigili e consapevoli che il solo risultato che potremo ottenere sarà allineato con ciò che ci aspettiamo.

Il meglio deve ancora venire

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Pensare in grande

Pensare in grande è necessario perché le dimensioni del successo –inteso come capacità di far succedere – sono determinate dalla dimensione della nostra capacità di credere applicata ad ogni situazione. E’ un’abilità che, una volta sviluppata, la possiamo utilizzare per avere una concezione più ampia della vita.

Pensare in grande è guardare avanti progettando un futuro di sviluppo e crescita, anziché mantenere vivo un passato che già conosciamo e del il quale molto spesso abbiamo un ricordo doloroso.

Ed al pensiero grandioso possiamo aggiungere un linguaggio adeguato, indipendentemente da come sta andando la vita in questo momento. Concentriamo la nostra energia sui punti di forza e troviamo il modo per metterli in campo: sarà il nostro allenamento per i momenti in cui la vita ci prende a calci nel sedere.

Dobbiamo imparare a viaggiare in prima classe, che non vuol dire acquistare il biglietto più caro ma piuttosto ottenere il parere di chi il successo lo ha già raggiunto.

Quando spendiamo il nostro tempo con persone che sanno come ampliare la consapevolezza, arrivano suggerimento di questo genere:

  • Non aspettare che le condizioni siano perfette per iniziare, perché non lo saranno mai. Agisci adesso!
  • Sii tenace e sperimenta per trovare la “tua strada”
  • Nei momenti di difficoltà, sostieniti cercando soluzioni e non affossandoti nel problema
  • Sviluppa la fiducia che solo il cuore – e non la testa – ti può dare a garanzia che stai percorrendo la strada corretta e poi verificane i risultati attraverso lo specchio che il mondo ti mostra
  • Ogni azione vale più di mille parole. Per cui A.I.C. forever: Alza Il Culo!

Gran parte della differenza tra successo e fallimento sta in ciò a cui credi di essere e di aver diritto: questo è il motivo per cui conviene pensare in grande. Accorgiti!

La tua SpiritualCoach   Lucia Merico

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APPASSIONATA

La passione sussurra queste parole: “Niente e nessuno ti può fermare. Non importa cosa dicono gli altri: segui questa perfetta felicità e agisci in funzione della meravigliosa sensazione di gioia che senti ora”. Sai invece cosa ti urlano le scuse? Più o meno questo: “Lascia perdere. In fondo non è così importante. Lascia stare e se sarà puoi sempre farlo in un secondo momento. Questo non è il momento giusto per te: aspetta!”

C’è una definizione più nobile della parola entusiasmo fornita dai greci e che mi piace particolarmente: “Dio in noi”.

Ora immaginiamo Dio all’opera mentre crea: come pensiamo si comporterebbe? Quali sarebbero i suoi pensieri? Avrebbe forse l’idea di non poter creare o dubbi riguardo la Creazione e l’Amore? E se è vero che per Lui tutto è possibile, e noi siamo fatti della Sua Stessa sostanza che si manifesta sottoforma di entusisamo, perché mai dovremmo trovare delle scuse? Quando siamo pieni di entusiasmo, nulla è davvero difficile. I problemi diventano opportunità per imparare nuovi modi e vedere la vita con nuovi occhi.

Ogni mattina al risveglio medito su come sarà la mia giornata: la immagino al meglio. E se accade un momento di stallo, mi domando: “Cosa farebbe Dio in questa situazione?“. Rispondo a questa domanda, mi accorgo e vado avanti. E tu, a quale voce sceglierai di dare ascolto oggi? Accorgiti.

A.I.C. Alza Il Culo!

“Il denaro è l’effetto, e quando sei concentrato sull’effetto stai dimenticando la causa, e quando dimentichi la causa l’effetto comincia a scemare.  Quando fissi l’attenzione sul far soldi, stai bloccando il tuo sostentamento. Devi cominciare in questo preciso momento a smettere di credere che il denaro sia la tua ricchezza, il tuo sostentamento, il tuo sostegno, la tua sicurezza o la tua salvezza. Il denaro non è tutto questo, ma Dio sì. |…| Se vedi nel lavoro, nel tuo principale, nel tuo consorte o nei tuoi investimenti la fonte del tuo sostentamento, stai bloccando la vera Fonte. |…| Tu sei la progenie dell’Infinita Abbondanza dell’Universo.”  Lo scrive Price nel suo Libro dell’abbondanza, ed io sono pienamente d’accordo.

Da dove arrivano i segreti della manifestazione? Da dove prendono origine le idee di consapevolezza della prosperità? Dobbiamo fare un lungo viaggio, fin nelle antiche scuole misteriche di Asia, Egitto, Persia e Grecia affermavano che conoscendo sé stessi e il proprio io si arrivava a comprendere Dio. La meditazione era il mezzo per scoprire il potere di “trasmutare la discordia in armonia, l’ignoranza in conoscenza, la paura in amore e la carenza in abbondanza”.  Nella strada verso la conoscenza di sé, possiamo scoprire le leggi universali della manifestazione e diventare incarnazione di amore e pace, infrangendo ogni barriera e ostacolo.

La conoscenza di armonia e realizzazione viene scritta nei testi sacri e negli insegnamenti della cabala ebraica, dei mistici indù e buddisti, nello gnosticismo cristiano e nella prima versione della Bibbia. Un’idea che mette in comunione tutti è l’idea dell’unità tra Dio e gli uomini, in cui è insita l’essenza divina. Il Vangelo gnostico di Tommaso, trovato tra i rotoli del Mar Morto nel 1945, afferma che la conoscenza di sé apre le porte alla conoscenza di Dio e indirettamente ai Suoi poteri.

C’è stata poi un’evoluzione del cristianesimo che si è opposto fermamente all’idea che nell’uomo albergassero il potere e lo spirito divino: lo hanno reso pieno di peccato colpa e paura e necessario di qualcuno che dovesse “ripulire” i suoi danni, affermando così il potere della chiesa. Nell’antico medio evo le tecniche per sviluppare la consapevolezza e la manifestazione della prosperità furono occultate.

I massoni e i rosacrociani riuscirono a mantenere vive quelle conoscenze che successivamente nel XIX secolo riemersero con Emerson e Thoreau, i teosofi guidati da Madame Blavatsky, la Scienza Cristiana di Mary Baker Eddy, il Nuovo Pensiero di Charles Fillmore e Ernest Holmes, Rudolf Steiner e la sua Società Antroposofica e la Self-Realization Fellowship di Paramahansa Yogananda.

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Questa in pillole è la storia che oggi sta tornando, adattata a seconda dei tempi e delle necessità. Come tutti i segreti, prima o poi vengono svelati e in questo tempo e momento così fertile possiamo davvero concepire un ritorno all’Amore e a Dio in un modo completamente rinnovato: non più vedendoci come peccatori che necessitano di strutture specifiche e di un interlocutore  per chiacchierare con Dio, ma come anime degne e libere di relazionarsi con Lui in assoluta autonomia e in ogni circostanza.

Tornando al denaro e all’abbondanza: molte persone credono che il proprio lavoro, il principale, gli investimenti che hanno fatto o il coniuge siano la fonte del loro denaro, ma concentrandosi su queste fonti “esterne” dimenticano la vera Fonte che ne è all’origine. Il denaro non può renderti più sicuro, come invece è in grado di fare una profonda conoscenza di Dio e del potere dell’universo di provvedere.

Tutti noi arriviamo a un punto nel quale siamo obbligati a credere che una soluzione, in qualche modo, si troverà anche se non abbiamo nessuna garanzia. Senza questo atto di fede, finché avrai vita continuerai a pensare di non avere mai abbastanza, e lo ricercherai intorno a te anziché dentro di te, verso la conoscenza della tua anima.

Quali sono gli elementi primari che l’universo ci chiede di esprimere e che rappresentano la nostra vera essenza, le fondamenta della ricchezza? Meditare, visualizzare i desideri, la gioia di amare e la gratitudine, l’onestà, intesi nella loro accezione più ampia e perenne – uno stile di vita –  e non come simboli sporadici e temporanei per poter accedere alla prosperità. Tutti questi elementi hanno il potere di attrarre l’energia equivalente del denaro. Più vivi nell’amore, più ti avvicini alla vera realtà dell’universo e più amore e abbondanza fluiscono nella tua vita.

Questo  principio insegna una verità che potrebbe sembrare dura: guadagni ciò che sei che in poche parole significa ciò che attrai è la conseguenza diretta della tua condizione interiore. Digerire questa verità ti rende sicuramente padrone della tua vita. Occuparti ogni giorno della tua anima ti rende sicuramente padrone della tua vita. Compiere ogni giorno una o più azioni concrete che ti portano verso la prosperità e l’abbondanza di denaro e di ogni cosa desideri, ti rende sicuramente padrone della tua vita.

L’universo è felice e ansioso di mostrarti l’abbondanza. E tu sei disposto ad andargli incontro come “co-creatore”? Accorgiti!

UN DIARIO PER LA FELICITA’

Siamo energia, spirito, esseri divini che vestono per un po’ di tempo un corpo fisico, circondati da un universo di materia. Per vivere al meglio dovremmo avere ben chiare alcune domande: “Come voglio vivere? Cosa intendo essere avere e fare del mio tempo?”  Considerando il punto di vista materiale, quale tipo di vita immagini di vivere? Riesci a immaginarti nell’abbondanza di ogni cosa, circondato dal benessere avendo a disposizione tutto il denaro che ti occorre? Forse stai pensando che il denaro sia “poco spirituale”, che per te non è nulla o che non ti stimi abbastanza per essere in prosperità e ricchezza: non farlo! O per meglio dire, accorgiti che domandarti se meriti o meno denaro oppure se hai diritto di possederlo significa negarlo a te stesso. E’ una condizione che spalanca il baratro della carenza, perché è così che il mondo percepisce il tuo dubbio: trascinandoti in basso.

Ogni cosa dipende da noi. Se disprezziamo qualcuno si staccherà da te fisicamente o emotivamente, e questo vale anche per il denaro e per ogni forma di benessere e abbondanza, poiché il disprezzo uscirà dai nostri pensieri, andrà nel mondo e si manifesterà.

Dovremmo immaginare sempre e solo il meglio per gli altri, perché questo è il processo corretto per ricevere il meglio. E invece ci lasciamo confondere dall’invidia e dalla paura che qualcuno possa emergere più di noi. Anziché gioire per lui o per lei, gli balziamo sopra cercando di schiacciarlo per arrivare a prendere una boccata di visibilità.

Il punto focale non è escludere l’invidia ma accettarla come una delle molteplici emozioni che compongono il nostro essere umani. E se fosse proprio l’invidia il punto di partenza per rinnovare la tua vita?

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E’ spiritualmente accettabile che ciascuno di noi scelga il meglio per sé stesso e la strada passa sempre attraverso la stretta porta delle emozioni, quelle sottili, quelle che scartiamo “perché io non sono affatto invidiosa, semmai è un’invidia buona – perché io non ho paura – perché io sono forte, generoso, buono, tutto d’un pezzo – perché io prego ogni domenica in chiesa – perché “io” … “  Ecco, questo è l’inganno: credere di non appartenere alla categoria dei “cattivi”, quelli che pensano male o che fanno del male. L’inganno è credere che ci siano danni “piccoli “ e “grandi”, e che i piccoli siano meno dannosi dei grandi, dimenticando che ogni grandiosità è fatta di piccolissime forme, una accanto all’altra.

Cosa ti rende davvero felice? Scrivilo, tieni un diario quotidiano dove metti nero su bianco i tuoi passi per arrivare dove ti sei prefissata, dipingi un capolavoro con le parole e colora il libro della tua vita, modificalo ogni volta che la tua immaginazione diventa più ampia, per concepire una vita ancor più grandiosa.

Diventa un alchimista e condividi il tuo potere con gli altri aiutandoli a realizzare i loro sogni: forse è proprio questa la ragione per cui siamo venuti al mondo. Accorgiti.

Lucia Merico

NON SPRECARE IL TUO TEMPO

“Non sprecare il tuo tempo”  è una frase che ho sentito spesso in passato senza conoscerne davvero il suo significato. Poi ho capito. Le ore di una giornata a volte sono troppo poche per fare tutto ciò che dobbiamo, e finisce prima di aver fatto la metà delle cose che dovevamo fare.  Organizzati, che significa impara a espandere il tempo. “Come’è possibile?” potresti pensare. D’altronde le ore a disposizione sono ventiquattro: né un minuto di più né uno di meno. Dunque, come fare?

Prendiamo una lamentela comune: non c’è abbastanza tempo. Sotto la pressione di impegni e scadenze che influiscono così tanto sul nostro tempo, la vita diventa una continua corsa a ostacoli per raggiungere traguardi che, più corriamo, più sembrano allontanarsi. La gestione del tempo sembra non risolvere totalmente questo problema. Anche se lo migliora, gli impegni continuano ad assorbire tutto il tempo che dedichiamo loro. La soluzione è vivere senza tempo. Solo quando il tempo scompare c’è tempo a sufficienza. Può sembrare un paradosso e lo voglio riflettere  con voi.

Il tempo fa parte del nostro essere: non è separato da noi. Inoltre è infinito e ci può regalare tutto lo spazio per andare da A fino a B in assoluta serenità. In altre parole, l’espansione del tempo è in realtà l’espansione del sé, della nostra vera essenza che per sua natura è libera e non conosce confini. Se due persone visitano la stessa città, la cosa importante è l’esperienza che ne ricavano e non chi ha visto più monumenti. Da questo punto di vista, il tempo è soggettivo e allineato con ciò che vogliamo ottenere dalla vita. Ecco svelato il mistero.

Vuoi un altro esempio? Stai preparando il pranzo e sei rilassata perché hai un’ora di tempo per farlo. Hai già programmato tutto: appena terminato di cucinare, potrai finalmente leggere quell’articolo che ti aspetta sulla tua rivista preferita: cucinare in quella condizione diventa una meravigliosa meditazione ad occhi aperti. Squilla il telefono ed è tuo marito che ti avvisa che arriverà a pranzo con il suo capo. Il tempo che hai a disposizione non è cambiato ma è cambiata la tua percezione rispetto alla situazione: improvvisamente ti potrà sembrare di non avere tempo abbastanza per preparare il pranzo e, inoltre, non potrai dedicarti alla tua lettura preferita. Anziché fare un respiro profondo e sorridere mantenendo intatta la tua energia, comincerai a saltare da un mobiletto all’altro alla disperata ricerca di qualcosa da cucinare. Aumentando l’ansia, il tempo sembra diminuire e, di fatto, così sarà.

Quando coltiviamo la consapevolezza profonda che fare della propria vita un capolavoro significa svolgere al meglio le attività con piacere e sentimento, stiamo dilatando il tempo. Per contro, la fretta, la mal gestione delle attività, i sacrifici e le avversità affrontate con lamento inconsapevole restringono il tempo a disposizione, rendendo tutto più complicato di quanto non lo sia già.

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Come per il fiume, le silenziose profondità della nostra mente non sono separate da ciò che avviene in superficie. Ogni livello del fiume è formato dalla stessa acqua e va nella stessa direzione, ma il viaggio diventa più piacevole se non siamo sbattuti  qua e là dalla corrente.  Quando scopriamo che restare interiormente tranquilli e fermi annulla la pressione del tempo, faremo il passo successivo che sarà quello di programmare le attività quotidiane ricordandoci che respirare è la salvezza: ossigena il cervello, lo rende più attivo e in grado di accedere alle infinite possibilità.

Per cui, comincia a respirare. Accorgiti e respira. E più respiri consapevolmente, più ti accorgi: un meraviglioso circolo dal quale puoi lasciarti viziare con piacere.

Lucia Merico

TU CHIAMALE SE VUOI, EMOZIONI

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La vita ci pone di fronte a molte situazioni in cui lasciar andare non è semplice e può succedere di essere totalmente coinvolti dalle emozioni devastanti di cui è fatto quel momento, e come un fiume in piena veniamo trascinati dalla corrente impetuosa dell’ego che si sballotta da una sponda all’altra senza ritegno.

C’è un modo che ho imparato a usare in quei momenti, una strategia che, se agita con costanza, funziona sempre: invece di focalizzarmi sulla reazione del momento, faccio un passo indietro e mi allineo al potere personale – alla capacità di scegliere e decidere – riaffermando il mio vero essere.

In quello stato di coscienza diversificato, le redini della vita sono nuovamente nelle mie mani e con chiarezza comprendo che non esistono programmi prefissati. Scelgo di essere padrona della situazione e anziché muovermi come un burattino dico a me stessa: “Tu non sei me!”. La rabbia non è me, e neppure l’ansia o la paura, il vittimismo e la gelosia o qualunque altra reazione condizionata possa sorgere e che mi tiene legata ai vecchi schemi: tu non sei me! In quel momento scelgo di non oppormi, diventando consapevole e riaffermando ancora una volta: “Tu non sei me”.

Questo gioco ha due aspetti fondamentali: far capire all’ego chi comanda e che in quel momento non faremo il suo gioco e permettere al nostro vero Sé di entrare nella situazione, apportando le modifiche necessarie per rispondere in modo differente. Aprire uno spazio affinché la nostra anima si possa esprimere ha un enorme potere trasformante e lo capiamo perché:

  • Accettiamo l’esperienza che abbiamo di fronte, anziché contrastarla
  • Diamo spazio agli altri e a noi stessi
  • Collaboriamo con la soluzione anziché focalizzarci sul problema
  • Ci stacchiamo dagli influssi che cercano di abbassare la nostra energia
  • Rimaniamo calmi di fronte a un momento di stress
  • Perdoniamo chi ci offende
  • Affrontiamo la situazione con un sentimento benevolo e con la voglia di risolvere al meglio per tutte le persone coinvolte, e non solo per noi
  • Esercitiamo un flusso di pace, anziché fomentare
  • Manteniamo un atteggiamento non giudicante e punitivo, anziché puntare il dito

Queste risposte non possiamo né programmarle né forzarle anticipatamente, ma devono seguire una genuina e costante trasformazione per potersi esprimere spontaneamente quando è necessario. Sarà la risposta ad un lavoro fatto con cura e volontà, che privilegia la pace interiore in grado di coinvolgere l’intera situazione.

Quando ti rendi conto di reagire a livello dell’ego, fermati e rivolgiti alle emozioni affermando con determinazione: “Tu non sei me”. E poi usa questi quattro passaggi per aprire la porta alla tua anima:

  • Rimani centrato: concentrati sul tuo respiro, allenta le tensioni degli abiti e permetti alle emozioni del momento di scorrere come lettere dell’alfabeto appoggiate sull’acqua e portate via dalla corrente
  • Apriti alla chiarezza: Cosa è vero e cosa è falso. Quando hai paura ti senti come una preda, come se ci fosse qualcuno a trattenerti in quella situazione. Chi ti sta trattenendo è reale o solo nella tua mente? Ti faccio un esempio: una persona mi scrive che è terrorizzata dalla pioggia e mettersi in auto, da sola, con il temporale le provoca paura e panico. E’ sicura (lo dice il meteo) che le previsioni per il giorno dopo sono “terrificanti”: pare che pioverà a dirotto sia dove abita lei, che per tutti i 150 km che dovrà percorrere fino a destinazione. Afferma inoltre che sta piovendo anche da me proprio in quell’istante: guardo fuori e c’è una bellissima luna! La rassicuro dicendole: “Verifica il meteo domattina, quando apri le finestre, e ne riparliamo”. Per farla breve, è arrivata a destinazione serena e tranquilla, senza aver incontrato una goccia di pioggia. La paura era solo nella sua mente.
  • Aspettati il meglio: considerato che ci aspettiamo sempre che qualcosa accada, qualunque sia la situazione che stai affrontando orienta la tua mente su un’aspettativa che sia il meglio che tu possa immaginare.
  • Osserva e attendi con pazienza: C’è un detto: “E’ finita quando è finita”. In battaglia ci si arrende una volta sola, quando è veramente la fine. Sul sentiero spirituale la resa avviene continuamente e non ha mai fine. E’ lo scopo del fluire. Per questo osservare e attendere non è un atteggiamento passivo, né un conto alla rovescia in attesa del grande evento. E’ piuttosto un momento in cui, lasciandoti andare, sottrai qualcosa di vecchio per aggiungere qualcosa di nuovo.

Mi pare che tu ne abbia abbastanza per oggi: di tecniche, intendo! Non ti resta che accorgerti e agire.